Vivere freelance - incontro con Zerocalcare, Parco della Scienza, Teramo ph. Amalia Temperini

Vivere freelance – incontro con Zerocalcare #teramo [#eventi]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, costume, cultura, eventi, film, fumetti, lavoro, leggere, libri, marketing, pubblicità, quotidiani, recensioni arte, rumors, social media, società, spettacolo, Studiare, teatro, turismo, Università, viaggi, vita

Quando parlo con gli artisti mi capita spesso di dire che nel loro lavoro è importante la coerenza, cioè di essere, andare di pari passo con ciò che si è, quello che si vuole costruire, raccontare agli altri, adesso, del proprio momento storico, della propria connotazione nel mondo, di avere un messaggio forte da comunicare che sia proprio, unico ed esclusivo.

Questa è una delle conferme che ho avuto da Zerocalcare ieri sera, ospite al Parco della Scienza di Teramo, in un incontro organizzato da Wide Open Coworking in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Teramo e il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Teramo.

Si è parlato molto di fare, di approccio al lavoro, della crisi che hanno le professioni creative e culturali nel farsi riconoscere una identità tutelata e valorizzata; di come un artista, seppure faccia questo mestiere esclusivo, si alza e svolge la sua opera come un impiegato o un operaio lavorando 8 o più ore anche se si fanno quelli che lui definisce “disegnetti”.
Ho visto una persona coraggiosa che ha urgenza di manifestare un pensiero critico creativo sul presente, che corrisponde a quanto afferma nei suoi libri, nelle sue strisce; l’ho ritrovato anche nello sclero dopo aver risposto a una domanda sulla sua possibilità di raccontare la sua vita in un film.
Quello che mi è piaciuto di più è come ha spiegato il passaggio che ha avuto il fumetto dall’essere considerato genere al riconoscimento di status di linguaggio dotato di una propria grammatica; di come nel giro di 10 anni si sono aperte nuove forme di mercato nel settore della editoria.
Alcuni il video sono nelle mie stories di Instagram @atbricolageblog

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitterhttp://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Romeo e Giulietta #sergeipolunin #verona [#eventi]

arte, arte contemporanea, artisti, costume, cultura, danza, Donne, lavoro, libri, recensioni arte, salute e psicologia, società, spettacolo, Studiare, teatro, turismo, viaggi, vita

È passato più di un mese da quando sono andata a Verona. La scelta è avvenuta a luglio, nel momento in cui ho visto che erano disponibili i biglietti per la prima mondiale di Romeo e Giulietta con protagonisti Sergei Polunin e Alina Cojocaru.

Mi è successo pochissime volte negli ultimi anni di acquistare di getto un biglietto per uno spettacolo, come anche pensare di viaggiare da sola per il piacere di vedere qualcosa per il mio interesse senza traghettare qualcuno nell’oblio di evento di danza classica. Ho scelto di andare per per premiarmi di un traguardo raggiunto che per anni è stata una trappola. Ho capito che, in questi casi, un viaggio in solitaria, dopo una grande fine, permette di stabilire i propri equilibri, le proprie necessità, capire anche dove si può migliorare nell’adattarsi ai luoghi e alle nuove conoscenze.

Molte cose sono avvenute quel giorno, una delle più belle è stato arrivare al B&B e scoprire che la mia stanza non aveva la chiave. In pratica è accaduto che dopo una trattazione che è iniziata via web, sono scesa di prezzo col proprietario e ho dormito in un ambiente con bagno privato nel suo appartamento personale. Quello che mi ha trattenuto dalla fuga è stato l’alto punteggio dei feedback on-line sulla serietà del luogo, ma soprattutto la fiducia che in certi momenti scopro di avere ancora nei confronti del genere umano e della sua pulizia.

Tornando al tema di questo articolo, dico che visto milioni di volte il film di Buzz Lurhmann, altrettante quello di Franco Zeffirelli, studiato per il teatro la tragedia shakesperiana su vari volumi con doppia traduzione; visto dal vivo rappresentazioni minori. La curiosità di percepire con i miei occhi quanto due ballerini sarebbero riusciti a compiere su una storia così tormentata, nella nostra contemporaneità, rafforzata dalle musiche di Sergei Prokofiev è stata tanta a spingermi ad andare proprio nella città dove l’opera originale è stata ambientata dall’autore attorno al 1300.

Romeo e Giulietta di Johan Kobborg è stato uno spettacolo essenziale; a rafforzare il senso di contemporaneità il minimalismo della scenografia pensate dall’artista David Umemoto.

Nel mentre sono sorte tante questioni attorno a questo incontro culturale. Sergei Polunin è stato tacciato di omofobia per alcune sue dichiarazioni inappropriate sul mondo Gay – LGBT, cacciato dall’Opera di Parigi lo scorso febbraio per tali motivi. Mi ha fatto molto riflettere la sua posizione di appoggio a Putin e durante il mese di attesa della visione mi sono chiesta se fosse giusto, per la mia etica, partecipare.

Alla fine ho fatto una semplice supposizione: non condivido le dichiarazioni dell’artista, ma apprezzo il suo temperamento e la sua bravura, riescono a trasmettermi qualcosa che accrescere l’umanità. In che modo le sue posizioni avrebbero plagiato la mia visione del mondo e come avrei fatto a valutare se non avessi partecipato? E in che modo sarei corrotta?
Lo spettacolo è stato assistito da circa 10 mila persone paganti che hanno applaudito per circa 15 minuti. L’entusiasmo, nell’attesa dell’evento, è stato altissimo fino alla fine, dove io in molti hanno chiamato i ballerini a gran voce per vederli uscire di nuovo, tanta era l’emozione trasmessa.

