Mevlana Lipp. Paradise Lost, 19 maggio, Galleria Annarumma - Napoli

Mevlana Lipp. Paradise Lost, 19 maggio, Galleria Annarumma – Napoli #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Mevlana Lipp
Paradise Lost

Inaugurazione:
Venerdì 19 Maggio ore 19,30

Galleria Annarumma,
Napoli

 

Mevlana Lipp (Colonia,1989) nel suo lavoro artistico,esamina la percezione soggettiva come qualcosa di separato dal contesto naturale. In modo giocoso ma critico, egli mette in dubbio la costruzione della nozione di “individuo” avente una consapevolezza contraddittoria dell’ambiente oggettivo, ossia come di qualcosa di sentimentale, ma al tempo stesso da usare e sfruttare in modo egoistico.

L’idea romantica della natura come di un sereno rifugio,vienaqui smascherata come antica e obsoleta. Infatti, l’individuo contemporaneo si muove sul pianeta Terra  come un alieno il quale si limita ad osservare la flora e la fauna come da uno schermo TV al plasma.L‘artista studia quindi la discrepanza che esiste tra soggetto e oggetto, tra coscienza e incoscienza, tra umano e natura.

Nelle sue ultime opere, consistenti in bassorilievi realizzati con notevole perizia, Mevlana Lipp dimostra non solo quanto  sia profonda l’alienazione umana, ma anche quanto sia stata violata la natura con l’intrusione di tutto ciò che è artificiale. Ecco perché l‘artista preferisce utilizzare dei materiali come il legno ed i suoi derivati : MDF, tavole rivestite, compensato e varie impiallacciature. Questi bassorilievi hanno il potere evocativo e la bellezza melanconica di un veloce sguardo gettato su un campo o su un giardino attraverso una finestra.

Traumaticamente, ma non senza umorismo, Mevlana Lipp indica lo stato passato, in cui eravamo un tutt‘uno con la natura, ma al tempo stesso sottolinea l’acuta e assurda irrecuperabilità dell’integrità del mondo naturale.”Post-romanticamente”, il suo lavoro ci ricorda quale sia la nostra condizione nativa e tuttavia ci presenta come siamo attualmente, ossia  come degli extraterrestri del tutto avulsi dal contesto naturale.

 

Mevlana Lipp. Paradise Lost, 19 maggio, Galleria Annarumma - Napoli

 

Mevlana Lipp
Paradise Lost

Inaugurazione:
Venerdì 19 Maggio ore 19,30
fino al 30 Giugno 2017

Galleria Annarumma,
Via del Parco Margherita, 43
80121 Napoli – Italy

www.annarumma.net

 

*Comunicato stampa

 

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio – Bolzano #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, filosofia, mostre, turismo, viaggi

Július Koller. One Man Anti Show

Inaugurazione:
19/05/2017, ore 19.00

a cura di
Daniel Grúň, Kathrin Rhomberg e Georg Schöllhammer

@Museion,
Bolzano



Museion presenta, in cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, la più vasta retrospettiva mai dedicata a Jùlius Koller (Piestany, Slovacchia 1939- Bratislava, 2007). Koller, tra le personalità artistiche più importanti dell’Est Europa dagli anni Sessanta, ha sviluppato un’opera di grande rilevanza internazionale. La mostra documenta, alla luce dell’elaborazione di materiali artistici e d’archivio, il suo contributo autonomo alla Neoavanguardia. Oltre a lavori noti a livello internazionale sono esposte anche opere, materiali d’archivio ed ephemera inediti – diverse fotografie concettuali dell’artista slovacco legano la sua personale alla mostra sulle opere fotografiche della collezione Museion “La Forza della Fotografia”. L’opera di Koller si pone a distanza critica rispetto al governo comunista e alla sua arte ufficiale, ma mette in discussione anche le tradizioni della modernità e le convenzioni del sistema dell’arte occidentale. Dalla metà degli anni Sessanta Koller crea, con gli Antihappenings e gli Antibildern un’opera contrassegnata da ironia giocosa e scetticismo, che con spirito dadaista unisce ad un atteggiamento scettico radicale un approccio innovativo. Dipinge così quadri oggetto di colore latex bianco e immagini con il motivo del punto interrogativo, che diventa simbolo universale della sua messa in discussione della quotidianità e della realtà. Il gioco del tennis e del tennis tavolo sono utilizzati da Koller come forma artistica partecipativa: collegando lo sport a uno statement politico, l’artista rivendica così l’attenersi alle regole e il fair play come base dell’azione sociale – statement che conserva ancora oggi la sua piena attualità, anche alla luce della situazione politica internazionale. Dopo la repressione della Primavera di Praga, l’artista inizia la serie U.F.O.naut per contrapporre alla realità “situazioni culturali” e utopie di un nuovo futuro e di una nuova cultura cosmo umanistica.

In cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava

 

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Info

Július Koller. One Man Anti Show
Inaugurazione: 19/05/2017, ore 19.00

Durata mostra: 20/05 – 27/08/2017
Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.

Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.

 

Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion, Piazza Piero Siena 1
I – 39100 Bolzano

 Save the date – programma collaterale

Ping Pong Club ogni giovedì 18.00 – 21.30, ingresso e partita gratuiti, prenotazione possibile: visitorservices@museion.it  Tel. 0471 223435

ICOM Day 21/05/2017
lezioni di tennis tavolo

 20/07/2017, 19.00 h

visita guidata con Letizia Ragaglia

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
Follow us on Twitter
http://www.museion,it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani

 

*Comunicato stampa

ENLIGHTENING SURFACES SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI, 23 marzo, Libreria Polarville, L’Aquila #savethedate #arte #fotografia [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, fotografia, mostre, turismo, viaggi, videoarte

ENLIGHTENING SURFACES
SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI

A CURA DI FANNY BOREL

INAUGURAZIONE:
23 marzo alle 18:30 

Libreria Polarville,
L’Aquila

 

Il progetto fotografico di Serena Vittorini e Melissa Pallini nasce dal desiderio di  esplorare oggetti provenienti dal mondo naturale che trovano assonanze con la sfera intima dell’essere umano.

In questa mostra vengono analizzati oggetti che la mente tende a semplificare, quasi finendo per considerarli ovvietà, secondo prospettive fotografiche che ne fanno affiorare i lati meno palesi, sviscerandoli fino a suggerirne il contenuto nascosto. Questa indagine sugli elementi che derivano dal mondo animale, vegetale e fossile, conduce ad una riflessione sulla trasformazione che gli stessi subiscono a seguito di fenomeni atmosferici e al passare del tempo.

Nel progetto risuona così l’ancestrale tendenza dell’uomo ad associare per analogie, talvolta scientifiche, talvolta simboliche, la natura e le sue infinite forme a metafore concettuali. In questo progetto fotografico, la scelta di rappresentare singolarmente gli oggetti esaminati consente di dare il giusto spazio alla loro carica emblematica.

