La nascita delle mostre di Francis Huskell (Skirà, 2008).

Viewing room, mostre, esperienza: on-life? #riflessione [#recensione]

#iorestoacasa, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, eventi, fotografia, letteratura, libri, mostre, natura, recensioni arte, social media, società, turismo, viaggi

Non sapevo che fotografia scegliere, così sono andata su un volume tradizionale e fondamentale per chi studia i sistemi artistici: La nascita delle mostre di Francis Huskell (Skirà, 2008).

Lo faccio dopo aver riflettuto per alcuni mesi in silenzio, senza visita a uno spazio o a un museo. Ho guardato il web, ho cercato di capire che potenzialità avesse la rete per le gallerie, cioè quelle che hanno avuto il coraggio di lanciarsi e non rinunciare a una fetta di mercato conquistata nel tempo, nella pratica, con la tenacia, in un settore di mercato durissimo da conquistare.

Mi sono interessata di capire come cambiava la mia percezione in relazione alla interazione con un’opera d’arte, un lavoro di un artista che ho conosciuto dal vivo e che ho visto trasportato sul web in un momento di necessità estrema, anche per ripensare il mercato dell’arte in vista di un blocco che al tempo sembrava interminabile.

Il rapporto con la Viewing Room è stato una curiosità iniziale per me che ho sempre interagito con il pubblico nel tradurre l’arte contemporanea a chi dice di non riuscire a capirla. Un esperimento di osservazione stimolante e rinnovato che ho trovato molto interessante, ma con molti limiti oggettivi.

I comunicati e le fotografie girate dagli uffici stampa offrono già indicazioni precise su cui si basa una mostra. In questo caso, il discorso è diverso, un cambio radicale per un visitatore potenziale di arte che si trova da solo a praticare un’esperienza in un’altra forma di galleria, con un linguaggio, secondo lui, inaccessibile.

Partiamo dal presupposto che un pubblico non interessato non sceglierà di gettarsi in questa osservazione né dal vivo né sul web. Parliamo di chi è abituato a visitare uno spazio e si trova, senza supporto mediato, a relazionarsi con dei lavori che potrebbe essere intenzionato ad acquistare on-line.

Alcuni mesi fa, Monitor Gallery (Roma, Lisbona, Pereto), si è lanciata con una mostra programmata e dedicata a Ian Tweedy, artista che pratica la pittura, immerso nella realtà americana, tedesca e italiana, parla di lavori che richiamano il graffitismo, si concentrano verso la pittura con una concezione di visivo che passa sempre da una memoria condivisa e costruita per frammenti.

Cosa è cambiato?

Il rapporto con la dimensione.
L’impatto con la tela. Io posso identificare un soggetto, trovare una forma di identificazione collettiva di taglio storico o artistico, ma non arriva la potenza del lavoro. Tutto può essere concentrato in una immagine, ma non basta, il punto di vista non è mai unico e frontale, neppure in una proposta pittorica.
In questo caso della Monitor, la curiosità che non ho assaporato è stata la relazione con i quadri pensati in pochi centimetri perché il mio occhio è abituato a conoscere i lavori di Tweedy con una base strutturale di oltre due metri.

Il colore.
La materia pittorica trova la sua efficacia nel vissuto. Se noi facessimo un salto da uno smartphone verso uno schermo di un PC, quella stessa opera risulta sempre diversa.
Il che è positivo, io ho una materia falsificata da immagine fotografica che impone una nuova lettura, ma ho la sua esclusività solo nella effettiva pratica della visita in galleria.
Il punto è che questa mostra è terminata, l’aura che le apparteneva in quella dimensione esclusiva le è stata negata.

Quando parlo di aura, uso il termine facendo riferimento a Walter Benjamin.

Il plus di questa mostra era proprio nella unicità di vedere opere pensate in formati di libri, cover, raffigurati personaggi più o meno identificabili e in coro. Una sorta di biblioteca personale, del visivo, organizzata in sequenza concettuale, con mille rimandi alla storia dell’arte, della letteratura, della società, in termini di costruzione di linguaggio.

Un peccato, averla persa, ma una enorme possibilità di riflessione per l’avvenire, per il pubblico, i collezionisti, per le interazioni on-line, off-line: on-life.

