Accademia [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, lavoro, libri, mostre, quotidiani, recensioni arte, rumors, social media, società, Studiare, vita

Questa è la vera Accademia e non mi pare che sia una idea tanto vecchia.
Ho sempre pensato che stessimo vivendo un tempo strano, un mix tra medioevo e rinascimento messi assieme da un linguaggio innovativo fatto di algoritmi, la nuova architettura in tutti i campi.

Questa intervista che mi hanno segnalato poco fa è tratta da Repubblica, evidenzia e rimarca la velocità con la quale si è arrivati a una soluzione veloce, in poco tempo, per ospitare i malati di corona virus e tutelare gli organi medici che arrivano in soccorso per le cure di chi ne ha più bisogno adesso. Vincono pratica e adattabilità, oltre che una visione umile e replicabile di un progetto versatile e per ogni fascia della popolazione.

Mi sembra che gli artisti chiusi nelle loro finestrelle social, falliscono in questi tempi, hanno poco da dire e quello che comunicano è boria e pessimismo. Piccoli urlatori alla Munch che tentano di imitare l’operato di Bill Viola nei movimenti, senza tenere conto che dietro ogni azione esiste uno studio e una progettualità strutturata a monte.

Ripenso a un libro di Bruno Munari che ho letto poco tempo fa. Parlava di come esista una sostanziale differenza tra artisti e designer nella mentalità e nella progettualità. Questi secondi sono quelli che si avvicinano a chi ha a collaborato con Carlo Ratti, cioè persone che agiscono con fatti e non chiacchiere.

A calpestare i lamentosi sono arrivati, pochi giorni fa, quelli che hanno aderito al progetto pensato come una comunità, si chiama “The Colouring Book ” voluto da Milano Art Guide e curato da Rossella Farinotti e Gianmaria Biancuzzi. Lo scopo è stato di donare disegni da colorare a tutti e sono tutti on-line gratuitamente. Anche qui si hanno i concetti di condivisione, adattabilità, riproducibilità, diffusione, linguaggio.

Qualcosa sta cambiando, ma il punto è che chi ha asprezza d’animo, sta diventando solo più brutto e riottoso. Fortuna che esistono gli altri!

Per l’intero articolo qui

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Il complotto dell'arte - ph. Amalia Temperini

Il complotto dell’arte di Jean Baudrillard #libro #saggistica [#recensione]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, leggere, libri, marketing, mostre, pubblicità, recensioni arte, social media, società, spettacolo, Studiare, televisione

Dopo Andy Warhol qual è il destino delle arti contemporanee?

È l’unica domanda a cui cerco risposta dopo la lettura del testo di Jean Baudrillard, “Il complotto dell’arte” (SE – Abscondita, 2015).

Un volume che anticipa di circa trent’anni quello che stiamo vivendo adesso con i social network, le immagini e la sovrapproduzione di esse.

L’ironia ha ucciso la critica?
Cosa vuol dire leggere la realtà con gli occhi da europei e con una modalità di rappresentazione americana basata sul regime del simulacro?

Siamo passati dal potere di illusione a quello di disilussione, ma quanto di questo è cambiato con il concetto di idea, di sostituzione del sacro e con l’inserimento della realtà in quelle arti che raccontano il nostro tempo? Quanto il pubblico si sente in soggezione davanti a un meccanismo che è a tutti gli effetti è un dominio culturale?Perché l’arte dovrebbe essere considerata esclusiva? È solo presunzione? È abuso di potere?

L’autore solleva negli anni Novanta del XX secolo qualcosa che genera negli operatori di settore una reazione critica tanto da essere considerato per loro un feroce un traditore.

Io trovo il suo punto di vista geniale e coerente con la mia visione di mondo; questo mi fa sentire meno spaesata e più rassicurata rispetto al futuro.

La lettura è veloce, ma adatta a chi è abituato ad affrontare temi legati ai cambi di processi storici e culturali.

