Freud #serietv [#recensione]

#iorestoacasa, amore, attualità, costume, cultura, Donne, giovedì, Narcisismo, quarantena, religione, rumors, salute e psicologia, Serie tv, società, spiritualità, streaming, vita

Psicoanalisi vs Manipolazione.

Freud è l’ultima serie Netflix che ho visto.
Il cuore della storia è basato sulla scoperta e la conoscenza della pratica della ipnosi, la simbologia, l’inconscio a essa collegato.

Il segno diventa elemento esoterico che spinge il racconto a essere lontano rispetto a quanto ci si può aspettare con un titolo che porta a pensare al personaggio cui è ispirata la visione: il padre della psicoanalisi.

Freud è uno studente ebreo di fisiologia/neurologia, una persona che entra a contatto con una ragazza molto particolare dal nome Fleur Salomè. Lei è una medium degli szápáry ungheresi, la famiglia cospiratrice che punta alla distruzione dell’impero viennese.

Il filo conduttore, il dubbio che trasporta e cattura l’attenzione dello spettatore è quello di capire cosa sia il Táltos.

I temi riferiti a ogni appuntamento (isteria, rimozione, dipendenza, ecc.), sembrano posti in secondo piano rispetto a una costruzione riconducibile a un poliziesco dai risvolti perversi.

La fotografia è molto bella.
Non saprei dire se mi è piaciuta o meno, ma la questione che solleva la mia mente è legata alla sua vera storia di vita; se e quanto c’è della sua biografia e quanto ha influito e ispirato questo racconto messo on-line poche settimane fa.

Opinioni?🤔

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Lista, spesa - ph. Amalia Temperini

Diario della quarantena [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, attualità, comunicazione, costume, cucina, cultura, Donne, giovedì, quarantena, ricette, salute e psicologia, società, vita

A questo punto il blog assume di nuovo identità rinnovata. Già da qualche giorno i post che inserisco hanno un altro tipo di approccio, questo perché credo che, ad ogni mio cambiamento, esso debba riflettere il vissuto che mi attraversa.

Ne approfitto per dire che la cosa più brutta di queste giornate è notare come i prezzi dei prodotti siano aumentati di brutto, parlo della frutta, di cose di prima necessità.

Mi sono fatta un conto per capire se conviene acquistare con consegna a domicilio o uscire per fare la fila nei supermercati con un rischio maggiore di esporsi all’essere contagiati.

Ho notato che conviene, in termini di risparmio benzina, farsi portare l’essenziale a casa, almeno uno ha la possibilità di non pagare il carburante con il vantaggio di limitare al massimo ogni cosa.

Se già ci sono questi aumenti, tra un mese cosa potrà accadere?

La fortuna di vivere in Abruzzo – in zone periferiche – è che esiste ancora la solidarietà. In qualche modo il baratto diventa un vantaggio e se tu porti i biscotti alla tua vicina, dal suo orticello ti ringrazia con un po’ di insalata.

🔥

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I am not ok with this - serie tv, netflix - ph. Amalia Temperini

I am not ok with this #serietv [#recensioni] #iorestoacasa

#iorestoacasa, cinema, costume, cultura, Donne, Narcisismo, salute e psicologia, Serie tv, società

Pensavo a una cosa tipo The Fuc***g world, ma mi sbagliavo. I am not ok with this è tutta un’altra questione. Non posso neppure pronunciarmi nel fare un paragone con The Stranger Things perché non l’ho vista per scelta.

La storia è di una ragazza coi superpoteri telecinetici, una eredità da gestire dopo che qualcosa è accaduto a suo padre. Per tanti versi il suo personaggio assomiglia a Carrie, la protagonista dell’omonimo libro di Stephen King diventato un famoso film che ha terrorizzato i martedì sera della mia adolescenza.

I temi ricorrenti di questa serie TV sono la gestione nella famiglia, il padre, l’amore, la scoperta della sessualità, il femminismo, la relazione con madre, la vendetta, la scuola, il tradimento. Un mix di cose ovvie, in pratica, che si ritrovano puntualmente in progetti noiosi.Le puntate sono molto brevi e non portano apparentemente a nulla, ma l’ultimo appuntamento è quello più interessante.

Allora?🤔 Mi chiedo: ma questa prima stagione è solo l’anteprima di un periodo ancora da scoprire oppure è un avvertimento per abolirla del tutto dalla lista dei favoriti?

