Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri - Testo critico di Domenico Spinosa - V. AR.CO – verdiartecontemporane - Photo Credit: Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri #arte #mostra #currentexhibition [#recensione]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, giovedì, mostre, politica, recensioni arte, turismo, viaggi

Imbarcata. Significato che implica un’azione, sostantivo femminile scelto per invitare alla mostra tenuta negli ambienti di V.AR.CO – Verdi Arte Contemporanea – di L’Aquila, che riapre i suoi spazi in grande stile per l’anno 2017, con una esposizione che concede spunti di riflessione raffinata, unita a gentile provocazione.

Simbolo di relazionalità, connessione al luogo, approdo e partenza, il titolo nasconde elementi che si fanno preziosi attraverso esperienza e scelta. L’allestimento è un cammino leggero di osservazione in cui gli artisti Enzo De Leonibus e Marco Neri offrono attracchi su argomenti di estrema attualità. L’ambiente è distribuito su due sezioni che si completano, collegate tra loro da una vela pensata come albero guida, centrale in una città dove la luce si fa ombra e combatte per resistere.

Il visitatore è a contatto con una ricerca dall’alto valore concettuale in una immersione che pone interrogativi sulla propria identità. Costringe a vivere in un solo gesto l’urgenza dell’immobilità, l’impotenza cosciente di una necessità che si coniuga al bisogno di fuga, dove l’impronta di Marco Neri è netta, visibile, ispirata, ragionata nelle sue linee filateliche.
Enzo De Leonibus sposa la dimensione onirica, attraverso una misura che assume toni esistenziali profondi, nell’invisibile crea uno schema mentale dove lascia libero arbitrio nel capire quale strada intraprendere tra le due poste in essere. Indica vie speculari: un bosco fatto equilibrio con fascio luminoso che assorbe chi guarda in un dialogo/antitesi con un faro indicatore d’utopia, rimando ai siexties, la cui ombra restituisce una condizione mitologica, antro degli Dei.

Il testo critico di Domenico Spinosa accompagna la mostra, esemplifica in modo dettagliato i cardini del lavoro. Li sviscera acclarando le intenzioni, gli omaggi, le condizioni cui fa fronte; verso la sua sua fine suscita un grande quesito nel momento in cui si sofferma sul concetto di ideale, inteso come obiettivo, nella citazione dedicata a Rainer Werner Fassbinder. La domanda che sovviene allora è un’altra ed è ispirata dagli studi effettuati sugli scritti dei filosofi Zygmunt Bauman e Ágnes Heller: può un qualcosa di indefinito, irraggiungibile, avere progettualità in un’epoca distopica come quella che ci sta attraversando?

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri - Testo critico di Domenico Spinosa - V. AR.CO – verdiartecontemporane - Photo Credit: Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography Imbarcata è tutto questo: punto fermo, stasi, appunto, promotore di conoscenza. Dubbio, ragionamento, comparazione, confronto, diversità tra pensiero e azione, oggetto e soggetto. È soffio di vento, indice analitico, elemento utile per assaporare ingredienti di un viaggio da riprendere, consolidare.

 

Imbarcata
di Enzo De Leonibus e Marco Neri
Testo critico di Domenico Spinosa

Fino al 23 aprile 2017
Per motivi tecnici la mostra sarà chiusa al pubblico dal 27 marzo al 9 aprile
Orari: dal mercoledì alla domenica 17.00 – 19.00

Ingresso gratuito

Photo Credit:
Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

 

 

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri - Testo critico di Domenico Spinosa - V. AR.CO – verdiartecontemporanea (manifesto)

V. AR.CO – verdiartecontemporanea - L'Aquila (official logo)

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Marie Filippovová (Brno) “Stoa”, inchiostro e guache, 220 x 120 cm, 2010–2013

Nord/Sud/Est/Ovest: Weimann/Bonanni/Filippovová/Ataíde,17 Gennaio, Interno 14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

“Nord/Sud/Est/Ovest:
Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”

a cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 17 gennaio 2017 ore 18.30

Interno 14, Roma

Il giorno 17 gennaio 2017 alle ore 18.30 Interno 14 presenta “Nord/Sud/Est/Ovest: Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”, a cura di Roberta Melasecca.

N/S/E/O è un lavoro work in progress di quattro artiste europee – Gisela Weimann_Berlino Germania, Angiola Bonanni_Roma Italia, Marie Filippovová _Brno Repubblica Ceca, Cristina Ataíde_Lisbona Portogallo – iniziato nel 2014 con una residenza alla Maison d’Art Contemporain ad Asilah, Marocco, proseguito nel 2015 nellaGalleria Noir sur Blanc a Marrakesh, Marocco.

Quattro artiste provenienti da luoghi diversi, con storie diverse e diverse visioni della vita e dell’arte, ma unite nell’unico desiderio di trovare e costruire un percorso di armonia e tolleranza in un’Europa multietica e culturalmente varia.

“Stabilire connessioni. Relazioni tra spazi e luoghi. Culture, comportamenti, visioni che appartengono a vite segnate da momenti e storie. N/S/E/O è un racconto interpretativo che fa luce su mondi e culture vissuti in quattro paesi europei: storie che si intrecciano e derivano da altrettante storie politiche e che condizionano i linguaggi espressivi e la capacità di guardare dentro e fuori i propri universi interiori.

