In dettaglio. Il visionario della Fondazione Malvina Menegaz per Castelbasso 2023 #arte

Si entra in punta di piedi alla Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso quest’anno. Presenta due mostre a cura di Ilaria Bernardi dal taglio elegante, con un percorso di allestimento che apre al visitatore la visuale su due momenti di arte contemporanea con un taglio netto e attento per chi le attraversa.

La curatrice ha gestito gli spazi come viatici di opere scelte e con una organizzazione spaziale che segue quattro temi immaginati per Palazzo Clemente. In questa sede è inserita una riformulazione della Collezione Malvina Menegaz che ha un impianto razionato e ragionato quasi a mappare uno scenario dei luoghi e dei momenti storici, e per fare, delle arti, dei mondi che si attraversano in diverse dimensioni esperienziali.

In questo spazio si è accolti dai lavori di Aryan Ozmaei, un classico Giuseppe Stampone, un Fabio Mauri che inquadra la figura di Leo Castelli, un meraviglioso Patrizio Di Massimo e una intera stanza in cui emergono le opere di Stefano Arienti realizzate ad hoc per il progetto Retina.

Palazzo De Sanctis è cuore e fulcro della edizione 2023: all’interno di questo edificio si consuma la monumentalità pittorica, la sperimentazione e l’ironia che appartengono al maestro Enzo Cucchi.

Si tratta di una mostra costituita da grandi opere che permettono di immergersi e respirare la leggerezza del tema della morte, e nella quale gli scheletri – intesi come residui pieni di vita – interagiscono con l’anima delle pitture. I segni costruiscono, in dettaglio, opere su opere, nelle opere, possibilità che segmentano la visuale per chi vuole perdersi nel potere dei vari linguaggi artistici, praticati e sperimentati, da Enzo Cucchi.

Nei tre piani del museo si raccolgono elementi che fondono l’osservazione e l’esperienza in quella che è tutti gli effetti una mostra inedita.

Quest’ultima connota i lavori dell’artista concentrati negli ultimi dieci anni di attività e spezza ogni ipotetica possibilità di conflittualità con la sua grande mostra che è in corso al Museo MAXXI nella sua sede romana.

A fare la differenza in questa occasione castelbassese è lo sviluppo dell’inesplorato, in dettaglio, e nei dettagli, piccolissimi, incastonati nell’ironia dissacrante dell’esistenza che connota da sempre il lavoro di Enzo Cucchi dalla Transavanguardia in poi.

La percezione che si ha è di essere immersi in un visionario che offre possibilità di panorami di osservazione con l’inserimento di elementi che ci riguardano in una logica che fa apparire l’artista come figura che ci spia dai suoi stessi lavori.

Bisogna avere occhi attenti per il terzo piano del palazzo e per una piccola stanza iconica del museo fatta in pietra: in questi ambienti si è dentro un flusso mentale che può permettere ai pubblici di essere testimoni oculari di un momento storico – e di passaggio – dove la storia dell’arte e delle immagini attraversa i secoli e fuoriesce dai quadri portando la bidimensionalità, nella tridimensionalità, fino alla entrata in campo nello scenario, sul presente, degli elementi raffigurati.

Con i due progetti – e con questa scelta di nuova fase curatoriale che ha come protagonista Ilaria Bernardi – la Fondazione Malvina Menegaz si riconferma essere la realtà privata più importante d’Abruzzo. La sua attività segna un passaggio che è comprensione delle dinamiche sulle arti contemporanee e l’andamento degli scenari di rappresentazione sul futuro delle società e delle comunità artistiche abruzzesi a vocazione internazionale, poiché conserva, preserva e custodisce l’importanza del ruolo del visitatore nell’accessibilità: ponte di possibilità sulla comprensione e la partecipazione ai nuovi linguaggi.

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Enzo Cucchi
La mostra

a cura di Ilaria Bernardi
Palazzo De Sanctis
Fino al 27 agosto 2023

Collezione Fondazione Menegaz
4 percorsi
a cura di Ilaria Bernardi

Palazzo Clemente
fino al 27 agosto 2023

www.fondazionemenegaz.it

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