achille lauro, 16 marzo l'ultima notte, cover

16 marzo – L’ultima notte #achillelauro @achilleidol #libri #cultura [#recensione]

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Ho letto 16 marzo – L’ultima notte con molta attenzione. Achille Lauro è un artista che ha segnato l’inizio di questo 2020 con strategie di rottura pazzesche sul palco più popolare d’Italia, con le sue performance sanremesi, lo scorso febbraio.

Lauro esiste, corre veloce, si legge in affanno e mi ha fatto perdere in orientamento. Cosa si ha di fronte non lo so, qualificarlo con una etichetta sarebbe riduttivo. Libro, diario, autobiografia, mistificazione, marketing, poesia o canzone? Una miscela di contenuti che possono essere collegati gli uni agli altri senza problemi. È come se io fossi stata di fronte a un unico brano di quasi duecento pagine, intervallato da significati, fotografie, disegni che, decostruiti o spostati dal contesto di origine, possono viaggiare da soli in una forma di identità ben dichiarata.

L’artista dov’è? Chi è Lauro in tutto questo? È donna? È uomo? È innamorato? Tradito? Fallito? È venditore? Ostenta? Provoca? Scrive? Canta? Che fa?

Le citazioni sono sproporzionate, in certi punti la sua coscienza è messa in discussione. Si è di fronte a un volume che sembra essere un mix tra le Confessioni di Sant’Agostino, le fissazioni di Spora per le scarpe, il pensiero di Chiara Ferragni quando in Unposted dice di volersi creare per spingersi in avanti rispetto a quello che è adesso (pagina 91).

Cosa ci dice? Vuole dirci qualcosa?E cosa? Sono piste o depistaggi?

Ci sono passaggi molto belli nella prima parte, quella che anticipa gli scatti fotografici e i disegni. Esprime le qualità di un buon venditore, come si è lanciato per costruire la sua credibilità da lupo dentro una montagna di pecore assassine. Alla base di questa composizione il tema del giudizio, abbraccia i significati di critica destino. Li inserisce in una zona che sembra un catalogo di moda o di arte, sfrutta il gioco della imitazione, spinge la provocazione.

La parte più sincera è la prefazione di Alessandro Michele – direttore creativo di Gucci. La parte più brutta è la prefazione di Gino Castaldo – critico musicale, giornalista del quotidiano La Repubblica, ma attorno a questo  punto esiste un mistero rivelato nelle pagine di Twitter.

Anche questa è una astuzia di vendita?
Il suo plus?

Achille Lauro, 16 marzo – L’ultima notte
Rizzoli, 2020

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Gli operai dell’arte [#cultura]

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Ieri Vincenzo Trione su La Lettura riporta un appello di Mimmo Paladino, uno degli artisti italiani più importanti della scena della Transavanguardia, contemporaneo, con mostre in tutto il mondo.

Quando una persona pensa alla cultura associa il messaggio ai grandi artisti, del passato o presenti, poco importa. Una regola che vale per i musicisti, per gli attori, gli scrittori, per tutto ciò che è legato al panorama creativo e di produzione nell’atto finale, che arriva al pubblico, sotto forma di opere d’arte.

L’articolo apre una riflessione su quelle realtà definite maestranze. Il mercato culturale è come tutti i mercati: ha un indotto fatto di operatori che si impegnano e che al posto di vendere un prodotto riproducibile ad alto consumo, molto spesso, ne lanciano uno creativo, unico ed esclusivo, rivolto all’accrescimento di un patrimonio per essere umani. È un prodotto che assume diverse forme, ma comunica un preciso messaggio.

In via generale dovrebbe essere così, il taglio, dipende dalla definizione dei termini di progetto: le finalità. Come si è lavorato, chi è dietro la comunicazione, chi la ha impostata e come; come rendere accessibile, fruibile, diretto un codice, che nella sua parte più alta tante volte è indecifrabile.
Processi complessi che è inutile semplificare in un post per un social network.

Esistono diverse fasi:
a) le idee – che hanno un costo
b) le elaborazioni – che hanno un costo
c) le produzioni – che hanno un costo
d) l’inserimento nei mercati – che ha un costo aggravato dai rischi.