N/S/E/O nasce dalla volontà di costruire ponti, e scorgere e immagazzinare ricchezze dalle diversità culturali e sociali. L’unità nasce non dall’unitarietà e dalla globalizzazione, intesa come uniformismo e uniformità: è un percorso complesso che prevede il riconoscimento delle varietà culturali, non più ostacoli, ma occasioni di crescita, che permettono ampliare orizzonti e sguardi.

NORD Gisela Weimann Berlino Germania. Una poliedrica formazione tra Berlino, Londra, San Francisco e Tepotzlàn_Messico la porta a sviluppare una ricerca multidisciplinare e ad utilizzare una grande varietà di media: pittura, incisione, fotografia, cinema, mail-art e installazioni, progetti multimediali, performance e arte pubblica. Cerca continuamente il confronto con artisti ed operatori culturali di diverse provenienze e le sue opere sono il frutto di un connubio tra immagini, poesia, testo, musica e danza.

SUD Angiola Bonanni Roma Italia. Anni di impegno sociale e politico in Spagna con la militanza clandestina nella lotta antifascista segnano profondamente la ricerca di Angiola. Attratta prima dall’espressionismo e dalla geometria, accoglie le nuove teorie femministe dell’arte, sperimentando materiali duttili ed effimeri come garze, tessili, carta. Il suo lavoro è una continua tensione tra “guardarsi dentro” e “guardare fuori”: affronta temi attuali come quello dell’immigrazione o la situazione delle donne in paesi in cui la libertà è minacciata.

EST Marie Filippovová Brno Repubblica Ceca. In un approccio profondamente pragmatico, Marie affronta e organizza ripetutamente diversi temi, da quelli sociali a quelli filosofici ed esistenziali. La sua ricerca si fissa sul “punto”, elemento geometrico senza dimensioni, simbolo del flusso del tempo, metafora del genere umano costituito da infiniti punti nello spazio.

OVEST Cristina Ataìde Lisbona Portogallo. Natura, parole e linguaggio sono elementi sempre presenti nella ricerca artistica di Cristina. “Guardare e pensare con attenzione” la portano ad incorporare la natura nelle sue più varie espressioni e a riflettere sui luoghi nei quali transita nei suoi viaggi e sulle storie che intercetta. Da qui l’attenzione al tema dei migranti e dei rifugiati, al tema dell’identità persa, dell’identità nuova o ritrovata.

N/S/E/O è dunque una esperienza. E’ come entrare un una scatola nera e buia, spostare con forza e aprire un varco e scoprire all’improvviso che non è più la ricerca della luce il fine ultimo ma le esperienze vissute durante il viaggio: passaggi stretti ed angusti, luoghi ampi e infiniti, voci, profumo di fiori.” (Roberta Melasecca)

Il prossimo appuntamento di N/S/E/O, dopo Interno 14, sarà dal 2 al 23 giugno 2017npresso Espacio Bop, Madrid Spagna.

INFO

Interno 14: “Nord/Sud/Est/Ovest: Gisela Weimann/Angiola Bonanni/Marie Filippovová/Cristina Ataíde”
A cura di Roberta Melasecca

Inaugurazione 17 gennaio 2017 ore 18.30

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dal 18 al 28 gennaio 2017:
da mercoledì a sabato 18.30 / 20.30;
altri giorni su appuntamento: 3494945612

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

Copertina (invito) design by Susanne Kunjappu-Jellinek

Interno 14 - AIAC (loghi)

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini.

Si ringrazia Casale del Giglio per la degustazione dei vini.

 

*Comunicato stampa

 

OPIEMME - "Vortex: per aspera ad astra", 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea - @Roma

OPIEMME – “Vortex: per aspera ad astra”, 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea – @Roma #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, poesia, turismo, viaggi

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione:
18 novembre 2016 ore 18.30

@ Rosso20sette arte contemporanea,
 Roma

 

Il giorno 18 novembre 2016 alle ore 18.30 Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale “Vortex: per aspera ad astra” dell’artista Opiemme, accompagnata da un testo critico di Alessandra Caldarelli.

Opiemme, artista torinese attivo sotto pseudonimo dal 1998, è stato definito “poeta della street art” e si è distinto negli anni per aver coniugato la poesia con l’arte pubblica, portando all’attenzione di un pubblico vasto testi di celebri autori. I suoi lavori su tela, su carta e su muro hanno avuto riscontri in Italia e all’estero: sono costituiti da immagini, lettere e calligrammi che rimandano alla poesia visiva e alla poesia concreta e sono intrisi di richiami estetici al futurismo. La sua poetica, apartitica e lirica, dimostra risvolti politici, sociali e ambientali.

Negli spazi di Rosso20sette arte contemporanea Opiemme presenta un ulteriore capitolo di Vortex, progetto iniziato nel 2014 ed ancora in divenire, che trae ispirazione dalle teorie astronomiche che Giuseppe Sermonti illustra nel testo “L’alfabeto scende dalle stelle. Sull’origine della scrittura” e che l’artista interpreta sia nei lavori di street art e arte pubblica, sia in opere realizzate su tela, su tavola o su carte d’epoca, carte nautiche e carte geografiche.