A questo punto occorre altro?

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagramhttps://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Buon fine anno! [#happynewyear]

arte, cultura, eventi, lavoro, vita

Il 2017 mi ha portato nuove consapevolezze.
Nuova felicità.

Il blog tornerà nella sua regolare attività nel 2018.

Buon anno!

Mevlana Lipp. Paradise Lost, 19 maggio, Galleria Annarumma - Napoli

Mevlana Lipp. Paradise Lost, 19 maggio, Galleria Annarumma – Napoli #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Mevlana Lipp
Paradise Lost

Inaugurazione:
Venerdì 19 Maggio ore 19,30

Galleria Annarumma,
Napoli

 

Mevlana Lipp (Colonia,1989) nel suo lavoro artistico,esamina la percezione soggettiva come qualcosa di separato dal contesto naturale. In modo giocoso ma critico, egli mette in dubbio la costruzione della nozione di “individuo” avente una consapevolezza contraddittoria dell’ambiente oggettivo, ossia come di qualcosa di sentimentale, ma al tempo stesso da usare e sfruttare in modo egoistico.

L’idea romantica della natura come di un sereno rifugio,vienaqui smascherata come antica e obsoleta. Infatti, l’individuo contemporaneo si muove sul pianeta Terra  come un alieno il quale si limita ad osservare la flora e la fauna come da uno schermo TV al plasma.L‘artista studia quindi la discrepanza che esiste tra soggetto e oggetto, tra coscienza e incoscienza, tra umano e natura.

Nelle sue ultime opere, consistenti in bassorilievi realizzati con notevole perizia, Mevlana Lipp dimostra non solo quanto  sia profonda l’alienazione umana, ma anche quanto sia stata violata la natura con l’intrusione di tutto ciò che è artificiale. Ecco perché l‘artista preferisce utilizzare dei materiali come il legno ed i suoi derivati : MDF, tavole rivestite, compensato e varie impiallacciature. Questi bassorilievi hanno il potere evocativo e la bellezza melanconica di un veloce sguardo gettato su un campo o su un giardino attraverso una finestra.

Traumaticamente, ma non senza umorismo, Mevlana Lipp indica lo stato passato, in cui eravamo un tutt‘uno con la natura, ma al tempo stesso sottolinea l’acuta e assurda irrecuperabilità dell’integrità del mondo naturale.”Post-romanticamente”, il suo lavoro ci ricorda quale sia la nostra condizione nativa e tuttavia ci presenta come siamo attualmente, ossia  come degli extraterrestri del tutto avulsi dal contesto naturale.

 

Mevlana Lipp. Paradise Lost, 19 maggio, Galleria Annarumma - Napoli

 

Mevlana Lipp
Paradise Lost

Inaugurazione:
Venerdì 19 Maggio ore 19,30
fino al 30 Giugno 2017

Galleria Annarumma,
Via del Parco Margherita, 43
80121 Napoli – Italy

www.annarumma.net

 

*Comunicato stampa

 

Italo Insolera fotografo. Il bianco e nero delle città, 11 maggio, Museo di Trastvere – Roma #arte #fotografia #vernissage [#mostre]

arte, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

 

Una mostra rievoca lo storico di “Roma Moderna”

Urbanista, storico, autore di “Roma moderna”, Italo Insolera è stato anche fotografo. Lo è stato per documentare il proprio lavoro ma soprattutto per passione. C’è un legame forte fra le riflessioni di Insolera sui processi urbani di sviluppo e trasformazione e il bianco e nero delle sue città: nell’impegno in difesa del patrimonio culturale e ambientale, come nella sensibilità e talvolta l’ironia delle sue inquadrature, c’è la ricerca quotidiana, coerente di risposte per governare il territorio nell’interesse della comunità.

Il Museo di Roma in Trastevere ospita, dal 12 maggio al 9 luglio 2017, 50 immagini inedite, scattate da Italo Insolera tra l’immediato dopoguerra e gli anni Ottanta. La mostra, curata daCristina Archinto e Alessandra Valentinelli, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Le sequenze giovanili ritraggono la Roma in cui Insolera si laurea nel 1953, la Sicilia e l’Abruzzo dove lo conducono i primi incarichi professionali. L’uscita di “Roma moderna” nel 1962 fissa l’inizio di una fervida stagione di sfide etiche e culturali; è l’urbanista maturo che fotografa in Sardegna o in Valnerina e al taglio sobrio delle architetture sostituisce i segni dell’uomo su città e paesaggi. Negli anni Settanta Insolera torna a indagare le “Mirabilia Urbis” descritte dall’amico Antonio Cederna; uno sguardo critico che si traduce in immagini sempre più contrastate, vitali, sferzanti, svelando la tensione ideale che tanto ha caratterizzato i suoi saggi e oggi ne ripropone l’attualità.

In contemporanea alla mostra esce, per Palombi Editore, il libro “Italo Insolera, fotografo” che raccoglie duecento scatti selezionati tra le sequenze di Roma, dei viaggi, dei luoghi dov’è intervenuto come urbanista. Nato alcuni anni or sono da spunti e indicazioni di Insolera, il volume si è avvalso dell’aiuto indispensabile di Anna Maria Bozzola Insolera, oltre che delle memorie e suggestioni di quanti lo hanno conosciuto.