Così, la piuma di pavone evoca la perfezione e la bellezza dell’animale che incarna l’incorruttibilità dell’uomo giusto; il rinnovamento della muta annuale ne simboleggia la resurrezione mentre la forma circolare all’interno della piuma ricorda un occhio, oggetto di indagine nella cultura classica (Esopo, Ovidio). Nella raffigurazione dettagliata della foglia viene esaltata la piacevolezza e l’armonia delle forme in cui le visibili venature si pongono in contrappunto con le vene dell’uomo. Le venature che trasportano linfa, e dunque nutrimento, sono tanto necessarie alla pianta quanto i capillari all’uomo. L’immagine del melograno conduce invece ad un mito classico, il mito di Persefone: alla fanciulla vengono offerti dei chicchi di questo frutto affinché lei sia per sempre legata agli inferi. Durante l’unico momento dell’anno in cui alla ninfa viene concesso di recarsi sulla terra, i fiori sbocciano ed inizia la primavera.

Agli elementi che incarnano trasformazione e rinascita si affiancano o fondono altri che simboleggiano emblematici concetti quali anima, perfezione e purezza. Perfezione imitata simbolicamente dalla conchiglia: in questo guscio disabitato, la spirale risulta un affascinante motivo di ricerca la cui matrice matematica e geometrica nella sezione aurea si ripete in molti contesti che riguardano il mondo naturale ed umano. Ad esempio nel corpo umano la coclea, ovvero la parte dell’orecchio interno, assume questa forma. La farfalla è stata già dall’antichità associata all’anima: alcune rappresentazioni dei miti greci raffigurano Psiche come una giovinetta alata, simile appunto ad una farfalla. La calla, infine, non solo simboleggia purezza ma indica anche l’inizio di una nuova vita.

Per coniugare l’analisi scientifica e la descrizione emozionale degli elementi raffigurati nelle opere esposte in mostra, la tecnica fotografica dello still life viene arricchita dal light painting. Questo espediente si avvale dell’otturatore aperto durante lo scatto. Durante la posa con i tempi lunghi, viene utilizzata una torcia munita di gelatine colorate per illuminare gli oggetti fotografati. Questi, illuminati dunque in maniera peculiare, vengono resi meno usuali alla quotidianità ed in tal modo la loro potenzialità simbolica (e conoscitiva) viene amplificata.

ENLIGHTENING SURFACES SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI, L'Aquila


ENLIGHTENING SURFACES
SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINIA

A CURA DI FANNY BORELI

INAUGURAZIONE: 23 marzo alle 18:30 

Fino al 6 aprile
Libreria Polarville,
Via Castello, 49,

67100 – L’Aquila

 

*Comunicato Stampa

DISSOLVENZE - COLELLA, SARDELLA, SENIGALLIESI, 6 febbraio, AOCF58 -Roma

DISSOLVENZE – COLELLA, SARDELLA, SENIGALLIESI, 6 febbraio, AOCF58 -Roma #SAVETHEDATE #VERNISSAGE #ART [#MOSTRE]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi, videoarte

VALENTINA COLELLA, PERLA SARDELLA,
BIANCA SENIGALLIESI


DISSOLVENZE

A cura  di  Annalisa Filonzi

Inaugurazione    
6 febbraio 2017, ore 18.00

AOCF58 – Galleria BRUNO LISI,
Roma


DISSOLVENZE
è una mostra che affronta temi esistenziali come la ricerca di se stessi, oggi resa ancor più contemporanea dalla frammentazione tra vita reale ed esistenza in rete, e il tentativo di rapporto con gli altri, che diventa ricerca di un contatto con un altro sempre più irraggiungibile, virtuale ed inconsistente. Queste ricerche mettono in evidenza la grande incomunicabilità e assenza e solitudine tra le persone, proprio nell’epoca in cui la quotidianità è dominata dalla comunicazione di massa.

Le tre artiste– Valentina Colella (Sulmona, 1984), Perla Sardella (Jesi, 1991), Bianca Senigalliesi (Senigallia, 1990) – si esprimono infatti attraverso i più attuali mezzi di comunicazione, trasformando video, social network, internet in un linguaggio artistico estremamente in linea con la contemporaneità dei contenuti. Il confronto con se stessi e con gli altri diventa nelle loro opere confusione tra figura reale e vita virtuale, un tema affrontato dalle tre artiste in modo diverso ma tutte attraverso la multidisciplinarietà, con una matura capacità, nonostante la giovanissima età, di mescolare in modo sperimentale linguaggi diversi– video, cinema, danza, performance, social network – per esprimere la loro visione.

L’opera di Valentina Colella 29 Station of the cross è la visualizzazione di una performance realizzata in rete che nasce da una perdita, un lutto molto grave di cui la notizia è arrivata attraverso facebook, nella quale l’artista, in ventinove tappe successive, fa scomparire la propria immagine dal web per riprendere contatto con se stessa e con la natura reale, tracciando sul proprio corpo le coordinate gps del percorso che la separa dal luogo fisico della tragedia; elementi della realtà che si astraggono in numero, ma anche un riferimento al volo, immagine che google frappone casualmente tra lei e la ricerca dell’ultimo luogo abitato da chi ha perso. Le tappe del volo, così trasformato in sofferta via crucis di interiorizzazione del dolore, si fermano a 29, numero ricorrente per l’artista, ad un passo dal 30, composto dalle due cifre perfette 3 e 0, a sottolineare che nell’opera, come nella sua vita, ci sarà sempre una parte mancante. Lo schermo del computer che riporta l’immagine dell’artista che man mano si dissolve è stata stampata su carta fotografica e va a disegnare una linea d’orizzonte che nella composizione non sa rinunciare alla verticalità del foglio, per avere la possibilità di guardare sempre in alto. L’opera è stata esposta nella mostra Gestures-Body Art Stories a cura di Valerio Dehò al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan.

Comfort zone di Perla Sardella è un film documentario (13’29’’, HD, colore, stereo, con Sona Hovhannisyan e Hafid F., musiche di Carlo Maria Amadio) che racconta una situazione surreale, virtuale e reale nello stesso momento: un viaggio in una città sconosciuta, Dubai, basato sugli scatti autentici del giovane Hafid, che, dopo aver rubato un telefono cellulare, ha dimenticato di disattivare l’autosincronizzazione delle foto, permettendo alla legittima proprietaria di vedere sul proprio computer le immagini che Hafid raccoglieva. Le foto sono state pubblicate dalla derubata in un blog www.lifeofastrangerwhostolemyphone.tumblr.com alla ricerca di un contatto reale con il nuovo proprietario. La storia, raccolta in rete, su un social network, è diventata un’occasione per l’artista per riflettere sulla separazione tra lo spazio reale e quello digitale e la loro connessione con l’essere umano e sulla perdita di consistenza dei rapporti con l’altro. Comfort Zone è stato presentato nella sezione Italiana.corti della 33esima edizione del Torino Film Festival.

Woman in cam (video low-fi, 2015, durata 6’18’’) di Bianca Senigalliesi è un’improvvisazione di danza realizzata davanti alla webcam del computer, strumento a cui l’artista è legata attraverso delle cuffie, elemento ambivalente di isolamento o di contatto con il mondo esterno che si trova in rete. La danza, muta, alterna movimenti di autocompiacimento del proprio corpo a gesti che mostrano una femminilità alla ricerca della propria affermazione con un altro al di là dello schermo. Il video fa emergere tutta la complessità dell’essere donna, un essere composto di moti interiori dell’animo e gesti esteriori, che si confronta con lo schermo: muro protettivo ma anche medium di comunicazione con un altro di cui non si conosce la consistenza. L’opera rimanda a tutta la fragilità insita nella quotidianità dell’essere umano che si confronta con un mondo spesso solo immaginato e immaginario. L’opera è stata selezionata ed esposta tra le finaliste del Premio Nori de’ Nobili dal Museo Nori de’ Nobili di Trecastelli.