Vortex è una profonda riflessione sull’esistenza umana, tra miti e fantasie sulle costellazioni e dati di scoperte scientifiche. “(…) Opiemme prende il cielo e la sua attrazione verso il mondo astronomico per trasformarli nel centro della sua ultima ricerca (…) che ruota attorno al rapporto tra lettera e insieme di lettere a composizione di poesie e scritti di grandi nomi della Storia della Letteratura. Cumuli di lettere che si attorcigliano, che non perdono significato intrinseco pur rendendosi meno raggiungibili nella loro leggibilità formale. Le parole si sovrappongono, trasformandosi in un buco nero, in cascate di piccoli elementi come coriandoli di macerie che volano dopo un’esplosione. Tracce inscritte nello spazio come i punti luminosi della Via Lattea, organizzati tra loro in una complessa geometria invisibile.

(…) Andando oltre il puro contatto visivo con l’occhio dello spettatore, Opiemme riesce a superare la semplice resa estetica, rimettendo la parola al centro della visione. Una parola sempre fortemente legata ad aspetti sociali e condivisibili, che trova posto anche su di vecchie mappe, carte geografiche dimenticate o ritagli di giornale ormai ingialliti che rimandano alla rappresentazione di un mondo che non è più lo stesso. Ancora una volta torna l’archetipo della traccia che costruisce un messaggio: i punti scritti su una carta creata per guidare i viandanti e i naviganti, una carta di giornale che ricostruisce una sezione temporale strappata dal passato, stratificazioni di storia, di informazioni, di bussole che sono già esse stesse portatrici di un testo che vengono sovrascritte con l’intervento dell’artista.

(…) I vortici neri, gocce di inchiostro sulle strade scritte da qualcuno prima di lui, diventano stratificazioni di un nuovo senso del vagare umano, in cui si tracciano nuove linee d’ombra.” (Alessandra Caldarelli)


 

Opiemme è un artista torinese attivo dal 1998. Tra il 2003 e il 2008, partecipa a una serie di festival letterari (’Parma Poesia Festival’, ‘Poesia Festival’ Modena, ‘Scritture Metropolitane’ Modena, ‘Scrittori in città’ Cuneo, ‘BCT Off’ Terni, ‘Musicultura’ a Macerata, ‘Villa Celimontana’ Jazz Festival) con performance e installazioni effimere in grado di coinvolgere il pubblico. Dal 2005 i suoi ‘Rotolini di Poesia’ – brevi liriche su piccoli fogli arrotolati e appesi in grappoli per chiunque desideri fruirne – sono stati presenti in occasione di numerosi eventi (tra cui a Torino le ‘Letture Ri-costituenti’ e la ‘Notte Bianca’ a Roma nel 2007) e prodotti in oltre 200.000 esemplari. Nel 2013 con il progetto ‘Un viaggio di pittura e poesia’ Opiemme attraversa l‘Italia da nord a sud e dipinge numerosi murales (Torino, Bologna, Rieti, Pizzo Calabro, Faggiano, Ariano Irpino, Menfi, Genova, Tirano e infine Roma) che creano un simbolico percorso di poesia di strada. Nell’ambito del suo progetto multiforme ‘Vortex’ realizza nel 2014 per il Monumental Art Festival un tributo alla poetessa polacca Wislawa Szymborska: un murale alto 10 piani a Gdansk che viene riconosciuto dalla Fondazione Szymborska. Nel corso dei suoi numerosi viaggi ‘Vortex’ approda anche sui muri della Thailandia e, nel 2014, sul muro dell’autostazione di Bologna. Nel 2015 partecipa all’azione di ‘Brandalism’ a Parigi, durante la ‘COP21’, e realizza una performance per ‘Ambria Jazz’ con il trombonista Gianluca Petrella. Ha esposto in spazi pubblici e gallerie private in Italia e nel mondo; un suo murales è conservato all’interno della Fondazione Pistoletto; è stato selezionato dalla collezione Benetton nell’ambito del progetto Imago Mundi; ha partecipato a fiere d’arte nazionali e internazionali, e in alcuni dei principali festival di urban art.


INFO

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione 18 novembre 2016 ore 18.30

Rosso20sette arte contemporanea
Via dell’Orso 27 – 00186 Roma

Fino al 24 dicembre 2016
Orari: dal martedì al sabato 11.00 – 19.30 / domenica 11.00 – 14.00 / lunedì chiuso


rosso20sette_roma_logo

Rosso20sette artecontemporanea

Via dell’Orso 27 00186 ROMA
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*Comunicato stampa

Essenziale. Certe volte sogno/Il gioco delle forme, 15 novembre, Espacio B – Madrid #savethedate #art #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Essenziale. Certe volte sogno
Il gioco delle forme

Arianna Bonamore – Primarosa Cesarini Sforza
Lea Contestabile – Pamela Ferri

a cura di Roberta Melasecca

Opening:

15 novembre 2016 ore 18.30

@Espacio B – Madrid,
Spagna

 

Il giorno 15 novembre 2016 alle ore 18.30, presso Espacio B a Madrid, prende il via il primo appuntamento di “Essenziale. Certe volte sogno”, un progetto a cura di Roberta Melasecca.