IAN TWEEDY
Arrangements of Forgotten Stories
Viewing Room
Monitor Gallery
Roma | Lisbona |Pereto

***

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Musei, arte pubblica. Adesso? #cultura [#riflessione]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, costume, cultura, mostre, natura, quotidiani, recensioni arte, società, turismo, viaggi, vita

Anche questa settimana faccio il punto sulle osservazioni di Vincenzo Trione su La Lettura.

Questa volta pone l’accento sui musei di arte contemporanea. Su come debbano rilanciarsi in questo momento di crisi per ottenere nuove opportunità di sperimentazione relazionale verso le comunità attraverso opere di arte pubblica.

L’articolo concentra il punto di vista su una maggiore apertura verso questa pratica di condivisione, una attenzione verso un tema che da anni è toccato da curatori, critici e architetti, in diverse città del mondo, d’Europa e italiane.

Partiamo dal presupposto che questo punto di vista può essere condivisibile.
Quanto nell’immediato?

Se la settimana scorsa il suo articolo si concentrava sulla tutela degli artigiani e gli operatori che lavorano nei campi artistici oggi in piena crisi, come si può pensare di creare soluzioni di questo tipo adesso? Chi le fa? Come? Il Mibact potrebbe appoggiare questa visione? Quali e quanti istituti culturali pubblici selezionare? In quanto tempo? Non è una perdita di tempo e denaro?

Tra le tante domande che pongo, mi chiedo come possa un museo con introiti ridotti – o azzerati – pensare di tenere attiva una collezione permanente e lanciarsi in una avventura di questo tipo con la possibilità di un aiuto ministeriale.

Se fossi un direttore di museo, farei di necessità virtù: ripenserei lo spazio, le opportunità che esso può dare; il pubblico, le persone potenziali che possono – e devono – tornare ad attraversare le sale nella doppia capacita di stare nel reale quanto nel virtuale; puntare sul virtuale per immergersi nel reale.

Se spingo le mie forze all’esterno, le persone quando torneranno a vivere quegli ambienti unici ed esclusivi?

Il contemporaneo sarebbe un oggetto vecchissimo se rimanesse nel silenzio di un non vissuto, sarebbe come andare a puntare un coltello al cuore di una persona sofferente prossima alla perdita dei sensi.

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Corri, lavora la campagna! [#lavoro]

#iorestoacasa, amore, attualità, comunicazione, costume, cucina, cultura, Donne, giovedì, lavoro, marketing, natura, pubblicità, quarantena, religione, ricette, salute e psicologia, social media, società, spiritualità, streaming, Studiare, turismo, viaggi, vita

Da giorni incontro, vedo, saluto, tanti corrieri. Gente che ha scelto di adattarsi, reinventarsi, approfittare di lavorare in tutta velocità.

Questa velocità ha un costo. Un costo che sarà sottopagato, ma chi sceglie di farlo, ha i suoi buoni motivi per impegnarsi a sopravvivere al futuro.

Da giorni ascolto persone che hanno riscoperto la campagna, le coltivazioni. Incontro e parlo, mi fa specie sentirmi dire da molti che io vivo fuori dai centri. Il tono molto spesso è strano, hanno difficoltà ad accettare che questo è il futuro.

I negozi, i grandi centri commerciali, stanno cambiando assetto. I rischi sono altissimi, seppur organizzati, adesso. In casa mia, non abbiamo nessun a difficoltà a contattare i corrieri, sappiano che hanno un costo, ma troviamo una formula per abbattere la spesa.

Mi piace risolvere, mi piace spronare le persone a migliorare. Buona parte non riconosce le proprie qualità e molto spesso si sottovaluta o crede che tu la prenda in giro nonostante evidenzi sotto il naso le loro potenzialità.

Non so da cosa dipenda, se da una società che  ci ha calpestato in modo sfrontato la dignità o da una condizione sociale sempre più in bilico.
Quando trovo le energie giuste io vado. Faccio come mi è stato insegnato in facoltà, quando ero impegnata a inseguire le ricerche. La mia professoressa diceva sempre che i documenti ti guidano, tu raccogli solo una intuizione e vai. Ci ho messo molto tempo capire che le proprie intuizioni hanno valore, un valore molto alto. E se alla base ci sono alcuni elementi guida del marketing cosa può succedere?

