Piigs di Adriano Cutraro, Federico Grego, Mirko Melchiorre #documentario [#recensione]

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Ho visto questo film in una domenica pomeriggio distratta, una di quelle dove si è catapultati sul letto quando fuori ci sono centomila gradi di caldo africano che strappano la pelle dal viso.

Piigs è un documentario di Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre uscito lo scorso anno. Parla dei quei meccanismi politici e finanziari che hanno generato la grande crisi economica che ha stravolto il mondo dal 2007 in poi. Minuti che focalizzano quei paesi dell’Unione Europea che hanno il più grande deficit pubblico, racchiusi in un acronimo che è una lista di Stati membri considerati dalle più grandi testate economiche come veri e propri maiali (Italia, Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo). Si tratta di una rete di persone etichettate e umiliate da strategie di comunicazione che delimitano con cinismo il buonsenso e la normale convivenza tra pari, come se nulla fosse.

In tutta la sua durata si è di fronte a una situazione che mette luce agli occhi dello spettatore due realtà: la storia della cooperativa “Il pungiglione” – che si occupa del reinserimento di persone con problematiche sociali – e la finanza mondiale – il macro tema che regola i rapporti tra cittadini, imprese e politica, ogni giorno.

Il lavoro sembra dimostrare come la Comunità Europea -meccanismo che garantisce libera circolazione di merci, persone e capitali – sia sulla soglia dell’implosione.

Il quadro che ne esce è oltremodo disastroso e i motivi sono diversi. I cittadini europei hanno un grande dislivello educativo fin dalla loro unificazione. Popolazioni le cui culture sono maturate in momenti differenti nel corso della storia e mai di pari passo alle tecnologie e ai cambiamenti sociali. Per mettere riparo a questa condizione il modello di recupero cavalcato è stato quello americano. Si è messa a confronto l’azione compiuta da Barack Obama negli Stati Uniti e la nostra, del vecchio continente. L’esito è stata la mancanza totale di coordinamento nell’eurozona causata da una manovra imitata e non adatta alle nostre esigenze e con un risultato fallimentare che ha rafforzato solo lo stato di menzogna.

Uno dei dati più allarmanti è come le nostre singole costituzioni, sebbene siano nate sotto l’auspicio di ottimi principi, una volta istituito il Trattato di Lisbona nel 2007, esse siano state depotenziate nella loro autonomia proprio da quest’ultimo documento.

La regia ripercorre i momenti più salienti della politica italiana, da Berlusconi a Monti, le lacrime di Elsa Fornero, le dichiarazioni di Matteo Renzi, la Francia, la Germania, il contesto greco con l’opposizione e i loro referendum, Mario Draghi, e tutte quelle situazioni dove gli esercizi di diritto individuale sono confluiti in occasioni di rivolta alle istituzioni centrali, incluso l’anno della Brexit e il rafforzamento dei populismi.

Il documentario apre riflessioni su più fronti. La sua peculiarità è offrire occasioni per porsi delle domande mirate. Ad esempio, una di quelle più semplici è questa: nel caso di una maggiore privatizzazione degli enti pubblici le fasce più deboli come potrebbero ottenere una garanzia sui servizi minimi?

È disponibile su Rai play, il link è in basso. Qualcuno di voi lo ha visto? Sono curiosa dei vostri commenti.

Piigs di Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre (2017) - Img_web

Piigs di Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre(2017)
Guarda il documentario su RaiPlay

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La prima opera che vidi a Londra, alla Tate, diversi anni fa. Untitled 1979 by Jannis Kounellis

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La prima opera che vidi a Londra, alla Tate, diversi anni fa.

Untitled 1979 by
Jannis Kounellis

Untitled 1979 Jannis Kounellis born 1936 Purchased 1983 http://www.tate.org.uk/art/work/T03796
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Atena / Minerva

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Innamorarsi del proprio archetipo.

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Norwegian Wood – Harui Murakami

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Ho smesso di leggere Norwegian wood pochi minuti fa; ho deciso di scrivere subito la sensazione poiché è un romanzo che sentivo sulla mia stessa pelle. Troppo europeo per essere giapponese, troppo intimo per non raccontare parti della propria biografia.

Non so quanta vita di Haruki Murakami ci sia dentro questo testo. Di fatto, nel postscriptum finale ho scoperto molte piacevoli cose: una dedica ai suoi amici morti e a quelli che restano; la rivelazione di una scrittura nata tra Grecia, Sicilia e Roma; la forte voglia che mi è venuta di leggere (o rileggere) La montagna incantata di Thomas Mann e Il grande Gatzby di Francis Scott Fizgerald.

Ho sentito questo libro addosso come pochi. Il personaggio principale – Toru Watanabe – mi assomiglia in modo sorprendente.

Non è la prima volta che scopro di appartenere a figure maschili di questo tipo. Ad esempio (tanto per farvi un po’ di fatti miei) sento molto legati Heathcliff di Cime Tempestose e – con grande risata – Gennarino Carunchio. Quest’ultimo, prodotto filmico di Lina Wertmuller proveniente da Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Personalità, insomma, che amano sempre troppo e al limite della loro esasperazione.

Norwgian Wood  è uscito nel 2006 edito da Einaudi in una versione aggiornata. Esso racconta di base l’evoluzione traumatica delle vite di Watanabe, Naoko, Midori e Reiko.
Quattro linee comportamentali diverse tra loro, incatenate da vicissitudini comuni che creano una forte tensione narrativa.

Un testo che balla una danza elegante, che prende il lettore per le mani e gli permette di dedicarsi in un ritmo cadenzato fino all’ultima pagina.

Il romanzo non è scontato, mai banale. E’ ambientato alla fine degli anni 60, quando il mondo culturale e il fermento giovanile stanno cambiando in una rapida ascesa.

La chiave di lettura non è posta dietro angolazioni che si nascondono unendo questioni pubbliche o private. Non si intrecciano fatti della storia contemporanea alle loro vite. L’intera narrazione è legata solo da un fil rouge costante, che si mantiene attraverso un climax che tocca le sue punte più alte nelle lettere che i personaggi si scambiano tra loro; negli incontri di pura amicizia; nei racconti saffici  e nel forte erotismo della scrittura. E’, infine, una storia triste che segue in maniera lineare i movimenti di Norwegian Wood dei Beatles.

Non mi era mai successo che un libro potesse avere una sequenza ritmica simile a un brano musicale;  questo mi ha fatto sentire soddisfatta della scelta letteraria, senza neppure aver attinto a a particolari pensieri o critiche di altri o ascoltandone saggi soliloqui.

Mi sono fidata del mio istinto e con questo chiedo di fidarvi del mio.

Scrivendo mi sembrava di riuscire a tenere insieme la vita che altrimenti ti sarebbe scollata spargendo i pezzi da tutte le parti “.

La giacca verde della potentissima Angela

quotidiani, rumors

La sottovalutazione dell’intelligenza del lettore, passa anche attraverso l’inserimento di questi articoli insulsi, inutili e di complottismo da bassa lega.

Sembriamo come i bambini alle elementari che si lamentano a tutti i costi del pane e mortadella (o salamino) che la mamma, in mancanza di altro, ci ha dovuto preparare.
La Germania, con questa stessa giacca, si è vista aumentare il numero di emigranti italiani che si spostano per un lavoro migliore.
Approfondiamo suddetto discorso, al posto di stare a cianciare di colorini e provocazioni.

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