Chi l’ha vista?
Cosa ne pensate?
Che intenzioni avete di fare in attesa di una nuova uscita? 🤣

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patata - gnocchi - ph. Amalia Temperini

Gnocchi – Domenica [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, costume, cucina, cultura, Donne, ricette, salute e psicologia, società, vita

Una delle cose che odio di più è fare gli gnocchi.

Mi hanno insegnato la preparazione della pasta fatta in casa quando avevo 9 anni, rigorosamente a occhio, senza troppa filosofia culinaria, con la giusta misura delle dosi.

Gli gnocchi.
Gli gnocchi non sono come le tagliatelle o la chitarrina, io li ho sempre odiati. Capire quante patate devi prendere, pelare, mettere a bollire, attendere il raffreddamento, impastare, ritagliare. I tagli devono essere netti, le misure tutti uguali – altrimenti guai, che fa? Pare brutto! La geendde!
Perché tua nonna li faceva così, mia mamma li impasta così, tutta la stipe mondiale dell’universo li ha sempre preparati a così. E tu? 🤔

Insomma il piatto della domenica a casa è questo, in varie versioni, ma se dovessi stilare la modalità migliore di condimento allora scelgo quelli al sugo semplice profumato al basilico.

Esiste cosa più buona? Per me no.
A parte quelli coi funghi, tartufo e macinato, allo zafferano, ecc. 😂
Oggi ho capito che farli è davvero una cazzata, non che prima ne avessi dubbio, ma il peso della tradizione era una macigno colossale piombato a ripetizione.
Come mai oggi?
Perché forse quando sei in trappola, la trappola diventa la salvezza.

Statemi bene 🤭
💥🔥Evviva la vita! 💥🔥
(Finalmente fuori una oncetta di sole!)

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Almarina - Valeria Parrella (Einaudi, 2020) ph. Amalia Temperini

Almarina – Valeria Parrella #einaudi #libri [#recensioni]

#iorestoacasa, attualità, costume, cultura, Donne, filosofia, leggere, libri, quotidiani, salute e psicologia, società, vita

Uno degli ultimi libri che ho letto prima del blocco mentale è stato quello di Valeria Parrella intitolato Almarina (Einaudi, 2019).

La storia è di una donna che ha perso il marito, si trova a vivere una condizione esistenziale travagliata, lavora come insegnante nel carcere minorile di Nisida, a Napoli, dove conosce Almarina, la seconda protagonista di tutta la lettura.

L’autrice attraversa tanti temi. L’idea di violenza, la diversità tra i concetti di diritto e giudizio in chiave individuale e collettiva. Apre una riflessione sul concetto utopico di Giustizia posto in relazione al valore del Giusto. Accende l’attenzione sulla difficoltà di essere madri, sulle lungaggini delle adozioni, le separazioni e relazioni tra figli e fratelli.

La vicenda non mi ha fatto impazzire. Ho trovato multo utili gli spunti filosofici che ruotano attorno alle vicende sociali curate dalla scrittrice.

Attualmente è candidato al Premio Strega 2020.

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Accademia [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, lavoro, libri, mostre, quotidiani, recensioni arte, rumors, social media, società, Studiare, vita

Questa è la vera Accademia e non mi pare che sia una idea tanto vecchia.
Ho sempre pensato che stessimo vivendo un tempo strano, un mix tra medioevo e rinascimento messi assieme da un linguaggio innovativo fatto di algoritmi, la nuova architettura in tutti i campi.

Questa intervista che mi hanno segnalato poco fa è tratta da Repubblica, evidenzia e rimarca la velocità con la quale si è arrivati a una soluzione veloce, in poco tempo, per ospitare i malati di corona virus e tutelare gli organi medici che arrivano in soccorso per le cure di chi ne ha più bisogno adesso. Vincono pratica e adattabilità, oltre che una visione umile e replicabile di un progetto versatile e per ogni fascia della popolazione.

Mi sembra che gli artisti chiusi nelle loro finestrelle social, falliscono in questi tempi, hanno poco da dire e quello che comunicano è boria e pessimismo. Piccoli urlatori alla Munch che tentano di imitare l’operato di Bill Viola nei movimenti, senza tenere conto che dietro ogni azione esiste uno studio e una progettualità strutturata a monte.

