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cultura, vita

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Tu non sei i tuoi anni – Ernest Hemingway [#poesia]

amore, cultura, Donne, lavoro, poesia, salute e psicologia, vita

“Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso

il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,

le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici

sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.

Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.”

Tu non sei i tuoi anni – Ernest Hemingway

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#pause

cultura, musica

Intervallo.

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olanda (Da web)

Olanda, dopo un anno #pensiero #riflessione [#arte]

arte, artisti, mostre, turismo, viaggi

Lo scorso anno, quando feci quel piccolo viaggio in Olanda, decidemmo di inserire al volo L’Aia, andare a trovare a casa La ragazza dall’orecchio di perla di Veermer al Mauritshuis Museum, dopo aver fatto il pieno di arte contemporanea a Rotterdam.
La fortuna di quel periodo è stata la seguente: trovare le opere della Frick Collection di New York a disposizione nelle aree del museo incluse nel prezzo del biglietto. Rimasi colpita da questa opera di Jean-Auguste-Dominique Ingres, Comtesse d’Haussonville (1845). Non ne sapevo nulla, non so nulla di questo lavoro. Passai molto velocemente da lì, in verità, perché entrare in città, da una stazione minore, fu da spavento; vedere quel lato olandese dopo un’immensa perfezione fu capire cio’ che una ragazza di Utrecht mi aveva sempre detto, di quanto i problemi sociali fossero vivi, di quanto astio ci fossero tra le diverse comunità emigrate in quelle aree; volevamo andare via prima che facesse buio.
Rimasi colpita da pochissime cose del dipinto di Ingres: la supponenza fastidiosa di una donna che aspetta e ti guarda scrutandoti; la firma in basso a destra; il riflesso delle spalle che smonta totalmente la presunta superbia, non so come definirla, della giovane donna. Il rosso, vanità, splendente del fiocco poggiato sui capelli, frontale, la corrispondenza dei papaveri in basso, anche loro riflessi dallo specchio. In questo lavoro ho visto in un colpo solo la vecchiaia. Ho capito che Vermeer era il meno potente tra i due, nel dire, in questo confronto lontano, collocato in uno stesso luogo; di lui ho apprezzato le nuvole fedeli alla sua terra; avevo trovato le stesse a Delft, come la luce, dove ero di base ospitata.
Questioni di collezionismo, pubblicità e autenticità, cambiamento di percezione che dal vivo assume tutto un altro sapore.
Fortune.

 

 

Un po’ d’Abruzzo (prima parte)

arte contemporanea, cucina, cultura, eventi, fotografia, mostre, ricette, vita

h

Palline di cocco, al forno

cucina, ricette, vita

Eccomi, di nuovo, dopo giorni intensi di lavoro. Ho avuto delle date di consegna serratissime, e nell’ultima settimana è stato veramente difficile scrivere altro, all’infuori di quello stavo trattando. Torno, e per farmi perdonare, lascio una ricetta di alcuni dolcetti che faccio da anni.

Palline di cocco, al forno

Ingredienti:

250 gr di noce di cocco grattugiata
180 di zucchero
2 uova intere
Cacao amaro

Liquori:
Anice per i bianchi
Rum per i neri al cacao amaro

Strumenti:

Pirottini (scegliete voi la misura che preferite)
un piccolo piattino con acqua
Placca da forno

Procedimento:

Pesate e versate lo zucchero assieme alle uova dentro un contenitore, sbattendo e lavorando, fino a ottenere un composto spumoso. Incorporate il cocco,  mescolate bene.

A questo punto è necessaria una decisione. Di solito faccio il doppio della dose, quindi i miei 250 gr, diventano 500 con 4 uova in totale.

Divido l’impasto in due, poi verso l’anice nel contenitore dove voglio mantenere il cocco nel suo colore originale, mentre nell’altra, quella rimanente, ci butto dentro il cacao assieme al rum, affinché si crei un binomio perfetto. In maniera separata, poi, amalgamo bene le parti fino a far plasmare il cocco con il sapore dei relativi liquori.

Da questo momento in poi accendo il forno a una temperatura di 170° per preriscardarlo.

Le palline vanno preparate secondo un processo preciso: bagnate le mani con l’acqua del piattino, iniziate a farle roteando tra i palmi l’impasto. Così facendo non doveste avere problemi nello sporcarvi o impiastrarvi.
Vi consiglio di farne un gruppo per volta, prima i bianchi, poi, infine, i neri.

Mettete a cuocere per circa 15 minuti, dopo averli sistemati negli appositi pirottini, sulla placca; regolatevi sulla cottura sulla base del profumo e del colore.

Veloci, buoni, rapidi, dovrebbero venire così:

Buon pomeriggio!!

Il Ciambellone: un superclassico della cucina casalinga

cucina, cultura, ricette, vita

Vorrei tornare a parlare di cucina; per lunghi giorni ho dedicato molto spazio al cinema, tralasciando anche i consigli di lettura e televisione.
Mi sono chiesta allora cosa contraddistingue le nostre colazioni casalinghe, quelle veloci, non appartenenti alla fittizia casa del Mulino Bianco, senza gallina e senza Banderas – per intenderci –  e ciò che è venuta fuori è la ricetta regina, l’intramontabile dessert funzionante soprattutto a merenda, che ogni incapace saprebbe realizzare, con un po’ di energia e voglia di combinare qualcosa.
Il Ciambellone della Nonna. Un mega abbraccio mattutino, cotto e mangiato, realizzato senza troppi sforzi in 45 minuti di piacevole pazienza.

Ingredienti:

3 uova intere
200 gr di zucchero
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio (preferibilmente di semi)
300 gr di farina 00
Scorza di limone grattugiata (qb)
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito Angelo (va bene anche quello lidl, che costa anche la metà)

Cacao amaro, se preferite.

Preparazione

Sbattete le uova senza separare il bianco dal rosso, unite lo zucchero, il latte, l’olio e la scorza di limone grattugiata. Amalgamate bene, e di seguito unite la farina, il pizzico di sale e la bustina di lievito, continuando a mescolare.
Non uso mai il frullatore, ma il caro vintage spoon di legno – altrimenti dovrei pulire anche quegli strumenti, e visto che di forza ancora ne ho, ben venga il risparmio energetico da questo punto di vista.

Se voleste creare un dolce a due colori come il mio nella foto, basta separare in due parti la crema gialla preparata, e mettere il cacao amaro secondo la quantità che preferite, versando e unendolo in un altro contenitore fino ad ottenere la densità giusta. Io, ad esempio, ne metto abbastanza poiché adoro il contrasto tra gusti.

Prendete la formina; imburratela/oliatela; infarinatela; versate il contenuto bianco alla base e quello nero sopra, in modalità casuale.

Infornate per 30 minuti a 180°, e regolatevi sulla base del profumo  per quanto riguarda la cottura.
Con uno stuzzicadenti, quando vi renderete conto che sia possibile tirarlo fuori, testate l’asciugatura, infilandolo nel mezzo e sentendone l’umidità.

Buon dolce a tutti!