INFO

Italo Insolera
Il bianco e nero delle città. Immagini 1952-1988

A cura di Cristina Archinto e Alessandra Valentinelli
Promossa da: Assessorato alla Crescita culturale di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e MiBACT-Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio

Inaugurazione giovedì 11 maggio 2017 ore 18.00

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1/b – Roma

Dal 12 maggio al 9 luglio 2017
Orari: da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00; la biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: Intero: € 8,50 – Ridotto: € 7,50

Sponsor Sistema Musei Civici: MasterCard Priceless Rome
Con il contributo tecnico di: Ferrovie dello Stato
Media Partner: Il Messaggero
Servizi Museali: Zètema Progetto Cultura

Info: 060608 tutti i giorni ore 9:00 – 19:00

www.museiincomune.it; www.zetema.it

www.museodiromaintrastevere.it

 

 

 

UFFICIO STAMPA
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com / 349.4945612
http://www.robertamelasecca.wordpress.com

*Comunicato stampa

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico, 17 maggio, accademia nazionale di san luca - Roma

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico, 17 maggio, accademia nazionale di san luca – Roma #arte [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico

accademia nazionale di san luca

Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

17 maggio – 22 settembre 2017

In occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica 2015 assegnato a Luigi Ontani, l’Accademia Nazionale di San Luca presenta nelle sale espositive di Palazzo Carpegna la mostra SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico, apertadal 17 maggio al 22 settembre 2017.

L’importante onorificenza venne istituita nel 1950 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il quale destinò un Premio Nazionale, annuale e indivisibile, aperto a tutti gli artisti, affidando all’Accademia di San Luca la segnalazione del più meritevole per le tre categorie di Pittura, Scultura e Architettura.

Per celebrare l’assegnazione del Premio Presidente della Repubblica 2015, l’Accademia Nazionale di San Luca ha invitato Luigi Ontani a ideare e curare un’esposizione di sue opere, ripercorrendo la sua carriera artistica, dai tableaux vivants dei primi anni Settanta alle ultime ErmEstEtiche, alcune del tutto inedite e create espressamente per SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico.

In mostra circa 60 opere allestite nei tre spazi espositivi di Palazzo Carpegna: si inizia con le prime opere di Ontani nelle sale al pianterreno, proseguendo lungo la rampa elicoidale di Borromini, per culminare al terzo piano in alcune delle sale della Galleria dell’Accademia, secondo un percorso che intreccia un dialogo con le opere delle collezioni storiche.

Celebri i tableaux vivants dell’artista, iconografie viventi che Ontani assume su di sé come simulacri, prendendo le sembianze di figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Leonardo, Raffaello, San Luca; in mostra anche le fotografie ritoccate a mano, memorie dei soggiorni e viaggi orientali (dal 1972 ad oggi), in cui la sua poetica risente dei colori e delle tradizioni orientali. Degli anni Ottanta è la sperimentazione di altri materiali, quali la cartapesta, il legno, la ceramica e il vetro di Murano, attraverso la cui mediazione Ontani traspone in scultura il tema della maschera e dell’ibridazione di idoli già presente nelle pose fotografiche. Si giunge quindi alle Anamorpose (foto lenticolari realizzate dal 2000 ad oggi), agli elementi di arredo in ceramica e vetro, per concludere il percorso con la serie delle ErmEstEtiche, dei Canopi e dei BellimBusTi realizzati in ceramica.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano/inglese) con un testo critico di Ester Coen, un’ampia intervista di Hans Ulrich Obrist e contributi di scrittori quali Aurelio Picca e Emanuele Trevi, insieme a una selezione di testi a cui l’artista è particolarmente legato, di Francesca Alinovi, Goffredo Parise e una poesia inedita di Valentino Zeichen.

 

INFORMAZIONI

Mostra: LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico
Preview stampa: mercoledì 17 maggio, ore 11.00
Inaugurazione: mercoledì 17 maggio, ore 18.00
Apertura al pubblico: 17 maggio – 22 settembre 2017
Sede: Accademia Nazionale di San Luca, piazza dell’Accademia di San Luca 77 – Roma
Informazioni: tel. 06 679 8850; segreteria@accademiasanluca.it
Orari: dal lunedì al sabato: 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.30).
Chiuso domenica e dal 6 al 27 di agosto.

Ingresso gratuito

 Iformazioni per la stampa:
Maria Bonmassar
06 4825370; +39 335490311;
ufficiostampa@mariabonmassar.com

 

*Comunicato stampa

Studio_Marconi_1932 - Focus | Costruire con la luce, 7 maggio - Mart, Rovereto

Focus | Costruire con la luce, 7 maggio – Mart, Rovereto #arte #musei [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS

Focus | Costruire con la luce
Fotografie di architettura dagli archivi del Mart

Mart, Rovereto
7 maggio — 27 agosto 2017

Opening domenica 7 maggio
ingresso ed eventi gratuiti

Focus | Costruire con la luce

Sciolte o assemblate in album, replicate e riprodotte, applicate su pannelli a scopo espositivo, le fotografie conservate negli archivi di architettura costituiscono una fondamentale testimonianza relativa agli edifici e alla loro fortuna critica. Queste assumono, inoltre, uno speciale valore documentario nella storia stessa della fotografia, di cui illustrano indirizzi e sviluppi: dallo stile oggettivo e impersonale di fine ’800 alla ricerca di linguaggio autonomo con le avanguardie storiche, fino agli orientamenti del secondo dopoguerra tra fotoreportage, inquadrature dello spazio urbano e sperimentazioni di astrazione lirica.

