La partecipazione attiva dei cittadini è il cuore pulsante di una democrazia sana. Non si tratta solo di votare alle elezioni, ma di contribuire costantemente alla vita sociale, politica ed economica del proprio paese. La partecipazione permette ai cittadini di far sentire la propria voce, influenzare le decisioni collettive e promuovere il cambiamento su questioni che riguardano il benessere comune, soprattutto quando la presenza delle persone rimaste è davvero concentrata in pochissimi numeri.
Essere cittadini attivi significa non restare spettatori passivi, ma agire per migliorare la comunità, dall’impegno civico al volontariato, fino alla difesa dei diritti. Quando i cittadini si coinvolgono attivamente, si rafforzano i legami sociali e si sviluppa un senso di appartenenza e responsabilità verso il proprio territorio: il centro su cui dovrebbero ruotare gli interessi reali e di crescita economica.
Il ruolo della cittadinanza è determinante perché, attraverso l’azione collettiva, si riescono a influenzare le istituzioni e a costruire una società più equa e giusta. La partecipazione non è solo un diritto, ma un dovere morale: contribuisce a garantire che le decisioni siano prese nell’interesse di tutti, e non solo di pochi, perché si rafforza con il dialogo sulle necessità.
Un esempio concreto di cittadinanza attiva è quello del borgo di Venzone (Friuli Venezia Giulia, circa 2000 abitanti). Dopo il devastante terremoto del 1976, i cittadini si sono mobilitati per ricostruire il paese, che era stato quasi completamente raso al suolo. Grazie al forte senso di appartenenza e alla partecipazione collettiva, Venzone è stato ricostruito esattamente com’era, mantenendo intatta la sua architettura medievale. Oggi è considerato uno dei borghi più belli d’Italia, un esempio di resilienza e cooperazione civile.
Un altro caso significativo è quello di Racalmuto (Sicilia, circa 2000 abitanti). Questa piccola comunità, nota per aver dato i natali allo scrittore Leonardo Sciascia, ha saputo valorizzare la propria storia e cultura attraverso iniziative partecipative. Grazie all’impegno dei cittadini, il borgo ha promosso eventi culturali, festival e attività educative legate alla memoria dello scrittore. Questo ha attratto visitatori e creato nuove opportunità economiche, dimostrando come la partecipazione civica possa rilanciare il turismo e lo sviluppo locale anche in piccoli centri del Sud.
Un terzo esempio di resilienza e partecipazione attiva si trova in Pescocostanzo (Abruzzo, circa 1200 abitanti). Questo borgo, situato nel cuore del Parco Nazionale della Majella, ha saputo preservare il suo patrimonio artistico e architettonico, resistendo alle difficoltà economiche e demografiche. Grazie a una forte collaborazione tra i cittadini, le istituzioni locali e associazioni culturali, Pescocostanzo è diventato un centro di turismo culturale e artigianale, rinomato per le sue opere in ferro battuto e merletti, valorizzando tradizioni secolari e attraendo un turismo consapevole e sostenibile. Questi esempi, sono solo alcuni, e dimostrano come l’impegno collettivo possa garantire un futuro prospero anche per piccoli borghi di collina, e dimostrano che, quando i cittadini si uniscono per il bene comune, possono trasformare difficoltà in opportunità e fare la differenza per e sul futuro delle proprie comunità.
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