ANDREA FROSOLINI "ECO", 7 aprile 2017 In Situ - Roma

ANDREA FROSOLINI “ECO”, 7 aprile 2017 In Situ – Roma #vernissage #arte [#mostre]

cultura

ANDREA FROSOLINI
“ECO”

a cura di In Situ

con un testo critico di Edoardo Maggi

Opening:
7 aprile 2017 ore 19.30

In Situ, Roma

 

 

Il giorno 7 aprile 2017 alle ore 19.30 In Situ presenta “ECO” di Andrea Frosolini, a cura di In situ, con un testo critico di Edoardo Maggi.

ECO, seconda mostra del ciclo Assurdità Contemporanee, introduce le nuove creazioni dell’artista, un lavoro che mantiene il tocco romantico integrando in esso una netta dose di cinismo. Le opere in mostra si presentano come una variazione su di una forma, una ricerca tramite il sezionamento di piani paragonabile alla pratica dei Cubisti: il dipinto diventa scultura, la superficie si apre nello spazio. Il quadro non è quello incorniciato ma quello che incornicia, ossia lo spazio espositivo. L’artista gioca tra il design e l’istallazione, tra il Kitsch e il mi- nimal: senza cadere da un lato o dall’altro, ci presenta uno spettacolo da equilibrista, sia formale che concettuale.

“(…) Cos’è un’ombra se non una proiezione inevitabilmente parziale e distorta del reale, incapace com’è di restituire un’immagine veritiera della sua fonte? Essa è, dopotutto, un residuo consolatorio, un impalpabile e sfuggente disegno che può solo rimandare alla sua origine. In un mondo pervaso da una luminosità diffusa spesso abbagliante, quella delle esperienze virtuali proiettate su innumerevoli schermi, così come quella emanata da mezzi di informazione fintamente rassicuranti, Andrea Frosolini, con la sua sensibilità finissima, apre una dimensione in cui l’aspetto attuale delle cose non combacia più con le sembianze che si era soliti attribuirgli. La sua ricerca si configura come un’indagine, poeticamente disturbante, delle ambiguità di fondo che caratterizzano il nostro presente instabile, con l’intento di tradurle in opere al confine tra presenza e assenza, tra celato e manifesto. Ai dettami imposti da una società in cui dominano sorveglianza e spettacolarizzazione, Frosolini contrappone un lirismo spiazzante, sbilanciando il rapporto vincolante che unisce segno e significazione: ogni compensazione tra pieno e vuoto, ogni parvenza di equilibrio tra la concretezza fisica dell’oggetto e il suo appiattimento sulle superfici, viene spostata in favore della controparte latente, che, lungi dall’essere mero simulacro, diventa corpo e acquista un inedito spessore, sia materico che concettuale. (…)” (Edoardo Maggi)

ANDREA FROSOLINI "ECO", 7 aprile 2017 In Situ - Roma

 

Andrea Frosolini nasce a Roma nel 1993, dove attualmente studia e lavora. Nel 2014 partecipa alla sua prima collettiva a Roma presso la TAG. Nel corso del 2014 e del 2015 prende parte a numerose esposizioni collettive della capitale e nell’estate del 2015 sono presentate le sue prime mostre personali a Roma, presso la galleria Menexa, ed in Germania presso Lo Studio di Francoforte. Il 10 settembre 2015 inizia la residenza d’artista presso il Castello di Rivara per il gallerista Franz Paludetto ed inaugura la collettiva “Nuovi Orizzonti” il 20 settembre. Nel 2016 si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e si iscrive alla Rufa. In ottobre prende parte all’open studio “Cosa Sarebbe Se?” presso lo spazio INSITU, dove lavora. L’11 novembre 2016 inaugura l’esposizione personale “Per Aspera ad Astra”, presso l’Istituto Italiano della Cultura in Germania, a Colonia.

INFO

Andrea Frosolini
“ECO”

a cura di In Situ
testo critico di Edoardo Maggi

Inaugurazione 7 aprile 2017 ore 19.30
In Situ | Via San Biagio Platani 7 – Roma

Dall’8 al 14 aprile 2017
Orari: su appuntamento tel. 3356530941

 

In Situ
Via San Biagio Platani 7 – Roma
studioinsitu.weebly.com
insitu.roma@gmail.com

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Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr
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*Comunicato stampa

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Giorgio Galimberti

Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi #happening #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, filosofia, fotografia, mostre, musica, poesia, turismo, viaggi, videoarte

Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica
A cura di Roberta Melasecca e ignorarte.com

Happening dal 22 al 31 marzo 2017 dalle ore 18.30
Interno 14,
Roma

Il giorno 22 marzo 2017 alle ore 18.30, negli spazi di Interno 14, prende il via il secondo appuntamento di “Essenziale. Certe volte sogno” dal titolo “Altri Mondi”, a cura di Roberta Melasecca e di ignorarte.com. Dopo la presentazione del progetto a Madrid nel 2016, Essenziale. Certe volte sogno incontra a Roma protagonisti della cultura provenienti da diversi ambiti disciplinari (arte, architettura, letteratura, poesia, musica, teatro, moda…), per indagare ed approfondire i processi della creazione nelle sue molteplicità di livelli, prospettive, stratificazioni.

Dal 22 al 31 marzo ogni giorno dalle 18.30: Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica

22/26 marzo ore 18.30
Statics: Salvatore Cammilleri, Angelo Cricchi, Le CostuMistiche, Julie Rebecca Poulain
Look: Claudia Quintieri video – DustyEye
22 marzo ore 18.30

Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

23 marzo ore 18.30
Dinamics: Pamela Ferri / Barbara Lalle performance, orchestrazione live Gianluca Fasteni – RAW performance
24 marzo ore 18.30

Dinamics: Maurizio Cesarini performance – Davide Cortese reading
25 marzo ore 18.30

Dinamics: Nicola Fornoni performance – Luca Iannì performance
26 marzo ore 18.30

Dinamics: Caterina Arena performance – Annarita Borrelli interazione poetica – Francesca Fini performance

27/31 marzo ore 18.30
Statics: Gianni Colangelo MAD, Giorgio Galimberti, Pietro Mancini, Pierpaolo Miccolis, Daniela Monaci
Look: GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello

27 marzo ore 18.30
Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

28 marzo ore 18.30
Dinamics: Jaqueline Gisele Rodriguez performance – Andrea Magno reading

29 marzo ore 18.30
Dinamics: Salvatore Camilleri video installazione interattiva – Barbara Pinchi performance

30 marzo ore 18.30
Dinamics: Plutino 2 performance – Lino Strangis video installazione interattiva

31 marzo ore 18.30
Dinamics: Francesca Lolli performance – RAW performance

Altri Mondi è quel luogo di confine dove la visione creativa diventa concreta e lo spazio mentale entra in relazione con la realtà fisica e il mondo esterno, con i sogni e le visioni dell’altro. La mente è immersa in un mondo parallelo dove il pensiero è complesso e contraddittorio, ma allo stesso tempo indispensabile. Spinge a vivere in una dimensione sospesa: le idee allora prendono vita da un io fatto di sapienza, sapere, intelletto, esperienze. Gli altri mondi sono quelli che l’anima e la mente percepiscono come intimi e intimistici, ma che per necessità si trasformano in relazionali e collettivi. Rappresentano universi mai univoci e acquisiscono la loro vera essenza solo attraverso il confronto e l’interazione. Verrà riservata in questo appuntamento particolare attenzione a tutti quei progetti che si confrontano attivamente con le nuove frontiere tecnologiche e che prevedono l’utilizzzo di particolari tecnologie per la realizzazione delle opere.