Attraverso una selezione di materiali provenienti dai fondi documentari e librari dell’Archivio del ’900, Costruire con la luce propone un percorso che muove dalle Edizioni Alinari per approdare alle opere di Gabriele Basilico, passando per gli scatti di Lucia Moholy, George Everard Kidder Smith, Fulvio Roiter, Ugo Mulas e Cesare Colombo.
In mostra anche una selezione di fotografie di Sergio Perdomi e Studio Pedrotti sull’edilizia civile e industriale trentina, come i complessi residenziali di Ettore Sottsass sr. e le centrali idroelettriche di Ala e Mori.

7 maggio | Open Day

In occasione dell’apertura della mostra, il Mart rinnova l’appuntamento con l’Open Day e trasforma la domenica gratuita in una festa con eventi, musica, visite guidate, laboratori.

Programma
Ore 15.00 | Mezzanino
Inaugurazione e visita guidata alla mostra Costruire con la luce. Fotografie di architettura dagli archivi del Mart, a cura dell’Archivio del ʼ900.

Ore 15.00 | Sale espositive I piano
Visita guidata alla mostra Mario Sironi nella Collezione Allaria.
Prenotazioni dalle ore 14 in biglietteria, massimo due per persona, fino a esaurimento posti.

Ore 15.00-16.30 | Babymart
Ricette in libertà, laboratorio dai 6 ai 12 anni, ispirato ai ricettari futuristi.

Ore 16.00 | Sale espositive II piano
Concerto del Quartetto dell’Orchestra da Camera di Mantova. L’appuntamento si inserisce nel programma del festival Settenovecento-Incontri musicali a Rovereto.

Focus | Costruire con la luce
Fotografie di architettura dagli archivi del Mart

7 maggio — 27 agosto 2017

Opening domenica 7 maggio

Ingresso ed eventi gratuiti

 

Informazioni
eventi@mart.tn.it
T +39 0464 454105

Ufficio comunicazione
press@mart.tn.it
T +39 0464 454124 | +39 334 6333148

MART ROVERETO

Corso Bettini 43, 38068
Rovereto (TN)
T 0464 438887
Numero verde 800 397760
info@mart.trento.it

 

 

 

*Comunicato stampa

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio – Bolzano #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, filosofia, mostre, turismo, viaggi

Július Koller. One Man Anti Show

Inaugurazione:
19/05/2017, ore 19.00

a cura di
Daniel Grúň, Kathrin Rhomberg e Georg Schöllhammer

@Museion,
Bolzano



Museion presenta, in cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, la più vasta retrospettiva mai dedicata a Jùlius Koller (Piestany, Slovacchia 1939- Bratislava, 2007). Koller, tra le personalità artistiche più importanti dell’Est Europa dagli anni Sessanta, ha sviluppato un’opera di grande rilevanza internazionale. La mostra documenta, alla luce dell’elaborazione di materiali artistici e d’archivio, il suo contributo autonomo alla Neoavanguardia. Oltre a lavori noti a livello internazionale sono esposte anche opere, materiali d’archivio ed ephemera inediti – diverse fotografie concettuali dell’artista slovacco legano la sua personale alla mostra sulle opere fotografiche della collezione Museion “La Forza della Fotografia”. L’opera di Koller si pone a distanza critica rispetto al governo comunista e alla sua arte ufficiale, ma mette in discussione anche le tradizioni della modernità e le convenzioni del sistema dell’arte occidentale. Dalla metà degli anni Sessanta Koller crea, con gli Antihappenings e gli Antibildern un’opera contrassegnata da ironia giocosa e scetticismo, che con spirito dadaista unisce ad un atteggiamento scettico radicale un approccio innovativo. Dipinge così quadri oggetto di colore latex bianco e immagini con il motivo del punto interrogativo, che diventa simbolo universale della sua messa in discussione della quotidianità e della realtà. Il gioco del tennis e del tennis tavolo sono utilizzati da Koller come forma artistica partecipativa: collegando lo sport a uno statement politico, l’artista rivendica così l’attenersi alle regole e il fair play come base dell’azione sociale – statement che conserva ancora oggi la sua piena attualità, anche alla luce della situazione politica internazionale. Dopo la repressione della Primavera di Praga, l’artista inizia la serie U.F.O.naut per contrapporre alla realità “situazioni culturali” e utopie di un nuovo futuro e di una nuova cultura cosmo umanistica.

In cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava

 

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Info

Július Koller. One Man Anti Show
Inaugurazione: 19/05/2017, ore 19.00

Durata mostra: 20/05 – 27/08/2017
Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.

Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.

 

Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion, Piazza Piero Siena 1
I – 39100 Bolzano

 Save the date – programma collaterale

Ping Pong Club ogni giovedì 18.00 – 21.30, ingresso e partita gratuiti, prenotazione possibile: visitorservices@museion.it  Tel. 0471 223435

ICOM Day 21/05/2017
lezioni di tennis tavolo

 20/07/2017, 19.00 h

visita guidata con Letizia Ragaglia

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
Follow us on Twitter
http://www.museion,it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani

 

*Comunicato stampa

GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano

GIOVANNI REFFO – “Notturni”, 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, viaggi

GIOVANNI REFFO

“Notturni”
a cura di Francesca Tuscano

Inaugurazione domenica 23 aprile 2017
ore 11.00

Museo Civico d’Arte di Olevano Romano
Viale H. Hindorf – Villa De Pisa
(ROMA)

 

Con il titolo “Notturni” si inaugura il prossimo 23 aprile 2017 la personale di Giovanni Reffo alMuseo Civico d’Arte di Olevano Romano, a cura di Francesca Tuscano.

