La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista #atri #museocapitolare #mostre [#recensioni]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, eventi, filosofia, giovedì, lavoro, letteratura, libri, mostre, recensioni arte, religione, società, spiritualità, Studiare, turismo, viaggi, videoarte, vita

È stata inaugurata più di un mese fa e terminerà il 1 dicembre 2019 la mostra intitolata: La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista a cura di Astrid Narguet, Lucilla Stefoni, Filippo Lanci. Si tratta di una raccolta di arazzi cuciti dalle donne cinesi ai tempi della Rivoluzione Culturale (1976 – 1976), frutto di un pensiero organico che racconta l’estetica, l’ortodossia e la politica di quell’immaginario posto in dialogo con la collezione di arte sacra del Museo Capitolare di Atri, in provincia di Teramo, in Abruzzo.

Lo spazio si è trasformato in una fabbrica sul pensiero che indaga le immagini contemporanee. L’osservazione permette di individuare i processi che hanno accompagnato la costruzione del sacro attorno alla figura del personaggio politico di Mao Tse-Tung. Lo scopo è comparare e scovare – se esistono – codici linguistici che accomunano l’iconografia religiosa occidentale a quella del sistema di celebrazione e ritualità comunista.

La sera del vernissage sono stati evidenziati alcuni processi che distinsero le realtà storiche e ideologiche russe o cubane, di come l’apertura maoista abbia dato possibilità per una maggiore emancipazione alle donne, ma anche come la costruzione della raffigurazione di Mao sia stata segmentata tra vita, relazione con il popolo e le masse in generale.

Interessante è stato sapere come la comunità locale atriana abbia risposto alla mostra e alla chiamata del museo attraverso la partecipazione nella fase della preparazione.

A parer mio, i curatori non impongono una ideologia o la scelta di adesione a uno dei due contesti interrogati; l’allestimento e il modo di fruizione del percorso sollevano occasioni di riflessione; ricercano e connettono ciò che è stato nel passato, ciò che è nel presente, qualcosa di forte comune ai culti nella costruzione delle immagini. Il percorso è libero e strutturato su più piani del museo. Sono stati coinvolti anche due artisti contemporanei: Yao Lu e Wang GuoFeng.

La mostra è visitabile fino al 1 dicembre ai seguenti orari:
dal venerdì alla domenica, 10.00-12.00/15.30-17.30

MUSEO CAPITOLARE DI ATRI
via dei Musei, 15, Atri (TE)
085 8798140
museocapitolare@teramoatri.it.
FB: Museo Capitolare di Atri

 

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Porto di Ancona -Vista della mostra Henri-Cartier Bresson Fotografo, Ancona Ph. Amalia Temperini

Henri Cartier-Bresson #Fotografo #mostra #fumetto [#recensione]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, cinema, comunicazione, costume, cultura, eventi, filosofia, fotografia, fumetti, giovedì, leggere, letteratura, libri, mostre, recensioni arte, società, turismo, viaggi

Lo scorso 13 maggio sono stata ad Ancona, nelle Marche, per la mostra Henri Cartier – Bresson Fotografo che ha luogo alla Mole Vanvitelliana fino al 17 giugno.

La scintilla è scoccata alla fine, quando ho trovato Cartier -Bresson, Germania, 1945 di Jean-David Morvan e Sylvain Savoia (Contrasto, 2017). Si tratta di un fumetto che ha aiutato a valutare meglio l’intera esperienza di visita. Un libro che racconta le vicende del fotografo, le sue fughe e i colpi di genio che lo hanno portato a vivere nei campi di concentramento durante alcune fasi della Seconda Guerra Mondiale. Un testo che mette in luce il suo rapporto con la Leica, la famosa macchina fotografica seppellita e ritrovata come un qualcosa che rafforza un destino grazie alla custodia della terra nuda.

 

La mostra raccoglie 140 scatti organizzati in momenti che inquadrano stile e linguaggio di Henri Cartier-Bresson, artista conosciuto per la sua capacità di catturare il momento in un istante decisivo.

Il percorso è organizzato in circa 9 aree che testimoniano il mondo in determinati segmenti storici composti come sequenze che oscillano tra flashback e flashforward.