Questi rischi si amplificano se tutti i punti che ho elencato non hanno cooperato come voce unica verso l’idea madre.Il pubblico e il mercato decretano, e se queste due macchine non si incontrano, la perdita genera il collasso.

In un periodo di fermo come il nostro, molte realtà si trovano a reinventarsi: sono giovani che hanno una dinamicità assurda che trovano risoluzioni veloci, sono imprenditori illuminati che capiscono come virare quando la realtà è cambiata. Dietro tutto questo esiste un mondo di operanti, artigiani e professionisti di diverse portate che eseguono e attendono.
Per quanto?

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Momenti di trascurabile felicità #gioia [#libri]

costume, cultura, leggere, libri, marketing, salute e psicologia, società

Allora è da giorni che vedo le bacheche piene di genti che commentano, dibattono e ridono sul nuovo libro di Francesco Piccolo. Un po’ mi rode, sono in ritardo sulla tabella di marcia delle cose che mi piace fare. Al momento ho due libri all’attivo e mi stanno tirando molto.

Questo libricino qui – “Momenti di trascurabile felicità” – mi è stato d’aiuto tante volte. Sfruttato negli anni lo aprivo come una sorta di bibbia per farmi venire la spinta della risata grazie al canarino morto, le storie di Michele e le strade del nord Europa con limiti di velocità.

In Fondazione Menegaz, a Castelbasso, passano tanti ospiti ogni un anno, nelle serate dedicate alla letteratura Francesco Piccolo era ospite assieme a Renato Minore in mostra, prima della loro presentazione, alcuni periodi fa.

Lavoravo e dovevo ringraziare l’autore. In qualche modo le sue parole leggere spezzavano i drammi soliti della routine quotidiana del subisco violenza gratuita, non capisco la gente, vomito su di te la frustrazione così risparmio i soldi di uno psicologo.

Così, d’assalto lo fermai alla porta quando aveva terminato la visita. Sarò sembrata una invasata entusiasta, ma sti cazzi. Era quello che mi aveva lasciato lui senza saperlo.

Questo post è di opposizione. Prima di leggere i volumi due e tre, soprattutto di recente uscita: pensateci, pensatemi. 🤣 Insomma, date a me il tempo di recuperare e iniziate da qui per proseguire, oppure iniziate dal tre per tornare al primo volume.

Fate quello che volete, ma leggete e ridetene tutti, con profonda gioia.

Ciao!

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Trust this book #ecolojoy #fiducia [#libri]

#iorestoacasa, attualità, comunicazione, costume, Donne, filosofia, leggere, letteratura, libri, marketing, marketing, Narcisismo, natura, pubblicità, quarantena, religione, salute e psicologia, social media, società, spiritualità, spiritualità, Studiare, Università, vita

Alcuni giorni fa riflettevo su come ricominciare a leggere, a cosa dedicarmi. Mi sono ricordata di un incontro fatto a Bologna con una persona che ho conosciuto in Abruzzo al volo, vista una sola volta, al Museo Nina di Civitella del Tronto (TE).

Era uno degli autori di questo libro, ma io non lo sapevo. Me ne ha parlato in un localino della zona dell’accademia a fine gennaio, quando ero lì per la fiera di arte contemporanea. Non aveva altre copie con sé, ma è rimasto il pallino fisso averlo per capire. Nei giorni scorsi proprio sulle pagine del museo ne hanno parlato in maniera dinamica, così ho pensato:
è un gioco, gioca.

Acquisto, leggo e pratico, ma soprattutto: condivido.

Amazon ci è amico 🤣

Siamo 12 persone a partecipare, il primo parte, stabilisce, consegna il libro a un altro sulla base di un sentimento. Ognuno decide a chi, di volta in volta.

Il controllo è su pochissime azioni: la regola e la rottura della regola, pensiero e azione.

Cooperazione=Emozione! 😎💥

PS. Il libro non ha confini è scritto in doppia versione, fruibile in italiano e in inglese! 😎💥

Io ho già contattato la prima persona a cui destinarlo.