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Francesco Bonami - Post. l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilita sociale, Feltrinelli, 2019 - ph. Amalia Temperini

Post – Francesco Bonami #arte #libri [#recensione]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, cultura, leggere, libri, marketing, mostre, pubblicità, recensioni arte, social media, Studiare, vita

Post. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità sociale (Feltrinelli, 2019) è un titolo che trae spunto da un famosissimo saggio di Walter Benjamin del 1936. È proprio agli inizi del secolo scorso che si parlava di perdita dell’aura, di cinema, fotografia, teatro, collegati a un processo che a noi oggi, in epoca immersiva, sembra una questione passata.

Francesco Bonami mette in evidenza alcuni passaggi legati alla contemporaneità e alla sua ripetizione. Il ruolo dei social network sulla fruizione di chi le opere le crea, dei lavori che vediamo, l’idea di perdita del sacro. Lo scenario descritto è più o meno questo: gli artisti bruciano, le opere si annullano nell’immediato, gli user comandano e tutto il resto è l’arredo di una narrazione basata sulle nostre storie semi-autentiche pubblicate sui social network alle quali manca una obiezione.

Anche su questo post si può mettere un mi piace, ma quanto può essere ambiguo nella interpretazione di chi lo riceve e quali sono le intenzioni di chi lo pubblica?

Un argomento che ricorda molte serie TV viste nell’ultimo anno dove l’oggetto del discorso è posto in secondo piano quasi a comparsa; ciò che è accaduto a Bugo con Morgan all’ultimo Festival di Sanremo dove il brano originale è vinto da una condivisione diffusa su queste pagine tramite immagini ironiche che ne hanno amplificato un contenuto scorretto.

In questo suo ultimo libro, il critico e curatore, evidenzia un altro dato: il rapporto che abbiamo con la noia.

A questo punto verrebbe da chiedere: dopo Andy Warhol quanto il concetto di noia è diventato espanso nel pubblico?e quanto la qualità dei contenuti incide sulla nostra esperienza di esseri umani in un’epoca che ormai può essere definita on-life?

La lettura è veloce, simpatica e adatta a chi ha poca dimestichezza con le arti contemporanee.

Chi sono?

https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Bruno Munari, Artisti e designer, Laterza, 1971

Artista e designer – Bruno Munari #libri [#recensione]

arte, artisti, comunicazione, costume, cultura, design, lavoro, leggere, libri, marketing, pubblicità, recensioni arte, società, Studiare, vita

Una delle ultime letture è un libro di Bruno Munari dal titolo Artisti e designer (Editori Laterza, 1971).

Un’opera che è un progetto di impaginazione fuori dagli schemi; affronta la questione, la diversità di due professioni lontanissime che oggi nel 2020 fanno ancora molto riflettere.

Artisti e designer parla di élite e comunità, speculazioni e funzionalità, ma soprattutto di percezione del pubblico. Che ruolo ha un falsario e che scelte compie nel riprodurre un’opera? Quanto gli conviene replicare un prototipo di design? Che ruolo ha e ha avuto la critica? Che mercato abbiamo oggi?

Alcuni giorni fa Virginia Jukuki sul suo Instagram, in una intervista, diceva una cosa importante da ricondividere: la creatività si allena, e qui, nel testo di Munari, questa capacità, si apre al confronto con la fantasia.

Spiega le differenze tra comunicazione visiva e quella di uso legata al linguaggio; mette in luce – e in netto anticipo – quello che sta accadendo oggi a Yale con il cambio di approccio nell’insegnamento della storia dell’arte. Dal codice, a più codici in relazione da interpretare e riconoscere in un’epoca o in più epoche tra culture visive del mondo, poste alla pari, in un discorso.

La lettura è stimolante e veloce! 