Chi ha letto La prima radice di Simone Weil sa che la struttura del libro è basata su tre aspetti: radice, radicamento, sradicamento.
Un testo che usa termini legati alla terra. Nel suo saggio la studiosa spinge alla osservazione di contadini e operai. Lei dice che, nonostante le difficoltà comuni di questi due tipi di lavoratori, non potranno mai incontrarsi, perché la loro concezione di lavoro è diversa. Il contadino, anche se ha ragione, è schiacciato da qualcosa di superiore (paura, potere, ignoranza). Un uomo abituato a fare, riesce a conquistare tutto. Gli altri invece?

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

 

Trust this book #ecolojoy #fiducia [#libri]

#iorestoacasa, attualità, comunicazione, costume, Donne, filosofia, leggere, letteratura, libri, marketing, marketing, Narcisismo, natura, pubblicità, quarantena, religione, salute e psicologia, social media, società, spiritualità, spiritualità, Studiare, Università, vita

Alcuni giorni fa riflettevo su come ricominciare a leggere, a cosa dedicarmi. Mi sono ricordata di un incontro fatto a Bologna con una persona che ho conosciuto in Abruzzo al volo, vista una sola volta, al Museo Nina di Civitella del Tronto (TE).

Era uno degli autori di questo libro, ma io non lo sapevo. Me ne ha parlato in un localino della zona dell’accademia a fine gennaio, quando ero lì per la fiera di arte contemporanea. Non aveva altre copie con sé, ma è rimasto il pallino fisso averlo per capire. Nei giorni scorsi proprio sulle pagine del museo ne hanno parlato in maniera dinamica, così ho pensato:
è un gioco, gioca.

Acquisto, leggo e pratico, ma soprattutto: condivido.

Amazon ci è amico 🤣

Siamo 12 persone a partecipare, il primo parte, stabilisce, consegna il libro a un altro sulla base di un sentimento. Ognuno decide a chi, di volta in volta.

Il controllo è su pochissime azioni: la regola e la rottura della regola, pensiero e azione.

Cooperazione=Emozione! 😎💥

PS. Il libro non ha confini è scritto in doppia versione, fruibile in italiano e in inglese! 😎💥

Io ho già contattato la prima persona a cui destinarlo.

Che aspettate?

Trust this book. Un gioco sulla fiducia

– Ecolojoy –

Il Girovago, 2019

Chi sono?

https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Hoya carnosa - ph. Amalia Temperini

Hoya carnosa [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, costume, cultura, natura, società, vita

Hoya carnosa è una pianta che volevo e mi hanno regalato alcuni anni fa. È una rampicante che non ha bisogno di particolari spinte, nel senso che le basta poca acqua per crescere come vuole.

Hoya non ama il contatto diretto con la luce.
La sua fioritura è circa ogni due anni, in primavera; il suo fusto si presenta carnoso come anche la cicciosità delle foglie.

La sua particolarità è che quando arriva il suo tempo spuntano dei grappoli che esplodono con fiorellini a forma di stella. Tutto ciò la rende bellissima ed elegante, tanto che nel modo del giardinaggio è conosciuta anche con il nome di “Fiore di cera” (o porcellana)”. La mia ha più di due anni e non ancora manda segnali. Ogni tanto ne chiedo i motivi alla mia vicina di casa fioraia oppure ai vivaisti quando mi capita di andare a fare un pomeriggio alternativo dentro una serra 🤣.

Oggi in particolare, sono seduta in sala, dove lei ha ormai fissa dimora e sto cercando di sistemare dei file al PC. Più la guardo e più penso: dove ho sbagliato?
Come è possibile che non abbia ancora dato alla vita quelle meraviglie che la contraddistinguono in tutto il mondo?

Subentra la tristezza e l’insoddisfazione
Quello che mi frena è che poi mi rendo conto di diventare come una vecchia zia che chiede alla nipote quando si sposerà o quando avrà figli e mi pare un buon motivo per prendere un caffè e rimettermi a lavorare! 🤣

Consiglio di fare una ricerca su Google per vedere che meraviglia è! 🌺🌸)

Hoya carnosa - ph. Amalia Temperini

Hoya carnosa – ph. Amalia Temperini

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Cane amico - ph. Amalia Temperini

Pasquetta 2020 #iorestoacasa ma esco con guanti e mascherina

#iorestoacasa, amore, attualità, concerti, costume, cultura, danza, Donne, fotografia, musica, natura, quarantena, salute e psicologia, società, vita

Ieri, durante il giorno di Pasquetta, il mio comune ha istituito un contest per raccontare queste giornate di festa totalmente strambe. Scegliere una foto simbolo che fosse di un momento preciso della nostra storia del Covid con lo scopo di organizzare una mostra futura, una volta finito tutto, per incrementare la coesione sociale e la memoria su un fatto che stiamo attraversando come comunità.