“Essenziale. Certe volte sogno” è l’incontro con il mondo del pensiero, attraverso gli occhi di vari protagonisti della cultura e dell’arte.

Indaga quel luogo di confine dove lo spazio mentale, interiore, delle idee entra in relazione con l’esterno e con l’altro: l’esatto momento in cui l’idea “diventa”, prende corpo, risulta visibile e si confronta con la realtà fisica, con il quotidiano e con le nuove frontiere tecnologiche.

Esplora i processi della creazione, nelle sue molteplicità di livelli, prospettive, stratificazioni, complessità; come tali processi traslano dagli universi interiori a quelli esteriori e come, in un procedimento inverso, vengono percepiti e vissuti.

Essenziale è il segno, la parola, la scrittura, il gesto. Essenziale è quello che ci porta a trascendere dalla visione di noi stessi e dal contesto in cui viviamo. Essenziale ma anche indispensabile o inevitabile. Necessario. L’anima vaga e si immerge in mondi quanto mai reali dove vigono le leggi degli opposti e dei contrasti. Dove la bellezza è nell’imperfezione. Dove i desideri rimangono inespressi. Dove il pensiero è complesso. Ogni cosa si rivela nella sua indeterminatezza e rimane tale. I particolari emergono dall’indefinito. Essenziale è la rappresentazione di una dimensione sospesa che contiene l’estratto più puro di “una essenza amorosa” (cit.Paolo Aita). Essenziale è un viaggio nella mente e nel pensiero. Pensiero libero che si protende ed entra in intima relazione con l’altro da sè. E nell’incontro si trasforma inevitabilmente. Essenziale. E certe volte sogno.” (Roberta Melasecca)

Essenziale. Certe volte sogno” vuole coinvolgere artisti, critici, letterati, scrittori, operatori nei settori della cultura, della scienza, dell’arte. Si sposta, parte e raggiunge luoghi diversi; è sempre alla ricerca ed è assetato di sapere; cerca il dialogo e il confronto. Incontra, si scontra, vuole comprendere; assume sempre nuove e diverse forme. Cambia continuamente per ritrovare e riconoscere se stesso. Sperimenta nuove tecnologie nel settore della scienza e dell’arte.

Dopo la presentazione a Madrid, il progetto si sposta a Roma per un secondo appuntamento previsto per il mese di marzo 2017 presso Interno 14 a Roma.

Ad Espacio B “Essenziale. Certe volte sogno” inaugura con un confronto ed un dialogo tra le opere di Arianna Bonamore e Pamela Ferri da una parte, e Lea Contestabile e Primarosa Cesarini Sforza dall’altra. Rappresentazione di due mondi, profondi e complessi, che si manifestano attraverso lo sviluppo di una matrice che varca il tempo e lo spazio nel lavoro di Pamela Ferri e Arianna Bonamore, pur con caratteri diversi; e attraverso elementi animati da ricerche oniriche, ludiche, intrise di una propria armonia e identità interiore nel lavoro di Lea Contestabile e Primarosa Cesarini Sforza.

Il lavoro di Arianna Bonamore prende vita da una matrice casuale che l’artista delinea geometricamente svelandone immagini nascoste. Un foglio accartocciato, frutto di un istintivo gesto di costrizione, traccia le linee di una visione dalla quale emerge inevitabilmente l’inconscio e da esso forme, simboli, archetipi. E l’occhio si perde nello sviluppo di questa matrice, fissato lo sguardo in un cielo di primavera o nelle macchie di una parete. Arianna Bonamore utilizza una tecnica quasi maniacale vicina all’incisione ed uno strumento, il pennarello permanente, che non lascia adito a ripensamenti. Ogni immagine è così immediatamente fissata nel tempo e nello spazio prima che un’altra possa prendere il sopravvento e stagliarsi davanti all’artista e all’osservatore.

Pamela Ferri presenta il progetto installativo MetaMaterMagic. La MetaMaterMagic di una Matrice è il gioco dell’infinito nel creare immagini, figure, corpi più o meno strutturati, geometrici o curvilinei. Dal Micro al Macro il cambio di piano o dimensione non ha importanza. LA forza è nel suo codice primario: un ritmo che definisce il Tempo creando Spazio e non il contrario. Il Tempo è pieno di Forma e lo spazio lo plasma secondo l’esigenza della MetaMaterMagic. In essa la Matrice base parte da una M- Emme: quattro lettere, come quattro sono le direzioni nel piano o gli elementi base della natura (Fuoco, Acqua, Aria e Terra); M, dove (semi)rotando la sua Metà si ottiene un Rombo, prima sagoma della MetaMaterMagic. Da qui il significato di copia lascia il posto alla ripetitività frattale del Rombo formatosi partendo dalla M che, pur essendo delimitato in uno spazio finito, possiede una lunghezza infinita e, nonostante la sua apparente semplicità, genera una figura complessa, la cui frontiera – cioè il suo perimetro – è disseminata da un’infinità di minuscoli insiemi somiglianti ma non uguali a quello di partenza.