Bruno Munari, Artista e designer 
Editori Laterza, 1971

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Basilica di Santa Maria Matriarcale - Verona - ph. Amalia Temperini

Lista #viaggi, #eventi, #mostre 2019

amore, architettura, arte, arte contemporanea, artisti, concerti, costume, cultura, danza, Donne, filosofia, fotografia, fumetti, giovedì, musica, natura, poesia, recensioni arte, religione, salute e psicologia, società, spettacolo, spiritualità, Studiare, teatro, tecnologia, turismo, Università, viaggi, vita

L’ultimo appuntamento di questo giovedì di Gennaio è dedicato agli eventi a cui ho partecipato nel 2019. Ho scelto di inserirlo dopo i libri e i film perché questo tipo di esperienza è sempre diversa rispetto alla immobilità che genera l’incontro con una visione o di una lettura.

  1. I miserabili regia di Franco Però, Teatro Comunale, Teramo
  2. Sant’Anna bocs art a cura di Martina Lilli, Piazza Sant’Anna, Teramo
  3. Andre Panarelli. Ombra Illuminata, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara
  4. Le costellazioni sembrano non tenere più. La Maddalena della collezione Capitolare incontra la poesia di Simona Novacco, Museo Capitolare, Atri, Teramo
  5. Sul filo dell’immagine. Trame dell’arazzo contemporaneo a cura di Simone Ciglia, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo.
  6. Sarà presente l’artista #StefanoArienti a cura di Simone Ciglia, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo.
  7. Romeo + Giulietta, Sergei Polunin e Alina Cojocaru – regia Johan Kobborg Arena di Verona, Verona
  8. Basilica di San Zeno, Verona
  9. Complesso del Duomo di Verona, Verona
  10. Chiesa di Sant’Elena, Scavi archeologici e Battistero di San Giovanni in Fonte, Verona
  11. Casa di Giulietta, Verona
  12. Sabbia d’oro – Mostra collettiva, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara
  13. Stati Generali dell’Arte e della Formazione artistica contemporanea in Abruzzo a cura di Maurizio Coccia e Silvano Manganaro, ABAQ, L’Aquila
  14. La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista a cura di Astrid Narguet, Lucilla Stefoni, Filippo Lanci, Museo Capitolare di Atri, Atri, Teramo
  15. Ivan Graziani cantato da Filippo Graziani, Piazza Martiri, Teramo
  16. Amore, lettere e musei. Seminario di studi, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Teramo, Teramo.
  17. Vivere freelance – incontro con Zerocalcare, Parco della Scienza, Teramo
  18. Lo schiaccianoci – Balletto di Milano, Teatro Comunale, Teramo
  19. Algoritmi. Frammenti di un’antologia del volo. Valentina Colella a cura di Piera Di Nicolantonio, Galleria Margutta, Pescara
  20. Bambinello Rubacuori a cura di Vincenzo La Mendola, Museo Capitolare di Atri, Teramo
  21. Camerlengo. Affidare la comunità a cura di Giorgio D’orazio, Abbazia di Propezzano, Morro D’oro, Teramo

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter

http://www.twitter.com/atbricolageblog
| Instagram
https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Vivere freelance - incontro con Zerocalcare, Parco della Scienza, Teramo ph. Amalia Temperini

Vivere freelance – incontro con Zerocalcare #teramo [#eventi]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, costume, cultura, eventi, film, fumetti, lavoro, leggere, libri, marketing, pubblicità, quotidiani, recensioni arte, rumors, social media, società, spettacolo, Studiare, teatro, turismo, Università, viaggi, vita

Quando parlo con gli artisti mi capita spesso di dire che nel loro lavoro è importante la coerenza, cioè di essere, andare di pari passo con ciò che si è, quello che si vuole costruire, raccontare agli altri, adesso, del proprio momento storico, della propria connotazione nel mondo, di avere un messaggio forte da comunicare che sia proprio, unico ed esclusivo.

Questa è una delle conferme che ho avuto da Zerocalcare ieri sera, ospite al Parco della Scienza di Teramo, in un incontro organizzato da Wide Open Coworking in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Teramo e il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Teramo.

