Fest’e fiera. Tradizione, devozione e letteratura nel nuovo libro di Michela Di Lanzo e Adriana Gandolfi #libri

Ci sono cose che nascono all’improvviso, alcune poi esplodono.
Mi hanno regalato questo libro d’artista che parla di tradizioni, le illustra, ne ricostituisce una relazione e la messa in pratica nella condivisione. Tornano protagonisti gli occhi in un cambio che è necessità di sguardo ricostruito e rimescolato sulla base di ciò che è stato.

Aperto il volume, ho pensato a quanto diceva mia nonna un po’ di anni fa:
“Noi, in Abruzzo, siamo scredibili“.

Scredibili” è un termine dialettale che uso molto spesso, indica che ci facciamo suggestionare in modo molto facile – oserei dire ambivalente – nel continuare a lottare tra un sacro e un profano, tra un vecchio e un nuovo, nell’accettazione di un diverso che è sempre uguale a se stesso.

Non è un caso che in Fest’e fiera. Calendario illustrato dei riti abruzzesi ci sia una copertina raffigurata da un serpente nel suo cerchio magico.

Questa terra è custode: racconta la sua gente, la devozione, la differenziazione tra persone che appartengono ai vari territori, le sfumature che partono dal linguaggio nella simbologia della rappresentazione che ci unisce.

Michela Di Lanzo (illustratrice) e Andriana Gandolfi (ricercatrice antropologica) restituiscono per Radici Edizioni un lavoro strepitoso che è uno studio di letteratura visiva su qualcosa che è la nostra eredità territoriale ancora oggi praticata da molte comunità.

Si tratta di un libricino che scandisce l’importanza e la cura di una civiltà contadina legata da sempre alla sua terra e al suo territorio in una lotta costante tra religione e superstizione all’interno di una stessa pratica che solleva un’unica domanda:

chi è qui il diavolo e chi l’acqua santa?

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