Che aspettate?

Trust this book. Un gioco sulla fiducia

– Ecolojoy –

Il Girovago, 2019

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Almarina - Valeria Parrella (Einaudi, 2020) ph. Amalia Temperini

Almarina – Valeria Parrella #einaudi #libri [#recensioni]

#iorestoacasa, attualità, costume, cultura, Donne, filosofia, leggere, libri, quotidiani, salute e psicologia, società, vita

Uno degli ultimi libri che ho letto prima del blocco mentale è stato quello di Valeria Parrella intitolato Almarina (Einaudi, 2019).

La storia è di una donna che ha perso il marito, si trova a vivere una condizione esistenziale travagliata, lavora come insegnante nel carcere minorile di Nisida, a Napoli, dove conosce Almarina, la seconda protagonista di tutta la lettura.

L’autrice attraversa tanti temi. L’idea di violenza, la diversità tra i concetti di diritto e giudizio in chiave individuale e collettiva. Apre una riflessione sul concetto utopico di Giustizia posto in relazione al valore del Giusto. Accende l’attenzione sulla difficoltà di essere madri, sulle lungaggini delle adozioni, le separazioni e relazioni tra figli e fratelli.

La vicenda non mi ha fatto impazzire. Ho trovato multo utili gli spunti filosofici che ruotano attorno alle vicende sociali curate dalla scrittrice.

Attualmente è candidato al Premio Strega 2020.

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Maria Bellonci, Rinascimento Privato, Mondadori, 1985 - ph. Amalia Temperini

Rinascimento Privato – Maria Bellonci #libri #coronavirus [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, arte, artisti, attualità, audiolibro, collezionismo, comunicazione, cultura, Donne, giovedì, leggere, libri, quotidiani, recensioni arte, rumors, salute e psicologia, social media, vita

Io ieri sono stata malissimo, non riuscivo a capire cosa avessi in corpo. Ho pensato che fosse la sindrome di burnout causata da una sensazione di esposizione massiccia ai social e alle informazioni che vengono trasmesse ovunque, come giusto sia, per chi non ha ancora capito come muoversi e cosa fare in questi giorni di corona virus.

Ho pensato all’università e ai libri. Durante i corsi di storia dell’arte, nei primi anni, la mia professoressa ci fece leggere un testo di Maria Bellonci: Rinascimento Privato (Mondadori, 1985).

Il libro è ambientato durante il sacco di Roma, nel 1527, e ha come protagonista Isabella D’Este: una delle donne più importanti del panorama culturale della sua epoca, unità in matrimonio a Francesco II Gonzaga, Duca di Mantova.

Cosa accade quando i lanzichenecchi stanno arrivando a Roma dove lei era in viaggio? Esiste una scena descritta dall’autrice che porterò sempre alla mente. Isabella, la Duchessa, ha i capelli scomposti dall’improvvisa situazione e dalla paura; chi le stava vicino, dame e inservienti – non ricordo di preciso – la sprona e la invita a risistemarli, perché con l’etichetta in vigore a quei tempi il suo messaggio estetico e di apparenza sarebbe stato come un’onda di panico ambigua. Che tradotto voleva dire: se la duchessa si presenta non curata, allora qualcosa sta accadendo davvero.
Questi erano gli strumenti di comunicazione di quel periodo, dove il corpo nelle personalità di potere aveva una efficacia sulle masse.

Qualcosa è accaduto davvero e le testimonianze storiche lo documentano con numerose ricerche, fonti, di cui non sto qui a parlare, ma sulla base di questo fatto costruito dall’autrice, mi piace immaginare che tutti noi oggi fossimo come lei: capaci di ricomporsi secondo il rispetto di regole precise, dare l’esempio per rassicurarci gli uni con gli altri, per rispettare gli altri, cioè noi.Non credete?

Per chi volesse leggerlo lo trova in e-book, per chi volesse ascoltarlo lo trova sulle piattaforme radio Rai.