Attivo tra Roma e la cittadina olevanese, dove vive e lavora, Giovanni Reffo compie la sua formazione principalmente da autodidatta, unendo la continuità della ricerca pittorica a ricorrenti incursioni in altri generi, che gli permettono di approfondire le tecniche del mosaico, della serigrafia, della vetrata artistica. Dopo gli esordi figurativi, si dedica all’astrazione che diviene il suo campo di ricerca fondamentale.Con oltre 60 opere e disegni e più di 40 piccoli studi appartenenti all’ultimo periodo di attività, la mostra intende porre in evidenza, come scrive la curatrice Francesca Tuscano, “l’innata inclinazione [dell’artista] all’eclettismo linguistico e alla sperimentazione tecnica, che a serie dedicate allo sviluppo di un segno significante … alterna fasi di più intensa resa materica, in cui il colore si addensa in masse di forte impatto emotivo”.

Accanto alla recente produzione, la mostra accoglie una selezione di disegni e collage appartenenti alla fine degli anni settanta, in cui è possibile scorgere il progressivo emergere del segno sino al liberarsi di vere e proprie calligrafie di sapore orientale, vicinissime ad alcuni degli ultimi piccoli lavori.

 GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano

Giovanni Reffo
Notturni
A cura di Francesca Tuscano
Presentazione di: Francesca Tuscano, Mariano Apa
Catalogo Palombi Editori

Inaugurazione domenica 23 aprile 2017 ore 11.00

Museo Civico d’Arte di Olevano Romano
Viale H. Hindorf – Villa De Pisa

Dal 23 aprile al 25 giugno 2017

Museo Civico d’Arte di Olevano Romano
Tel. 333-6090959
www.amolevano.it

 

GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (con il contributo)

GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (in GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (con il collaborazione)

*Comunicato stampa
Mimmo Jodice, Imago Mundi, Luciano Benetton Collection Doni, Authors from Campania, giovedì 12 aprile - Museo Madre - Napoli

Imago Mundi, Luciano Benetton Collection, Doni – Authors from Campania, giovedì 12 aprile – Museo Madre – Napoli #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, cultura, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

12 aprile-8 maggio 2017

Imago Mundi – Luciano Benetton Collection
Doni – Authors from Campania

Pittura, scultura, performance, video, installazione, fotografia: un’esplorazione delle arti contemporanee in Campania attraverso le opere di 143 artisti 

Accademia di Belle Arti di Napoli, Via S. Maria di Costantinopoli 107, Napoli
incontro: giovedì 12 aprile, ore 11.30 (Aula Magna)

Museo MADRE, via Settembrini 79, Napoli
inaugurazione: giovedì 12 aprile, ore 18:00
(Sala delle Colonne, primo piano)

 

Dal 12 aprile all’8 maggio 2017 il museo MADRE di Napoli ospita Doni – Authors from Campania, un’esplorazione della produzione artistica attuale in Campania attraverso le opere di 143 artisti, nell’ambito di Imago Mundi, il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton in cui artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si misurano con lo stesso supporto, una tela di 10×12 centimetri.

Per la prima volta, il progetto in progress Imago Mundi dedica questo suo capitolo (a cura di Chiara Pirozzi) esclusivamente ad una singola regione, la Campania, in cui si sono avvicendati per millenni popoli e culture diversi, dai Greci agli Etruschi e ai Romani, dai Bizantini ai Longobardi e ai Normanni, fino a Francesi e Spagnoli, e oltre. La Campania oggi è il crogiolo vivace, stupefacente e affascinante di queste articolate radici storiche, culturali, artistiche a cui Imago Mundi rende omaggio con la presentazione al museo MADRE di Doni – Authors from Campania, in cui le contaminazioni e i richiami, le intersezioni e i nomadismi di un’esperienza culturale antichissima e unica rivivono nell’attualità della ricerca artistica proposta della scena campana contemporanea.

Pittura, scultura, performance, video, installazione, fotografia: le molteplici forme espressive dell’arte contemporanea sono presenti e analizzate in questa collezione, che idealmente ruota attorno al concetto di “dono”: al dono delle singole opere da parte degli artisti fa da contraltare il dono dell’accoglienza nel caleidoscopio globale e democratico di Imago Mundi, in cui le opere si nutrono della loro bellezza e unicità e al contempo godono del riverbero del mosaico colorato, autentico e appassionato di cui fanno parte, nel rispetto dello spirito ideale del progetto complessivo.

