Incontro con Francesco Lauretta a Firenze #artisti #arte

Paola, Amalia e Francesco Lauretta - Firenze, 12 novembre 2022 - ph. Amalia Temperini

Francesco Lauretta è arrivato da Santa Maria Novella assieme a un carico di stormi che roteavano in un cielo che si è dimostrato carico di una luce unica nella serata del 12 novembre, un cielo pieno di striature violacee che abbiamo incontrato per caso in uno scorcio della città mentre eravamo già seduti e in ascolto.

Io e Paola lo attendevano davanti al portone del Museo Novecento e con lui ci siamo incamminati lungo le stradine di Firenze per arrivare in un localino posizionato all’ingresso del Museo Marino Marini.

Da quel momento le ore sono volate assieme a tutti i programmi che avevamo stabilito, e con il senno di poi, mi sento di dire che ne è valsa la pena per il confronto e le storie che abbiamo ascoltato.

Il primo è stato come è nata La Scuola di Santa Rosa assieme a Luigi Presicce, ormai 5 anni fa. A me, in modo particolare, è piaciuto come ha narrato di essere tornato al segno.

Quando ho percepito questa storia, mi sono sentita a casa perché sono convinta da sempre di una cosa che per me è sacra e radicale: se ami ciò che fai, urlare o sbandierare ai quattro venti che vuoi farla, non serve, non ti porta a niente. Ti siedi e fai. Il fare ti porta a chiamare, le persone si radunano da sole in chi ha praticato quel tipo resistenza che contiene una grande verità: la fede a se stessi e la riscoperta di qualcosa che è stato sempre lì con te di cui avevi dimenticato le tracce.

A me non piace parlare con gli artisti, molto spesso mi annoiano, ma in questo caso, non riuscivo a comunicare a Francesco un complimento, dirgli che la cosa che notavo di più era la sua capacità di donarsi, di mettere al centro gli altri, le persone e la riconoscenza che lo hanno attraversato.
Siccome sono un tantinello testarda, l’ho fatto, ma sant’Iddio che sofferenza riuscirci! 🤣

Mi auguro che quel patrimonio di cose che ci ha raccontato possano essere futuro della storia dell’arte italiana, perché ci sono tanti aneddoti che meritano di essere raccontati e tanti altri: denunciati.

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