La mostra DISSOLVENZE è stata precedentemente esposta a Jesi lo scorso giugno nello spazio USB Gallery, una home gallery che come la porta usb dei nostri strumenti elettronici, attraverso cui oggi passano tutti i nostri pensieri, in maniera indipendente serve da collegamento tra le tante esperienze e riflessioni che attraversano l’arte.

Annalisa Filonzi


VALENTINA COLELLA, PERLA SARDELLA,
BIANCA SENIGALLIESI


DISSOLVENZE

A cura  di  Annalisa Filonzi

Inaugurazione                          
6 febbraio 2017, ore 18.00

dal 6 al 23 febbraio 2017
dal lunedì al venerdì ore 17.00 –19.30 (chiuso sabato e festivi)

AOCF58-Galleria BRUNO LISI,
via Flaminia 58 – Roma

tel:
06/3200317
06/3211880
00393388676337
aocf58@virgilio.it
www.aocf58.it

 

*Comunicato stampa

 

Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli 12 gennaio – 31 marzo 2017 #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Leonardo a Donnaregina  
I Salvator Mundi per Napoli

Inaugurazione:
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 17:00

12 gennaio – 31 marzo 2017

Complesso Monumentale Donnaregina,
Museo Diocesano di Napoli,

Largo Donnaregina
Napoli

 

Dopo le grandi mostre di Londra, New York e Milano, anche Napoli si pone ai vertici degli appuntamenti internazionali con l’arte: un’importante esposizione dedicata a Leonardo da Vinci al Museo Diocesano di Napoli, diretto da Don Adolfo Russo. Dopo circa trentaquattro anni, dalla celebre mostra di Capodimonte su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma, Napoli si presenta al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della famosissima tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, ed altri dipinti del suo affascinate atelier, come il Cristo Benedicente, del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, per la prima volta presentato con una attribuzione al pittore messinese Girolamo Alibrandi; ancora sullo stesso filone iconografico, sarà presentata anche la tavola col Cristo fanciullo del Salaì, il giovane e controverso collaboratore di Leonardo, accompagnata da diversi lavori di pittura di allievi leonardeschi come Marco d’Oggiono. In esposizione anche tre preziosi fondi grafici: il Codice Corazza (1640 circa), proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il Codice Fridericiano, custodito presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II, e il testo Napoli antica e moderna, datato al 1815, redatto dall’Abate Domenico Romanelli.

La mostra, che apre i battenti al pubblico il 12 gennaio e chiuderà il 31 marzo 2017, vede l’ideazione del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.) e la cura scientifica di Nicola Barbatelli.

L’esposizione al Museo Diocesano di Napoli servirà ad aggiornare il processo di studi attorno a una delle opere più discusse di Leonardo da Vinci, il Cristo Benedicente, anche alla luce dei temi di maggiore attualità che la dottrina cattolica intende richiamare nel solco dell’anno giubilare appena concluso.

La rassegna, fortemente voluta da S.E.R. il Cardinale Crescenzio Sepe, promossa dall’Arcidiocesi di Napoli e dal Museo Diocesano, con il contributo della Regione Campania, è stata realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre Napoli, con il coordinamento organizzativo e gestionale della Scabec. Hanno offerto il proprio contributo scientifico i seguenti studiosi: Margherita Melani, Francesca Campagna Cicala, Alfredo Buccaro, e Ranieri Melardi. Si ringraziano l’Università Federico II di Napoli, la Biblioteca Nazionale, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana, il Fondo Edifici di Culto e il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore.

Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli sarà inaugurata mercoledì 11 gennaio ore 17:00 da S.E.R. Il Cardinale Crescenzio Sepe e dal presidente della Regione Campania On. Vincenzo De Luca.

Parteciperanno:

Il Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia Luciano Garella, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, David Lebro, il Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Pierpaolo Forte e il Direttore del Museo Madre Andrea Viliani.

Leonardo da Vinci (1452 - 1519) e collaboratore Cristo come Salvator Mundi Olio su tavola di noce 68,6 x 48,9 cm Collezione privata (Ginevra, Svizzera)

 

Leonardo a Donnaregina  
I Salvator Mundi per Napoli

Inaugurazione:
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 17:00

12 gennaio – 31 marzo 2017

Complesso Monumentale Donnaregina,
Museo Diocesano di Napoli,

Largo Donnaregina
Napoli


La mostra sarà visitabile durante i consueti orari di apertura del Museo Diocesano di Napoli:
dal lunedì al sabato, dalle ore 9:30 alle 16:30, domenica dalle ore 9:30 alle 14:00 (chiuso il martedì)

Per maggiori informazioni:
tel. 081 557 13 65

www.museodiocesanonapoli.com

 

*Comunicato stampa

DOPPIO UGUALE - Festival ControViolenza, 27 novembre, Spazio MAW - Sulmona (AQ)

DOPPIO UGUALE – Festival ControViolenza, 27 novembre, Spazio MAW – Sulmona (AQ) #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

amore, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, cultura, Donne, mostre, Narcisismo, salute e psicologia

DOPPIO UGUALE

Performance e opere di:
Emanuela Barbi, Franco Fiorillo, Lea Contestabile, Antonella Di Girolamo,
Marika Saonari, Jolanda Spagno

A cura di Italia Gualtieri

INAUGURAZIONE  DOMENICA 27 NOVEMBRE ORE 11.00

 @ SPAZIO MAW,
Sulmona (AQ)

 

Domenica 27 novembre 2016, alle ore 11, Spazio MAW inaugura DOPPIO UGUALE, performance e opere di Emanuela Barbi, Franco Fiorillo, Lea Contestabile, Antonella Di Girolamo, Marika Saonari, Jolanda Spagno a cura di Italia Gualtieri, all’interno del Festival ControViolenza – Le Giornate della Consapevolezza, organizzato dall’associazione La Diosa.

Ispirato al significato e alla suggestione del simbolo matematico, il progetto mette a confronto cinque artiste ed un artista tra i più rappresentativi di vari linguaggi espressivi della scena contemporanea italiana sul tema del genere e del duale, nella sua ampiezza di sensi e di connessioni con il pensiero, la metafora, i vissuti.

“Il doppio uguale è la misura di una relazione, la verifica di una corrispondenza spinta al risultato assoluto: vero o falso. Inoltrandosi nel territorio “insicuro” della dicotomia, gli artisti si confrontano con le categorie femminile/maschile testando la validità di un’uguaglianza desiderata.” (Italia Gualtieri)

L’azione presentata da Emanuela Barbi e Franco Fiorillo  è un gioco a due volto ad innescare una  sintonia comunicativa. I due artisti sono seduti di fronte ai rispettivi bicchieri riempiti di liquido rosso collocati su un tavolo-postazione: inumidendo i polpastrelli nel liquido, frizionano l’orlo del bicchiere con moto costante e rotatorio ottenendo ciascuno una vibrazione sonora di frequenza vicina ma differente che l’uno  proverà ad accordare alla frequenza dell’altro, nella ricerca dell’uguale vibrazione, fino al raggiungimento della sovrapposizione dei due suoni, il “battimento”, culmine dell’azione.