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Nadia Terranova, Addio fantasmi, Einaudi, 2018 - ph. Amalia Temperini

Addio fantasmi – Nadia Terranova #libro [#recensione]

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Addio Fantasmi (Einaudi, 2018) è un e-book che ho acquistato pochi giorni fa. È scritto da Nadia Terranova, un’autrice siciliana che vive a Roma.

La storia è di Lidia, una donna che intraprende un viaggio di ritorno in Sicilia, la sua terra madre; un’isola, un luogo che si aggancia al continente da uno stretto.

La protagonista vive un vuoto da quando ha vissuto un abbandono, adesso vive a Roma con suo marito, la sua casa. È una persona riconosciuta e lavora in radio, ma qualcosa nella sua vita ha ancora bisogno di essere risistemato e la scusa del tetto è la migliore che le potesse capitare.

Il libro è ricco di dissimulazioni accumulate nel tempo. Il silenzio regna e si fa prorompente. La lettura è veloce, porta a una profonda riflessione legata al rapporto che abbiamo con l’idea di madre, di genitore, con quella di padre e della morte in generale.

Quanto è dura accettare una perdita quando il corpo di chi ami non esiste, non puoi contemplarlo come accade per un defunto? Quanto spazio occupa nei tuoi pensieri e quanto il dolore ti isola dalle persone più vicine e importanti? Quanto può valere la testimonianza di un’altra persona nell’accettare il perdono che merita la tua anima?

A me è piaciuto.
Letto volentieri. L’argomento trattato è affrontato con la giusta onestà e l’ho apprezzato molto.

Nadia Terranova- Addio Fantasmi
Einaudi, 2018

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Non superare le dosi consigliate ph. Amalia Temperini

Non superare le dosi consigliate – Costanza Rizzacasa D’Orsogna #libri [#recensioni]

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Matilde ha 46 anni. È la protagonista del libro “Non superare le dosi consigliate” di Costanza Rizzacasa D’Orsogna (Guanda, 2020).

Ha un fratello, ha un padre. Perde la madre. Ha amato Filippo, uno dei tanti Filippo che incontriamo ogni giorno noi donne per strada, che accogliamo nelle nostre vite per abitudine, con l’idea che sia il prescelto, l’uomo da amare per tutta la vita. Modello discendente diretto del padre.

Il romanzo è devastante. Racconta a ritmi spietati l’obesità, l’anoressia, combattere con l’accettazione di sé; mostra un rito di iniziazione alla vita come se si fosse in un classico romanzo di formazione, con la differenza che qui la protagonista è donna.

Si parla di binge eating, di medicine, tante medicine, di società. Cosa vuol dire stare in America quando sei la migliore e quando non lo sei più? Cosa vuol dire ritrovarsi in Italia quando la tua anima ha fame? Non si tratta di bisogno di mangiare, ma colmare il vuoto della paura quando la necessità di nasconderti è più forte di ogni cosa; quando ammettere che l’amore dei propri genitori è una atrocità da rimodellare assieme alla liberazione di un senso di colpa di matrice cattolica, votato alla punizione.

La scrittura è vomito. L’autrice avvolge il lettore in una analisi spietata di tutte le componenti che incontra, le seziona con un punto di vista analitico e senza mai esprimere una emozione definita. Si è in un vortice. Chi legge è vittima, chi legge è complice. È una lacerazione di un’anima dalla quale è difficile distaccarsi, un modello culturale da sradicare che tutti facciamo finta di non riconoscere.

Un mio vecchio professore di lettere ha sempre raccomandato che in una lettura critica non è mai corretto tenere conto del vissuto dell’autore. In questo caso però è difficile.

Se hai un problema di anoressia vai curata, se hai un problema di obesità vai denigrata. Non è forse la verità?

Costanza Rizzacasa D’Orsogna
Non superare le dosi consigliate
Guanda, 2020

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Il complotto dell'arte - ph. Amalia Temperini

Il complotto dell’arte di Jean Baudrillard #libro #saggistica [#recensione]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, leggere, libri, marketing, mostre, pubblicità, recensioni arte, social media, società, spettacolo, Studiare, televisione

Dopo Andy Warhol qual è il destino delle arti contemporanee?