Lea Contestabile è una sorta di Pollicino in viaggio alla ricerca della propria casa, del proprio paese, della propria identità. Non sassolini di pane ma odori, sapori, giochi, animali, silenzi, modalità di lavoro femminile riportati alla luce attraverso foto, ricordi, piccoli oggetti mai dimenticati che rannodano distanze, fratture, differenze. L’artista si mette in gioco esponendo il proprio vissuto, sperimentando attraverso l’arte la possibilità di trasformare il dolore, la paura della malattia, della violenza nella capacità di ricucire e tradurre in positivo non solo fisicamente le ferite subite. La fragilità emotiva delle opere e la solidale complicità con il mondo femminile trova una corrispondenza nella scelta dei materiali utilizzati e nelle tecniche di realizzazione: fili, cuciti, plastiche trasparenti, teli tessuti da donne del paese, garze, cerotti.

Il lavoro di Primarosa Cesarini Sforza, sempre alla ricerca di un più libero e vasto orizzonte espressivo, si basa sull’uso di formati e materiali diversi: la tela, la carta, il colore, il disegno, la tecnica del collage. A questi si uniscono bacche e fiori, non come morti esemplari da erbario, bensì come organismi animati da un gesto poetico che allude all’ininterrotto ciclo naturale e che, mentre scopre il legame sottile tra cose svariate e diverse, crea un’atmosfera al tempo stesso ludica e onirica. Le sue opere rappresentano il tentativo di portare armonia là dove regna il caos.

Essenziale. Certe volte sogno” è un progetto ideato e promosso da Roberta Melasecca_Melasecca Arte, con la collaborazione di Ignorarte, di Superficial_culture based creative studio, di Interno 14, con la mediapartnership di Ignorarte e, in questo appuntamento a Madrid, con la collaborazione di Espacio B.

 

Cover: Courteously for Melasecca Arte Serie “Appunti di viaggio” by Marcello Maltese

Cover: Courteously for Melasecca Arte Serie “Appunti di viaggio” by Marcello Maltese

 

INFO

Essenziale. Certe volte sogno / Il gioco delle forme
Arianna Bonamore – Primarosa Cesarini Sforza – Lea Contestabile – Pamela Ferri
A cura di : Roberta Melasecca

Promosso da: Roberta Melasecca_Melasecca Arte
Direzione Artistica:Roberta Melasecca
In collaborazione con: Ignorarte, Superficial, Interno 14, Espacio B
Media Partner: Ignorarte www.ignorarte.com

essenzialecertevoltesogno.wordpress.com

Inaugurazione: 15 novembre 2016 ore 18.30
Espacio B
Buenavista, 39 – 28012 Madrid – Spagna
espacio-b.blogspot.it
Dal 15 al 22 novembre 2016

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Prossimo appuntamento
Essenziale. Certe volte sogno
Marzo 2017 – Interno 14 – Via Carlo Alberto 63 – 00185 Roma – Italy
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CONTATTI

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Ignorarte
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NOVUS. Eduardo Fiorito, Paolo Torella, 5 novembre 2016, Case Romane del Celio- Roma #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

“NOVUS”
Eduardo Fiorito / Paolo Torella
a cura di Lorenzo Canova

Inaugurazione:

5 novembre 2016 ore 18.30
@Case Romane del Celio,
Roma

 

Il giorno 5 novembre 2016 alle ore 18.30 si inaugura presso le Case Romane del Celio la mostra “NOVUS”, una doppia personale di Eduardo Fiorito e Paolo Torella, a cura di Lorenzo Canova, in collaborazione con Spazio Libero soc. coop. soc e con BqB Art Gallery, sotto l’alta sorveglianza del MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e con il patrocinio del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto. 

Il progetto, realizzato appositamente, site specific, per le Case Romane del Celio, è stato pensato come una discesa nel profondo, nei sotterranei della Roma antica per dare forma a una meditazione allo stesso tempo concreta e spirituale sull’incontro tra il tempo immobile della città sotterranea ricoperta dai millenni, il tempo dilatato dell’arte e il tempo rapido e accelerato del nostro mondo globale e digitale. I due artisti compiono dunque un viaggio sotterraneo per riscoprire le origini di un mondo simbolico, una discesa per riconoscere radici segrete, un cammino composto da linguaggi del presente per ritrovare i fondamenti di una storia che va dall’arte greco-romana a oggi: Eduardo Fiorito e Paolo Torella hanno unito così il loro stile e la loro visione per dare vita a un progetto complesso e rigoroso all’interno degli spazi millenari delle Case Romane del Celio, un dialogo condiviso tra le misteriose suggestioni delle architetture e delle pitture antiche e gli strumenti attuali della loro opera.

I due artisti si servono, infatti – con consapevolezza e qualità – di media e forme espressive del tutto contemporanei per creare una riflessione densa sul tempo, sull’origine, sulla sacralità nascosta nel mondo e nella nostra veloce dimensione quotidiana. Gli strumenti della fotografia, della rielaborazione digitale delle immagini, della luce artificiale, dell’installazione e della performance vengono però rielaborati da Fiorito e Torella in una chiave differente che vuole ritrovare alcuni elementi simbolici dell’arte antica legandoli a un filo nascosto che ha segnato molte esperienze delle avanguardie storiche.