Ripenso a un libro di Bruno Munari che ho letto poco tempo fa. Parlava di come esista una sostanziale differenza tra artisti e designer nella mentalità e nella progettualità. Questi secondi sono quelli che si avvicinano a chi ha a collaborato con Carlo Ratti, cioè persone che agiscono con fatti e non chiacchiere.

A calpestare i lamentosi sono arrivati, pochi giorni fa, quelli che hanno aderito al progetto pensato come una comunità, si chiama “The Colouring Book ” voluto da Milano Art Guide e curato da Rossella Farinotti e Gianmaria Biancuzzi. Lo scopo è stato di donare disegni da colorare a tutti e sono tutti on-line gratuitamente. Anche qui si hanno i concetti di condivisione, adattabilità, riproducibilità, diffusione, linguaggio.

Qualcosa sta cambiando, ma il punto è che chi ha asprezza d’animo, sta diventando solo più brutto e riottoso. Fortuna che esistono gli altri!

Per l’intero articolo qui

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Dolci, pasta [#iorestoacasa]

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Mai dire mai“. Forse è questo concetto che devo rimarcare con più potenza. È proprio così: mai dire mai nella vita.Oggi per la prima volta ho impastato delle cose nuove. Nel caso dei dolci la questione si è risolta nella maniera più tranquilla. Nel caso della pasta, ho usato la semola di grano duro, una farina sconosciuta fino ad ora.

Il risultato è stato ottimo, volevo vedere la sua resa in assoluto senza l’uso di altre farine e sono soddisfatta.Mai dire mai.
Quando avevo circa venti anni ho rifiutato per ben due volte la nomina per fare l’infermiera OSS. Era un corso gratuito molto ambito quando ancora era facile lavorare nelle Asl. Io non mi sentivo pronta, non era quello che volevo fare, ero giovane e sentivo che avrei dovuto giocarmi altre carte. Ho fatto per ben due volte un passo indietro per scelta.In questo momento hanno sospeso molti servizi agli operatori sanitari domiciliari.
Nessuno entra nelle case, pochi hanno accesso, solo per chi ha disabilità gravi. Questo per evitare contagi ai pazienti, ma anche agli operatori che si espongono nel fare il loro mestiere.Oggi ho assisto per la prima volta a una operazione molto particolare. Sfilare un sondino per la nutrizione dal naso per rimpiantarne uno nuovo e sterilizzato.
Non avrei mai immaginato di aver dovuto affrontare quella condizione così sofferente per mia nonna, con questa forza, la stessa che ho dovuto metterci io per fermare le sue mani e aiutare l’infermiera nella sua operazione con quella distanza di un metro che è sempre troppo vicina.Un terrore inaudito.
La paura di essere contagiata. L’indossare una mascherina con una persona che conosco da più di due anni che di colpo è diventata estranea tra guanti, medicine e cerotti.Questo Covid19 è un esercizio per la mente, per il corpo, ogni giorno una sfida più grande, una emergenza. Ogni giorno vado a dormire con una nuova speranza che trema e accompagna con sé una domanda: cosa porterà tutto questo nel futuro?

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Perdo i giorni [#iorestoacasa]

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La calma inizia a scemare, sarà la mancanza del sole che incupisce l’inizio di una nuova settimana.

Nella mia zona, nel mio comune, al momento è infetta una sola persona. Lo ha saputo in modo vergognoso, senza essere avvisato, ma su segnalazione dei dati della regione che ogni pomeriggio informa i momentanei sopravvissuti.

Al confine, vicino casa mia, nel comune di Atri, a meno di un chilometro, tre casi confermati, ieri sera. È il punto che frequento di più, quest’ultimo luogo. La spesa, le poste, la benzina. Luoghi che ho attraversato sempre con una certa scioltezza e che oggi imparo a guardare con un distanza abissale. Mi pongo cento domande, alle quali ho scarsa risposta.

È solo una condizione mentale. Il limite fisico, la protezione, il riparo si hanno, almeno io lo ho, e posso trarne vantaggio maggiore se continuo a rispettare le regole e le disposizioni che le istituzioni ci hanno indicato, ma quanti stanotte sono rientrati in Sicilia nella grande fuga dal Nord?
I casi partiti nella mia vallata, per buona parte sono scoppiati con il rientro di ragazzi che hanno creato una condanna ai loro stessi familiari.