È l’unica domanda a cui cerco risposta dopo la lettura del testo di Jean Baudrillard, “Il complotto dell’arte” (SE – Abscondita, 2015).

Un volume che anticipa di circa trent’anni quello che stiamo vivendo adesso con i social network, le immagini e la sovrapproduzione di esse.

L’ironia ha ucciso la critica?
Cosa vuol dire leggere la realtà con gli occhi da europei e con una modalità di rappresentazione americana basata sul regime del simulacro?

Siamo passati dal potere di illusione a quello di disilussione, ma quanto di questo è cambiato con il concetto di idea, di sostituzione del sacro e con l’inserimento della realtà in quelle arti che raccontano il nostro tempo? Quanto il pubblico si sente in soggezione davanti a un meccanismo che è a tutti gli effetti è un dominio culturale?Perché l’arte dovrebbe essere considerata esclusiva? È solo presunzione? È abuso di potere?

L’autore solleva negli anni Novanta del XX secolo qualcosa che genera negli operatori di settore una reazione critica tanto da essere considerato per loro un feroce un traditore.

Io trovo il suo punto di vista geniale e coerente con la mia visione di mondo; questo mi fa sentire meno spaesata e più rassicurata rispetto al futuro.

La lettura è veloce, ma adatta a chi è abituato ad affrontare temi legati ai cambi di processi storici e culturali.

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Francesco Bonami - Post. l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilita sociale, Feltrinelli, 2019 - ph. Amalia Temperini

Post – Francesco Bonami #arte #libri [#recensione]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, cultura, leggere, libri, marketing, mostre, pubblicità, recensioni arte, social media, Studiare, vita

Post. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità sociale (Feltrinelli, 2019) è un titolo che trae spunto da un famosissimo saggio di Walter Benjamin del 1936. È proprio agli inizi del secolo scorso che si parlava di perdita dell’aura, di cinema, fotografia, teatro, collegati a un processo che a noi oggi, in epoca immersiva, sembra una questione passata.

Francesco Bonami mette in evidenza alcuni passaggi legati alla contemporaneità e alla sua ripetizione. Il ruolo dei social network sulla fruizione di chi le opere le crea, dei lavori che vediamo, l’idea di perdita del sacro. Lo scenario descritto è più o meno questo: gli artisti bruciano, le opere si annullano nell’immediato, gli user comandano e tutto il resto è l’arredo di una narrazione basata sulle nostre storie semi-autentiche pubblicate sui social network alle quali manca una obiezione.

Anche su questo post si può mettere un mi piace, ma quanto può essere ambiguo nella interpretazione di chi lo riceve e quali sono le intenzioni di chi lo pubblica?

Un argomento che ricorda molte serie TV viste nell’ultimo anno dove l’oggetto del discorso è posto in secondo piano quasi a comparsa; ciò che è accaduto a Bugo con Morgan all’ultimo Festival di Sanremo dove il brano originale è vinto da una condivisione diffusa su queste pagine tramite immagini ironiche che ne hanno amplificato un contenuto scorretto.

In questo suo ultimo libro, il critico e curatore, evidenzia un altro dato: il rapporto che abbiamo con la noia.

A questo punto verrebbe da chiedere: dopo Andy Warhol quanto il concetto di noia è diventato espanso nel pubblico?e quanto la qualità dei contenuti incide sulla nostra esperienza di esseri umani in un’epoca che ormai può essere definita on-life?

La lettura è veloce, simpatica e adatta a chi ha poca dimestichezza con le arti contemporanee.

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Bruno Munari, Artisti e designer, Laterza, 1971

Artista e designer – Bruno Munari #libri [#recensione]

arte, artisti, comunicazione, costume, cultura, design, lavoro, leggere, libri, marketing, pubblicità, recensioni arte, società, Studiare, vita

Una delle ultime letture è un libro di Bruno Munari dal titolo Artisti e designer (Editori Laterza, 1971).

Un’opera che è un progetto di impaginazione fuori dagli schemi; affronta la questione, la diversità di due professioni lontanissime che oggi nel 2020 fanno ancora molto riflettere.