Gli Artisti: Caterina Arena – pittrice/art performer; Annarita Borrelli – poeta; Salvatore Cammilleri – visual artist; Maurizio Cesarini – art performer; Gianni Colangelo MAD – scultore; Davide Cortese – poeta; Angelo Cricchi – fotografo; DustyEye – visual artists; Pamela Ferri – visual artist; Francesca Fini – video artist/art performer; Nicola Fornoni – art performer; Giorgio Galimberti – fotografo; Luca Iannì – video maker; Barbara Lalle – art performer; Le CostuMistiche – costume and fashion designers; Francesca Lolli – video artist/art performer; Andrea Magno – poeta; Pietro Mancini – visual artist; Francesco Mascio – chitarrista; Antonio Mauro – architetto; Pierpaolo Miccolis – pittore con il supporto curatoriale di Francesco Paolo Del Re; Daniela Monaci – visual artist; Julie Rebecca Poulain – visual artist; Barbara Pinchi – poeta/performer; Plutino2 – visual artists/art performers; Jaqueline Gisele Rodriguez performer; Claudia Quintieri – visual artist; Lino Strangis – audio/video visual artist; GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello; Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon.

Essenziale. Certe volte sogno” è un progetto ideato da Roberta Melasecca_Melasecca Arte, con la direzione artistica di Roberta Melasecca e ignorarte.com, con la collaborazione di Interno 14 e con la mediapartnership di ignorarte.com.

 

INFO

Essenziale. Certe volte sogno / Altri Mondi
Pittura, fotografia, installazioni, live performance, video art, poesia, musica

Ideato da: Roberta Melasecca_Melasecca Arte – Widespread Gallery
Direzione Artistica: Roberta Melasecca, ignorarte.com
In collaborazione con: Interno 14
Media Partner: ignorarte.com  www.ignorarte.com

22 / 31 marzo 2017 ore 18.30
Interno14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Per approfondire il progetto:
essenzialecertevoltesogno.wordpress.com
– Inside Art
Ignorarte.com

Melasecca Arte / Widespread Gallery
Roberta Melasecca
www.robertamelasecca.wordpress.com   roberta.melasecca@gmail.com  –  349.4945612

ignorarte.com
www.ignorarte.com      redazione@ignorarte.com

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 – 00185 Roma – Italy    www.presstletter.com

Press Office:
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*Comunicato stampa

BIOGRAFIA PLURALE. VIRGINIA RYAN 2000 – 2016, 4 Marzo, Palazzo Lucarini - Trevi (PG)

BIOGRAFIA PLURALE. VIRGINIA RYAN 2000 – 2016, 4 Marzo, Palazzo Lucarini – Trevi (PG) #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

BIOGRAFIA PLURALE
VIRGINIA RYAN 2000 – 2016

Opening:
4 Marzo ore 18,30

Palazzo Lucarini Contemporary
Trevi (PG)

 

Sabato 4 marzo alle ore 18:30 s’inaugura presso il Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi la mostra Biografia Plurale. Virginia Ryan 2000–2016. Si tratta della prima rielaborazione sistematica dei materiali prodotti dall’artista d’origine australiana in oltre quindici anni di consuetudine con i paesi dell’Africa Occidentale (Ghana e Costa d’Avorio in particolare). In questo periodo, infatti, Virginia Ryan ha sviluppato un corpus di opere – formalmente eclettico ma coerente nell’intuizione fondante – ispirato a questa esperienza. Coadiuvata da due curatori di formazione diversa, come Ivan Bargna (antropologo dell’arte) e Maurizio Coccia (storico dell’arte), a Palazzo Lucarini Ryan concilia l’osservazione partecipante d’impronta etnografica con la funzione catalizzante dell’arte contemporanea. Bilanciando ready-made, fotomontaggi e realizzazioni originali, Virginia Ryan offre una sintesi inevitabilmente parziale, ma estremamente vitale ed empatica, del suo recente percorso biografico e artistico. Al centro della ricerca, il modo in cui la produzione e diffusione d’immagini (dall’arte alla fotografia alla pubblicità) contribuisce a creare la cultura e la memoria dei paesi nei quali ha vissuto, e interviene nell’articolare le biografie e le relazioni delle persone che ha incontrato, incrociato o solo sfiorato. L’arte di Virginia Ryan dialoga così con le immagini e l’immaginario di un’Africa moderna e urbanizzata,  lontana dai consueti stereotipi esotizzanti

Biografia Plurale è strettamente legata al progetto The Art of Migration, che sarà inaugurato nella stessa data alla Pinacoteca Comunale di Trevi alle ore 16:30. Si tratta di un laboratorio con il gruppo MakeArtNotWalls/Italia di alcuni profughi dell’Africa Occidentale che Virginia Ryan sta conducendo da svariati mesi in collaborazione con ARCI e il comune di Trevi. È un workshop a carattere esperienziale, in cui la condivisione della pratica artistica diviene per i rifugiati un mezzo per cercare di orientarsi nella nuova realtà sociale in cui vivono. L’Onorevole Jean-Léonard Touadi presenzierà alla doppia inaugurazione. Il 25 Aprile sarà presentato al pubblico il film documentario su The Art Of Migration  di Matteo Fiourucci e Bernardo Angeletti e il volume Africa. Biografia Plurale. Arte Vita Bricolage nell’opera di Virginia Ryan edito dalla Casa Editrice Fabbri di Perugia.

Il 25 aprile alle 17:00, infine, come evento collaterale alla mostra, è prevista la proiezione del film JC Abbey Ghana’s Puppeteer, di Steven Feld, già vincitore dell’Intangible Culture Film Prize 2017 del Royal Anthropological Institute Festival, Regno Unito.

 

INFO

Titolo: Biografia Plurale. Virginia Ryan 2000–2016
Genere: arte contemporanea. Mostra personale
Artista: Virginia Ryan
A cura di: Ivan Bargna e Maurizio Coccia
Apparati didattici: Mara Predicatori

Inaugurazione: sabato 4 marzo, ore 18:30
Date: dal 4 marzo al 25 aprile.
Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito

Evento Collaterale:
25 aprile, ore 17:00 – Proiezione del documentario JC Abbey Ghana’s Puppeteer, di Steven Feld

Sede:
Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”,
Trevi (PG), Italy.

Sound Environment:
Waking in Nima, Steven Feld, 2010

Supporto tecnico:
Niccolo’ Tramontana

In collaborazione con:
galleria Montoro 12, Roma

Catalogo:
Effe – Fabrizio Fabbri Editore, Perugia – Testi di Ivan Bargna, Maurizio Coccia, Manuela de Leonardis, Steven Feld, Mara Predicatori

Trasporti:
A.S. Logistica, Trevi

Segreteria e logistica:
Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti)

Ente patrocinatore:
Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio)

Con il sostegno di:
Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno

Patrocinio onorario:
Ambasciata della Costa d’Avorio, Roma, Università degli Studi di Perugia

VIRGINIA RYAN nasce in Australia e si laurea nel 1979 al National School of the Arts di Canberra. Artista transnazionale, viaggiatrice, collezionista di arte contemporanea Africana e cittadina Italiana. Dal 2001 il suo lavoro è strettamente connesso con la realtà africana dove ha vissuto per molti anni, prima ad Accra (Ghana) e dal 2009 al 2015 ad Abidjan e Grand Bassam, (Costa d’Avorio); attualmente vive e lavora a Trevi. E’ stata presidente dell’ONG Make Art Not War (2013) che ha sede a Bassam (Costa D’Avorio) e co-fondatrice della Foundation for Contemporary Art in Ghana. In 2016 ha fondato ‘MakeArtNotWalls/Italia’ con un gruppo di richiedenti asilo nel comune di Trevi.