Per via della organizzazione di tante cose, ho il numero di buona parte delle persone della mia contrada. Per la prima volta in tutti questi anni ho coinvolto e visto partecipare davvero ogni famiglia dai balconi e sulla strada.

È successo che il ristorante sotto casa, uno dei più conosciuti sulla provincia di Teramo, ha messo a disposizione un impianto e si sono messi a cantare canzoni conosciute da tutti dal balcone. Questo ha reso la dimensione sociale importante, oltre che sicura, perché a loro modo, tante persone, hanno rispettato le regole di distanza, con guanti e mascherine, ma non hanno rinunciato a esorcizzare e divertirsi nella festa.

Quando c’è da mettersi in prima linea, su qualcosa che ha davvero valore umano, io ci sono sempre, nel bene e nel male, per la gioia e per rompere le scatole. Sono uscita bardata come non mai e assieme a una ragazzina di nome Chiara abbiamo fotografato l’impossibile per creare una storia della frazione. La scelta è stata davvero dura e tra gli scatti che avrei voluto mandare per questo concorso, per integrazione, avrei scelto proprio questa che ho inserito nel post. La bambina piccola è meravigliosa ed è uno dei simboli del nostro futuro!
È una famiglia che è arrivata da poco e che già è parte di tutti noi.

Evviva la tenerezza! 💥

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

fiori al balcone - ph. Amalia Temperini

Rosa [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, attualità, costume, cultura, Donne, natura, religione, salute e psicologia, società, spiritualità, spiritualità, vita

Il mio orticello da balcone cresce, sono riuscita a traferire le piccole piantine in vasi più grandi e riesumare una rosa che avevo dimenticato di avere e di cui non ricordo neppure il colore.

Non so se sia tempo di potatura, mi sembra di ricordare che fosse autunno, ma proprio su questa piccola piantina, alcuni giorni, ho deciso di agire con la pazienza del Maestro Miyagi di Karatè Kid, ripulirla dal fogliame aggrovigliato e secco che la rendeva impossibilitata alla vita.

L’ultima settimana è stata molto dura, non come le solite. Un lutto non è una cosa semplice da attraversare o superare, figuriamoci adesso quando sei impossibilitato a fare tutto, compreso un ultimo saluto a chi ha scelto di andare via per naturali malattie e non per covid.

Ero abituata a fare i conti con la morte con le solite opportunità di fuga dettate dai tempi del lavoro, di una normalità che ha subito uno scossone, oggi imparo a guardarla senza scuse o fughe per chissà quale mondo inesistente.

Mi sento fortunata.

Non è la prima volta che attraverso una grossa perdita in famiglia, e non sarà l’ultima, ma ogni volta la morte porta un prezzo diverso, si rapporta al valore della persona, degli insegnamenti lasciati in dono, ai progetti che possiamo sviluppare per il futuro.

Reset.

Sono molto selettiva e dura, adesso mi sembra di esserlo ancora di più. Fuori c’è un coro di gente che ho riscoperto e che ha voglia di vita. Il solito uccellino canta fuori dalla finestra. Del vecchio mondo, quello che pensavo fosse una parte necessaria, vedo cadaveri lamentosi nelle fosse, pronti a distruggersi nella immaturità per ogni cosa, a disprezzare buona parte di chi crede in una speranza o agisce per l’altro senza nessun interesse.

Avrei voglia di chiedere: ma ancora? questa schifezza che continuate a perpetuare per attrarre attenzioni, farvi dare applausi, davvero vi rende migliori e appagati?

Siamo già fortunati a poter custodire la nostra singola esistenza, ma avere tempo per farsi profeti e istruire la vita altrui, in mondo virtuale dove il passo fatto non corrisponde al vero, mi pare di una nullità stratosferica.

Vado a ripigliarmi.