L’attenzione si sofferma su pochi elementi che incontrano spesso l’ironia e la velocità captati da un adulto capace di posare i suoi occhi su bambini in armonia con loro stessi nelle condizioni più dure.

L’allestimento permette di assaporare la tragedia nella maniera più pura per liberarsi da un peso di una immagine che in un secondo calpesta e dall’altro suscita profonda emozione (Dessau, Germania, maggio – giugno, 1945 / Mur de Berlin, Allemagne, 1962).

 

La cosa più potente – quella che rimane fissa nella mente – è l’occhio fermo di Cartier-Bresson che stabilisce il suo punto di vista nel nostro riflesso di osservazione. Questo accade quando si entra in relazione con Prostitute. Calle Cuauhtemoctzin, Città del Messico, Messico 1934 e con Place de l’Europe, Stazione Saint Lazare, Parigi, Francia 1932.

L’artista anticipa senza offrire, guida su linee in assetto geometrico perfetto, sottopone a degli interrogaritivi su come sia riuscito a bloccare un flusso temporale a quella maniera senza andare oltre ogni immaginazione.

 

L’autore nella sua poetica aiuta a capire quanto sia distante il cinema della fotografia e quanto siano complementari i due modi di comporre per immagini. Questo confronto accade con l’inserimento di una sua produzione video nascosta in un angolo della struttura, la quale non distoglie dall’esperienza di visita, ma ne amplifica i significati e le possibilità di confronto.

La parte meno interessante è quella dei ritratti. Personalità famose (scrittori, filosofi, artisti), icone incastonate in un tempo eterno che rafforzano il contesto e gli stimoli culturali cui lui attingeva, ma che passano in secondo piano rispetto alla intera narrazione riportata nella selezione delle opere in esposizione.

Se venisse in mente a qualcuno di sottrarre il valore della didascalia, la questione sulla loro contemporaneità risulterebbe impressionante: la mostra è fatta di storie in bianco e nero dal valore indefinito, gli scatti adattabili a fatti sociali e questioni politiche connesse ai nostri giorni.

La rassegna è promossa da Comune di Ancona e Civita in collaborazione con la Fondazione Henri-Cartier Bresson. L’allestimento è curato da Denis Curti e Andrea Holzerr per conto di Magnum Photos. Lo scenario è quello della Mole Vanvitelliana collocata su un’isola artificiale del porto di Ancona e progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli nel 1732. E per mangiare? un salto a Sirolo, sul mare, a sud del Monte Conero su scenari naturali bellissimi!

Per informazioni in più sulla mostra:
http://www.cartierbressonancona.it/
http://www.lamoleancona.it/

Acquista su Amazon:
Cartier -Bresson, Germania, 1945 di Jean-David Morvan e Sylvain Savoia (Contrasto, 2017).
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LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico, 17 maggio, accademia nazionale di san luca - Roma

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico, 17 maggio, accademia nazionale di san luca – Roma #arte [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico

accademia nazionale di san luca

Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

17 maggio – 22 settembre 2017

In occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica 2015 assegnato a Luigi Ontani, l’Accademia Nazionale di San Luca presenta nelle sale espositive di Palazzo Carpegna la mostra SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico, apertadal 17 maggio al 22 settembre 2017.

L’importante onorificenza venne istituita nel 1950 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il quale destinò un Premio Nazionale, annuale e indivisibile, aperto a tutti gli artisti, affidando all’Accademia di San Luca la segnalazione del più meritevole per le tre categorie di Pittura, Scultura e Architettura.

Per celebrare l’assegnazione del Premio Presidente della Repubblica 2015, l’Accademia Nazionale di San Luca ha invitato Luigi Ontani a ideare e curare un’esposizione di sue opere, ripercorrendo la sua carriera artistica, dai tableaux vivants dei primi anni Settanta alle ultime ErmEstEtiche, alcune del tutto inedite e create espressamente per SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico.

In mostra circa 60 opere allestite nei tre spazi espositivi di Palazzo Carpegna: si inizia con le prime opere di Ontani nelle sale al pianterreno, proseguendo lungo la rampa elicoidale di Borromini, per culminare al terzo piano in alcune delle sale della Galleria dell’Accademia, secondo un percorso che intreccia un dialogo con le opere delle collezioni storiche.