Si è parlato molto di fare, di approccio al lavoro, della crisi che hanno le professioni creative e culturali nel farsi riconoscere una identità tutelata e valorizzata; di come un artista, seppure faccia questo mestiere esclusivo, si alza e svolge la sua opera come un impiegato o un operaio lavorando 8 o più ore anche se si fanno quelli che lui definisce “disegnetti”.
Ho visto una persona coraggiosa che ha urgenza di manifestare un pensiero critico creativo sul presente, che corrisponde a quanto afferma nei suoi libri, nelle sue strisce; l’ho ritrovato anche nello sclero dopo aver risposto a una domanda sulla sua possibilità di raccontare la sua vita in un film.
Quello che mi è piaciuto di più è come ha spiegato il passaggio che ha avuto il fumetto dall’essere considerato genere al riconoscimento di status di linguaggio dotato di una propria grammatica; di come nel giro di 10 anni si sono aperte nuove forme di mercato nel settore della editoria.
Alcuni il video sono nelle mie stories di Instagram @atbricolageblog

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista #atri #museocapitolare #mostre [#recensioni]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, eventi, filosofia, giovedì, lavoro, letteratura, libri, mostre, recensioni arte, religione, società, spiritualità, Studiare, turismo, viaggi, videoarte, vita

È stata inaugurata più di un mese fa e terminerà il 1 dicembre 2019 la mostra intitolata: La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista a cura di Astrid Narguet, Lucilla Stefoni, Filippo Lanci. Si tratta di una raccolta di arazzi cuciti dalle donne cinesi ai tempi della Rivoluzione Culturale (1976 – 1976), frutto di un pensiero organico che racconta l’estetica, l’ortodossia e la politica di quell’immaginario posto in dialogo con la collezione di arte sacra del Museo Capitolare di Atri, in provincia di Teramo, in Abruzzo.

Lo spazio si è trasformato in una fabbrica sul pensiero che indaga le immagini contemporanee. L’osservazione permette di individuare i processi che hanno accompagnato la costruzione del sacro attorno alla figura del personaggio politico di Mao Tse-Tung. Lo scopo è comparare e scovare – se esistono – codici linguistici che accomunano l’iconografia religiosa occidentale a quella del sistema di celebrazione e ritualità comunista.

La sera del vernissage sono stati evidenziati alcuni processi che distinsero le realtà storiche e ideologiche russe o cubane, di come l’apertura maoista abbia dato possibilità per una maggiore emancipazione alle donne, ma anche come la costruzione della raffigurazione di Mao sia stata segmentata tra vita, relazione con il popolo e le masse in generale.

Interessante è stato sapere come la comunità locale atriana abbia risposto alla mostra e alla chiamata del museo attraverso la partecipazione nella fase della preparazione.

A parer mio, i curatori non impongono una ideologia o la scelta di adesione a uno dei due contesti interrogati; l’allestimento e il modo di fruizione del percorso sollevano occasioni di riflessione; ricercano e connettono ciò che è stato nel passato, ciò che è nel presente, qualcosa di forte comune ai culti nella costruzione delle immagini. Il percorso è libero e strutturato su più piani del museo. Sono stati coinvolti anche due artisti contemporanei: Yao Lu e Wang GuoFeng.

La mostra è visitabile fino al 1 dicembre ai seguenti orari:
dal venerdì alla domenica, 10.00-12.00/15.30-17.30

MUSEO CAPITOLARE DI ATRI
via dei Musei, 15, Atri (TE)
085 8798140
museocapitolare@teramoatri.it.
FB: Museo Capitolare di Atri

 

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Chiara Ferragni, Spora, il pubblico #donne #comunicazione #lavoro [#attualità]

attualità, cinema, comunicazione, costume, cultura, Donne, film, gossip, lavoro, marketing, Narcisismo, recensioni arte, religione, salute e psicologia, social media, società, spiritualità, streaming, Studiare, tecnologia

È passato circa un mese dalla visione del documentario di Elisa Amoruso su Chiara Ferragni. Le prime impressioni a caldo le ho postate sulla pagina instagram il giorno dopo l’uscita del film. Nel frattempo su scala nazionale è scaturita una feroce discussione che ha coinvolto altri comunicatori che stanno avendo successo per i loro modelli di business on-line.