L’apertura della mostra sarà preceduta, giovedì 12 aprile (ore 11:30, Aula Magna), da un incontro di studio dal titolo “L’Arte del Dono” che si terrà presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’approfondimento trae spunto dal tema proposto dalla raccolta campana declinando, attraverso differenti approfondimenti disciplinari, le logiche sottese all’atto del “donare” che intreccia teorie e pratiche, profilo storico e dinamiche contemporanee, traducendosi in spunti possibili sulla comprensione di quale valore abbia oggi, in un’epoca di migrazioni e transiti, l’etica della reciprocità e dello scambio, un vivere civile che proceda di pari passo a temi come l’accoglienza e il rispetto. All’incontro partecipano il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Giuseppe Gaeta, il direttore del museo MADRE Andrea Viliani, il docente ordinario di Sociologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II Gianfranco Pecchinenda, la docente di Estetica all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale Elena Tavani, e il duo artistico napoletanoAfterall. Modera Chiara Pirozzi, curatrice, nell’ambito del progetto Imago Mundi, di Doni – Authors from Campania.

Imago Mundi è il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton: artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si stanno confrontando con lo stesso supporto, una tela di 10×12 cm; fino ad ora sono stati coinvolti 20.000 artisti da 120 Paesi, regioni e popoli, che diventeranno 26.000 entro la fine del 2017. La ricerca degli artisti di Imago Mundi è promossa attraverso i cataloghi, la piattaforma imagomundiart.com e la partecipazione a presentazioni organizzate in collaborazione con istituti privati e pubblici, in tutto il mondo: da Venezia (Biennale di Venezia e Fondazione Cini, 2013 e 2015) al NOMA Museum di New Orleans (2014-2015), dal Belvedere di Vienna (2015) al Pratt Institue di New York (2016), dalla Cina, dove Imago Mundi è impegnato fino alla fine del 2019 in un tour itinerante, a Palermo, dove la presentazione dedicata alle 21 collezioni dei Paesi del Mediterraneo ha inaugurato il percorso espositivo del 2017.

Per informazioni:

Imago Mundi – Luciano Benetton Collection
Doni – Authors from Campania

Pittura, scultura, performance, video, installazione, fotografia: un’esplorazione delle arti contemporanee in Campania attraverso le opere di 143 artisti 

Accademia di Belle Arti di Napoli, Via S. Maria di Costantinopoli 107, Napoli
incontro: giovedì 12 aprile, ore 11.30 (Aula Magna)

Museo MADRE, via Settembrini 79, Napoli
inaugurazione: giovedì 12 aprile, ore 18:00 (Sala delle Colonne, primo piano)

12 aprile-8 maggio 2017

tel 081.19313016 (lunedì-domenica, ore 10:00-19:00)
www.madrenapoli.it

Ufficio Stampa Accademia di Belle Arti di Napoli:
Costanza Pellegrini
ufficiostampa@abana.it
339 725425

Ufficio Stampa Madre:
Luisa Maradei, ufficiostampa@madrenapoli.it – 335 5903471

Relazioni Esterne Imago Mundi:
martina.fornasaro@imagomundiart.com – 338 6233915
barbara.liverotti@fabrica.it – 0422.515372
www.imagomundiart.com

*Comunicato stampa

Ulrike Ottinger, Die Kalinka Sisters, 1988, © Ulrike Ottinger Courtesy Sammlung Goetz, München

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione, fino al 17/09/2017 – Museion, Bolzano #arte #fotografia [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi


Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione

Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman

quattro posizioni dalla
Sammlung Goetz

fino al 17/09/2017

Museion,
Bolzano

 


Museion e la Sammlung Goetz
rinnovano la collaborazione: da giovedì 23/03 prossimo un nuovo nucleo di oltre venti opere dalla prestigiosa raccolta di Monaco andrà ad arricchire la mostra sulla collezione Museion, “La forza della fotografia” (fino al 17/09/2017). Nel 2013 Museion aveva ospitato l’esposizione “When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz” con oltre cento opere che testimoniavano i più diversi riferimenti contemporanei al minimalismo. In questa occasione il focus è invece la fotografia: quattro posizioni di quattro artiste di fama internazionale Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman ampliano il percorso espositivo negli spazi del secondo piano. L’identità, l’alterità, la trasformazione e messa in scena del corpo e di sé stessi e della vita intima i temi trattati dal nuovo nucleo di fotografie.
Nei lavori delle quattro artiste selezionate emerge un aspetto che si dipana come un fil rouge attraverso la mostra della collezione di Museion, ovvero il clima di contaminazione che negli anni sessanta si comincia a delineare tra fotografia e arte contemporanea. Ciò si manifesta soprattutto in un’attenzione aumentata ad azioni e comportamenti, in cui il ruolo della fotografia non è un semplice mezzo di riproduzione della realtà, ma uno strumento che instaura una relazione con essa.

La sezione si apre con i lavori di Diane Arbus (New York 1923-1971) di cui sono in mostra 14 fotografie realizzate tra il 1962 e il 1970. Che si tratti di travestiti, giovani coppie o bambini, i soggetti ritratti risultano comunque inquietanti. Da una parte emerge l’interesse dell’artista per la diversità – non a caso in una delle sue biografie viene definita “la fotografa dei mostri”. Dall’altro le immagini comunicano un senso di distacco e mancata partecipazione, un atteggiamento che la celebre critica americana Susan Sontag ha definito “partecipazione alienata”.

Anche Nan Goldin (Washington, 1953), presente in mostra con sei lavori, è interessata al diverso, ma il suo è uno sguardo vibrante di partecipazione emotiva. L’universo conturbante e sconvolgente delle drag queen è ritratto in immagini d’intensa intimità e delicatezza, al di là di ogni voyeurismo. Un mondo che l’artista conosce per esperienza personale, per aver condiviso da adolescente per anni la stessa abitazione di una drag queen, di cui si era innamorata: “Le fotografavo così, come loro stesse si vedevano, e non sentivo alcuno bisogno di smascherarle con la macchina fotografica”.