Tra le mostre personali recenti: 2016 ‘I will Shield You’ Galleria Montoro 12 , Roma ,  Surfacing ex-Lavatoio Contumaciale Roma 2015 Vous Etes Ici, La Maison de La Patrimoine, Grand Bassam; Pino Pascali L’Africano e Ryan/Bouabre ‘Sirene’ Museo di Catelbuono, Palermo; 2014 Emersioni Trebisonda, Perugia; Espace à Louer, Galerie Cecile Fakhoury Abidjan; Fluid Tales, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (Ba); I love You 1Opera Gallery, Napoli; 2013 Shift/Rue Du Commerce, LaMama Spoleto Open, Festival di Spoleto e St Stephens Cultural Centre, Roma; 2010 Surfacing , Dak’art – Biennale di Dakar/OFF.

*Comunicato stampa

 

 

 

 

GabrieleBasilico_DancingInEmilia_07@Gabriele-Basilico

GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA, 22 febbraio, NONOSTANTE MARRAS – Milano #savethedate #fotografia #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA
a cura di Francesca Alfano Miglietti

Opening:
mercoledì 22 febbraio 2017, ore 19.00

NONOSTANTE MARRAS,
Milano

Il 22 febbraio 2017 si terrà nello spazio Nonostante Marras l’inaugurazione della mostra Gabriele Basilico, Dancing in Emilia, a cura di Francesca Alfano Miglietti con la collaborazione dello Studio Gabriele Basilico.

La mostra presenta le immagini che il grande fotografo Gabriele Basilico ha realizzato nel 1978 nei dancing in Emilia Romagna per incarico del mensile di architettura e design Modo. Alla fine degli anni Settanta il boom del liscio di Raoul Casadei e degli scatenati ritmi di John Travolta, sostenuti dall’intraprendenza di alcuni mecenati dell’evasione musicale di massa, avevano popolato la zona fra Parma e Ravenna di una miriade di discoteche frequentate da un pubblico numeroso e indifferenziato.

In un turbinio di minigonne, luci stroboscopiche, abiti eleganti e papillon, Gabriele Basilico cerca di svelare il successo che accompagna l’avvento della musica di rottura che va imponendosi sulla scena italiana ma che convive ancora con i ritmi della tradizione. La sua ricerca non si limita, però, a una campionatura di tipo sociologico, ma interviene in modo frontale e partecipe: Basilico utilizza il flash quale strumento principe della sua indagine, come un riflettore teatrale che isola e seleziona i personaggi su un palcoscenico.

Come scrive Giovanna Calvenzi in Dancing in Emilia (Silvana Editoriale, 2013), “Basilico ricerca con i suoi soggetti un rapporto recitato, dove le immagini nascono dalla performance collettiva e dall’interazione fotografo-fotografato. La sua comprensione e la sua partecipazione, inizialmente solo parziali, si ampliano nello svolgersi del lavoro. Indirizza dapprima la sua analisi critica verso gli spazi, gli imbottiti di plastica, il plexiglass, i neon e i finti ori, gli oblò e il peluche. Poi, con un deciso slittamento dall’incombenza professionale, passa dagli arredi e dai decori al pubblico, alla ricerca di momenti emblematici, di volti, di situazioni. Gente che balla, ritratti, il flash scava nel buio e ferma momenti, gesti, sorrisi, presenze e assenze, è strumento di indagine ma anche e soprattutto segno di riconoscimento, l’avvertimento dell’operazione in corso, un “memento” per chi vuole sfuggirgli e un punto di riferimento per chi, in processione spontanea, vuole essere parte della rappresentazione che il fotografo sta mettendo in scena”.

Una lettura attenta dei nuovi spazi del divertimento ma anche dei comportamenti, dei trasformismi, dei rapporti generazionali, dell’evolversi del costume e della moda.

Una selezione di cento immagini è stata presentata per la prima volta nel 1980 alla Galleria Civica di Modena dove è stata riproposta nel 2013 a cura di Silvia Ferrari. Il volume Dancing in Emilia ospita testi di Silvia Ferrari, Gustavo Pietropolli Charmet, Gabriele Basilico, Giovanna Calvenzi e una conversazione del 2007 tra Gabriele Basilico e Massimo Vitali.

SI RINGRAZIANO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE ALLA MOSTRA  LO STUDIO GABRIELE BASILICO, MILANO e GIOVANNA CALVENZI

 GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA, 22 febbraio, NONOSTANTE MARRAS - Milano (invito)

NOTE BIOGRAFICHE

Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Dopo la laurea in architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea, ha ricevuto molti premi e le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Milano. Ritratti di fabbriche (1978-80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, Padiglione di Arte Contemporanea, Milano). Nel 1984-85 con il progetto Bord de merpartecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese.

Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, dai quali sono nati mostre e libri, come Porti di mare (1990), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, Cross Sections of a Country (1998),Interrupted City (1999), Cityscapes (1999), Berlino (2000), Scattered City (2005), Appunti di viaggio (2006), Intercity (2007). Tra i suoi ultimi lavori, Roma 2007, Silicon Valley ’07 (per incarico del San Francisco Museum of Modern Art), Mosca Verticale, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2008 dalla sommità delle sette torri staliniane, Istanbul 05 010, Shanghai 2010, Beirut 2011, Rio 2011, Leggere le fotografie (2012).

Partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2012) con il progetto Common Pavilions, su progetto di Adele Re Rebaudengo e realizzato in collaborazione con Diener & Diener Architekten, Basilea, pubblicato nel 2013.

Gabriele Basilico muore a Milano il 13 febbraio 2013.

Milano, febbraio 2017

 

SCHEDA INFORMATIVA

Mostra: Gabriele Basilico, Dancing in Emilia
Curatore: Francesca Alfano Miglietti
Date:  23 febbraio – 26 marzo 2017
Orario: da lunedì a sabato, 10.00 – 19.00; domenica 12.00 – 19.00
Sede: NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano
Ingresso gratuito
Info: tel.: 02 76280991 – mail: bottega@antoniomarras.it; www.antoniomarras.com
Ufficio stampa: Maria Bonmassar; tel.: 335 490311; ufficiostampa@mariabonmassar.com

La prima opera che vidi a Londra, alla Tate, diversi anni fa. Untitled 1979 by Jannis Kounellis

#JannisKounellis

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, cultura, danza, fotografia, mostre, musica, politica, quotidiani, viaggi

La prima opera che vidi a Londra, alla Tate, diversi anni fa.

Untitled 1979 by
Jannis Kounellis

Untitled 1979 Jannis Kounellis born 1936 Purchased 1983 http://www.tate.org.uk/art/work/T03796
fonte

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

SCRIPT WAVE
Roberto Pescetelli

a cura di Magali Moulinier

Inaugurazione:
7 febbraio 2017 h 18:30

Interno 14,
Roma

 

Il giorno 7 febbraio 2017 alle ore 18.30Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Script Wave” di Roberto Pescetelli, a cura diMagali Moulinier.

Roberto Pescetelli (Roma 1971), formazione in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti, fin dall’inizio del suo percorso artistico spazia attraverso tecniche pittoriche sperimentali, la fotografia e il video. La continua ricerca è il bagaglio che gli permette di avvicinarsi sempre più all’essenza delle materie e alle loro infinite combinazioni.