Artisti e designer parla di élite e comunità, speculazioni e funzionalità, ma soprattutto di percezione del pubblico. Che ruolo ha un falsario e che scelte compie nel riprodurre un’opera? Quanto gli conviene replicare un prototipo di design? Che ruolo ha e ha avuto la critica? Che mercato abbiamo oggi?

Alcuni giorni fa Virginia Jukuki sul suo Instagram, in una intervista, diceva una cosa importante da ricondividere: la creatività si allena, e qui, nel testo di Munari, questa capacità, si apre al confronto con la fantasia.

Spiega le differenze tra comunicazione visiva e quella di uso legata al linguaggio; mette in luce – e in netto anticipo – quello che sta accadendo oggi a Yale con il cambio di approccio nell’insegnamento della storia dell’arte. Dal codice, a più codici in relazione da interpretare e riconoscere in un’epoca o in più epoche tra culture visive del mondo, poste alla pari, in un discorso.

La lettura è stimolante e veloce! 

Bruno Munari, Artista e designer 
Editori Laterza, 1971

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Un labirinto di libri (Getty Images)

Lista #libri letti nel 2019

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Come lo scorso anno per il mese di gennaio, ogni giovedì, sarà dedicato alle liste dei libri, film, serie tv ed eventi che ho visto, ai quali ho partecipato e in alcuni casi recensito sul blog e su Instagram.
Ho tralasciato tutta la parte dedicata alla saggistica, molto più massiccia e indirizzata verso un unico tema che è stato poi l’argomento principale della mia tesi discussa a luglio 2019.

Iniziano con i libri:

  1. La prima radice – Simone Weil, Edizioni di Comunità, Milano 1954
  2. Monumentum. L’abitare, il politico e il sacro – autori vari, Jacabooks, 2011
  3. La scultura raccontata da Rudofl Wittkover, Einaudi, 1985
  4. Il dono si saper vivere – Tommaso Pincio, Einaudi, 2018
  5. Il nome della Rosa – Umberto Eco, Bompiani, 1980
  6. La società della performance, Tlon, 2019
  7. I serial killer dell’anima – Cinzia Mammoliti, Sonda, 2012
  8. I testamenti – Margaret Atwood, Ponte alle Grazie, 2019
  9. Morgana – Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, Mondadori, 2019
  10. Le assaggiatrici, Rossella Postorino, Feltrinelli 2018
  11. Noi felici pochi – Patrizio Bati, Mondadori, 2019
  12. La scuola di pizze in faccia – Zerocalcare, Bao Publishing, 2019
  13. Uomini e topi – John Steinbeck (trad. Michele Mari), Mondadori, 2016
  14. Kokoro. Il suono delle cose nascoste – Igort, Oblomov Edizioni, 2019
  15. La solitudine del critico. Leggere, riflettere, resistere – Giulio Ferroni, Salerno Editrice, Roma, 2019
  16. Il censimento dei Radical Chic – Giacomo Papi, Feltrinelli, 2019
  17. La straniera – Claudia Durastanti – La nave di Teseo, 2019.

    ***
    Audiolibri:
    ***

  18. Heidi – Francesco Muzzopappa, Fazi Editore, 2018 (Storytel)
  19. Una posizione scomoda – Francesco Muzzopappa, Fazi Editore 2013(Storytel)
  20. La sovrana lettrice – Alan Bennett, Adelphi, 2011 (Storytel)
  21. Quanto siete felici fateci caso – Kurt Vannegut, Minimum Fax, 2017(Storytel)
  22. Storia della mia ansia – Daria Bignardi, Mondadori, 2018 (Storytel)
  23. Lessico famigliare – Natalia Ginzburg, Einaudi, 1963 (Storytel)

    **
    Non terminati:
    **

  24. Tu non sei Dio, Edizioni Tlon, 2016
  25. Fedeltà – Marco Missiroli, Einaudi, 2019
  26. Sodoma – Frédréric Martel, Feltrinelli, 2019
  27. Quattro ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando dieci volte meno -Timothy Ferriss, Cairo Editore, 2007

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