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

semini di peperoni - ph. Amalia Temperini

Ravanelli e peperoni [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, costume, cucina, cultura, Donne, lavoro, natura, quarantena, salute e psicologia, società, turismo, vita

Stamattina mi sono fatta portare a casa dalla signora che si occupa della frutta, anche tre peperoni rossi. Li ho appena affettati, sistemati e congelati così ho tempo di capire come prepararli per più occasioni, per limitare al massimo le uscite e avere tutto porzionato per bilanciare la nutrizione nel corso di queste prossime settimane che coinvolgono anche la Pasqua.

Ho deciso di conservare i semini, asciugarli in un panno per capire se sia possibile pensare a piantarli. Appena finisco di scrivere questo messaggio lo faccio, vedo se ho dei vasi vuoti e del terriccio, provo a industiarmi con molta calma.Non so neppure se sia la stagione di semina, ma visto che si è stravolto tutto, perché mai non provare a vedere se anche la natura può essere forzata nei suoi tempi da una persona che non si è mai presa cura della terra?

Quando ero piccola, nella piccola porzione di terra che ho dietro casa, piantavo quintali di ravanelli. Rubavo i semi a mio nonno e li spargevo a cazzo, in periodi senza senso, per il gusto di prendere la zappa e dimostrare a me stessa che era possibile essere contadini senza troppo sforzo. Producevo un quintali di ravanelli che nessuno mangiava, perché non andavano di moda come adesso, ma vuoi mettere la soddisfazione?

Non capivo niente, ma quella caparbietà è rimasta ancora, ci provo pure adesso e vediamo.😎Se i ravanelli nascevano perché mai non dovrebbero crescere anche i peperoni?🤔

Vediamo che succede, basta, ho deciso.

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Basilica di Santa Maria Matriarcale - Verona - ph. Amalia Temperini

Lista #viaggi, #eventi, #mostre 2019

amore, architettura, arte, arte contemporanea, artisti, concerti, costume, cultura, danza, Donne, filosofia, fotografia, fumetti, giovedì, musica, natura, poesia, recensioni arte, religione, salute e psicologia, società, spettacolo, spiritualità, Studiare, teatro, tecnologia, turismo, Università, viaggi, vita

L’ultimo appuntamento di questo giovedì di Gennaio è dedicato agli eventi a cui ho partecipato nel 2019. Ho scelto di inserirlo dopo i libri e i film perché questo tipo di esperienza è sempre diversa rispetto alla immobilità che genera l’incontro con una visione o di una lettura.

  1. I miserabili regia di Franco Però, Teatro Comunale, Teramo
  2. Sant’Anna bocs art a cura di Martina Lilli, Piazza Sant’Anna, Teramo
  3. Andre Panarelli. Ombra Illuminata, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara
  4. Le costellazioni sembrano non tenere più. La Maddalena della collezione Capitolare incontra la poesia di Simona Novacco, Museo Capitolare, Atri, Teramo
  5. Sul filo dell’immagine. Trame dell’arazzo contemporaneo a cura di Simone Ciglia, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo.
  6. Sarà presente l’artista #StefanoArienti a cura di Simone Ciglia, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo.
  7. Romeo + Giulietta, Sergei Polunin e Alina Cojocaru – regia Johan Kobborg Arena di Verona, Verona
  8. Basilica di San Zeno, Verona
  9. Complesso del Duomo di Verona, Verona
  10. Chiesa di Sant’Elena, Scavi archeologici e Battistero di San Giovanni in Fonte, Verona
  11. Casa di Giulietta, Verona
  12. Sabbia d’oro – Mostra collettiva, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara
  13. Stati Generali dell’Arte e della Formazione artistica contemporanea in Abruzzo a cura di Maurizio Coccia e Silvano Manganaro, ABAQ, L’Aquila
  14. La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista a cura di Astrid Narguet, Lucilla Stefoni, Filippo Lanci, Museo Capitolare di Atri, Atri, Teramo
  15. Ivan Graziani cantato da Filippo Graziani, Piazza Martiri, Teramo
  16. Amore, lettere e musei. Seminario di studi, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Teramo, Teramo.
  17. Vivere freelance – incontro con Zerocalcare, Parco della Scienza, Teramo
  18. Lo schiaccianoci – Balletto di Milano, Teatro Comunale, Teramo
  19. Algoritmi. Frammenti di un’antologia del volo. Valentina Colella a cura di Piera Di Nicolantonio, Galleria Margutta, Pescara
  20. Bambinello Rubacuori a cura di Vincenzo La Mendola, Museo Capitolare di Atri, Teramo
  21. Camerlengo. Affidare la comunità a cura di Giorgio D’orazio, Abbazia di Propezzano, Morro D’oro, Teramo