Nelle stanze di Interno 14 l’artista presenta un movimento organico, un apparente, invisibile cerchio d’azione, un codice nato e sviluppato nel comune universo dei sensi, che descrive i suoni, le energie interiori che si propagano e realizzano quell’evento continuo e mutevole che è la natura.

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma

Onde emozionali, vibrazioni di suoni, composizioni musicali: si diffondono, ci attraversano.
Il nostro corpo è disegnato, vestito d’impronte, creste di lune, maree, cirri nel cielo, iceberg modellati.
La forma energetica che accomuna natura ed esseri si rivela apparentemente immobile, ripetitiva.
Possono essere spartiti del respiro, fusione, sentieri incontaminati.
La teoria dei confini.
Una soglia da varcare, un filtro.
E di fronte a queste aperture chiunque è libero di sentire, intravedere, ricordare, desiderare.
Dietro tale pace c’è la denuncia della straziante bellezza che stiamo perdendo per handicap di fusione, uguaglianza, radici.
È una forma di comunicazione, diffusione e battaglia della luce che nasce dal vuoto.
Una risposta al reality della paura, manovrata dal linguaggio glaciale dei media, la cura del terrore.
La bellezza offerta, in continuo divenire.
Il deserto avanza, il mare sale, il ghiaccio si scioglie e l’uragano è più frequente.
La natura è composizione armonica, non pericolo.
È grande il fiume generato dal sistema, ma una diga di consapevolezza può rallentarlo e deviarlo.
Mi nutro di contaminazioni, mi fondo e tolgo.
È il nostro essere senza confini l’ondeggiamento che descrivo.” (Roberto Pescetelli)

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma


INFO

Interno 14: “Script Wave” di Roberto Pescetelli
A cura di Magali Moulinier

Inaugurazione
7 febbraio 2017 ore 18.30

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dall’8 al 17 febbraio 2017: 19.00 / 21.00; o su appuntamento: 3389323646

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Interno 14 - AIAC (loghi)
L’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica è nata nel gennaio 2010 ed ha sede in Roma. Ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.
www.architetturaecritica.it  www.presstletter.com

*Comunicato stampa

MARCO DE ROSA - "Work in progress", 10 febbraio, In Situ - Roma

MARCO DE ROSA – “Work in progress”, 10 febbraio, In Situ – Roma #vernissage #arte #savethedate [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre

MARCO DE ROSA
“Work in progress”

a cura di In Situ
con un testo critico di Sara Fiorelli

Opening
10 febbraio 2017 ore 19.00

In Situ,
Roma

Il giorno 10 febbraio 2017 alle ore 19.00 In Situ presenta “Work in progress” di Marco De Rosa, a cura di In situ, con un testo critico di Sara Fiorelli. La mostra inaugura un ciclo di sei esposizioni monografiche del collettivo In Situ dal titolo “Assurdità contemporanee”.

InSitu ha inaugurato i suoi spazi lo scorso ottobre presentando Cosa Sarebbe se?, mostra collettiva che ha visto protagonisti i sei artisti creatori del progetto.

Il collettivo InSitu nasce dall’esigenza di unirsi, senza costituirsi come gruppo nel significato storico-critico del termine, per rispondere alla necessità di far fronte, insieme, alla complessità dell’essere artista nella società contemporanea, e di fare della propria individuale ricerca un vero mestiere.

Più che un insieme di studi, InSitu è un laboratorio di idee, un luogo in cui la condivisione e il confronto sono occasioni di crescita personale e collettiva. L’ambiente è aperto, nessuna divisione o barriera separa gli studi di ciascun artista. Le opere, libere di vivere lo spazio, comunicano tra loro, si contaminano, e danno vita a connessioni neuronali tipiche di un complesso ipertesto, serbatoio inesauribile di possibilità.

InSitu, un organismo in continua trasformazione ed evoluzione, presenta Assurdità Contemporanee, un ciclo di sei mostre monografiche che si susseguiranno nel corso di quest’anno, dove verranno esposti gli inediti lavori di Marco De Rosa, Roberta Folliero, Andrea Frosolini, Christophe Constantin, Francesco Palluzzi ed Elisa Selli, frutto delle loro più recenti ricerche.

Il primo a sollevare il sipario è Marco De Rosa con Work In Progress. (…).

Marco De Rosa sin dal titolo scelto per la sua personale, Work In Progress appunto, ci catapulta in una dimensione non finita, precaria, un olimpo del fai da te, dove l’autogestione delle risorse e l’arrangiarsi diventano mezzi di sopravvivenza nella fiera del consumismo più becero. La ricerca dell’artista si concretizza nella creazione di installazioni infrastrutturali che inglobano alcune parti architettoniche dell’ambiente. Arnesi da carpentiere, morse, livelle, nastri autobloccanti e metri sono collocati nello spazio simulando la presenza di lavori in corso. Un cantiere in fieri che mostra i segni della sua creazione, come fossero dei sigilli che suggellano l’esattezza dei propri rilievi. (…)

Marco De Rosa, proprio interrogandosi sulla funzione dell’opera d’arte, riflette sull’esigenza di catalogare e regolamentare tutto lo scibile di cui siamo investiti, per rendere perfettibile qualsiasi fatto esistente. La tensione verso la perfezione conduce inevitabilmente ad uno stesso risultato, che corrisponde ad un momento di stasi e di arresto. (…) Ironico e dissacrante è il linguaggio utilizzato da Marco De Rosa, che disegnando prospettive senza direttrici, e fornendo coordinate verso l’abbandono, traduce la vacuità delle azioni compiute da questi ingegnosi sistemi di calcolo, in metafore sull’inservibilità degli strumenti artistici. (…).” (Sara Fiorelli)


Marco De Rosa nasce nel 1991 a Roma, dove vive e lavora. Nel 2015 consegue la laurea di secondo livello in scultura presso la Rufa (Rome University of Fine Arts), presentando la sua tesi dal titolo Geometria organica. Nel 2012 inizia a frequentare lo studio dello scultore Simone Bertugno, con il quale collabora come assistente nella realizzazione di alcuni suoi lavori. Nel 2016, finiti gli studi, ha la possibilità di partire per un Placement, che lo porterà a lavorare a Las Palmas de Gran Canaria, presso il CAAM (Centro Atlántico de Arte Moderno), avendo modo di confrontarsi in un ambito artistico internazionale. Tornato a Roma decide di aprire l’associazione culturale In Situ insieme ad altri cinque artisti, dove ha anche l’occasione di proporre i suoi progetti artistici. Il suo lavoro di ricerca lo porterà a realizzare lavori con vari materiali come: ceramica, gesso, resina e cemento, arrivando in seguito ad indagare lo spazio attraverso alcune installazioni. Tra le principali esposizioni: 2016 – Cosa sarebbe se? a cura Porter Ducrist, testo critico di Porter Ducrist, Spazio In Situ, Roma, Italia; 2016 – Placement presso CAAM (Centro Atlántico de Arte Moderno), Las Palmas de Gran Canaria, Spagna; 2016 – Triennale Europea di Stampa Contemporanea Estampadura, Toulouse, Francia; 2015 – Partecipazione premio Catel, Scuderie Aldobrandini, Frascati (RM), Italia; 2015 – Tag just young tag, a cura di Giuseppe Ussani, testo critico di Giuseppe Ussani, TAG – Tevere Art Gallery, Roma, Italia; 2015 – Just young, a cura di Giuseppe Ussani, Libreria Spagnola, Roma, Italia; 2014 – Chrome Anatomy – Body Worlds, a cura di Fabrizio Dell’Arno ed Emiliano Coletta, SET – Spazio Eventi Tirso, Roma, Italia; 2014 – Torgiano Experience – Argillà, a cura di Alfredo Gioventù, Ridotto del Teatro Masini, Faenza (RA), Italia.


