Autostrada A24, GranSasso e Monti della Laga (versante teramano), maggio 2018, ph. Amalia Temperini

#Summer

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È arrivata l’estate e come ogni anno entro in standby durante questi periodi. Ho deciso di rallentare un po’ il ritmo settimanale di scrittura degli articoli. Cercherò di vivere quello che mi attraversa in questi mesi e tornare con molta più carica nelle prossime settimane. Mi trovate quasi giornalmente su Instagram o sulla pagina fan di Facebook del blog.

Statemi bene.

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Di tutto un po’ e resoconti

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Ho scelto di non parlare di cinema nelle ultime giornate poiché ritengo che il comparto libri è andato un po’ in crisi rispetto alla fase iniziale di questo blog, dove riuscivo a mantenere un equilibrio tra gli argomenti. Devo dire che quel tipo di costanza mi apparteneva di più. Negli ultimi mesi sono stata un po’ indaffarata e tutto è andato un po’ scemando in situazioni e condizioni strane, dai risvolti posi-negativi tra risate e riflessioni profonde, tra pause e energia immobilizzante.

C’è stato un tempo in cui parlavo anche di cucina in maniera piacevole. Oggi ho un po’ di difficoltà nel tirare fuori quell’argomento poiché sono in conflitto aperto con gli arnesi, le pentole e le pietanze varie.

Non so se capita anche a voi di avere fasi alterne in cui vi sembra di strappare il mondo a morsi ed eccellere in qualsiasi cosa, poi, di colpo, avere il più grande blocco nel preparare un triste uovo sodo sbagliando anche il tempo di ebollizione.

Oggi ad esempio ho preparato la quinoa. Era da tempo in riserva posta dentro uno scaffale che mi chiamava e diceva di sperimentarla in qualsiasi modo. Così, per gioco, ho iniziato a preparare un po’ di soffritto di verdure e ortaggi che avevo in casa (cipolla, sedano, carota, peperoni, melanzane, carciofi, pomodorini), li ho speziati un po’ con pepe e curry, ho rifilato un po’ di sale e spadellato per più di mezz’ora.

Nel frattempo ho messo l’acqua a bollire, ho strizzato per alcuni minuti questo cereale passandolo per diverso tempo nell’acqua corrente, poiché molti siti consigliavano di fare questo passaggio.

Per preparare la quinoa occorrono 15 minuti netti, più 5 di assorbimento di umidità a fuoco spento. On line trovate diverse ricette che vi possono supportare e rendere facile la preparazione. Ho scelto di cuocerla poiché incuriosita dalle sue proprietà nutritive ricche di magnesio, ferro, zinco e proteine vegetali e devo dire che a me è piaciuta molto.

Non ho foto, perché rientra anche questa attività nella logica dello scazzo, tant’è vero che non ho neppure calibrato al meglio le dosi necessarie alla cottura. Ho rubato lo scatto sottostante da internet.

Passo di palo in frasca per fare l’elenco delle produzioni cinematografiche che ho visto di recente.
Ne ho scelte diverse, anche abbastanza interessanti, confutando la teoria iniziale di questo post che diceva di voler mantenere un equilibrio tra le parti.

Sarò breve e concisa:

Miss Violence di Alexandros Avranas – film greco drammatico, duro, non adatto a persone sensibilissime poiché il tema trattato è un mix di violenza domestica che si apre attraverso lo scenario di un suicidio di una ragazzina di 11 anni. Tratto da una storia vera.

Onirica – Field of dog di Lech Majewski – e’ un lavoro polacco estremamente accurato con forti rimandi alla storia dell’arte e alla centralità di una cultura europea, in cui la filosofia raggiunge vette altissime nella concezione della realtà e della elaborazione di un lutto. Il ragionamento parte dalla Divina Commedia di Dante.

Il ministro – L’esercito dello stato di Pierre Schoeller è una produzione francese adattabile in ogni contesto dove la politica è regina della gestione della cosa pubblica e della scissione delle classi sociali. E’ un prodotto che parte un po’ in sordina, ma il suo finale potrebbe rappresentare l’acume massimo di una sensibilità che, in un secondo tempo, potrebbe trasformarsi in retorica.

Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée – un film davvero intenso, di denuncia, basato su una storia vera.
Dopo tanto tempo il cinema torna a parlare seriamente dell’Aids, dell’Hiv attraverso in modello positivo di rivendicazione dei propri diritti.

Nymphomaniac Vol. ILars Von Trier mega spottone pubblicitario, sempre molto criptico e con molti rimandi a milioni di mondi. Personalmente ho trovato eccessive solo due scene, rispetto a tutto il caos montato. Il resto mi è pars fuffa. Il personaggio femminile interpretato dalla Charlotte Gainsbourg mi ha molto riportato a Bess, protagonista del film “Le onde del destino”. Attendo di vedere la seconda parte, a parer mio forse più credibile della prima.

Buona visione e buon 25 aprile!

Modalità a caso!

ricette, vita

Che fare quando non si ha tempo per dedicarsi alla cucina?
Si compra una brisé, si valuta l’opzione del riciclo creativo nato dallo spulciare dispensa e frigo,
si mettono a caso gli ingredienti e poi si mangia!

Buona cena a me!
Tornerò presto, intanto #istagnam anche a voi!

 

Ritorni e pasta!

cucina, ricette, vita

Veniamo a noi. Diciamo che sono tornata, e facendolo ricomincio da una semplice ricetta nata per chiudere in bellezza l’estate.

In realtà dopo due mesi di lavoro eccomi qui pimpante, sclerotica ma pimpante, a scrivere di una stagione fredd’afosa andata un pò bruciata, ma dalla mi sento davvero appagata, poiché ho ottenuto esperienze di lavoro nuove: 2 pubblicazioni (un catalogo e una rivista) e un testo critico per il giovane artista abruzzese Bruno Cerasi, la cui mostra rimane attiva fino alla data dell’otto settembre, presso lAlviani Artspace, in Largo Gardone Riviera, 65129, di Pescara.

Cosa farò adesso? In questo periodo di inadempienza ho ripreso i libri dell’università in mano con la speranza di terminare presto un estenuante percorso che è ormai diventato peggio di una palla al piede di un carcerato, destinato alle più truffaldine sofferenze; inizierò un master al quale mi sono iscritta pochi giorni fa, per poi proseguire con progetti che possano incrementare sempre più la mia carriera.

Il blog sarà sempre un punto di riferimento, quello dove vomiterò con tutta la veemenza possibile la mia fame di cultura. Ho già in riserbo alcuni libri di cui voglio parlarvi, e alcuni film messi in lista pronti per essere fagocitati nella nuova stagione di alternativa cinema. Continuerò a scrivere, sperando di mantenere la lucidità mentale, necessaria affinché emerga sempre più una visione critica del mondo che mi è attorno.

Zucchine e Fusilli allo zafferano e carota:

Ingredienti:

3 – 4 zucchine di varie dimensioni
1 cipolla
1 carota
1 bicchiere d’acqua
2 bestine di zafferano
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio q.b.

300 gr di fusilli

Procedimento:

Tritare la cipolla, in maniera separata la zucchina, poi, la carota.
Mettere a soffriggere la prima, versare la seconda, arricchire con la terza.
Lasciar cucinare per circa 20 minuti il tutto. Verso anche un bicchiere d’acqua – perché non si sa mai.
Quando sarà tutto pronto, prendete un bicchiere  riempitelo con un poco di acqua tiepida per far sciogliere bene lo zafferano. Quest’ultimo lo verseremo sulle zucchine, affinché acquistino quel senso che va oltre il loro regolare sapore.

Nel frattempo mettete sul gas un pentolino a bollire con l’acqua necessaria per la cottura della pasta. I fusilli, una volta pronti, vanno versati direttamente nella teglia dell’amalgama, pronti per essere ripassati.

Servite, mangiate e assaporate!
Buon appetito!

