Michele Lovison, 7 Corriere della sera del 23 luglio 2021

NFT, Crypto arte #linguaggi #arte [#riflessione]

Negli ultimi periodi sale l’attenzione verso le forme di arte innovative, se così si può dire, figlie della tecnologia. Si tratta di processi che hanno sbancato nelle vendite all’asta, la cui base di comunicazione è il social Twitter. Si tratta di attività che oggi inquinano – pari ad altri sistemi tradizionali – l’ambiente, in termini di creazione, elaborazione e trasmissibilità dei dati.

Sono di ieri due articoli tratti da 7 del Corriere e a firma di Michele Lovison e Vincenzo Trione. Il primo intervista Skygolpe – uno degli artisti NFT italiani di punta; il secondo, con ampio spettro critico, cerca di fare il punto della situazione tra mondo tradizionale e quello avanzato, mette a confronto pro e contro del valore di un’opera d’arte digitale al tempo delle tecnologie sempre più avanzate.

Il dato che mi colpisce sempre quando leggo di NFT e Cryptoarte è che l’opera è un codice di trasmissibilità che rende unico il lavoro e non replicabile. La parte che meno mi convince – al contrario – è la logica secondo la quale dovrei definirlo precesso artistico quando invece è di programmazione. Si passa, secondo me, da una base cognitiva a una attività meccanica. Dal pensiero creativo alla ripetizione che crea riduzione e minimalismo.

Sarà colpa dell’abitudine di guardare con l’occhio malato di chi è cresciuto attraverso immagini pensate, costruite, strutturate e decostruite, fatte di significati. Qui accade che l’opera si smaterializza nel passaggio: non più un qualcosa che occupa spazio, ma un codice che si può aprire tramite QR code da un semplice cellulare e che puoi acquistare senza la mediazione (apparente) di una figura ne stabilisce il valore.

Altro dato che mi incuriosisce è l’ereditarietà visiva. La nostra tradizione è figurativa, cioè siamo abituati a essere dominati da una storia dell’arte che ne narra altre con connotazioni chiare e precise. Con questi nuovi processi ci troviamo in una moltitudine spaventosa di elementi che creano pareti di immagini assemblate.

Sono combattuta, ma è solo un fattore di nuove abitudini.

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