INFO

Marco De Rosa
“Work in progress”
a cura di In Situ
testo critico di Sara Fiorelli

Inaugurazione 10 febbraio 2017 ore 19.00
In Situ | Via San Biagio Platani 7 – Roma

Dal 10 al 17 febbraio 2017
In Situ Via San Biagio Platani 7 - Roma

In Situ
Via San Biagio Platani 7 – Roma
studioinsitu.weebly.com
insitu.roma@gmail.com

Comunica_Desidera_di Roberta Melasecca (logo)

Press Office
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr
roberta.melasecca@gmail.com 
349.4945612
www.robertamelasecca.wordpress.com

*Comunicato stampa

 

 

 

DISSOLVENZE - COLELLA, SARDELLA, SENIGALLIESI, 6 febbraio, AOCF58 -Roma

DISSOLVENZE – COLELLA, SARDELLA, SENIGALLIESI, 6 febbraio, AOCF58 -Roma #SAVETHEDATE #VERNISSAGE #ART [#MOSTRE]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi, videoarte

VALENTINA COLELLA, PERLA SARDELLA,
BIANCA SENIGALLIESI


DISSOLVENZE

A cura  di  Annalisa Filonzi

Inaugurazione    
6 febbraio 2017, ore 18.00

AOCF58 – Galleria BRUNO LISI,
Roma


DISSOLVENZE
è una mostra che affronta temi esistenziali come la ricerca di se stessi, oggi resa ancor più contemporanea dalla frammentazione tra vita reale ed esistenza in rete, e il tentativo di rapporto con gli altri, che diventa ricerca di un contatto con un altro sempre più irraggiungibile, virtuale ed inconsistente. Queste ricerche mettono in evidenza la grande incomunicabilità e assenza e solitudine tra le persone, proprio nell’epoca in cui la quotidianità è dominata dalla comunicazione di massa.

Le tre artiste– Valentina Colella (Sulmona, 1984), Perla Sardella (Jesi, 1991), Bianca Senigalliesi (Senigallia, 1990) – si esprimono infatti attraverso i più attuali mezzi di comunicazione, trasformando video, social network, internet in un linguaggio artistico estremamente in linea con la contemporaneità dei contenuti. Il confronto con se stessi e con gli altri diventa nelle loro opere confusione tra figura reale e vita virtuale, un tema affrontato dalle tre artiste in modo diverso ma tutte attraverso la multidisciplinarietà, con una matura capacità, nonostante la giovanissima età, di mescolare in modo sperimentale linguaggi diversi– video, cinema, danza, performance, social network – per esprimere la loro visione.

L’opera di Valentina Colella 29 Station of the cross è la visualizzazione di una performance realizzata in rete che nasce da una perdita, un lutto molto grave di cui la notizia è arrivata attraverso facebook, nella quale l’artista, in ventinove tappe successive, fa scomparire la propria immagine dal web per riprendere contatto con se stessa e con la natura reale, tracciando sul proprio corpo le coordinate gps del percorso che la separa dal luogo fisico della tragedia; elementi della realtà che si astraggono in numero, ma anche un riferimento al volo, immagine che google frappone casualmente tra lei e la ricerca dell’ultimo luogo abitato da chi ha perso. Le tappe del volo, così trasformato in sofferta via crucis di interiorizzazione del dolore, si fermano a 29, numero ricorrente per l’artista, ad un passo dal 30, composto dalle due cifre perfette 3 e 0, a sottolineare che nell’opera, come nella sua vita, ci sarà sempre una parte mancante. Lo schermo del computer che riporta l’immagine dell’artista che man mano si dissolve è stata stampata su carta fotografica e va a disegnare una linea d’orizzonte che nella composizione non sa rinunciare alla verticalità del foglio, per avere la possibilità di guardare sempre in alto. L’opera è stata esposta nella mostra Gestures-Body Art Stories a cura di Valerio Dehò al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan.

Comfort zone di Perla Sardella è un film documentario (13’29’’, HD, colore, stereo, con Sona Hovhannisyan e Hafid F., musiche di Carlo Maria Amadio) che racconta una situazione surreale, virtuale e reale nello stesso momento: un viaggio in una città sconosciuta, Dubai, basato sugli scatti autentici del giovane Hafid, che, dopo aver rubato un telefono cellulare, ha dimenticato di disattivare l’autosincronizzazione delle foto, permettendo alla legittima proprietaria di vedere sul proprio computer le immagini che Hafid raccoglieva. Le foto sono state pubblicate dalla derubata in un blog www.lifeofastrangerwhostolemyphone.tumblr.com alla ricerca di un contatto reale con il nuovo proprietario. La storia, raccolta in rete, su un social network, è diventata un’occasione per l’artista per riflettere sulla separazione tra lo spazio reale e quello digitale e la loro connessione con l’essere umano e sulla perdita di consistenza dei rapporti con l’altro. Comfort Zone è stato presentato nella sezione Italiana.corti della 33esima edizione del Torino Film Festival.

Woman in cam (video low-fi, 2015, durata 6’18’’) di Bianca Senigalliesi è un’improvvisazione di danza realizzata davanti alla webcam del computer, strumento a cui l’artista è legata attraverso delle cuffie, elemento ambivalente di isolamento o di contatto con il mondo esterno che si trova in rete. La danza, muta, alterna movimenti di autocompiacimento del proprio corpo a gesti che mostrano una femminilità alla ricerca della propria affermazione con un altro al di là dello schermo. Il video fa emergere tutta la complessità dell’essere donna, un essere composto di moti interiori dell’animo e gesti esteriori, che si confronta con lo schermo: muro protettivo ma anche medium di comunicazione con un altro di cui non si conosce la consistenza. L’opera rimanda a tutta la fragilità insita nella quotidianità dell’essere umano che si confronta con un mondo spesso solo immaginato e immaginario. L’opera è stata selezionata ed esposta tra le finaliste del Premio Nori de’ Nobili dal Museo Nori de’ Nobili di Trecastelli.

La mostra DISSOLVENZE è stata precedentemente esposta a Jesi lo scorso giugno nello spazio USB Gallery, una home gallery che come la porta usb dei nostri strumenti elettronici, attraverso cui oggi passano tutti i nostri pensieri, in maniera indipendente serve da collegamento tra le tante esperienze e riflessioni che attraversano l’arte.

Annalisa Filonzi


VALENTINA COLELLA, PERLA SARDELLA,
BIANCA SENIGALLIESI


DISSOLVENZE

A cura  di  Annalisa Filonzi

Inaugurazione                          
6 febbraio 2017, ore 18.00

dal 6 al 23 febbraio 2017
dal lunedì al venerdì ore 17.00 –19.30 (chiuso sabato e festivi)

AOCF58-Galleria BRUNO LISI,
via Flaminia 58 – Roma

tel:
06/3200317
06/3211880
00393388676337
aocf58@virgilio.it
www.aocf58.it

 

*Comunicato stampa

 

Lorenzo Balloni, performance at Museolaboratorio _ ph Valeria Trasatti

A Constellation of Moments, fino al 29 gennaio, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo – Pescara #arte #mostre #music [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, mostre, musica, tecnologia, turismo, viaggi, videoarte


A Constellation of Moments:
estetiche sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi

Artisti:
Lorenzo Balloni, Gaetano Cappella, Giustino Di Gregorio,
Andrea Gabriele, Marco Marzuoli, Fabio Perletta, Tu M’.