Il carattere performativo dell’esperienza viene poi sviluppato dai fruitori, i quali sono invitati a replicare il gioco di coppia portando a compimento quella relazionalità del lavoro che è tratto costante della produzione dei due artisti, mossa da un bisogno di sentimento – orientato ad ogni creatura vivente, agli spazi, ai luoghi –  e da un valore di protezione annesso all’arte contro le distonìe del reale.

Il lavoro di Lea Contestabile è un viaggio alla  ricerca della propria casa, del proprio paese, della propria identità. Odori, sapori, giochi, animali, silenzi, modalità di lavoro femminile sono riportati alla luce attraverso foto, ricordi, piccoli oggetti mai dimenticati composti alla maniera di offerte votive, preghiere per ricomporre distanze, fratture, differenze. L’artista si mette in gioco esponendo il proprio vissuto, sperimentando attraverso l’arte la possibilità di trasformare il dolore, la paura della malattia, della violenza nella capacità di ricucire e tradurre in positivo non solo fisicamente le ferite subite. La fragilità emotiva delle opere e la solidale complicità con il mondo femminile trova una corrispondenza nella scelta dei materiali utilizzati e nelle tecniche di realizzazione: fili, cuciti, plastiche trasparenti, teli tessuti da donne del   paese, garze, cerotti.

Libertà e curiosità caratterizzano il lavoro di Antonella Di Girolamo, fotografa free-lance impegnata nell’editoria e nel reportage. Libertà di esprimere il proprio sguardo in maniera totalmente indipendente a partire da un bisogno personale; curiosità perché la fotografia è il suo “alibi” per avvicinarsi a differenti mondi che ama e che ha scelto di raccontare, fuori da retorica e convenzioni: i più fragili, i giovani, gli anziani, l’universo femminile.

Un fatto di cronaca è occasione di un doppio “scatto” diverso, nato per liberare il dolore irrisolto di una foto-documento: nella sospesa atmosfera di un perfetto still-life, l’enorme guscio di un uovo-ventre rosato invade lo spazio nero di un universo senza luce. Ma il guscio è spezzato da una terribile crepa, una frattura che taglia in due chi la guarda; che spacca percorsi, utopie. Pure, ogni metà rimane composta e trasla la sua integrità nell’immagine speculare di un intero: uovo-vita, uovo-mistero, uovo istanza di fecondità ancora una volta affermata… La costruzione fotografica è catarsi e rigenerazione esistenziale.

Il lavoro presentato da Marika Saonari è parte di un progetto volto alla realizzazione di diverse situazioni in cui donne provenien­ti da vecchie fotografie degli anni ‘30, ‘40, ‘50 si fanno largo in un mondo prevalentemente maschile e ritrovano, in modo ironico, un’autorevolezza e un potere che non era concesso a quei tempi. La tecnica usata nella creazione è una tecnica mista: antiche fotografie ritrovate in soffitte, mercatini e vecchie scatole dimenticate si uniscono a ricami leggeri e geometrici. La scelta della fotografia vernacolare (fotografia di natura familiare per eccellenza) è necessaria per raccontare un evento passato in concomitanza con l’intervento del ricamo dal tocco con­temporaneo della mano dell’artista. La ricerca artistica di Marika Saonari è basata sul bisogno di rappresentazione del mondo che la circonda e del quotidiano in maniera anticonvenzionale e insolita, scavando oltre la superficie visibile all’immaginario collettivo.

Jolanda Spagno spinge costantemente l’osservatore ad interrogarsi sulla certezza delle sue facoltà percettive munendo l’opera di un dispositivo suo proprio, tematico e materiale, volto a disfare l’univocità della narrazione: figure androgine di ineffabile bellezza e magistrale disegno si duplicano in un dubbio esasperato dall’uso della lente olf, applicata alla carta o alla tela. Ma, distillato dal ricchissimo patrimonio visivo e dall’intenso immaginario dell’artista, un ritratto evocante un celebre dipinto femminile – la Muta -,  posto in dittico con l’immagine di una lamiera rugginosa, ribalta il suo mistero e dirige i rimandi all’irrefutabile del dolore femminile, ad una consapevolezza definitiva, che origina la definitività di una scelta: lo scatto fugace impresso dall’artificio ottico è una parola che sprigiona e immediatamente si ritira, in chiusa e tassativa coscienza dell’impossibile intendimento con l’altro. La ruggine dell’oggetto eroso dal mare, cifra della densa rilettura, prende il posto di una distanza, in questa rappresentazione impossibile di un legame.

DOPPIO UGUALE è un progetto promosso dal MAW – Laboratorio d’arte Men Art Work, spazio indipendente no profit che promuove le poetiche e i linguaggi dell’arte contemporanea. Nato nel 2014, il suo nome rende omaggio al progetto della galleria che si

configura non solo come spazio espositivo ma come luogo di ricerca, incontro, produzione, dove si possano sviluppare sinergie artistiche ed emozionali.

doppio-uguale-loc

INFO

DOPPIO UGUALE
Performance e opere di Emanuela Barbi, Franco Fiorillo, Lea Contestabile, Antonella Di Girolamo, Marika Saonari, Jolanda Spagno
A cura di Italia Gualtieri

Inaugurazione: 27 novembre 2016 ore 11.00

Dal 27 novembre al 3 dicembre 2016
Orari di visita: tutti i giorni 10.30/12/30 – 17.00/20.00

Spazio MAW Via Morrone, 71 – 67039 Sulmona (AQ)

Spazio MAW
Via Morrone, 71 – 67039 Sulmona (AQ)
Associazione culturale MAW Men – Art – Work Laboratorio d’arte
www.mawlab.org  info@mawlab.org  tel 3314210191

 

*Comunicato stampa

Equatoriale, 2016, acrilico-su-tela-220x160 - STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”, 24 novembre, Centro Luigi Di Sarro - Roma

STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”, 24 novembre, Centro Luigi Di Sarro – Roma #savethedate #art #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

STEFANO IRACI
“PAREIDOLIA”

a cura di Tanja Lelgemann

inaugurazione:
giovedì 24 novembre 2016 ore 18.00

Centro di documentazione
della ricerca artistica contemporanea
Luigi Di Sarro,

Roma

 

La pareidolia per le neuroscienze costituisce un riflesso ancestrale dell’uomo, basato sull’istinto e necessità di riconoscere nella maniera più rapida possibile, quasi a livello inconscio, volti o forme dal significato familiare in oggetti o profili dalla forma casuale.

Il linguaggio pittorico di Stefano Iraci che attinge a suggestioni multiculturali primordiali e ipermoderne, fatto di segni neri su campiture di colore suggerisce, un po’ come nei test di Rorschach, la presenza di figure e storie in continua trasformazione perché la pittura, così come la musica, lascia libera l’immaginazione di viaggiare tra infinite e sempre nuove interpretazioni. Pertanto le sue opere si pongono alla mente dell’osservatore come delle tavole di riflessione, di meditazione, dove, una volta liberati dalla necessità di decifrazione semantica, ci si può abbandonare al vuoto ideativo della contemplazione cromatica.