Le fotografie della tedesca Ulrike Ottinger (Costanza, 1942) sono legate alla sua produzione filmica e ritraggono con predilezione un mondo di emarginati e di eccentrici. L’approccio è quello della messa in scena e dell’iper-rappresentazione, come in “Fräulein Mausi und Paulchen“, 1981 e „Die Kalinka Sisters“,1988, in mostra a Museion. Come per tutte le immagini esposte in questa sezione, il mezzo fotografico è un segno che, attraverso l’imitazione, rivela codici sociali e culturali con cui lo spettatore si può identificare e confrontare.

Mascherarsi, entrare in ruolo per smascherare i clichè impressi nella nostra società è il gioco messo in atto da Cindy Sherman (Glen Ridge, USA, 1954). I suoi celebri autoritratti – in mostra ne sono esposti quattro, dal 1990 al 2008- non rivelano la personalità dell’artista, ma, giocando con la moda e la storia dell’arte in maniera grottesca e provocatoria, mettono in luce convenzioni e artifici e del mondo contemporaneo.


Info

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione
Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman
quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

Dal 23/03/2017 al 17/09/2017

A cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con la Sammlung Goetz.

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion
Piazza Piero Siena 1
39100 Bolzano

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
Follow us on
Twitter
http://www.museion.it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani
*Comunicato stampa

 

 

Grazia Toderi e Orhan Pamuk Words and Stars (Conversazione), 2013-2017 cinque proiezioni video, loop, sonoro-min

Grazia Toderi e Orhan Pamuk “Words and Stars”, fino al 2 luglio 2017, MART – Rovereto #arte #mostre [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, letteratura, mostre, poesia, turismo, viaggi


GRAZIA TODERI E ORHAN PAMUK
WORDS AND STARS

A cura di Gianfranco Maraniello

 Mart, Rovereto

fino al 2 luglio 2017

 

Dopo quattro anni di conversazioni, incontri, corrispondenza, il Mart di Rovereto presenta l’atteso progetto dell’artista Grazia Toderi e dello scrittore Orhan Pamuk.

Words and Stars (2013-2017) è intreccio tra arte e letteratura, tra visivo e narrativo. Dal 2 aprile, a cura di Gianfranco Maraniello

 

Leggere il cielo è forse stato il primo atto con cui
l’essere umano si è interrogato sulla propria esistenza.

João Fernandz

Preludio

Nel 2009, in cerca di suggestioni per il Museo dell’Innocenza di Istanbul, il premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, durante una visita alla Biennale di Venezia si imbatte nell’opera Orbite Rosse di Grazia Toderi, tra le maggiori artiste internazionali, già premiata con il Leone d’oro nel 1999.

Colpito dall’opera, ne scrive un significativo elogio su “la Repubblica”, in cui dichiara: “Mi ha invaso una sensazione di infinito”.

IL PROGETTO

Il progetto Words and Stars nasce nel 2013, quando lo scrittore turco decide di invitare l’artista italiana a ideare insieme un’opera d’arte per il Museo dell’innocenza, da lui creato ad Istanbul.

L’esito di questo eccezionale sodalizio artistico, dopo quattro anni di lavoro, conversazioni, incontri e intenso scambio di corrispondenza tra i due autori, ha portato alla realizzazione di una trilogia costituita da un “monologo”, un “dialogo” e una “conversazione” –  per un totale di otto proiezioni video – che sono adesso presentate al Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Inoltre, nel novembre 2016, il progetto aveva visto nascere un’opera realizzata specificamente per lo spazio della cupola di un Planetario e un piccolo ma raffinato intervento installativo, presentati rispettivamente presso il Museo d’Arte Antica di Palazzo Madama e il Planetario di Torino, a cura di Guido Curto e Clelia Arnaldi di Balme.

I video di Grazia Toderi e le parole di Orhan Pamuk insieme hanno costruito cosmogonie e mappe, immaginarie e reali, sullo sfondo di galassie luminose e delle luci di Istanbul.

LA MOSTRA

Cominciano con questa frase gli appunti di Grazia Toderi contenuti nel catalogo della mostra: “Ho scelto di proiettare video perché la loro materia è luce che viaggia e che appare quando le faccio incontrare una superficie, e anche perché possono essere trasmessi contemporaneamente in tutto il mondo”.

Sembra farle eco nel suo testo in catalogo Orhan Pamuk: “Mi considero un romanziere visivo […] Scriviamo romanzi per comunicare al lettore le immagini che ci ossessionano”.

Sugli otto schermi delle tre grandi video installazioni si ibridano scrittura e immagine, si uniscono parole e luci, si amplificano e riecheggiano suoni lontani. Un “monologo” si sviluppa in un “dialogo”, che a sua volta si trasforma in una “conversazione”. L’esperienza si trasforma da personale in universale.

Nella penombra la grande mostra risulta immersiva, incanta lo spettatore e lo conduce in una dimensione sensoriale. I tempi e le posture della fruizione superano il flusso delle immagini e conducono all’interno di un ritmo universale e ciclico.

Le frasi di Orhan Pamuk abitano i paesaggi di Grazia Toderi. Immagini e parole si sovrappongono, creando mutevoli mappe sideree e terrestri insieme. Le luci della città di Istanbul si trasformano continuamente in costellazioni di terra e di cielo.