A cura di
Carla Capodimonti e Leandro Pisano

Mostra e Archivio:
23 Dicembre 2016 – 29 Gennaio 2017

Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi
 Città Sant’Angelo – Pescara

 

Il Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi di Città Sant’Angelo (Pescara) presenta la mostra A Constellation of Moments: estetiche sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi, risultato della ricerca congiunta dei curatori Carla Capodimonti e Leandro Pisano sulle esperienze sonore nel territorio nel corso dei decenni.

Proprio Città Sant’Angelo e il suo museo, in collegamento con Pollinaria (azienda agricola e centro di ricerca artistica), rappresentano il miglior punto d’incontro di certe pratiche estetiche, che trovano un riscontro effettivo nel lavoro di artisti i quali hanno fatto del suono la materia principale della loro ricerca.

La mostra evidenzia tutte quelle esperienze che si sono formate in territorio rurale ed hanno creato un ponte con le più proficue realtà internazionali. Parallelamente, un archivio che raccoglie materiale video, audio e cartaceo, convoglia le testimonianze dello sviluppo di questo movimento nel corso degli anni e poggia un primo mattone per la crescita di una raccolta permanente e in continuo aumento.

 

 

Il primo appuntamento si è svolto a Pollinaria il 22 Dicembre alle ore 19:00, dove Vincenzo Core è stato ospitato per una residenza d’artista e dove ha presentato un lavoro site specific, risultato della sua esperienza nel luogo.

L’opening della mostra al Museolaboratorio in programma per il 23 Dicembre dalle ore 18:00, ha visto presentare i lavori di Giustino Di Gregorio, Andrea Gabriele, Marco Marzuoli, Fabio Perletta, Tu M’ e le performance di Lorenzo Balloni e Gaetano Cappella.

E’ stato inoltre ospitato un talk al piano superiore del museo dal titolo “Estetiche Sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi: rileggere il territorio attraverso l’arte”, con interventi realizzati da: Carla Capodimonti e Leandro Pisano (curatori mostra), Enzo De Leonibus (direttore Museolaboratorio), Gaetano Carboni (Pollinaria), Marco Mazzei (Stanze Sonore, 2012, Museolaboratorio), Luigi Pagliarini (artista multimediale).


INFO:

A Constellation of Moments: estetiche sonore in Abruzzo dagli anni ’90 ad oggi

Artisti:
Lorenzo Balloni, Gaetano Cappella, Giustino Di Gregorio,
Andrea Gabriele, Marco Marzuoli, Fabio Perletta, Tu M’.

a cura di
Carla Capodimonti, Leandro Pisano

coordinamento
Enzo De Leonibus

in collaborazione con
Dragon’s Eye, Farmacia901, Interferenze, Line, Lux, Pollinaria

con il patrocinio di
Comune di Città Sant’Angelo

ingresso
offerta

orari di apertura

dal giovedì alla domenica dalle ore 18:00 alle 21:00 o su appuntamento

 ufficio stampa

info@luxmuseum.com

info

+39 (0)85 960555
+39 3271015880
+39 3281868850

luxmuseum.com
museolaboratorio.org

grafica
motestudio.net

 

*Comunicato stampa

Marie Filippovová (Brno) “Stoa”, inchiostro e guache, 220 x 120 cm, 2010–2013

Nord/Sud/Est/Ovest: Weimann/Bonanni/Filippovová/Ataíde,17 Gennaio, Interno 14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

“Nord/Sud/Est/Ovest:
Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”

a cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 17 gennaio 2017 ore 18.30

Interno 14, Roma

Il giorno 17 gennaio 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta “Nord/Sud/Est/Ovest: Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”, a cura di Roberta Melasecca.

N/S/E/O è un lavoro work in progress di quattro artiste europee – Gisela Weimann_Berlino Germania, Angiola Bonanni_Roma Italia, Marie Filippovová _Brno Repubblica Ceca, Cristina Ataíde_Lisbona Portogallo – iniziato nel 2014 con una residenza alla Maison d’Art Contemporain ad Asilah, Marocco, proseguito nel 2015 nellaGalleria Noir sur Blanc a Marrakesh, Marocco.

Quattro artiste provenienti da luoghi diversi, con storie diverse e diverse visioni della vita e dell’arte, ma unite nell’unico desiderio di trovare e costruire un percorso di armonia e tolleranza in un’Europa multietica e culturalmente varia.

“Stabilire connessioni. Relazioni tra spazi e luoghi. Culture, comportamenti, visioni che appartengono a vite segnate da momenti e storie. N/S/E/O è un racconto interpretativo che fa luce su mondi e culture vissuti in quattro paesi europei: storie che si intrecciano e derivano da altrettante storie politiche e che condizionano i linguaggi espressivi e la capacità di guardare dentro e fuori i propri universi interiori.

N/S/E/O nasce dalla volontà di costruire ponti, e scorgere e immagazzinare ricchezze dalle diversità culturali e sociali. L’unità nasce non dall’unitarietà e dalla globalizzazione, intesa come uniformismo e uniformità: è un percorso complesso che prevede il riconoscimento delle varietà culturali, non più ostacoli, ma occasioni di crescita, che permettono ampliare orizzonti e sguardi.

NORD Gisela Weimann Berlino Germania. Una poliedrica formazione tra Berlino, Londra, San Francisco e Tepotzlàn_Messico la porta a sviluppare una ricerca multidisciplinare e ad utilizzare una grande varietà di media: pittura, incisione, fotografia, cinema, mail-art e installazioni, progetti multimediali, performance e arte pubblica. Cerca continuamente il confronto con artisti ed operatori culturali di diverse provenienze e le sue opere sono il frutto di un connubio tra immagini, poesia, testo, musica e danza.

SUD Angiola Bonanni Roma Italia. Anni di impegno sociale e politico in Spagna con la militanza clandestina nella lotta antifascista segnano profondamente la ricerca di Angiola. Attratta prima dall’espressionismo e dalla geometria, accoglie le nuove teorie femministe dell’arte, sperimentando materiali duttili ed effimeri come garze, tessili, carta. Il suo lavoro è una continua tensione tra “guardarsi dentro” e “guardare fuori”: affronta temi attuali come quello dell’immigrazione o la situazione delle donne in paesi in cui la libertà è minacciata.

EST Marie Filippovová Brno Repubblica Ceca. In un approccio profondamente pragmatico, Marie affronta e organizza ripetutamente diversi temi, da quelli sociali a quelli filosofici ed esistenziali. La sua ricerca si fissa sul “punto”, elemento geometrico senza dimensioni, simbolo del flusso del tempo, metafora del genere umano costituito da infiniti punti nello spazio.

OVEST Cristina Ataìde Lisbona Portogallo. Natura, parole e linguaggio sono elementi sempre presenti nella ricerca artistica di Cristina. “Guardare e pensare con attenzione” la portano ad incorporare la natura nelle sue più varie espressioni e a riflettere sui luoghi nei quali transita nei suoi viaggi e sulle storie che intercetta. Da qui l’attenzione al tema dei migranti e dei rifugiati, al tema dell’identità persa, dell’identità nuova o ritrovata.