Equatoriale, 2016, acrilico-su-tela-220x160 - STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”, 24 novembre, Centro Luigi Di Sarro - Roma Stefano Iraci ritrae la consapevolezza contemporanea dei grandi cambiamenti ambientali e sociali senza paura o pruderie. E’ nato nel 1959 a Roma, dove vive e lavora. Iraci ha un forte background in scienze umane e formazione artistica. Il corpo umano è uno dei suoi soggetti preferiti, approfondito frequentando corsi di anatomia e laureandosi in medicina, prima di ottenere un dottorato in biologia degli epiteli. Dal 1998 espone le sue opere in diverse città europee presso gallerie private ( Galleria Abraco/Lisbona, Galleria Frank Pages/Baden Baden ), pubbliche istituzioni ( I. I. C. Bruxelles, Palazzo Berlaymont C.E. di Bruxelles, MACRO Roma, MAXXI Roma, Auditorium Parco della Musica Roma …) e collezioni private.

 

STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”
a cura di Tanja Lelgemann

Inaugurazione:
giovedì 24 novembre 2016 ore 18.00

24 novembre – 17 dicembre 2016 (dal martedì al sabato ore 16.00 – 19.00)

catalogo in galleria

Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro (Roma) - www.centroluigidisarro.it/

Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro
Via Paolo Emilio, 28 – 00192 – Roma
Tel. 063243513
www.centroluigidisarro.itinfo@centroluigidisarro.it

 

*Comunicato stampa

Come le sedie in una sala d'aspetto - Natale Platania, 22 novembre, Interno14 - Roma

Come le sedie in una sala d’aspetto – Natale Platania, 22 novembre, Interno14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Come le sedie in una sala d’aspetto
di Natale Platania

a cura di Alberto Dambruoso

Vernissage*:
22 novembre 2016  ore 18:30

@ Interno 14,
Roma

 

Il giorno 22 novembre 2016 alle ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Come le sedie in una sala d’aspetto” di Natale Platania, a cura di Alberto Dambruoso.

Come le sedie in una sala d’aspetto affronta il tema dell’incomunicabilità e della relatività della vita, puntando l’attenzione sull’importanza della quotidianità e sui dettagli della realtà.

In tutte le opere di Natale Platania, in particolare nei ready-made, emerge la ricerca dei particolari, l’aspetto iconografico dell’insieme e quello che risulta apparentemente nascosto o non significante, come le macchie, gli strappi, i tagli o le figure sbiadite dal giallo del tempo.

Come le sedie in una sala d'aspetto - Natale Platania, 22 novembre, Interno14 - Roma

“(…) Quel che ci vuole mostrare l’artista è soprattutto la “normale anomalia” di un mondo dove ogni occhio ha per fortuna una sola pupilla (in genere miope) e le teste possono essere scambiate e fuse da un bombardamento mediatico che non lascia più spazio alla riflessione e al pensiero. Il linguaggio adottato da Platania è un linguaggio definibile per comodità “concettuale”, anche quando persistono ancora le tracce e le stigmate dell’antica pittura, come nei quadri degli anni Novanta o nel solare, toccante Oleg Tishecho del 2007, un corpo di adolescente punteggiato di nèi acrilici. È il nèo, infatti, la lieve deturpazione della superficie immacolata, il segno scelto dall’artista per creare un distacco, un distanziamento tra se stesso e le cose rappresentate, in modo da permettere allo spettatore quel tanto di riflessione di cui ogni opera d’arte ha bisogno. (…)” (Emilio Isgrò)

“La normale anomalia di cui parlano le immagini di Natale Platania è una forma di double bind culturale tipicamente post-contemporanea. In poche parole: è risultato, nonché causa, dell’essere provocati ad una modificazione intellettuale e comportamentale proprio mentre le stesse forze che agiscono la provocazione impediscono un effettivo mutamento: si è costretti ad una libertà eterodiretta. E’ paradossale, ovviamente: si tratta appunto d’un double bind, di un’inestricabile aporia. Per cui, nella normale anomalia post-contemporanea, si è sempre uo-to-date e allo stesso tempo obsoleti; si è costantemente a nord e a sud di qualcun altro; si è protagonisti del centro e contemporaneamente si è incapsulati in una sperduta landa periferica; eccetera – gli ossimori prodotti e suscitati da questa situazione tendono ad una mala infinità. (…)” (Giuseppe Frazzetto)


Natale Platania è nato a Catania nel 1961. Diploma di Maestro d’Arte sez. Architettura e Arredamento; Diploma di Maestro d’Arte sez. Arte del Legno; Maturità d’Arte Applicata sez. Arte del Legno. Nel 1984 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Catania con i maestri: Eugenio Russo, Concetto e Silvio Marchese, Vittorio Fumasi e Antonio Brancato. Nel 2012 gli è conferito il “Premio Ettore Majorana” per la sua attività di artista e promotore dell’Arte Contemporanea in Sicilia da oltre 25 anni. Nel 1980 è tra i fondatori della Sicilsouvenirs, una società con l’obiettivo di far conoscere la tradizione e la cultura siciliana nel mondo. Nel 1984 lavora a Carrara nel laboratorio di scultura di Carlo Nicoli e nel 1986 è assistente allo studio di Francesco Somaini a Lomazzo (Como). Nel 1984 entra far parte del gruppo Artestudio, e nel 1986 è tra i fondatori di Novorganismo. Nel 1990 segue un periodo di riflessione sull’arte, s’iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Dal  1985 al 1997 si occupa di Restauro e Conservazione dei Beni Culturali. Dal 1990 è Art Curator di diverse gallerie d’arte come osservatorio dell’arte giovane in Italia e promuove iniziative d’arte contemporanea. Dal 1998 al 2004 ha collaborato con il Centro Documentazione Artistica Contemporanea “Luigi Di Sarro” a Roma. Nel 1996 è tra i costituendi dell’associazione Le Argille. In collaborazione con la Provincia Regionale di Messina, Comune di Castelmola, Accademia di Belle Arti di Catania, Accademia di Belle Arti di Brera e Associazione ArteAlta è coordinatore con il curatore Giuseppe Frazzetto e l’architetto Eleonora Cacopardo, del progetto Castelmola Città degli artisti. Residenze d’arte. Nel 2001 entra a far parte del Centro Voltaire di cui è direttore artistico. Dal 1990 propone sia il suo lavoro di scultura, che di fotografia e pittura.


Come le sedie in una sala d’aspetto
di Natale Platania
a cura di Alberto Dambruoso

*Vernissage:
22 novembre 2016  h 18:30
L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.  L’evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail a uffstampaaiac@presstletter.com

@ Interno 14 è a Roma in Via Carlo Alberto 63.
La mostra è visitabile dal 23 novembre al 2 dicembre 2016 su appuntamento:
T.
+39 3494945612

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Interno 14 - AIAC (loghi)

L’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica è nata nel gennaio 2010 ed ha sede in Roma. Ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.
www.architetturaecritica.it
www.presstletter.com

 

*Comunicato stampa

OPIEMME - "Vortex: per aspera ad astra", 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea - @Roma

OPIEMME – “Vortex: per aspera ad astra”, 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea – @Roma #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, poesia, turismo, viaggi

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione:
18 novembre 2016 ore 18.30

@ Rosso20sette arte contemporanea,
 Roma

 

Il giorno 18 novembre 2016 alle ore 18.30 Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale “Vortex: per aspera ad astra” dell’artista Opiemme, accompagnata da un testo critico di Alessandra Caldarelli.