Tutto è parte dall’articolo di Riccardo Luna su Repubblica del 19 settembre dove si afferma una grande verità: chi sottovaluta quello che accade nel mondo del web è molto indietro rispetto a ciò che sta avvenendo nelle nostre esistenze, questo non implica la svalutazione di ciò che c’era prima e neppure l’accettazione di quello che accade oggi, si tratta di un riflesso tra vecchio e nuovo mondo, di due codici linguistici che si incontrano e si fanno la guerra per una supremazia di sopravvivenza, come se non ci fosse più posto per nessuno da quando il reale e diventato virtuale.

Rimango dell’opinione che Chiara Ferragni e Spora (Veronica Benini) – l’altra donna citata nell’articolo – hanno creato realtà imprenditoriali femminili imponenti per il divenire, contrapposte e in dialogo. Sono d’accordo con chi dice che la capacità di queste due personalità web è nella stesura programmatica dei loro racconti e nell’uso delle tecnologie.

Seguo entrambe da diverso tempo, ho studiato comunicazione, mi piacciono i fenomeni in larga scala, le reazioni della critica, quelle del pubblico; ho lavorato a contatto coi visitatori di un museo per otto anni. Le persone sono una grande incognita, una cosa a parte, ingestibile; la gente è pronta a cambiare opinione e decretare il successo o l’insuccesso di una persona o di una cosa sulla base dell’andamento dei messaggio costruiti e comunicati in maniera più o meno forte. Questo dipende da chi li realizza, da esseri umani come noi, che scelgono una via che può risultare efficace nel migliore dei modi o un totale fallimento per la percezione altrui.
Nei due casi che riporto, il dato utile è nelle comunità che hanno contribuito al successo di donne di carattere. Persone che hanno scelto un luogo preciso dove connotarsi e contraddistinguersi; creare una rete che è un vero e proprio sistema. La prima, la più famosa su scala internazionale, si occupa di brand di lusso; la seconda, attraverso la sua personalità prorompente e rivoluzionaria ribalta l’approccio della Ferragni: aiuta chi vuole a curare una immagine, la propria idea imprenditoriale, insegna a come imporsi su mercati alternativi attraverso la motivazione. Si fanno pagare. Sono persone che lavorano in maniera indipendente, ognuno con il proprio metodo, supportate da chi crede in ciò che dicono, cioè scelgono di stare lì e sovvenzionare in qualche modo le attività di un messaggio che più gli appartiene.

L’unica differenza rispetto al passato è in chi è contrario a questo approccio, ciò si manifesta nei commenti e nelle reazioni. Chiose sotto gli occhi di tutti, scagliate in modo lapidario nella loro posta privata come se dietro ogni nostro schermo non ci fossero sensibilità a leggere, scrivere o progettare. Nel passato quanto era possibile farlo? Ci si affidava a un critico, si dava a lui il potere della nostra voce. Oggi siamo noi, nel bene e nel male, a stabilire dove e con chi stare nei limiti del rispetto dell’altro e pare difficile accettare il successo di chi ci riesce. Manifestare o rigettare la colpa della propria frustrazione è sport nazionale che ci rende complici e irresponsabili davanti a un comportamento che potrebbe cambiare con facilità per la gioia di molte delle persone on-line.

Quando penso al negativo, immagino un brand come la Coca-cola, un marchio storico e tradizionale che è sulle nostre tavole da fine Ottocento. Le loro strategie hanno modificato i nostri comportamenti a tavola tanto da sostituire l’acqua a questa bevanda frizzante. Dietro la loro idea esiste una ricerca, uno studio e persone che investono i loro tempo in una attività. Nessuno impone di bere questa bevanda, ma molti la acquistano. Che vorrà significare?