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter

http://www.twitter.com/atbricolageblog
| Instagram
https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Museo Nina, Civitella del Tronto (TE) ph. Amalia Temperini

Una visita al Museo Nina #CivitelladelTronto [#turismo]

arte, attualità, collezionismo, costume, cultura, Donne, fotografia, lavoro, libri, mostre, natura, recensioni arte, salute e psicologia, società, turismo, viaggi, vita

Ho scoperto il Museo Nina quasi per caso da un mio contatto di facebook. Ho deciso di visitarlo nel giorno della Befana e avere una idea di cosa mi fossi persa fino a quel momento. Si trova nella bellissima cornice di Civitella del Tronto, nella provincia di Teramo, a un passo da Ascoli Piceno, nelle Marche, in un luogo che ha avuto una rilevanza territoriale strategica per la storia d’Italia e per essere considerato un capolavoro di ingegneria militare.

Parlo della Fortezza, ovviamente, che con la sua maestosità cattura parte dell’attenzione a chi decide di visitare questa cittadina arroccata tra le montagne, che un tempo fu anche un luogo di confine tra Regno di Napoli e Stato Pontificio.

Il punto è che, seppure l’attenzione sia riposta su questa meraviglia, a pochi metri dalla piazza centrale si ha l’opportunità di entrare in uno spazio che racconta l’attenzione e la cura di una donna; una casa, può essere definita così, che raccoglie un patrimonio demoentoantropologico attraverso una collezione che arricchisce le possibilità di comprendere chi, cosa, come e quando, ha attraversato questi luoghi, con la costruzione di un punto di vista speculare rispetto a quello di chi sceglie di visitare (o conoscere) la Fortezza.

Quando si accede al Museo Nina (ex Nact) si ha la sensazione di essere accolti in qualcosa che già si è vissuto. Ritrovare una memoria legata alla tradizione della convivialità. La storia di Gaetana Graziani si intreccia con quella di altri vissuti che hanno donato i loro materiali fino a creare una collezione di circa 3000 pezzi di moda, design, documenti e oggetti di vita quotidiana, che attraversano fasi, classi, periodi o processi che vanno dalla fine del Settecento al nostro ultimo dopoguerra.

L’allestimento si sviluppa in quattro sezioni e una delle più interessanti è proprio l’ultima. L’idea che si ha nel perscorso è di essere in un qualsiasi moderno negozio di abiti, ma il materiale esposto, che si osserva, non è in vendita, non si può toccare, non è un bene di consumo, ma una ricordo legato al sacro, alla scienza, alla musica, allo sport, alle arti, di persone – singole intimità – fino alla loro personale vicenda collettiva.

Quanti di noi potrebbero riconoscere quei capi e sentirsi parte di quell’intreccio? Si, perché questa è una rappresentazione di una vita vera, di uno spaccato, che porta a milioni di collegamenti e aiuta a completare una letteratura di ricerca storica. Esiste un abito nero che sembra ottocentesco, quasi estrapolato dalle scene cinematografiche o dalle pagine di Charlotte Brontë, ma anche coperte di estremo valore manifatturiero. E se su queste ultime custodissimo anche noi preziosità nei dai comò delle nostre nonne cosa potrebbe significare? Se ci si sofferma un attimo, si possono aprire fronti per comprendere anche vie dedicate al collezionismo di artigianato artistico.

Se dovessi tornarci, avrei modo di guardare con altri occhi le cose, pare che molti dei cassettoni siano ancora ricchi di materiali donati non ancora sistemati, quindi nuovi mondi da scoprire!

Il museo ha degli orari stabiliti, ma consiglio di chiedere appuntamento o conferma prima dell’arrivo. Oggi coi social è facile. Esiste una sezione didattica programmata riservata ai bambini. L’accesso ha un biglietto di ingresso a pagamento.

Per saperne di più, ecco un video.

www.museonina.it

Crediti fotografici per questo articolo:

Amalia Temperini, Sara Menchini, Guido Scesi.