Piano piano, tutto quello che ho studiato sulla Seconda Guerra Mondiale sembra prendere forma in altre modalità. Penso ai forni crematori, all’uso che ne stanno facendo a Bergamo o Brescia. Penso anche a come ho sentito in TV, ieri, che questa situazione si svolge seduti da un divano, con tutti i comfort, guardando un monitor.
Penso a come chi veniva spedito nei campi di concentramento era affidato a un treno. Mentre i treni, nel nostro caso, sono stati parte di una condanna inspiegabile caduta da chissà quale condizione venutasi a creare.

Se arriverà la neve, come hanno detto, questo azzeramento cosa porterà?

Insomma, fuori è molto freddo, ma anche dentro non ce la passiamo tanto bene.

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Cambio dei tempi #coronavirus [#iorestoacasa]

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Odio abbastanza le tende, in camera mia non ne ho. Lascio filtrare la luce ogni mattina, bella o brutta che sia, sparata in faccia.
Mi accorgo già da qui come sarà la mia giornata. Sono ancora nel letto, ho diverse cose da coordinare, devo alzarmi. Mi sono impegnata con il mio vicinato per la gestione di un servizio. Ho contattato il comune e mi sto organizzando con alcuni gestori di negozi per far arrivare alcuni beni di prima necessità nella mia frazione.
Ieri ridevo e scherzavo con i miei amici più cari per questa situazione che ho definito “una battaglia per il pane”. Esiste ancora, nella mia zona, la possibilità di avere in consegna il pane sotto il portone di casa. Sono due, i fornai che si alternano ogni giorno, arrivano da diverse zone, per fornire questo servizio da sempre. Uno di loro ha sospeso – forse per motivi di distanza e sicurezza – l’altro, quello del mio paese, sono riuscita a convincerlo nonostante io non fossi sua cliente, con lo scopo è di potenziare altri giorni della settimana e garantire quanto occorre per avere i servizi minimi di base (sale, zucchero, latte, tonno, uova, ecc.). Nel pomeriggio ci saranno le prime consegne e non mi sarei mai aspettata che i miei vicini di casa appoggiassero questo piccolo gesto che ho cercato di fare in tutta prontezza tipo task force 😂. Quando c’è stato il terremoto di L’Aquila del 2009 ero volontaria in Emergency. Ho visto negli hotel i traumi delle persone arrivare da quella città, ho ascoltato storie terrificanti, fuori la terra tremava, continuamente. Sono situazioni diverse, imparagonabili. La TV undici anni fa non avrebbe mai parlato di guerra. Sento amici di Germania, Francia e Belgio che riportano lo stesso linguaggio. I loro capi di Stato usano – in netto ritardo rispetto all’Italia – metafore di qualcosa che non avrei mai immaginato capitasse: una guerra contro l’invisibile.
In questi giorni penso sempre a mio nonno. Mi diceva sempre di risparmiare, fare economia ed essere veloce, molto veloce nel fare le cose. Non avrei mai immaginato di mettere in pratica questo consiglio.

 

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Cy Twombly, The Rose Series, 2008 (web)

Cy Dear – Andrea Bettinetti #film [#recensione]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, cinema, collezionismo, costume, film, giovedì, recensioni arte, società, streaming, videoarte

Visto circa un mese fa, mi sono data del tempo per riflettere su questo artista statunitense famossissimo, vissuto fino al 2011 tra Italia e America e con l’attivo mostre in tutto il mondo. Si tratta di una produzione distribuita su SkyArte e NowTv che ha concorso a numerosi festival di cinema dedicati all’arte contemporanea la cui regia è a firma di Andrea Bettinetti.

Quello che si racconta è un viaggio intimo e di osservazione sulla vita di Cy Twombly, narrato per buona parte dalla figura di Nicola Del Roscio, presidente della Cy Twombly Foundation.

Il film non tralascia i momenti bui vissuti dall’artista, mette in evidenza certe asprezze affiorate nel momento in cui la Pop Art è arrivata in Italia alla Biennale di Venezia nel 1964 e la sua esplosione nel mondo grazie al supporto del gallerista Leo Castelli. Quanto avrebbe potuto il suo segno essere considerato pop? Molti delle sue passioni arrivavano dall’epica, dalla storia dell’arte antica e dalla letteratura.

Il quadro di Cy Dear è un percorso unico, di una personalità votata a sé e al suo fare. Interessante la differenza descritta tra il modo di lavorare e l’approccio personale nel paragone che si sviluppa con l’operato dell’amico Robert Rauschenberg.