Il cerchio, il quadrato, la forma ovale, la stessa materia bruta delle cose entrano in questo vortice enigmatico che paradossalmente si proietta verso la concezione progressiva dell’avanguardia, riscoprendo al contempo un mondo iniziatico e una visione spirituale, un universo metaforico dietro ai quali si nascondeva una visione che poteva passare da uno sguardo mistico proiettato verso una dimensione ultraterrena a una discesa nelle tenebre dell’inconscio alla ricerca delle sue forme simboliche che compongono un intero universo di immagini.

I due artisti hanno scelto dunque le sale e i corridoi romani come punto di intersezione tra passato, presente e futuro, in un luogo sincronico dove il tempo stesso sembra quasi annullarsi per un attimo nell’intreccio tra le cubature delle sale, le loro decorazioni e le opere contemporanee che entrano nel loro dominio, trasformando le regole secolari di quel territorio per comporre un nuovo codice percettivo e ritrovare una sacralità oggi apparentemente perduta nel nostro mondo secolarizzato, dormiente nei sotterranei della nostra coscienza come le antiche case nascoste nel sottosuolo.



Eduardo Fiorito
è nato a Napoli nel 1977. Durante il suo percorso professionale, si è dedicato a teatro e multimedia, video-arte e fotografia, lavorando in Italia, Brasile, Egitto, Repubblica di Malta e Croazia, esponendo presso istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte, università e musei. Le sue fotografie sono state pubblicate da La Repubblica, Il Messaggero, Il Tempo, Il Corriere della Sera. Lepisma Edizioni ha pubblicato, nel 2014, “Magia” – monografia sul suo lavoro. Rai Arte, nel Giugno 2015, ha dedicato L’Arcadia dietro la nebbia alla sua produzione fotografica. Lead ph per TiVà – Integration Fashion Project per Abilissimi (catalogo stampato e pubblicato nel gennaio 2016 e pubblicazione per Repubblica e Corriere della Sera). IED – European Istitute of Design lo ha invitato nel 2014 per la lecture sul suo lavoro. Nell’aprile 2016 ha esposto presso la National Resarch University – Higher School of Economics and Faculty of Comunications, Media and Design a Mosca (Russia) con la personale “Aenigma”. E’ stato visiting professor presso la stessa università.


Paolo Torella
nasce a Roma nel 1961, orafo, scultore e fotografo ritrattista, da circa quindici anni vive sul lago di Bolsena, terra un tempo popolata dalle civiltà etrusche e villanoviane, luoghi da cui trae ispirazione per le sue opere scultoree ed installazioni. Immaginando la possibilità che la contemporaneità nell’arte, oggi, (come un cerchio che si chiude) sia in qualche modo il ritorno ad un contatto più stretto ed animista con il mondo naturale, abbina in una sorta di gioco alchemico materia, luce e forma, vecchie tavole di legno e modernissimi led, ferro ossidato e lucido argento, nella ricerca utopica di una formula, ricetta o scala armonica, che possa in qualche modo, tramite l’opera, porre lo spettatore in risonanza con l’essenzialità della “madre terra”. Collabora con musei ed enti istituzionali prediligendo, per la presentazione delle proprie opere, siti antichi o luoghi archeologici.


invito-21

“NOVUS”
Eduardo Fiorito / Paolo Torella
a cura di Lorenzo Canova

Inaugurazione 5 novembre 2016 ore 18.30
Case Romane del Celio

Clivio di Scauro, adiacente Piazza SS. Giovanni e Paolo | Roma
Ingresso libero

Dal 6 novembre al 9 dicembre 2016
Apertura al pubblico: 10-13 / 15-18 | Chiuso martedì e mercoledì
Biglietti: intero: € 8.00 – ridotto € 6.00

Case Romane del Celio
info@caseromane.it   info@spazioliberocoop.it
+ 39 06 70454544
www.spazioliberocoop.it

Info: +39 331 9320447   info@paolotorella.com  eduardofioritostudio@gmail.com

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*Comunicato stampa

Valentina Colella, "Esodi" , 2016, 36 tele 30 cm x 30 cm - http://www.valentinacolella.com/

“…e dopo accadde il bianco!”di Valentina Colella, 17 settembre, Museo Laboratorio (PE) #opening #savethedate [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, mostre

“…e dopo accadde il bianco!”
di Valentina Colella

a cura di Vittoria Biasi

Opening:
17 settembre 2016 ore 18

@ Museo Laboratorio
(Ex Manifattura Tabacchi)
Città Sant’Angelo

 

Il giorno 17 settembre 2016 alle ore 18.00 inaugura, presso il Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo (PE), l’esposizione “… e dopo accadde il bianco!” della giovane artista abruzzese Valentina Colella, a cura di Vittoria Biasi.

La mostra sarà ospitata successivamente presso l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia dal 7 ottobre al 7 novembre 2016 e terminerà nel mese di dicembre presso il Museo dell’Emigrante Pascal D’Angelo – Introdacqua – AQ.

Il progetto ha il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Colonia, della Provincia de L’Aquila, del Comune di Introdacqua (AQ) e del Comune di Città Sant’Angelo (PE).