Celebri i tableaux vivants dell’artista, iconografie viventi che Ontani assume su di sé come simulacri, prendendo le sembianze di figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Leonardo, Raffaello, San Luca; in mostra anche le fotografie ritoccate a mano, memorie dei soggiorni e viaggi orientali (dal 1972 ad oggi), in cui la sua poetica risente dei colori e delle tradizioni orientali. Degli anni Ottanta è la sperimentazione di altri materiali, quali la cartapesta, il legno, la ceramica e il vetro di Murano, attraverso la cui mediazione Ontani traspone in scultura il tema della maschera e dell’ibridazione di idoli già presente nelle pose fotografiche. Si giunge quindi alle Anamorpose (foto lenticolari realizzate dal 2000 ad oggi), agli elementi di arredo in ceramica e vetro, per concludere il percorso con la serie delle ErmEstEtiche, dei Canopi e dei BellimBusTi realizzati in ceramica.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano/inglese) con un testo critico di Ester Coen, un’ampia intervista di Hans Ulrich Obrist e contributi di scrittori quali Aurelio Picca e Emanuele Trevi, insieme a una selezione di testi a cui l’artista è particolarmente legato, di Francesca Alinovi, Goffredo Parise e una poesia inedita di Valentino Zeichen.

 

INFORMAZIONI

Mostra: LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico
Preview stampa: mercoledì 17 maggio, ore 11.00
Inaugurazione: mercoledì 17 maggio, ore 18.00
Apertura al pubblico: 17 maggio – 22 settembre 2017
Sede: Accademia Nazionale di San Luca, piazza dell’Accademia di San Luca 77 – Roma
Informazioni: tel. 06 679 8850; segreteria@accademiasanluca.it
Orari: dal lunedì al sabato: 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.30).
Chiuso domenica e dal 6 al 27 di agosto.

Ingresso gratuito

 Iformazioni per la stampa:
Maria Bonmassar
06 4825370; +39 335490311;
ufficiostampa@mariabonmassar.com

 

*Comunicato stampa

GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano

GIOVANNI REFFO – “Notturni”, 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, viaggi

GIOVANNI REFFO

“Notturni”
a cura di Francesca Tuscano

Inaugurazione domenica 23 aprile 2017
ore 11.00

Museo Civico d’Arte di Olevano Romano
Viale H. Hindorf – Villa De Pisa
(ROMA)

 

Con il titolo “Notturni” si inaugura il prossimo 23 aprile 2017 la personale di Giovanni Reffo alMuseo Civico d’Arte di Olevano Romano, a cura di Francesca Tuscano.

Attivo tra Roma e la cittadina olevanese, dove vive e lavora, Giovanni Reffo compie la sua formazione principalmente da autodidatta, unendo la continuità della ricerca pittorica a ricorrenti incursioni in altri generi, che gli permettono di approfondire le tecniche del mosaico, della serigrafia, della vetrata artistica. Dopo gli esordi figurativi, si dedica all’astrazione che diviene il suo campo di ricerca fondamentale.Con oltre 60 opere e disegni e più di 40 piccoli studi appartenenti all’ultimo periodo di attività, la mostra intende porre in evidenza, come scrive la curatrice Francesca Tuscano, “l’innata inclinazione [dell’artista] all’eclettismo linguistico e alla sperimentazione tecnica, che a serie dedicate allo sviluppo di un segno significante … alterna fasi di più intensa resa materica, in cui il colore si addensa in masse di forte impatto emotivo”.

Accanto alla recente produzione, la mostra accoglie una selezione di disegni e collage appartenenti alla fine degli anni settanta, in cui è possibile scorgere il progressivo emergere del segno sino al liberarsi di vere e proprie calligrafie di sapore orientale, vicinissime ad alcuni degli ultimi piccoli lavori.

 GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano

Giovanni Reffo
Notturni
A cura di Francesca Tuscano
Presentazione di: Francesca Tuscano, Mariano Apa
Catalogo Palombi Editori

Inaugurazione domenica 23 aprile 2017 ore 11.00

Museo Civico d’Arte di Olevano Romano
Viale H. Hindorf – Villa De Pisa

Dal 23 aprile al 25 giugno 2017

Museo Civico d’Arte di Olevano Romano
Tel. 333-6090959
www.amolevano.it

 

GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (con il contributo)

GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (in GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (GIOVANNI REFFO - "Notturni", 23 aprile, Museo Civico d’Arte di Olevano Romano (con il collaborazione)

*Comunicato stampa
Ulrike Ottinger, Die Kalinka Sisters, 1988, © Ulrike Ottinger Courtesy Sammlung Goetz, München

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione, fino al 17/09/2017 – Museion, Bolzano #arte #fotografia [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi


Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione

Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman

quattro posizioni dalla
Sammlung Goetz

fino al 17/09/2017

Museion,
Bolzano

 


Museion e la Sammlung Goetz
rinnovano la collaborazione: da giovedì 23/03 prossimo un nuovo nucleo di oltre venti opere dalla prestigiosa raccolta di Monaco andrà ad arricchire la mostra sulla collezione Museion, “La forza della fotografia” (fino al 17/09/2017). Nel 2013 Museion aveva ospitato l’esposizione “When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz” con oltre cento opere che testimoniavano i più diversi riferimenti contemporanei al minimalismo. In questa occasione il focus è invece la fotografia: quattro posizioni di quattro artiste di fama internazionale Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman ampliano il percorso espositivo negli spazi del secondo piano. L’identità, l’alterità, la trasformazione e messa in scena del corpo e di sé stessi e della vita intima i temi trattati dal nuovo nucleo di fotografie.
Nei lavori delle quattro artiste selezionate emerge un aspetto che si dipana come un fil rouge attraverso la mostra della collezione di Museion, ovvero il clima di contaminazione che negli anni sessanta si comincia a delineare tra fotografia e arte contemporanea. Ciò si manifesta soprattutto in un’attenzione aumentata ad azioni e comportamenti, in cui il ruolo della fotografia non è un semplice mezzo di riproduzione della realtà, ma uno strumento che instaura una relazione con essa.

La sezione si apre con i lavori di Diane Arbus (New York 1923-1971) di cui sono in mostra 14 fotografie realizzate tra il 1962 e il 1970. Che si tratti di travestiti, giovani coppie o bambini, i soggetti ritratti risultano comunque inquietanti. Da una parte emerge l’interesse dell’artista per la diversità – non a caso in una delle sue biografie viene definita “la fotografa dei mostri”. Dall’altro le immagini comunicano un senso di distacco e mancata partecipazione, un atteggiamento che la celebre critica americana Susan Sontag ha definito “partecipazione alienata”.

Anche Nan Goldin (Washington, 1953), presente in mostra con sei lavori, è interessata al diverso, ma il suo è uno sguardo vibrante di partecipazione emotiva. L’universo conturbante e sconvolgente delle drag queen è ritratto in immagini d’intensa intimità e delicatezza, al di là di ogni voyeurismo. Un mondo che l’artista conosce per esperienza personale, per aver condiviso da adolescente per anni la stessa abitazione di una drag queen, di cui si era innamorata: “Le fotografavo così, come loro stesse si vedevano, e non sentivo alcuno bisogno di smascherarle con la macchina fotografica”.

Le fotografie della tedesca Ulrike Ottinger (Costanza, 1942) sono legate alla sua produzione filmica e ritraggono con predilezione un mondo di emarginati e di eccentrici. L’approccio è quello della messa in scena e dell’iper-rappresentazione, come in “Fräulein Mausi und Paulchen“, 1981 e „Die Kalinka Sisters“,1988, in mostra a Museion. Come per tutte le immagini esposte in questa sezione, il mezzo fotografico è un segno che, attraverso l’imitazione, rivela codici sociali e culturali con cui lo spettatore si può identificare e confrontare.

Mascherarsi, entrare in ruolo per smascherare i clichè impressi nella nostra società è il gioco messo in atto da Cindy Sherman (Glen Ridge, USA, 1954). I suoi celebri autoritratti – in mostra ne sono esposti quattro, dal 1990 al 2008- non rivelano la personalità dell’artista, ma, giocando con la moda e la storia dell’arte in maniera grottesca e provocatoria, mettono in luce convenzioni e artifici e del mondo contemporaneo.