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter

http://www.twitter.com/atbricolageblog
| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

manifesto, stati generali arte contemporanea abruzzo ph. Amalia Temperini

Stati Generali dell’Arte e della Formazione artistica contemporanea in Abruzzo #artecontemporanea #abaq [#cultura]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, costume, cultura, eventi, filosofia, fotografia, giovedì, letteratura, marketing, mostre, musica, poesia, politica, pubblicità, recensioni arte, social media, società, spettacolo, spiritualità, Studiare, teatro, tecnologia, televisione, turismo, Università, viaggi, vita

Ieri ho partecipato come pubblico osservatore agli Stati Generali dell’Arte e della Formazione artistica contemporanea in Abruzzo, voluti dai professori dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, Maurizio Coccia e Silvano Manganaro.

Il mio ascolto è stato riservato a quello curato da Lucia Zappacosta, operatrice e direttrice dell’Alviani Art Space di Pescara. I minuti sono volati e molti sono stati i contribuiti utili su cui riflettere e ripartire, da oggi. Mi riferisco a un argomento emerso dai punti di vista di Lucio Rosato e Matteo Fato. Parlavano di architettura e di ritratto, ma anche di una attenzione sulla cura della identità di presentazione degli artisti nella creazione di un portfolio utile alla loro professionalità. Questa necessità di cura, mi ha fatto molto riflettere; ritengo che sia una attenzione che per forza di cose ci trasporta nel parallelo mondo del web e di nuovo medioevo. Mi spiego meglio, questo incontro è avvenuto alla morte di due figure cardine del mondo dell’arte abruzzese: Cesare Manzo ed Ettore Spalletti, la fine e parallelamente l’inizio di un nuovo periodo che ingloba nel 2019 due realtà: quella del reale e quella del virtuale. I mondi che abitiamo. Nuove possibilità di esistenza, anche economica, da chi l’arte la crea, di chi la produce e per chi se ne nutre. Sì è parlato molto di proiezione, un tema che rientra in una visione legata proprio a un dato periodo ormai lontano, novecentesco, consumato e terminato. Cosa manca all’Abruzzo? Una immagine. Una immagine contemporanea e fluida, che sappia restituire quello che è accaduto ieri a L’Aquila, con quella proliferazione di idee, critica e continui stimoli, dibattiti, validi nella realtà, quanto nella virtualità.

Perché è vero che gli operatori decisivi possono creare una rete e risultati economici, ma senza l’aiuto di un centro che arriva da altre persone – l’ipotetico pubblico consapevole di chi è e di chi siamo – ogni lavoro è svolto a metà, l’economia non si smuove e non rigenera un mercato di risorse.

Come può avvenire questo nuovo rinnovamento?

Allo stato attuale i problemi maggiori sono legati alla Comunicazione, al come si divulga, e una Formazione inadeguata, cioè non calibrata al tipo del periodo che stiamo vivendo; sul come questa regione in ambito di contemporaneo può essere raccontata in una narrazione continua e non solo nei periodi estivi quando la programmazione è rivolta al turista.

Ma chi è il turista oggi? E come si può parlare di questa figura in epoca di performance? E come può tornare utile questa condizione per attrarre, creare mobilità, spostare l’attenzione su tutto il territorio?

Far sapere a chi vive qui e vuole arrivare qui, che esistono possibilità di vedere offerte culturali in tutto il periodo dell’anno è stato uno degli spostamenti di visione utili alla riflessione. In questo Paola Capata ha vinto, una donna forte della sua esperienza di gallerista, imprenditrice abituata al risultato. Lei osserva con curiosità i fatti di questa regione, ha proposto una sorta di ombrello: un segno, una forma, una immagine chiara di un arnese che ha una impugnatura che ieri abbiamo stretto un po’ tutti mentre Giacinto Di Pietrantonio, critico e curatore, con ironia e sagacia, anche politica, ha definito la linea dei colori da adottare.