Abruzzo, parte 2: Il calore

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Un po’ d’Abruzzo (prima parte)

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Amerene NonFabbriCate.

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Mi piaceva troppo la mia foto per non parlavi di questo dessert delicato, usato per molte decorazioni di dolci, risparmiando molti denari, non acquistando prodotti di marca noti e famosi.

Le amerene NonFabbriCate.

Ingredienti:

3 – 4 kg di amarene (possibilmente regalate dai vostri vicini)
2 kg di zucchero

Strumenti:
Vasetti in vetro +  tappi

Procedimento:

Prendente i vasetti e iniziate a versare le amarene. Solitamente io li riempio a metà, poi mi regolo di conseguenza con lo zucchero. Con il quantitavo che vi ho segnalato dovrebbero venire fuori circa 10 – 12 contenitori a media e piccola grandezza.
Una volta fatto questo, lasciare al sole per circa 40 giorni, girando di tanto in tanto.

Finito il tempo, cambiate i tappi mettendone i nuovi, e riponete tutto nella vostra dispensa.

Buon dessert!

Summer 2013 – Insalatina di farro

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Il must have della giornata è una veloce Insalatina di Farro.
Di seguito la ricetta.

Scrivo dopo alcuni giorni di assenza poiché sono impegnata a lavorare. Le energie sono per buona parte investite per: dormire, correre, studiare, inseguire, pazientare, tollerare, persone e/o cose e/o animali che arrivano in mostra e mi sollazzano le serate, in attesa di settembre, e del tanto amato autunno freddo e cinematografico.
Per questo, per il momento, ho deciso che per rendere più leggero questo spazio, mi soffermerò su piatti e ricette, portando il blog in modalità estiva, rendendolo  più dinamico, friciccoso e appagante, con meno impegno mentale, per rendere più lieve il logorio della vita moderna!

Ingredienti:

500 gr di farro (modalità cottura 30 minuti)
250 gr di feta
250 di rucola
1 pomodoro grande (o pomodorini)
1 scatola di tonno (possibilmente 150 gr o più)
olio, sale q.b.

Preparazione:

Mettete a cuocere il fatto lentamente per circa un’oretta, scolatelo, lasciatelo raffreddare.
Una volta fatto questo : spettezzate la rucola, la feta, il pomodoro e versateci la scatola di tonno.
Amalgamate bene, assaggiate e regolate di olio e sale, poiché la feta è abbastanza saporita.

Riponete in frigo per 2 ore almeno.

Buon appetito!

Ps: consulenze varie hanno suggerito diverse varianti:

– solo feta e rucola
– solo feta, rucola e pomodorini
– con zucchine grigliate tritate finamente e tocchetti di mela verde.

Ringrazio per questo Vincenzo e Giordano.

Ad maiora!

Palline di cocco, al forno

cucina, ricette, vita

Eccomi, di nuovo, dopo giorni intensi di lavoro. Ho avuto delle date di consegna serratissime, e nell’ultima settimana è stato veramente difficile scrivere altro, all’infuori di quello stavo trattando. Torno, e per farmi perdonare, lascio una ricetta di alcuni dolcetti che faccio da anni.

Palline di cocco, al forno

Ingredienti:

250 gr di noce di cocco grattugiata
180 di zucchero
2 uova intere
Cacao amaro

Liquori:
Anice per i bianchi
Rum per i neri al cacao amaro

Strumenti:

Pirottini (scegliete voi la misura che preferite)
un piccolo piattino con acqua
Placca da forno

Procedimento:

Pesate e versate lo zucchero assieme alle uova dentro un contenitore, sbattendo e lavorando, fino a ottenere un composto spumoso. Incorporate il cocco,  mescolate bene.

A questo punto è necessaria una decisione. Di solito faccio il doppio della dose, quindi i miei 250 gr, diventano 500 con 4 uova in totale.

