Non sono una cuoca, non sono una santa

Una delle mie grandi passioni è cucinare. E’ una formula che uso spesso per allontanare i cattivi pensieri e progettare creativamente le attività da fare in futuro.
Una forma maniacale di sfogo che piace a tutti, soprattutto a chi sottopongo i patti.

Vorrei iniziare parlando di “Risotto alla zucca” ,e allo stesso tempo urlare al MONDO che ODIO l’ordine delle dosi per creare i primi piatti poiché restringono tutte le forme di comunicazione che gli ingredienti possono dare amagalmandosi attraverso la sperimentazione improvvisata!

(Finalmente ho fatto outing, ohhhhhh! )

Detto ciò, di seguito descritti i beni usati a occhio.

Risotto alla zucca:

 Colonna sonora:




Ingredienti

Zucca rossa (circa 600 gr pulita)
Brodo Vegetale a litrate (che ci sta sempre bene)
600 gr Riso carnaroli o arborio – fate un po’ voi
Burro, olio e.v.o, panna da cucina (qb; qb; qb)
1 Cipolla rossa di Tropea
Vino bianco secco  (q.b)
Sale, pepe e prezzemolo; parmigiano (qb; qb; qb)

Preparazione:

Brodo vegetale:
Acqua, pomodorini pachino, carota, cipolla, sedano, zucca.
Mettete a bollire per piu’ di tre ore, così da avere un risultato ottimale.

Generalmente se ho in mente di preparare il risotto per il pranzo del giorno dopo, ricorro la sera prima alla cucina preventiva, così da essere libera la mattina stessa e cucinare a orari accettabili per il mondo.

Zucca.
Olio alla mano, padella antiaderente e spaf – quantità di evo giusto per il leggerissimo soffittino.
Tagliate finemente la cipolla, gettatela nell’olio fino a farla imbiancare, infine, versare la zucca tritata altrettanto finemente.

Zucca + brodo vegetale + riso = pranzaccio

Su una pentola ampia, mettete un quantitativo d’olio calibrato e giusto per far rosolare la cipolla rimanente.
Versate il riso e lasciatelo tostare un po’ versandoci del vino bianco. Una volta sfumato quest’ultimo, armatevi di bandana rambo e iniziate la ritualità d’assorbimento attraverso incommensurabili giri di cucchiaio di legno con forza e vigore.

Versate impunemente mestoli di brodo vegetale al fine ultimare la sua cottura.

Consiglio – mai servire il riso troppo scotto o troppo cotto. Giusta aderenza e compostezza per la creazione del piatto finale.

Dopo 10 minuti di tarantelle versate la zucca cotta in precedenza e lasciatela amalgamare al riso in cottura.

Alla fine versate – se volete – un po’ di panna da cucina, burro, prezzemolo, sale e pepe.
Spegnete i fornelli e fate fermare il tutto per poi servirlo in tavola con una spruzzatina di parmigiano grattugiato e del prezzemolo a decorazione.

Buon appetito!

12 pensieri su “Non sono una cuoca, non sono una santa

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