Info

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione
Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman
quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

Dal 23/03/2017 al 17/09/2017

A cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con la Sammlung Goetz.

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion
Piazza Piero Siena 1
39100 Bolzano

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
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http://www.museion.it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani
*Comunicato stampa

 

 

Stefania Scala - Floralia Dialogo senza tempo a cura di Antonietta Campilongo e Jada Mucerino 8 aprile 2017 ore 18.00 Case Romane del Celio Roma

Floralia | Dialogo senza tempo, 8 aprile, Case Romane del Celio – Roma #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, poesia, turismo, viaggi

Floralia
Dialogo senza tempo

 

a cura di
Antonietta Campilongo e Jada Mucerino

8 aprile 2017 ore 18.00

Case Romane del Celio
Roma

Sabato 8 aprile 2017 alle ore 18.00 si inaugura presso le Case Romane del Celio la mostra Floralia | Dialogo senza tempo, a cura di Antonietta Campilongo e Jada Mucerino, con il patrocinio del Ministero dell’Interno – Fondo Edifici di Culto, sotto l’alta sorveglianza del MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, in collaborazione con Spazio Libero soc. coop.soc.

Simboli per eccellenza di quanto vi sia di più fragile sul nostro pianeta, i fiori hanno esercitato un fascino continuo sullo sguardo degli artisti.
Quindi nel più reale territorio del linguaggio dell’arte, quale qui si propone, viene accarezzata l’idea di un recupero tematico che possa consentire una piena riconsiderazione di un genere di cui ha più volte abusato la pessima pittura, focalizzando l’attenzione su una tematica, quella floreale, spesso considerata minore. L’esposizione vuole porre l’attenzione sul fatto che non si tratta di un ritorno alle tradizionali nature morte di fiori, ma della presentazione di un rapporto tra uomo e natura pensato per il tramite dei fiori e reso per via metaforica.

I fiori sono raccontati e narrati in questa mostra collettiva attraverso non poche declinazioni dell’attuale linguaggio dell’arte. Ventisette artisti: si va dalla fotografia alla pittura, alla scultura, alla poesia, alla performance.

Il progetto, realizzato appositamente site specific per le Case Romane del Celio, è stato pensato come un’inclusione nello spazio architettonico delle Domus e una riflessione sulle dinamiche relative alla funzione e all’identità di un luogo, confrontando stratificazioni storiche con opere di arte contemporanea. Mettendo in relazione storia e contemporaneità, gli artisti traggono ispirazione con i luoghi della classicità. Attraverso il percorso espositivo emergerà il filo unico che unisce personalità diverse e che suggerisce la presenza di una vera tendenza dell’arte italiana del nostro tempo, implicita e trasversale: il dialogo con il passato.

 

Floralia | Dialogo senza tempo, 8 aprile, Case Romane del Celio -



Artisti

Foto: Rolando Attanasio, Rosella Barretta, Antonella Catini, Federica Cecchi, Carolina Ciuccio, Alexander Luigi Di Meglio, Patrizia Di Poce, Giò Di Sera, Letizia Girolami, Antonella Graziano, Valentina Lo Faro, Sebastiano Longo, Mat Toan, Roberta Moretti, Sandra Naggar, Paolo Paleotti, Pamela Pintus, Eugenio Rattà, Gerardo Rosato, Stefania Scala, Carmelo Tommasini, Annamaria Volpe, Lisa Yachia, Dina Zanfardino.

Poesia: Rolando Attanasio

Performance: artisti§innocenti, Barbara Lalle

artisti§innocenti: “Affiorare primario_elaborazioni di strutture spaziali in carta cinese”

Gli artisti§innocenti presentano variazioni performative a basso impatto e senza trama, concepite declinando in formule provvisorie fiori originati, trascritti e liberamente fatti sbocciare tra le rovine. Applicazioni inclusive di artisti e pubblico, producendo griglie storiche assimilabili alla scrittura della natura. Un campo di gioco sociale e un’umanità che si ritrova in abitazioni il cui destino ci trova presenti al loro interno, oggi.

artisti§innocenti: Petra Arndt, Davide Cortese, Roberta Guerrera, Meletios Meletiou, Armando Moreschi, Riccardo Marziali, Franco Ottavianelli, Brollo Lacenti, Giovanna Ranaldi e Daniele Villa Zorn, …

Barbara Lalle: Aprir-Si

Performance di Barbara LalleMusica live Fabrizio Sagoni con la collaborazione di Carmen Minieri e Futura Marassi.