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:

Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Chiesa di Sant’Elena – Scavi archeologici – Battistero di San Giovanni in fonte – Verona – #viaggi [#turismo]

architettura, arte, artisti, costume, cultura, giovedì, natura, recensioni arte, religione, società, spiritualità, Studiare, turismo, viaggi, vita

Come ho già detto la settimana scorsa, eccomi a parlare della Chiesa di Sant’Elena situata nella zona del vescovado, proprio dietro la Cattedrale Matriarcale di Santa Maria Assunta. Per accedere a questo spazio è necessario pagare un biglietto di ingresso di 3 euro, una volta entrati, presenta un’area dedicata al battistero e una agli scavi archeologici.

Nel girare da sola ho invertito gli ingressi; mi sono ficcata in una via che mi ha portato alla visita di un piccolo chiostro scoperto per caso. La fortuna è stata di beccare una bellissima giornata di sole ed essere in quella area prima delle ore 10 del mattino; il verde brillante è stato una benedizione per l’armonia della mia ultima giornata di visita nella città.

La chiesa di Sant’Elena era un passaggio coperto che collegava al cattedrale alla area riservata dei canonici. Esiste un piccolo altare ricavato dalla pietra che presenta una Madonna in trono con bambino e i santi. La cosa più interessante di questa zona è un osso in legno – presumibilmente di balena – situato proprio sopra questa rappresentazione sacra; secondo fonti ascoltate dalla piccola audio-guida era una pratica della tradizione antica e usato come segno benaugurante, curativo e di protezione.

Il Battistero di San Giovanni in Fonte è di periodo longobardo, ha resti di affreschi di epoca medievale e una fonte battesimale ottagonale ricavata da un unico blocco marmoreo del XII secolo. È considerato uno dei capolavori della scultura romanica.

La mia esperienza a Verona mi ha arricchito e vorrei tornarci di nuovo per visitare quegli spazi che ho sottratto al mio volere per questioni di tempo. Qualcuno di voi la conosce bene? suggerimenti?
Ho assaggiato i bigoli al sugo di anatra: che spettacolo!

https://www.chieseverona.it/

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagram https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Basilica di Santa Maria Matriarcale – Verona #viaggi #arte #tiziano [#turismo]

architettura, arte, artisti, costume, cultura, giovedì, natura, recensioni arte, religione, società, spiritualità, turismo, viaggi

La mattina del giorno successivo alla visita della Basilica di San Zeno, mi sono alzata alla volta di Tiziano. Questa tappa era prefissata, la avevo valutata proprio nell’interesse di una visione dell’operato di questo artista rinascimentale. Mi sono mossa seguendo uno schema molto semplice, che mi ha visto attraversare la città con lo zaino in spalla, prima di andare alla stazione per tornare in Abruzzo. La paura di non essere ammessa nello spazio a pagamento era tanta. Molto spesso ho trovato problemi nei depositi per borsoni e valige e sono stata costretta a rinunciare alle visite che avevo prefissato.

Avevo già capito che l’arte di queste aree mi convinceva pochissimo in termini di gusto, ma ho dovuto riposizionare la mia idea e tenere conto che il Duomo presenta un edificio sorprendente e una restituzione pittorica altrettanto imponente. La chiesa è situata nella parte più medievale della città; ho attraversato la via dello shopping e sono arrivata in un quartiere molto accogliente, quasi rassicurante, fatto di micro stradine che mi hanno condotto al complesso costituito dalla Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, dalla chiesa/museo di Santa Elena, San Giovanni in Fonte e il carinissimo chiostro dei canonici.

L’Assunzione della Vergine di Tiziano risale circa al 1530, pare sia l’unica sua opera conservata a Verona. Quando ho letto che era presente, ho associato male l’immagine: mi è affiorata alla mente quella che si trova a Venezia; così ho cercato di fare un approfondimento e notare le sostanziali differenze. La prima: le opere sono realizzate con la tecnica a olio, ma si distanziano per il supporto – questa che ho visto è su tela mentre l’altra conservata nella Basilica dei Frari è su tavola. La seconda: Maria è la protagonista in entrambi i casi, ma il programma iconografico di discosta in modo netto, in questa della Basilica Matriarcale la Vergine si è levata e guarda verso il basso senza l’intercessione visibile del Padre Eterno.

L’area presbiteriale è cortonata di luce: una cosa pazzesca alla vista!
Il resto della cattedrale ha un colonnato in marmo rosa.

La prossima settimana dedicherò attenzione alla chiesa/museo di Sant’Elena.

https://www.chieseverona.it/

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagram https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/