Opiemme, artista torinese attivo sotto pseudonimo dal 1998, è stato definito “poeta della street art” e si è distinto negli anni per aver coniugato la poesia con l’arte pubblica, portando all’attenzione di un pubblico vasto testi di celebri autori. I suoi lavori su tela, su carta e su muro hanno avuto riscontri in Italia e all’estero: sono costituiti da immagini, lettere e calligrammi che rimandano alla poesia visiva e alla poesia concreta e sono intrisi di richiami estetici al futurismo. La sua poetica, apartitica e lirica, dimostra risvolti politici, sociali e ambientali.

Negli spazi di Rosso20sette arte contemporanea Opiemme presenta un ulteriore capitolo di Vortex, progetto iniziato nel 2014 ed ancora in divenire, che trae ispirazione dalle teorie astronomiche che Giuseppe Sermonti illustra nel testo “L’alfabeto scende dalle stelle. Sull’origine della scrittura” e che l’artista interpreta sia nei lavori di street art e arte pubblica, sia in opere realizzate su tela, su tavola o su carte d’epoca, carte nautiche e carte geografiche.

Vortex è una profonda riflessione sull’esistenza umana, tra miti e fantasie sulle costellazioni e dati di scoperte scientifiche. “(…) Opiemme prende il cielo e la sua attrazione verso il mondo astronomico per trasformarli nel centro della sua ultima ricerca (…) che ruota attorno al rapporto tra lettera e insieme di lettere a composizione di poesie e scritti di grandi nomi della Storia della Letteratura. Cumuli di lettere che si attorcigliano, che non perdono significato intrinseco pur rendendosi meno raggiungibili nella loro leggibilità formale. Le parole si sovrappongono, trasformandosi in un buco nero, in cascate di piccoli elementi come coriandoli di macerie che volano dopo un’esplosione. Tracce inscritte nello spazio come i punti luminosi della Via Lattea, organizzati tra loro in una complessa geometria invisibile.

(…) Andando oltre il puro contatto visivo con l’occhio dello spettatore, Opiemme riesce a superare la semplice resa estetica, rimettendo la parola al centro della visione. Una parola sempre fortemente legata ad aspetti sociali e condivisibili, che trova posto anche su di vecchie mappe, carte geografiche dimenticate o ritagli di giornale ormai ingialliti che rimandano alla rappresentazione di un mondo che non è più lo stesso. Ancora una volta torna l’archetipo della traccia che costruisce un messaggio: i punti scritti su una carta creata per guidare i viandanti e i naviganti, una carta di giornale che ricostruisce una sezione temporale strappata dal passato, stratificazioni di storia, di informazioni, di bussole che sono già esse stesse portatrici di un testo che vengono sovrascritte con l’intervento dell’artista.

(…) I vortici neri, gocce di inchiostro sulle strade scritte da qualcuno prima di lui, diventano stratificazioni di un nuovo senso del vagare umano, in cui si tracciano nuove linee d’ombra.” (Alessandra Caldarelli)


 

Opiemme è un artista torinese attivo dal 1998. Tra il 2003 e il 2008, partecipa a una serie di festival letterari (’Parma Poesia Festival’, ‘Poesia Festival’ Modena, ‘Scritture Metropolitane’ Modena, ‘Scrittori in città’ Cuneo, ‘BCT Off’ Terni, ‘Musicultura’ a Macerata, ‘Villa Celimontana’ Jazz Festival) con performance e installazioni effimere in grado di coinvolgere il pubblico. Dal 2005 i suoi ‘Rotolini di Poesia’ – brevi liriche su piccoli fogli arrotolati e appesi in grappoli per chiunque desideri fruirne – sono stati presenti in occasione di numerosi eventi (tra cui a Torino le ‘Letture Ri-costituenti’ e la ‘Notte Bianca’ a Roma nel 2007) e prodotti in oltre 200.000 esemplari. Nel 2013 con il progetto ‘Un viaggio di pittura e poesia’ Opiemme attraversa l‘Italia da nord a sud e dipinge numerosi murales (Torino, Bologna, Rieti, Pizzo Calabro, Faggiano, Ariano Irpino, Menfi, Genova, Tirano e infine Roma) che creano un simbolico percorso di poesia di strada. Nell’ambito del suo progetto multiforme ‘Vortex’ realizza nel 2014 per il Monumental Art Festival un tributo alla poetessa polacca Wislawa Szymborska: un murale alto 10 piani a Gdansk che viene riconosciuto dalla Fondazione Szymborska. Nel corso dei suoi numerosi viaggi ‘Vortex’ approda anche sui muri della Thailandia e, nel 2014, sul muro dell’autostazione di Bologna. Nel 2015 partecipa all’azione di ‘Brandalism’ a Parigi, durante la ‘COP21’, e realizza una performance per ‘Ambria Jazz’ con il trombonista Gianluca Petrella. Ha esposto in spazi pubblici e gallerie private in Italia e nel mondo; un suo murales è conservato all’interno della Fondazione Pistoletto; è stato selezionato dalla collezione Benetton nell’ambito del progetto Imago Mundi; ha partecipato a fiere d’arte nazionali e internazionali, e in alcuni dei principali festival di urban art.


INFO

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione 18 novembre 2016 ore 18.30

Rosso20sette arte contemporanea
Via dell’Orso 27 – 00186 Roma

Fino al 24 dicembre 2016
Orari: dal martedì al sabato 11.00 – 19.30 / domenica 11.00 – 14.00 / lunedì chiuso


rosso20sette_roma_logo

Rosso20sette artecontemporanea

Via dell’Orso 27 00186 ROMA
info@rosso27.com www.rosso27.com

 

Comunica_Desidera_di Roberta Melasecca (logo)

PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com
info@comunicadesidera.com  349.4945612
www.robertamelasecca.wordpress.com

 

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NOVUS. Eduardo Fiorito, Paolo Torella, 5 novembre 2016, Case Romane del Celio- Roma #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

“NOVUS”
Eduardo Fiorito / Paolo Torella
a cura di Lorenzo Canova

Inaugurazione:

5 novembre 2016 ore 18.30
@Case Romane del Celio,
Roma

 

Il giorno 5 novembre 2016 alle ore 18.30 si inaugura presso le Case Romane del Celio la mostra “NOVUS”, una doppia personale di Eduardo Fiorito e Paolo Torella, a cura di Lorenzo Canova, in collaborazione con Spazio Libero soc. coop. soc e con BqB Art Gallery, sotto l’alta sorveglianza del MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e con il patrocinio del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto. 