Romeo e Giulietta #sergeipolunin #verona [#eventi]

arte, arte contemporanea, artisti, costume, cultura, danza, Donne, lavoro, libri, recensioni arte, salute e psicologia, società, spettacolo, Studiare, teatro, turismo, viaggi, vita

È passato più di un mese da quando sono andata a Verona. La scelta è avvenuta a luglio, nel momento in cui ho visto che erano disponibili i biglietti per la prima mondiale di Romeo e Giulietta con protagonisti Sergei Polunin e Alina Cojocaru.

Mi è successo pochissime volte negli ultimi anni di acquistare di getto un biglietto per uno spettacolo, come anche pensare di viaggiare da sola per il piacere di vedere qualcosa per il mio interesse senza traghettare qualcuno nell’oblio di evento di danza classica. Ho scelto di andare per per premiarmi di un traguardo raggiunto che per anni è stata una trappola. Ho capito che, in questi casi, un viaggio in solitaria, dopo una grande fine, permette di stabilire i propri equilibri, le proprie necessità, capire anche dove si può migliorare nell’adattarsi ai luoghi e alle nuove conoscenze.

Molte cose sono avvenute quel giorno, una delle più belle è stato arrivare al B&B e scoprire che la mia stanza non aveva la chiave. In pratica è accaduto che dopo una trattazione che è iniziata via web, sono scesa di prezzo col proprietario e ho dormito in un ambiente con bagno privato nel suo appartamento personale. Quello che mi ha trattenuto dalla fuga è stato l’alto punteggio dei feedback on-line sulla serietà del luogo, ma soprattutto la fiducia che in certi momenti scopro di avere ancora nei confronti del genere umano e della sua pulizia.

Tornando al tema di questo articolo, dico che visto milioni di volte il film di Buzz Lurhmann, altrettante quello di Franco Zeffirelli, studiato per il teatro la tragedia shakesperiana su vari volumi con doppia traduzione; visto dal vivo rappresentazioni minori. La curiosità di percepire con i miei occhi quanto due ballerini sarebbero riusciti a compiere su una storia così tormentata, nella nostra contemporaneità, rafforzata dalle musiche di Sergei Prokofiev è stata tanta a spingermi ad andare proprio nella città dove l’opera originale è stata ambientata dall’autore attorno al 1300.

Romeo e Giulietta di Johan Kobborg è stato uno spettacolo essenziale; a rafforzare il senso di contemporaneità il minimalismo della scenografia pensate dall’artista David Umemoto.

Nel mentre sono sorte tante questioni attorno a questo incontro culturale. Sergei Polunin è stato tacciato di omofobia per alcune sue dichiarazioni inappropriate sul mondo Gay – LGBT, cacciato dall’Opera di Parigi lo scorso febbraio per tali motivi. Mi ha fatto molto riflettere la sua posizione di appoggio a Putin e durante il mese di attesa della visione mi sono chiesta se fosse giusto, per la mia etica, partecipare.

Alla fine ho fatto una semplice supposizione: non condivido le dichiarazioni dell’artista, ma apprezzo il suo temperamento e la sua bravura, riescono a trasmettermi qualcosa che accrescere l’umanità. In che modo le sue posizioni avrebbero plagiato la mia visione del mondo e come avrei fatto a valutare se non avessi partecipato? E in che modo sarei corrotta?
Lo spettacolo è stato assistito da circa 10 mila persone paganti che hanno applaudito per circa 15 minuti. L’entusiasmo, nell’attesa dell’evento, è stato altissimo fino alla fine, dove io in molti hanno chiamato i ballerini a gran voce per vederli uscire di nuovo, tanta era l’emozione trasmessa.

A questo punto occorre altro?

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Chiesa di Sant’Elena – Scavi archeologici – Battistero di San Giovanni in fonte – Verona – #viaggi [#turismo]

architettura, arte, artisti, costume, cultura, giovedì, natura, recensioni arte, religione, società, spiritualità, Studiare, turismo, viaggi, vita

Come ho già detto la settimana scorsa, eccomi a parlare della Chiesa di Sant’Elena situata nella zona del vescovado, proprio dietro la Cattedrale Matriarcale di Santa Maria Assunta. Per accedere a questo spazio è necessario pagare un biglietto di ingresso di 3 euro, una volta entrati, presenta un’area dedicata al battistero e una agli scavi archeologici.