Un universo identificabile ma misterioso, delimitato ma infinito, reale e fantastico è attraversato da proposizioni e interrogativi che appaiono e si dissolvono.

Grazia Toderi e Orhan Pamuk foto di Antonio ManiscalcoIn Words and Stars le parole di Orhan Pamuk riprendono e sviluppano la trama de Il Museo dell’innocenza, romanzo scritto dallo scrittore turco nel 2008, a cui è seguita la creazione del museo vero e proprio a Istanbul nel 2012. I due protagonisti, che vivono un amore contrastato, tornano bambini ponendosi domande esistenziali: possono i nostri pensieri essere confrontati a lontane stelle in movimento? Esiste un collegamento visivo tra i paesaggi della nostra mente e il cielo sopra alle città?

 

Tanto il planisfero, strumento tradizionale per la rappresentazione delle mappature celesti e terresti, quanto gli occhi, con i quali osserviamo il mondo e catturiamo le immagini della nostra cosmologia personale, sono fonti di ispirazione per Grazia Toderi. In ogni video le luci, in trasformazione continua, appaiono iscritte in grandi dischi, come orbite di monocoli o binocoli.

Dalla scrittura, definita da Toderi “involontario ritratto segreto”, si passa alla “grafia della terra” segnata da fiumi, mari, acqua, terra, luci e scie luminose, che nell’opera di trasformano in costellazioni senza confini.

La mostra contiene contrasti: intimità e pluralità, immensità e pulviscolo, universo senza domande e grandi questioni esistenziali. Le ricerche di entrambi gli autori si ibridano in un progetto che è ancestrale come il mondo e che interroga il futuro.

Senza uno sviluppo narrativo, in un anello temporale che è un ciclo infinito e continuo, le parole di Orhan Pamuk, scritte da grafie sconosciute, dialogano con le immagini di Grazia Toderi. Una Istanbul che può apparire o svanire nell’atmosfera. Città oggi più che mai simbolo di costanti contraddizioni e scissioni, ma anche luogo brulicante e vitale di incontri e intrecci tra mondi, tempi e culture talvolta distanti, talvolta coincidenti.

Dall’uno si passa all’altro in una variazione continua: il Monologo diventa Dialogo che si trasforma in Conversazione, le grafie crescono e si moltiplicano, il tempo delle rotazioni delle immagini cambia, le relazioni si fanno via via più complesse.

Dimensioni e colori diversi: più piccolo il Monologo, sul quale la proiezione in bianco e nero è luce originaria. Blu e turchese i colori della doppia proiezione ad angolo, Dialogo, illuminata da luci fredde e metalliche. Rosso, infine, il colore dominante nella Conversazione, proiettata su cinque grandissimi schermi a formare uno spazio pentagonale. In corrispondenza con lo spettro luminoso, i colori informano sulla vicinanza o lontananza delle stelle: il blu dell’astro in movimento verso la terra o il rosso dell’allontanamento, o il bianco e nero della pura luce che non può essere colore perché incontra solo se stessa.

In un continuo gioco di rimandi senza tempo, tra filosofia, domande ancestrali, proiezioni, scrittura, mappe mentali e geografie dell’anima, nell’arte contemporanea di Toderi e Pamuk riecheggia la storia.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa con testi di João Fernandes, Gianfranco Maraniello, Orhan Pamuk e Grazia Toderi.

 

Grazia Toderi

Nata a Padova nel 1963, dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna si trasferisce nel 1992 a Milano. Dal 2005 vive tra Milano e Torino. Ha partecipato a mostre collettive e a rassegne importanti come la Biennale di Venezia, nel 1993, 1999 (tra le vincitrici del Leone d’Oro) e 2009, le Biennali di Istanbul (1997), Sydney (1998), Pusan (2000 e 2002), Pontevedra (2004) e New Orleans (2011). Tra le mostre personali in musei pubblici segnaliamo: Castello di Rivoli (1998), Museo Serralves, Oporto (2010), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Smithsonian Institution, Washington D.C. (2011), Maxxi, Roma (2012), John Curtin University Gallery, Perth (2013), MIT Museum, Boston (2016).

Orhan Pamuk

Nato nel 1952 a Istanbul, nel 2006 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. In Italia ha pubblicato con Einaudi tutte le sue opere, tra cui Il mio nome è rosso (2001), Neve (2004), Istanbul (2006), Il Museo dell’innocenza (2009), Il Signor Cevdet e i suoi figli (2011), L’innocenza degli oggetti (2012) e La stranezza che ho nella testa (2015), La donna dai capelli rossi (2016). Le storie di Pamuk indagano l’anima malinconica della sua città natale alla scoperta di nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture. Ha fondato a Istanbul un vero e proprio museo che accoglie gli oggetti accumulati da Kemal, protagonista de Il Museo dell’innocenza, a memoria della sua ossessione amorosa per la giovane Fusun.


INFO

GRAZIA TODERI E ORHAN PAMUK
WORDS AND STARS

A cura di Gianfranco Maraniello

Mart, Rovereto
2 aprile 2017 ― 2 luglio 2017

MART ROVERETO
Corso Bettini 43, 38068
Rovereto (TN)
T 0464 438887
Numero verde 800 397760
http://www.mart.trento.it/
info@mart.trento.it

Susanna Sara Mandice | Ufficio stampa
s.mandice@mart.tn.it
press@mart.tn.it
T +39 0464 454124
T +39 334 6333148

 

 *Comunicato stampa