Il progetto, realizzato appositamente, site specific, per le Case Romane del Celio, è stato pensato come una discesa nel profondo, nei sotterranei della Roma antica per dare forma a una meditazione allo stesso tempo concreta e spirituale sull’incontro tra il tempo immobile della città sotterranea ricoperta dai millenni, il tempo dilatato dell’arte e il tempo rapido e accelerato del nostro mondo globale e digitale. I due artisti compiono dunque un viaggio sotterraneo per riscoprire le origini di un mondo simbolico, una discesa per riconoscere radici segrete, un cammino composto da linguaggi del presente per ritrovare i fondamenti di una storia che va dall’arte greco-romana a oggi: Eduardo Fiorito e Paolo Torella hanno unito così il loro stile e la loro visione per dare vita a un progetto complesso e rigoroso all’interno degli spazi millenari delle Case Romane del Celio, un dialogo condiviso tra le misteriose suggestioni delle architetture e delle pitture antiche e gli strumenti attuali della loro opera.

I due artisti si servono, infatti – con consapevolezza e qualità – di media e forme espressive del tutto contemporanei per creare una riflessione densa sul tempo, sull’origine, sulla sacralità nascosta nel mondo e nella nostra veloce dimensione quotidiana. Gli strumenti della fotografia, della rielaborazione digitale delle immagini, della luce artificiale, dell’installazione e della performance vengono però rielaborati da Fiorito e Torella in una chiave differente che vuole ritrovare alcuni elementi simbolici dell’arte antica legandoli a un filo nascosto che ha segnato molte esperienze delle avanguardie storiche.

Il cerchio, il quadrato, la forma ovale, la stessa materia bruta delle cose entrano in questo vortice enigmatico che paradossalmente si proietta verso la concezione progressiva dell’avanguardia, riscoprendo al contempo un mondo iniziatico e una visione spirituale, un universo metaforico dietro ai quali si nascondeva una visione che poteva passare da uno sguardo mistico proiettato verso una dimensione ultraterrena a una discesa nelle tenebre dell’inconscio alla ricerca delle sue forme simboliche che compongono un intero universo di immagini.

I due artisti hanno scelto dunque le sale e i corridoi romani come punto di intersezione tra passato, presente e futuro, in un luogo sincronico dove il tempo stesso sembra quasi annullarsi per un attimo nell’intreccio tra le cubature delle sale, le loro decorazioni e le opere contemporanee che entrano nel loro dominio, trasformando le regole secolari di quel territorio per comporre un nuovo codice percettivo e ritrovare una sacralità oggi apparentemente perduta nel nostro mondo secolarizzato, dormiente nei sotterranei della nostra coscienza come le antiche case nascoste nel sottosuolo.



Eduardo Fiorito
è nato a Napoli nel 1977. Durante il suo percorso professionale, si è dedicato a teatro e multimedia, video-arte e fotografia, lavorando in Italia, Brasile, Egitto, Repubblica di Malta e Croazia, esponendo presso istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte, università e musei. Le sue fotografie sono state pubblicate da La Repubblica, Il Messaggero, Il Tempo, Il Corriere della Sera. Lepisma Edizioni ha pubblicato, nel 2014, “Magia” – monografia sul suo lavoro. Rai Arte, nel Giugno 2015, ha dedicato L’Arcadia dietro la nebbia alla sua produzione fotografica. Lead ph per TiVà – Integration Fashion Project per Abilissimi (catalogo stampato e pubblicato nel gennaio 2016 e pubblicazione per Repubblica e Corriere della Sera). IED – European Istitute of Design lo ha invitato nel 2014 per la lecture sul suo lavoro. Nell’aprile 2016 ha esposto presso la National Resarch University – Higher School of Economics and Faculty of Comunications, Media and Design a Mosca (Russia) con la personale “Aenigma”. E’ stato visiting professor presso la stessa università.


Paolo Torella
nasce a Roma nel 1961, orafo, scultore e fotografo ritrattista, da circa quindici anni vive sul lago di Bolsena, terra un tempo popolata dalle civiltà etrusche e villanoviane, luoghi da cui trae ispirazione per le sue opere scultoree ed installazioni. Immaginando la possibilità che la contemporaneità nell’arte, oggi, (come un cerchio che si chiude) sia in qualche modo il ritorno ad un contatto più stretto ed animista con il mondo naturale, abbina in una sorta di gioco alchemico materia, luce e forma, vecchie tavole di legno e modernissimi led, ferro ossidato e lucido argento, nella ricerca utopica di una formula, ricetta o scala armonica, che possa in qualche modo, tramite l’opera, porre lo spettatore in risonanza con l’essenzialità della “madre terra”. Collabora con musei ed enti istituzionali prediligendo, per la presentazione delle proprie opere, siti antichi o luoghi archeologici.


invito-21

“NOVUS”
Eduardo Fiorito / Paolo Torella
a cura di Lorenzo Canova

Inaugurazione 5 novembre 2016 ore 18.30
Case Romane del Celio

Clivio di Scauro, adiacente Piazza SS. Giovanni e Paolo | Roma
Ingresso libero

Dal 6 novembre al 9 dicembre 2016
Apertura al pubblico: 10-13 / 15-18 | Chiuso martedì e mercoledì
Biglietti: intero: € 8.00 – ridotto € 6.00

Case Romane del Celio
info@caseromane.it   info@spazioliberocoop.it
+ 39 06 70454544
www.spazioliberocoop.it

Info: +39 331 9320447   info@paolotorella.com  eduardofioritostudio@gmail.com

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“Cose che non si vedono ” di Elena Nonnis, Interno 14, Roma

Cose che non si vedono di Elena Nonnis, 25 ottobre, Interno 14, Roma #vernissage #opening #arte [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Cose che non si vedono
di
Elena Nonnis

Opening:
25 ottobre 2016  h 18:30

@ Interno 14,
Roma

Il giorno 25 ottobre 2016 alle ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Cose che non si vedono” di Elena Nonnis.

“Spesso la partecipazione ad una mostra è legata ad un tema, all’interpretazione di un luogo, ad un particolare evento. Questa volta Interno 14 offre uno spazio “a piacere”, senza vincoli tematici. Allora ecco che il soggetto della mostra diventa il lavoro stesso, la lenta costruzione di un linguaggio, il suo percorso, il segno.

Le stanze spoglie, apparentemente senza storia (o con un transito così serrato che rinunciano ad averne una), vestono per qualche giorno i “miei panni”: tele di lino antico che ospitano segni neri, cuciti o solo disegnati a penna o a matita. Segni di passaggio che frugano nel vuoto fino a trovare lo spazio che li accoglie. E’ uno spazio fatto di distanze, una superficie dove tutto è fondo. Sono di più le cose che non si vedono.