Nel girare da sola ho invertito gli ingressi; mi sono ficcata in una via che mi ha portato alla visita di un piccolo chiostro scoperto per caso. La fortuna è stata di beccare una bellissima giornata di sole ed essere in quella area prima delle ore 10 del mattino; il verde brillante è stato una benedizione per l’armonia della mia ultima giornata di visita nella città.

La chiesa di Sant’Elena era un passaggio coperto che collegava al cattedrale alla area riservata dei canonici. Esiste un piccolo altare ricavato dalla pietra che presenta una Madonna in trono con bambino e i santi. La cosa più interessante di questa zona è un osso in legno – presumibilmente di balena – situato proprio sopra questa rappresentazione sacra; secondo fonti ascoltate dalla piccola audio-guida era una pratica della tradizione antica e usato come segno benaugurante, curativo e di protezione.

Il Battistero di San Giovanni in Fonte è di periodo longobardo, ha resti di affreschi di epoca medievale e una fonte battesimale ottagonale ricavata da un unico blocco marmoreo del XII secolo. È considerato uno dei capolavori della scultura romanica.

La mia esperienza a Verona mi ha arricchito e vorrei tornarci di nuovo per visitare quegli spazi che ho sottratto al mio volere per questioni di tempo. Qualcuno di voi la conosce bene? suggerimenti?
Ho assaggiato i bigoli al sugo di anatra: che spettacolo!

https://www.chieseverona.it/

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagram https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

La Basilica di San Zeno, Verona #viaggi #andreamantegna [#turismo]

amore, architettura, arte, cultura, natura, recensioni arte, religione, spiritualità, Studiare, turismo, Università, viaggi

Poche settimane fa, in occasione di un evento in Arena, sono stata a Verona per circa due giorni. Sono partita senza un piano e trovarmi a decidere cosa vedere direttamente lì, in città. Ho preso una guida cartacea ben fatta, trovata dai suggerimenti sul web e ho scoperto grazie all’aiuto del proprietario del B&B spazi che non avevo vagliato per niente. Tra le mie mete c’era la possibilità di visitare delle chiese, ma non di cerco la Basilica di San Zeno, protettore della città.

Sono arrivata in questo luogo costeggiando l’Adige, a mezz’ora dalla chiusura, con un’ora scarsa di tempo per cenare e prepararmi per andare a vedere lo spettacolo. Non mi ha entusiasmato tantissimo, devo dire la verità, l’architettura Romanica manca sempre di qualcosa rispetto a quella Gotica francese – quest’ultima per me è più viva e intensa. Di questa chiesa ho scoperto che la nuova sede fu inaugurata alla presenza di Pipino, il figlio di Carlo Magno, l’8 dicembre 806 e costruita la nuova facciata e il rosone attorno ai primi anni del 1200.

Tra le cose più interessanti da scoprire: la statua di San Zeno che ride, marmorea e policroma, con un piglio sul viso inusuale. La cappella maggiore dove è posto un trittico attribuito ad Andrea Mantegna: una pala di altare che rappresenta una Sacra conversazione tra la Vergine e i santi. La base di questo lavoro è stata trafugata in epoca napoleonica e trasferite in Francia, da noi è possibile vedere alcune copie che raccontano alcune storie della narrazione biblica: Orazione nell’orto, la Crocifissione e la Resurrezione.

Il chiostro è stata la zona dove mi sono soffermata di più, complice l’ora del tramonto che faceva esaltare il colore verde del prato e il colonnato scisso tra archi a tutto sesto e a sesto acuto. L’area è accerchiata da monumenti sepolcrali provenienti da altre chiese e dal Sacello di S. Benedetto, un ambiente a pianta quadrata coperto da 9 volte a crociera.

La prossima settimana sarà riservata alla imponente Cattedrale Matriarcale dedicata a Santa Maria Assunta.

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagram https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/