Il mondo della natura nella poetica di Valentina Colella è una dichiarazione di percorso che rimanda a fantasmi, ad eroi, che, sottratti ad ogni proiezione temporale, realizzano la loro libertà nello spazio mentale, emulo di quello aereo. L’artista inizia la sua storia fotografando reti per gabbie, per finestre, come momento di riflessione sull’idea di opposizione che accompagna la vita dell’uomo e sembra “inscritto nella costituzione del mondo”. In “… e dopo accadde il bianco!” Valentina Colella intraprende un percorso focalizzato sulla poiana, un volatile presente in Abruzzo, diffuso in alcune zone dell’Europa. e dell’Asia: ne studia il comportamento, isolando alcune realtà che analizza quasi con il desiderio di possederne la regola. I fogli sovrapposti, intagliati nella progressiva riduzione della silhouette, costruiscono la profondità scultorea del volo. Ogni pagina sembra il tracciato di un’isobara del volo, del suono, dell’imprendibilità dell’essere.

Il direttore dell’Istituto di Cultura di Colonia Lucio Izzo evidenzia nell’opera di Valentina Colella ‘’un dialogo all‘insegna della contemporaneità e di una concezione di impegno anche sociale dell’arte, che non esclude però le emozioni e la percezione individuale del mistero insito nei luoghi, né la loro intrinseca poesia. In tal senso l’artista dà voce all’Italia di oggi, con il suo radicamento nei territori e nelle origini e al tempo stesso tutta proiettata verso il futuro: è lo spirito che da secoli contraddistingue la nostra cultura e che, nella consapevolezza dell’appartenenza europea, caratterizza la nostra identità odierna e il nostro contributo alla cultura globale”.

“Il titolo della mostra’’, scrive la curatrice Vittoria Biasi, ‘’deriva dalla poetica delle opere che hanno la finalità di raggiungere un oltre, di superare un limite del visibile. Le silhouette, intagliate o dipinte con il procedimento d’iterata ritualità, sviluppano il procedimento in orizzontalità e in profondità per un incontro immaginario invisibile, bianco tra uomo, volatile e spazio. Questo nasce dall’esperienza del reale, da un principio di ricerca, di amore, di fierezza di sé”.

 

Valentina Colella (1984, Sulmona) è una giovane artista italiana. Il suo lavoro si concentra sul rapporto tra realtà, il corpo e il mondo digitale, utilizzando le immagini dal web, foto, video e installazioni. Tra le principali mostre: 2016 / 2017 – ARP Art Residency Project, Cape Town, Sud Africa; 2016 – Dissolvenze, a cura di Annalisa Filonzi, USB Gallery, Jesi; 2015 – Gestures-Body Art Stories-Marina Abramović & The Others, a cura di Valerio Dehò, Kaohsiung Museum of Fine Arts, Taiwan; 2015 – Artefatto10 Reset, Palazzo Gopcevich,Civico Museo Teatrale “C. Schmidl”, Trieste; 2014 – Attese Impossibili, a cura di Vittoria Biasi, Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Roma; 2014 – BienaALfinDelMundo, Mar Del Plata, Argentina; 2013 – WhiteOut,Hundred Years Gallery, by Jill Rock, Londra; 2013 – The Gabala International Art Exhibition, Gabala, Azerbaijan; 2012 – Une lumière dans mon livre, a cura di Vittoria Biasi, Vera Amsellem Gallery, Parigi; 2012 – Artemisia En Rose, Palazzo dei Medici, Firenze; 2011 – Invasione/ non invasione, a cura di Vittoria Biasi, Galleria AOCF58, Roma.

 

INFO

… e dopo accadde il bianco!
di Valentina Colella
a cura di Vittoria Biasi

Inaugurazione: sabato 17 settembre 2016 ore 18.00

Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi
Vico Lupinato 1, 65013 Città sant’Angelo –  PE

Dal 17 settembre al 25 settembre 2016
Orario di apertura:
lunedì – domenica ore 18-22

Con il Patrocinio di: Istituto Italiano di Cultura di Colonia, Provincia de L’Aquila, Comune di Introdacqua (AQ), Comune di Città Sant’Angelo (PE).

Con la collaborazione di: Futura Introdacqua- Associazione Culturale, Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo, Museo dell’Emigrante Pascal D’Angelo – Introdacqua.

Main Sponsor: Fondazione Cassa di Risparmio  della Provincia de L’Aquila
Sponsor: BPER: Banca
Grafica: MAW_Man Art Work Laboratorio d’arte

 

Sponsor e loghi

 

Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi
info@museolaboratorio.org
+39 085 960555
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*Comunicato stampa

Death and Romance in the XXI Century A cura di: Maurizio Coccia http://www.palazzolucarini.it/

FRANKO B – Death and Romance in the XXI Century, Palazzo Lucarini Contemporary | Trevi (PG) #savethedate #opening [MOSTRE]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, turismo, viaggi

FRANKO B
Death and Romance in the XXI Century

a cura di Maurizio Coccia

@ Palazzo Lucarini Contemporary,
Trevi (PG)

Dal 3 settembre al 27 novembre 2016


Dal 3 settembre 2016
, Palazzo Lucarini Contemporary ospiterà Death and Romance in the XXI Century, un articolato progetto di Franko B, il noto artista italiano d’origine ma da anni residente a Londra, diviso in tre sezioni.