Il soggetto è un pretesto: ritratti di famiglia, volti cari o ignoti si confondono, si perdono, ridotti a tracce. Frammenti cuciti emergono dallo spazio bianco, guadagnando la luce dal rovescio della tela. Sono immagini afferrate dalla memoria e subito abbandonate ad altri spazi. Corredi che passano di mano in mano da chissà quale tempo. Poi il segno si converte e a tratti abbandona il retro: in un eterno rovescio il negativo diventa positivo, ridotto all’essenza del disegno nudo. Rinuncia a nascondersi, non si protegge, si manifesta, diventa presente. Come un dono.” (Elena Nonnis)

“Cose che non si vedono ” di Elena Nonnis, Interno 14, Roma (Invito Rome art week)


 

Elena Nonnis è nata a Roma nel 1965. Vive e lavora a Roma. Il suo lavoro parte dall’incisione e si sviluppa prevalentemente nel segno. Alla fine degli anni novanta il segno diventa cucito e, dal 2008, l’artista realizza una serie di installazioni con filo annodato e avvolto intorno ad una sottile anima di ferro. Il filo dunque, usato come segno, assume diverse declinazioni, tutte rigorosamente monocrome. Partecipa a vari progetti site-specific e collabora con associazioni teatrali. Nel 2013 è invitata ad elaborare un intervento e un’installazione nell’ambito del Convegno “Creatività e inconscio”, MAXXI, Aula Conferenze, Roma. Tra le principali mostre personali: 2013 Muralla, Sala S. Rita, Roma. 2011 Round About, Studio Arte Fuori Centro Roma – 2010 Snodi 3DarteContemporanea, Viterbo. Tra le mostre collettive: 2014 Doppio Segno, galleria Anna Marra contemporanea, Roma. 2013 Ogni uomo è un’isola, Galleria Martano, Torino. 2013 –Appuntamento al buio, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea Castello Colonna- CIAC   Genazzano   Roma,  2013 –Una rosa per un artista, Sala S. Rita, Roma. 2012 PPP una polemica inversa- omaggio a Pier Paolo Pasolini, Roma, Palazzo Incontro. 2012 Livre de poche Mostra collettiva Studio Arte Fuori Centro Roma 2010 –Rigorosamente Libri Fondazione Banca del Monte – Foggia. 2009  VI Biennale del Libro di Artista, Cassino (FR); Capolavori D’Arte Contemporanea Museo Vittoriano – Roma. 2008 – Daily Life Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea Castello Colonna/Ciac – Genazzano.


Cose che non si vedono ” di Elena Nonnis aderisce a Rome Art Week, la settimana dell’arte contemporanea a Roma (24/29 ottobre 2016).


Interno 14 è a Roma in Via Carlo Alberto 63.

La mostra è visitabile dal 26 ottobre al 5 novembre 2016 su appuntamento:
T.
+39 3494945612

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.  L’evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail auffstampaaiac@presstletter.com

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca

uffstampaaiac@presstletter.com

tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

ABOUT AIAC

L’Associazione Italiana di Architettura e Critica e’ nata nel gennaio 2010; ha sede in Roma, in Via Carlo Alberto 63. L’Associazione ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.  www.architetturaecritica.it

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Alessandro Calizza, Global Warning - Atene Brucia - 200x290 - acrilic spray and charcoal on canvas - 2016

GLOBAL WARNING. Alessandro Calizza Solo Show, 15 OTTOBRE, GC2 CANOVACCIO – Terni #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

GLOBAL WARNING.
Alessandro Calizza Solo Show

mostra a cura di Tommaso Zijno

Inaugurazione:
Sabato 15 OTTOBRE ore 18

@GC2 CANOVACCIO Contemporary Gallery ,
Terni

Il 15 ottobre, alle ore 18.00, presso la galleria GC2 CANOVACCIO CONTEMPORARY di Terni, si apre la mostra GLOBAL WARNING, prima personale umbra dell’artista Alessandro Calizza. L’esposizione, curata da Tommaso Zijno, intende riflettere su quanto la nostra epoca stia attraversando un periodo di profonda crisi culturale e sociale e su quanto i valori più alti, conquistati e difesi dall’uomo nei secoli, oggi vadano sempre più lasciando il passo a nuove, e quantomai false, “virtù”. È un allarme quello che Calizza vuole lanciare. Una sirena che vorrebbe destarci da questa ipnosi collettiva per vederci protagonisti di una reazione che starà a noi definire. Capire nel nostro intimo se ci riconosciamo testimoni o complici della deriva che ha preso il nostro tempo o sentirci invece tra coloro che avanzano riflessioni e sentimenti di speranza nati dalla voglia di cambiare la realtà che ci circonda.

A Terni Calizza torna dopo essere stato protagonista di uno dei Venerdì Incredibili, organizzati dal F.A.T – CAOS e PLAY, esposizione collettiva tenutasi sempre presso la galleria il Canovaccio, assieme a Cristiano Carotti, Desiderio, Marco Piantoni, Sergio Silvi e Volodymyr Kuznetsov. Questa personale vuole porre l’attenzione sulla sua produzione più recente, idealmente divisibile in 3 filoni principali: GLOBAL WARNING, che dà il nome alla mostra, in cui si inseriscono tele e sculture dalle cromie forti e inconfondibili, raffiguranti teste e busti di statue classiche nell’atto di liquefarsi o vittime di incuria e segnate dal tempo. Il messaggio di disfacimento dei valori, ritenuti ideali dall’artista, e una profonda riflessione critica sulla nostra contemporaneità permea tutta la produzione di Alessandro Calizza e nella seconda serie, intitolata STEAL LIFE, viene veicolato da grandi nature morte che fungono da allegorie della condizione sociale che viviamo, logorata e sempre più vicina al collasso. A collegare queste due prime riflessioni si inseriscono sculture e assemblaggi raffiguranti alcuni degli elementi tipici della vanitas, simbolo di decadenza e di ammonimento sull’effimera condizione dell’esistenza. L’ultima sezione, OH SHEET!, raccoglie incisioni d’epoca, sulle quali l’artista interviene dipingendo piante carnivore, ruderi allagati o riconquistati dalla natura, strani inquietanti vermoni, tutto sotto l’occhio inerme dell’uomo che, se non sarà capace di reagire a tutto ciò, avrà ben poche possibilità di riscatto.


Alessandro Calizza nasce nel 1983 a Roma, dove vive e lavora. Nonostante la giovane età, la sua carriera artistica è già ricca di esperienze maturate in Italia e all’estero, in un’escalation di esposizioni collettive e personali che l’hanno portato a collaborare con le realtà più disparate nel campo dell’arte contemporanea. Tra le tante mostre, citandone solamente alcune, ricordiamo: NO(W) REGRETS tenutasi al MLAC(Museo Laboratorio di Arte contemporanea) dell’Università “La Sapienza”, prima esposizione del progetto ULTRA che lo ha visto protagonista assieme a Cristiano Carotti, Desiderio e Marco Piantoni; CARNE FRESCA, sua esposizione personale presso la Mondo Bizzarro Gallery, la sua partecipazione alla residenza d’artista Project Room a cura di Lori Adragna presso il Casale dei Cedrati di Roma, WAITING FOR THE MOON a cura della NERO Gallery e ANY GIVEN BOOK realizzata dalla White Noise Gallery di San Lorenzo, oltre alla collaborazione con la Takeawaygallery con la quale ha preso parte a diversi progetti.


Informazioni:

GLOBAL WARNING
Alessandro Calizza Solo Show
mostra a cura di Tommaso Zijno

Inaugurazione Sabato 15 ottobre
ore 18.00

15 OTTOBRE – 1 NOVEMBRE 2016
Apertura dal Martedì al Sabato, ore 09:00 – 13:00 e 16:00 – 19:30

Ingresso gratuito

@GC2 CANOVACCIO Contemporary Gallery
Vico San Lorenzo, 5 (Corso Vecchio), 05100
Terni

mob: +393471818236
tel/fax: 0744422762
mail: gallcanovaccio@yahoo.it

GC2 Contemporary

 

*Comunicato stampa