Divido l’impasto in due, poi verso l’anice nel contenitore dove voglio mantenere il cocco nel suo colore originale, mentre nell’altra, quella rimanente, ci butto dentro il cacao assieme al rum, affinché si crei un binomio perfetto. In maniera separata, poi, amalgamo bene le parti fino a far plasmare il cocco con il sapore dei relativi liquori.

Da questo momento in poi accendo il forno a una temperatura di 170° per preriscardarlo.

Le palline vanno preparate secondo un processo preciso: bagnate le mani con l’acqua del piattino, iniziate a farle roteando tra i palmi l’impasto. Così facendo non doveste avere problemi nello sporcarvi o impiastrarvi.
Vi consiglio di farne un gruppo per volta, prima i bianchi, poi, infine, i neri.

Mettete a cuocere per circa 15 minuti, dopo averli sistemati negli appositi pirottini, sulla placca; regolatevi sulla cottura sulla base del profumo e del colore.

Veloci, buoni, rapidi, dovrebbero venire così:

Buon pomeriggio!!

#Invasionidigitali #Canzano #Abruzzo #Teramo #igersitalia

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Voglio raccontarvi l’esperienza fatta domenica scorsa, nata sulla rete e sviluppata in una settimana di progetti coinvolgenti svolti in tutta Italia dal 20 al 28 aprile.

#Invasionidigitali (http://www.invasionidigitali.it/) è una mega opera di promozione turistica che ha coinvolto tantissime persone con lo scopo di incrementare la conoscenza e la sensibilizzazione al nostro patrimonio culturale, in maniera semplice e del tutto gratuita.
La finalità è stata di invadere luoghi d’interesse storico – culturale, con l’obiettivo di fotografarli e mandarli istantaneamente in internet.

Tablet, smartphone, fotocamere, telecamere – chi ne ha più ne metta – sono diventati strumenti e  protagonisti di una presenza fisica fatta di uomini, donne e bambini che osservavano, ascoltavano, raccontavano, fotografando e promuovendo – con il loro punto di vista – ambienti e spazi conosciuti o poco accessibili, diffusi e condivisi in maniera tempestiva on line, stimolando la curiosità di chi era  dietro un monitor – da casa – a spiare fatti di facebook, twitter, foursquare, tumblr, youtube, pinterest.

Il progetto #invasionidigitali usa l’occhio e attraverso esso vuole o tenta di restituire la bellezza di chi ha dimenticato (o messo da parte) l’identità della propria appartenenza.

Io ho aderito a quello di Canzano, comune delle provincia di Teramo in Abruzzo.

L’esperienza è decisamente da ripetere.
Alcuni scatti:

Dettaglio organo, Chiesa Santa Maria dell’Alno, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

 

Neviera araba, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

Veduta, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

Dettaglio affresco medievale, Chiesa San Salvatore, Canzano, Teramo, Abruzzo.
Ph. A. Temperini

Campaline, Chiesa San Salvatore, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

Ciclo di affreschi medievali, Chiesa San Salvatore, Canzano, Teramo, Abruzzo.                                                                                                                     Ph A. Temperini


Cupola barocca, Chiesa della Madonna dell’Alno, Canzano, Teramo, Abruzzo.                                                                                                                     Ph A. Temperini


Torrione del XV secolo – cinta muraria edificata dalla Fam. D’Acquaviva – D’Aragona.
Canzano, Teramo, Abruzzo.
Ph. A. Temperini


Neviera araba, Canzano, Teramo, Abruzzo.
Foto presa dal sito ufficiale del ristorante “La Tacchinella”(link in basso)

Veduta Gran Sasso d’Italia e campanile della Madonna dell’Alno.
Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

La mia regione in poco più di un minuto:

Link utili per approfondimenti:

http://www.invasionidigitali.it/
http://www.comune.canzano.te.it/ (in basso a sinistra – sezione “Storia”)
http://buriansnow.it/webcamcanzano.php (live)
http://www.touringclub.it/destinazioni/14435/Canzano
http://www.abruzzoturismo.it/
http://www.teramoculturale.it/
http://turismo.provincia.teramo.it/
http://www.latacchinella.it/neviera.html

25 aprile, porri al forno.