Laboratorio / Workshop Death and Romance. A Journey Through the Personal, the Political and the Poetic. A Workshop with Franko B Artista tutor: Franko B A cura di: Maurizio Coccia -http://www.palazzolucarini.it/Dal 29 agosto al 3 settembre 2016 si svolgerà “Death and Romance. A Journey Through the Personal, the Political and the Poetic. A Workshop with Franko B”, un laboratorio internazionale sulla performance che punta a mettere in contatto la radicale esperienza performativa di Franko B con l’habitat trevano. Punto d’incontro inedito per sviluppare temi e tecniche personali, il contesto rurale e la sua apparenza bucolica, saranno il reagente per un percorso formativo di estremo rigore e solidità metodologica. A fine corso i partecipanti presenteranno pubblicamente i risultati del tirocinio nel Chiostro della Pinacoteca di Trevi il 3 settembre 2016 alle ore 18.00. I partecipanti al workshop sono: Öykü Aras, Sophie Barnett, Petr Davydchenko, Francesca Fiordelmonte, Astrid Gnosis, Matthew Harrison-Lor, Sarah Hiulius, Håkan Stergos Machlis, Silvia Mantellini Faieta, Christina Novakov-Ritchey, Dew Kim, Claudia Palazzo, Colette Patterson, Aarin Purple, Gianluca Quaglia, Emanuela Zedda

Franko B Death and Romance in the XXI Century A cura di: Maurizio Coccia - http://www.palazzolucarini.it/Il 24 settembre 2016 alle ore 19.00 a Palazzo Lucarini sarà inaugurata Death and Romance in the XXI Century, la prima mostra personale di Franko B in uno spazio istituzionale italiano dal 2010. Sarà esposta la sua
produzione più recente e appositamente realizzata per l’occasione: grandi sculture metalliche e statuaria (apparentemente) classica; teli ricamati e neon. Vi troveranno spazio tutti i temi cari all’artista: l’amore, il rispetto per la diversità, l’onestà, il disprezzo per le convezioni borghesi, l’insofferenza per l’ipocrisia del clero e della classe politica, antagonismo e pragmatismo, passione e lucidità. Insomma, tutte le contraddizioni dell’arte e del genere umano. La sintesi compatta e potente di un percorso pluridecennale e coerente.

Mostra Collettiva Forms & Object - A cura di: Franko B - http://www.palazzolucarini.it/All’interno della mostra, poi, Franko B svilupperà un progetto collaterale, Forms and Object: una mostra collettiva, da lui personalmente curata, dedicata ad alcuni artisti di varia provenienza. Eterogenea nei linguaggi e nelle scelte formali, la mostra è più lo specchio del gradimento estetico dell’artista che un progetto curatoriale “a tema”. Un modo insolito di vedere come l’immaginario creativo di un artista – le sue ossessioni, il suo repertorio formale – possa essere diverso dal suo “gusto”. Gli artisti invitati sono: Andrea Abbatangelo, James Bullimore, Marco Cingolani, Sebastiano Dammone Sessa, Giuseppe Lana, Andrea Marcaccio, Marco Paganini, Thomas Qualmann, Annalisa Riva.

 

Franko B è nato a Milano e si è trasferito a Londra nel 1979. Ha studiato belle arti al Camberwell College of Arts nel 1986-87, al Chelsea College of Art nel 1987-90 e alla Byam Shaw School of Art nel 1990-91. Nel 1990 ha incominciato a lavorare in campo artistico utilizzando il video, la fotografia, le performance, la pittura e la scultura mescolando vari media. Ha realizzato delle performance al Tate Modern, all’ICA, alla South London Gallery, a Beaconsfield, a Città del Messico, Milano, Amsterdam, Copenhagen, Madrid e Vienna. Le più recenti performance sono state eseguite dall’artista al London’s Great Eastern Hotel e al Tate Liverpool. Il suo lavoro è presente in molte collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Permanent Collection, il V&A Museum, la collezione permanente della città di Milano. Ha tenuto lecture alla St Martins School of Art, DasArt, New York University and the Courtauld Institute of Art, e al Royal College of Art a Londra. E’ stato oggetto di due monografie: Franko B (Black Dog Publishing 1998) e Oh Lover Boy (2001). E’ professore di scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata dal 2009.

 

Informazioni:

Franko B
Death and Romance in the XXI Century

A cura di: Maurizio Coccia
Coordinamento editoriale: Mara Predicatori
Segreteria e logistica: Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” Trevi (PG)

Inaugurazione: 24 settembre 2016 ore 19:00
Fino al 27 novembre 2016

Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30.
Ingresso gratuito.

Palazzo Lucarini (logo) - http://www.palazzolucarini.it/

Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”
Via Beato Placido Riccardi, 11 – Trevi (PG)

 http://www.palazzolucarini.it/

Ente patrocinatore: Comune di Trevi
Con il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
Sponsor tecnico: Azienda Agricola Cantina Ninni – Spoleto

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