Mi stupisce una cosa, come sia stata tralasciata la parte della sua vita dove è stato chiamato a essere crittologo per l’esercito americano, quanto un’attività di questo tipo potrebbe essere stata utile nello sviluppo del suo codice?

Cy Dear non risponde alla totalità del percorso creativo di Cy Twombly è una infarinatura generale, un ricordo che si fa testimonianza tra quelle persone che hanno collaborato e vissuto con lui, a stretto contatto, come fedeli e sinceri amici.

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Nadia Terranova, Addio fantasmi, Einaudi, 2018 - ph. Amalia Temperini

Addio fantasmi – Nadia Terranova #libro [#recensione]

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Addio Fantasmi (Einaudi, 2018) è un e-book che ho acquistato pochi giorni fa. È scritto da Nadia Terranova, un’autrice siciliana che vive a Roma.

La storia è di Lidia, una donna che intraprende un viaggio di ritorno in Sicilia, la sua terra madre; un’isola, un luogo che si aggancia al continente da uno stretto.

La protagonista vive un vuoto da quando ha vissuto un abbandono, adesso vive a Roma con suo marito, la sua casa. È una persona riconosciuta e lavora in radio, ma qualcosa nella sua vita ha ancora bisogno di essere risistemato e la scusa del tetto è la migliore che le potesse capitare.

Il libro è ricco di dissimulazioni accumulate nel tempo. Il silenzio regna e si fa prorompente. La lettura è veloce, porta a una profonda riflessione legata al rapporto che abbiamo con l’idea di madre, di genitore, con quella di padre e della morte in generale.

Quanto è dura accettare una perdita quando il corpo di chi ami non esiste, non puoi contemplarlo come accade per un defunto? Quanto spazio occupa nei tuoi pensieri e quanto il dolore ti isola dalle persone più vicine e importanti? Quanto può valere la testimonianza di un’altra persona nell’accettare il perdono che merita la tua anima?

A me è piaciuto.
Letto volentieri. L’argomento trattato è affrontato con la giusta onestà e l’ho apprezzato molto.

Nadia Terranova- Addio Fantasmi
Einaudi, 2018

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I due papi - Fernando Meirelles, Netflix, 2019

I due papi – Fernando Meirelles #film [#recensione]

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Io non so se sia vero quanto viene dichiarato prima della visione del film I due papi di Fernando Meirelles (Netflix, 2019), cioè se questa storia raccontata è accaduta veramente tra Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio, ma posso affermare che mi sono divertita nel seguire la vicenda dialettica costruita per questi due personaggi.

Ho scelto di vedere il lungometraggio prima dell’inizio di The New pope (The young pope) di Paolo Sorrentino e dopo alcuni anni dall’uscita di Habemus Papam di Nanni Moretti. La regia sembra giocare proprio con riferimento a queste precedenti progetti, ma il tocco di interesse avviene tra i due protagonisti nella loro relativa benedizione all’atto delle confessioni.

L’intento sembra quello di mettere in evidenza un messaggio che è la Chiesa stessa, fatto per la Chiesa, in un momento di passaggio, dove la spiritualità di ognuno – all’esterno di questo mondo – è posta in secondo piano perché quella degli uomini che la rappresentano non è del tutto senza macchia. La visione, inoltre, non abbandona gli scandali che ha attraversato una delle più grande istituzioni al mondo negli ultimi anni, piuttosto rimangono a margine e si sommano alle vicende personali mai raccontate prima, con le quali bisogna fare i conti dopo.

Gli autori mettono in luce anche il feroce giudizio delle persone. La gente che accusa la partecipazione di Ratzinger alla gioventù hilteriana o la partecipazione di Bergoglio agli incontri con Videla durante il periodo argentino assieme al tradimento dell’ordine, le colpe e i silenzi trattenuti. Per questo lo scenario è uno schema che si gioca all’interno delle mura vaticane e si divide tra chi ha trattenuto le emozioni in una dimensione narcisistica e tra chi ha vissuto e sta riscattando il suo dolore con processi di cambiamento rivolti all’intero mondo.

Nella sua totalità il film non offre risposte, racconta un presunto percorso storico, non muove critiche feroci e ha un lieto fine, cioè la nomina di Bergoglio a pontefice. Per questo, quello che credo è che si ha di fronte un prodotto piacevole che non cambierà le sorti del cinema, con una colonna sonora molto divertente, ottimo per passare due ore tra risate e momenti di forte emozione.

 

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