N/S/E/O è dunque una esperienza. E’ come entrare un una scatola nera e buia, spostare con forza e aprire un varco e scoprire all’improvviso che non è più la ricerca della luce il fine ultimo ma le esperienze vissute durante il viaggio: passaggi stretti ed angusti, luoghi ampi e infiniti, voci, profumo di fiori.” (Roberta Melasecca)

Il prossimo appuntamento di N/S/E/O, dopo Interno 14, sarà dal 2 al 23 giugno 2017npresso Espacio Bop, Madrid Spagna.

INFO

Interno 14: “Nord/Sud/Est/Ovest: Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 17 gennaio 2017 ore 18.30

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dal 18 al 28 gennaio 2017:
da mercoledì a sabato 18.30 / 20.30;
altri giorni su appuntamento: 3494945612

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

Copertina (invito) design by Susanne Kunjappu-Jellinek

Interno 14 - AIAC (loghi)

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini.

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini.

 

*Comunicato stampa

 

Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli 12 gennaio – 31 marzo 2017 #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Leonardo a Donnaregina  
I Salvator Mundi per Napoli

Inaugurazione:
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 17:00

12 gennaio – 31 marzo 2017

Complesso Monumentale Donnaregina,
Museo Diocesano di Napoli,

Largo Donnaregina
Napoli

 

Dopo le grandi mostre di Londra, New York e Milano, anche Napoli si pone ai vertici degli appuntamenti internazionali con l’arte: un’importante esposizione dedicata a Leonardo da Vinci al Museo Diocesano di Napoli, diretto da Don Adolfo Russo. Dopo circa trentaquattro anni, dalla celebre mostra di Capodimonte su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma, Napoli si presenta al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della famosissima tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, ed altri dipinti del suo affascinate atelier, come il Cristo Benedicente, del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, per la prima volta presentato con una attribuzione al pittore messinese Girolamo Alibrandi; ancora sullo stesso filone iconografico, sarà presentata anche la tavola col Cristo fanciullo del Salaì, il giovane e controverso collaboratore di Leonardo, accompagnata da diversi lavori di pittura di allievi leonardeschi come Marco d’Oggiono. In esposizione anche tre preziosi fondi grafici: il Codice Corazza (1640 circa), proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il Codice Fridericiano, custodito presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II, e il testo Napoli antica e moderna, datato al 1815, redatto dall’Abate Domenico Romanelli.

La mostra, che apre i battenti al pubblico il 12 gennaio e chiuderà il 31 marzo 2017, vede l’ideazione del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.) e la cura scientifica di Nicola Barbatelli.

L’esposizione al Museo Diocesano di Napoli servirà ad aggiornare il processo di studi attorno a una delle opere più discusse di Leonardo da Vinci, il Cristo Benedicente, anche alla luce dei temi di maggiore attualità che la dottrina cattolica intende richiamare nel solco dell’anno giubilare appena concluso.

La rassegna, fortemente voluta da S.E.R. il Cardinale Crescenzio Sepe, promossa dall’Arcidiocesi di Napoli e dal Museo Diocesano, con il contributo della Regione Campania, è stata realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre Napoli, con il coordinamento organizzativo e gestionale della Scabec. Hanno offerto il proprio contributo scientifico i seguenti studiosi: Margherita Melani, Francesca Campagna Cicala, Alfredo Buccaro, e Ranieri Melardi. Si ringraziano l’Università Federico II di Napoli, la Biblioteca Nazionale, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana, il Fondo Edifici di Culto e il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore.

Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli sarà inaugurata mercoledì 11 gennaio ore 17:00 da S.E.R. Il Cardinale Crescenzio Sepe e dal presidente della Regione Campania On. Vincenzo De Luca.

Parteciperanno:

Il Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia Luciano Garella, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, David Lebro, il Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Pierpaolo Forte e il Direttore del Museo Madre Andrea Viliani.

Leonardo da Vinci (1452 - 1519) e collaboratore Cristo come Salvator Mundi Olio su tavola di noce 68,6 x 48,9 cm Collezione privata (Ginevra, Svizzera)

 

Leonardo a Donnaregina  
I Salvator Mundi per Napoli

Inaugurazione:
mercoledì 11 gennaio 2017 ore 17:00

12 gennaio – 31 marzo 2017

Complesso Monumentale Donnaregina,
Museo Diocesano di Napoli,

Largo Donnaregina
Napoli


La mostra sarà visitabile durante i consueti orari di apertura del Museo Diocesano di Napoli:
dal lunedì al sabato, dalle ore 9:30 alle 16:30, domenica dalle ore 9:30 alle 14:00 (chiuso il martedì)

Per maggiori informazioni:
tel. 081 557 13 65

www.museodiocesanonapoli.com

 

*Comunicato stampa

Jimmie Durham Presepio, 2016 materiali vari (legno, pietra, plastica, vetro, ferro, bronzo, cotone, pelle, pittura acrilica, colla) / mixed media (wood, stone, plastic, glass, iron, bronze, cotton, leather, acrylic paint, glue) In comodato a / On loan to Madre · museo d’arte contemporanea donnaregina, Napoli - ph. Francesca Rao

Presepio (2016) di Jimmie Durham, 22 dicembre 2016, Museo MADRE – Napoli #presentazione #savethedate #arte [#christmas]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Presentazione dell’opera Presepio (2016)
di Jimmie Durham

Giovedì 22 dicembre 2016, ore 18:00

Museo MADRE,
Napoli

In occasione delle festività natalizie entra a far parte della collezione del museo MADRE una nuova opera concepita e realizzata appositamente per il museo campano d’arte contemporanea: Presepio (2016) di Jimmie Durham (Arkansas, 1940) artista, scrittore e attivista politico che negli ultimi anni trascorre frequenti periodi a Napoli. Giovedì 22 dicembre (ore 18:00, sala Clemente, secondo piano) l’opera sarà presentata al pubblico in presenza dall’artista, introdotto dal presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Pierpaolo Forte e dal direttore del museo MADRE Andrea Viliani. La presentazione sarà anche l’occasione per porgere alla comunità i migliori auguri di Buon Natale e di un felice 2017.

Avvalendosi di una pluralità di linguaggi, come il disegno, la scrittura, il video, la performance e principalmente la scultura, Durham decostruisce i concetti cardine della cultura occidentale per smantellare stereotipi e costrutti imposti dalle culture dominanti, e lasciare all’essenza dei componenti delle sue opere – materiali eclettici sapientemente combinati tra loro – la possibilità di innescare una riflessione sugli statuti stessi dell’arte e della realtà.

La presentazione del nuovo presepe di Durham creato appositamente per il MADRE – un precedente presepe è stato realizzato dall’artista per l’ex Lanificio Borbonico di Napoli e presentato presso Lanificio Insula Creativa la scorsa domenica, 18 dicembre – rientra nell’ambito di Per_formare una collezione, progetto avviato nel 2013 e dedicato dal museo MADRE alla costituzione progressiva della sua collezione permanente, e continua una recente tradizione del museo, che nel 2015 presentò, in occasione delle festività natalizie, i presepi dell’artista Giosetta Fioroni.

Il Presepio di Jimmie Durham rispetta la caratteristica configurazione del Presepe Napoletano, in cui la nascita del bambino Gesù è ambientata nello scenario della città contemporanea e l’area del praesaepe è attorniata da numerose figure popolari, la cui caratterizzazione estetico-formale ha assunto, nel tempo, una grande pregnanza simbolica. Personaggi imprescindibili come il salvifico pescatore, il dormiente Benino, l’angelo messianico vengono collocati in uno scenario che, come spesso nel lavoro dell’artista, riproduce la vitalità del soggetto rappresentato attraverso le suggestioni conferite dalla preziosità cromatica, tattile e olfattiva propria dei materiali scultorei utilizzati.