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In attesa che le sorti del nostro governo siano segnate, voglio raccontarvi di una ricetta improvvisata ieri, e ispirata dalla tradizione albanese (clicca).

In realtà ho bisogno di scrivere, e per attutire questa necessità, mi riserbo la possibilità di elencarvi una mia sperimentazione, in cambio i pensieri annoiati e spaventati.

Porri al forno, l’alternativa.

Ingredienti:

4 porri
1 mozzarella
Ragù di salsiccia e carne macinata
Pan grattato, paprika piccante, olio e sale qb.

Procedimento:

Ho sbucciato i porri togliendo le parti dure e lasciando quelle più tenere affinché potessero risultare più piacevole al gusto. Con un po’ di olio ho lasciato soffriggere velocemente i cuori girandoli di tanto in tanto. Una volta stabilito che bastava il tempo, ho deciso di non scottarli troppo, così da farli mantenere fermi (vedi foto).

Ho oliato la pentola da forno, li ho posizionati; ho messo la prima parte di ragù, e poi tritato sopra la mozzarella. Ho aggiunto di nuovo un leggero strato di sugo, poi pan grattato e paprika miscelati assieme per la formazione di una piacevole e saporita crosticina una volta terminata la cottura.

In forno per circa un’oretta a una temperatura non altissima (140°), ho lasciato si rosolassero in tutta tranquillità.

L’esito finale mi lasciava titubante – era la prima volta che la provavo.
E’ venuta ottima ed è finita tutta.  Posso ritenermi soddisfatta.

Buona liberazione, ora e sempre: Resistenza!

Il Ciambellone: un superclassico della cucina casalinga

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Vorrei tornare a parlare di cucina; per lunghi giorni ho dedicato molto spazio al cinema, tralasciando anche i consigli di lettura e televisione.
Mi sono chiesta allora cosa contraddistingue le nostre colazioni casalinghe, quelle veloci, non appartenenti alla fittizia casa del Mulino Bianco, senza gallina e senza Banderas – per intenderci –  e ciò che è venuta fuori è la ricetta regina, l’intramontabile dessert funzionante soprattutto a merenda, che ogni incapace saprebbe realizzare, con un po’ di energia e voglia di combinare qualcosa.
Il Ciambellone della Nonna. Un mega abbraccio mattutino, cotto e mangiato, realizzato senza troppi sforzi in 45 minuti di piacevole pazienza.

Ingredienti:

3 uova intere
200 gr di zucchero
1 bicchiere di latte
1 bicchiere di olio (preferibilmente di semi)
300 gr di farina 00
Scorza di limone grattugiata (qb)
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito Angelo (va bene anche quello lidl, che costa anche la metà)

Cacao amaro, se preferite.

Preparazione

Sbattete le uova senza separare il bianco dal rosso, unite lo zucchero, il latte, l’olio e la scorza di limone grattugiata. Amalgamate bene, e di seguito unite la farina, il pizzico di sale e la bustina di lievito, continuando a mescolare.
Non uso mai il frullatore, ma il caro vintage spoon di legno – altrimenti dovrei pulire anche quegli strumenti, e visto che di forza ancora ne ho, ben venga il risparmio energetico da questo punto di vista.

Se voleste creare un dolce a due colori come il mio nella foto, basta separare in due parti la crema gialla preparata, e mettere il cacao amaro secondo la quantità che preferite, versando e unendolo in un altro contenitore fino ad ottenere la densità giusta. Io, ad esempio, ne metto abbastanza poiché adoro il contrasto tra gusti.

Prendete la formina; imburratela/oliatela; infarinatela; versate il contenuto bianco alla base e quello nero sopra, in modalità casuale.

Infornate per 30 minuti a 180°, e regolatevi sulla base del profumo  per quanto riguarda la cottura.
Con uno stuzzicadenti, quando vi renderete conto che sia possibile tirarlo fuori, testate l’asciugatura, infilandolo nel mezzo e sentendone l’umidità.

Buon dolce a tutti!