In quest’opera Durham riesce a rievocare la storia di una fra le più antiche tradizioni artigianali campane e a rendervi omaggio, dando vita ai suoi protagonisti e al paesaggio con le stesse materie, il marmo e il legno policromo, usato dai primi scultori che raffigurano la natività. Al contempo Durham condensa in Presepio il suo stesso percorso artistico dominato dall’uso di questi stessi elementi, la pietra e il legno, seguendo il principio secondo cui la forza di una scultura risiede nella derivazione diretta dalle potenzialità della materia utilizzata per realizzarla: in questo caso pietra e legno.

La pietra – che per Durham rappresenta la massima espressione della forma scultorea in quanto elemento in continua evoluzione, oggetto statico potenzialmente attivo – è stata nei secoli asservita, come riscontrato dall’artista in molte sue opere, ai principi di monumentalità celebrativa applicati dall’architettura e dalla statuaria, come un mezzo per rafforzare l’egemonia politico-religiosa e affermare l’identità di un popolo. Durham sente di non poter fare altro che decostruire ironicamente tali (pre)concetti, rifiutando la concezione paradigmatica di arte come monumento e rovesciando quindi il ruolo prominente della pietra nella storia dell’arte. Nella tradizione presepiale napoletana settecentesca la nascita del bambino avviene del resto tra colonne e resti romani in pietra – struttura architettonica che coincide con la raffigurazione dei principi che Durham rifiuta – per sottolineare l’avvento del messaggio cristiano sorto dalle rovine del paganesimo. La pietra presente in Presepio è quindi inserita senza modificazione alcuna, elemento libero di esprimersi e arricchire un paesaggio in cui la sua presenza non coincide con la costruzione architettonica umana ma con l’elemento naturale.

Nel Presepio di Durham le strutture portanti sono costituite quindi, invece che dalla pietra, dal legno – un frammento di una radice d’ulivo che diviene il cuore pulsante della scena, il fulcro attorno al quale tutti i personaggi si raggruppano nella celebrazione del più naturale degli eventi umani, una nascita, che nell’abbagliante semplicità del suo accadimento riesce a cambiare le sorti del mondo più di qualsiasi altro evento rivoluzionario. Così, se con l’inserimento della pietra grezza l’artista decostruisce i cardini di ogni pretesa di dominazione monumentale, l’uso del legno rappresenta la contrapposizione tra matericità e materialismo. Per l’artista, infatti, un pezzo di legno è come una reliquia sacra, massimarappresentazione della magnificenza propria del creato, capace di raccontare una storia millenaria attraverso le sue proprietà intrinseche. L’estrema povertà di un materiale reperibile in qualsiasi latitudine come il legno, caratterizzato da una versatilità di portata universale, riassume il miracolo della natura. Qualsiasi sia il manufatto realizzato a posteriori (con maggiore o minore minuzia, con la decoratività che contraddistingue la cultura dal quale l’oggetto finale prende forma), è l’organicità della materia lignea a trasmettere l’essenza delle cose.

Tale celebrazione dell’universo con le sue creature si esprime in Presepio attraverso il sottile riferimento a San Francesco d’Assisi, a cui è attribuita la creazione del primo presepio ed evocato con l’inserimento di tanti piccoli animali intagliati magistralmente dall’autore nei residui di legno più ricchi di sfumature. San Francesco non solo professa la povertà di cui il bambino Gesù si fa interprete, ma è il portavoce dell’umiltà nella possibilità per l’uomo di nutrirsi della bellezza di ogni espressione del creato, comprendendo quanto il rapporto tra ricchezza e povertà possa essere, oggi come allora, solo una percezione culturale. E’ nella dichiarazione della straordinaria normalità degli eventi, nella rappresentazione di una scena di vita che si cristallizza nell’adorazione di un neonato da parte dei più poveri come dei più potenti del mondo – non a caso i re magi sono di tre età e di tre etnie differenti, ritenute all’epoca rappresentative della varietà umana globale – che si compie il vero miracolo, mentre il pescatore continua a pescare, il mendicante a chiedere aiuto e i pastori a guidare il gregge. L’umanità trasfigurata nei personaggi scolpiti da Durham con legno, pietra,corno, bronzo, arricchiti da semplici tocchi di colore o l’apposizione di un frammento di tessuto o di pelle, e l’allusiva ambientazione creata da particelle di natura assemblate, conferiscono a questo presepe una spiritualità arcaica e intima, sottolineando la capacità dell’artista di vedere lo straordinario nell’ordinario e la bellezza del mondo nelle sue manifestazioni più impercettibili, e di constatare che il miracolo può, in ciascuna delle declinazioni ad esso attribuibili, essere esperito e vissuto solo da chi ha l’umiltà per accoglierlo.


Jimmie Durham (Arkansas, 1940) è un artista, saggista, poeta e attivista politico. Dopo aver studiato arte a Ginevra, nel 1973 Durham torna negli Stati Uniti e diviene un attivista dell’American Indian Movement, associazione a sostegno dei diritti dei Nativi Americani. In questi anni si dedica esclusivamente all’attività politica e diviene direttore dell’International Indian Treaty Council e rappresentante delle Nazioni Unite. Dopo un decennio d’intensa attività politica Durham si trasferisce a New York e riprende contatto con l’ambito delle arti visive. Dopo aver vissuto alcuni anni in Messico, nel 1994 l’artista è di nuovo in Europa e questa forma di esistenza nomadica fa sì che, nel suo lavoro, diventi centrale il tema del dinamismo delle forme con cui l’uomo risponde ai bisogni più essenziali, insieme con una disamina critica della supposta unitarietà dell’identità individuale e culturale. Tra le materie ricorrenti nella pratica scultorea, installativa e performativa di Durham ritroviamo la pietra e il masso, che assumono un valore simbolico o svolgono un’azione distruttiva. In molte sue opere i simboli della contemporaneità e del benessere (mobilio, frigoriferi, automobili o aerei), appaiono schiacciati sotto il peso di pietre e massi, che Durham ha descritto come riferimenti all’architettura, una disciplina che l’artista interpreta criticamente come struttura che ci illude di vivere nella stabilità e che, in contrasto con la natura, crea invece un ordine che spinge gli uomini a una ripetitività infinita di gesti e consuetudini. Nei primi anni Novanta l’artista inizia a produrre una serie di sculture assemblando tra loro materiali e oggetti eterogenei: elementi di recupero di origine industriale, utensili e beni di consumo quotidiano composti a formare strutture all’apparenza arbitrarie. Gli scarti della società dei consumi sono consapevolmente abbinati a elementi di origine naturale, o che si riferiscono a culture tradizionali, in modo da formare agglomerati totemici e quasi rituali dai riferimenti molteplici: ritratti insieme entropici, lirici e critici della nostra contemporaneità e del suo inconscio multiforme, in cui coesistono efficientismo industriale e mistero insondabile, tradizione e poesia, aneddoto e storia.


Giovedì 22 dicembre 2016, ore 18:00 (Sala Clemente, secondo piano)
Presentazione dell’opera Presepio (2016) di Jimmie Durham, che entra a far parte della collezione del museo

In presenza dell’artista, introdotto da Pierpaolo Forte e Andrea Viliani

Museo MADRE,
via Settembrini 79, Napoli

Ufficio stampa istituzionale museo MADRE

Luisa Maradei – 333.5903471 –
luisamaradei@gmail.com

Photo credit: 
Amedeo Benestante
Francesca Rao

 *Comunicato stampa