Barbara Lalle interpreta con voce e corpo i frammenti di un mondo letterario che sono stati linfa per lettori e artisti. Un inno aulico e mitologico, ma anche scanzonato, di quelle meraviglie, così stupefacenti nella loro delicatezza che quotidianamente la natura ci offre: i fiori. Celebrando l’eleganza, la raffinatezza e la leggerezza, un percorso di enormità simbolica fra paesaggi di petali, di semi e di foglie, di parole e musica.


INFO

Floralia | Dialogo senza tempo
Progetto e direzione artistica Antonietta Campilongo
Organizzazione: Neworld – ecologia e sociale – NWart
A cura di: Antonietta Campilongo e Jada Mucerino

Inaugurazione: 8 aprile 2017 ore 18.00

Case Romane del Celio

Clivio di Scauro- adiacente Piazza SS. Giovanni e Paolo – Roma
Seguirà cocktail offerto gentilmente da Casale del Giglio

Ingresso libero

Dall’8 al 17 aprile  2017
Orari: 10.00 / 13.00 – 15.00 / 18.00
Chiusura settimanale: martedì e mercoledì

Case Romane del Celio:
info@caseromane.it  – info@spazioliberocoop.it – T. 0670454544
http://www.caseromane.itwww.spazioliberocoop.it

Organizzazione:
Antonietta Campilongo
anto.camp@fastwebnet.itarte@antoniettacampilongo.it
Tel. 339 4394399 – 331 4287742

www.antoniettacampilongo.it

Press office:
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr
roberta.melasecca@gmail.com  349.4945612

 

*Comunicato stampa

Giuseppe Adamo, PTNR 2 oilio su tela cm 100 x cm 80 - 2017

SottoPelle, 29 Marzo – Galleria Annarumma – Napoli #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

SottoPelle

Giuseppe Adamo, Fergus Feehily, Robert Holyhead,
Pieter Vermeersch, John Zurier 

Inaugurazione:
Mercoledì 29 Marzo 2017, ore 19,00, 

Galleria Annarumma
Napoli

 

Group show, solo show. Collettiva, ma personale. Personale l’idea ed intima l’esigenza.

Ritagliata dal gallerista Francesco Annarumma come una gratificazione privata, la mostra di primavera intitolata “SottoPelle,” si propone di condividere un amore tenacemente radicato: quello per la pittura “da meditazione”. Astratta, minimal, aniconica. Un’arte dispensata dagli aggettivi superflui, che rifiuta le etichette ordinate in meticolosa sequenza, quasi a giustificare un linguaggio ancora toccato dal pregiudizio dell’oscurità.

Senza quegli “eccetera”, la pittura chiede soltanto di essere guardata onestamente, come processo di lavoro sopra e oltre la superficie. Epidermide indifesa, esposta, soggetta alle intenzioni di chi la copre, la sfida, la manipola, mutandone aspetto e natura. Cosa viva che porta i segni della vita, come la pelle porta le tracce di ciò che è stato: il passaggio del pennello, la consistenza del colore, la reazione del supporto all’intervento dell’artista. Erigendo, da documento, un monumento a se stessa che va al di là della semplice autorappresentazione.

Attraverso la tela, la carta, gli occhi assorbono la pittura. E questa scivola “sotto pelle” trattenuta come una membrana tra anima razionale e anima percettiva. Una pellicola già incisa, sulla quale continuare a scrivere, cancellare, riscrivere.

Una passione, quella raccontata dall’esposizione, che non si presta ad esplodere né a divampare. Piuttosto, opera con pazienza segreta e, senza invocare d’impero somiglianze o analogie, continua a inseguire, per coltivata inerzia, un suono di fondo misterioso e familiare.

Giuseppe Adamo (Alcamo, Italia, 1982); Fergus Feehily (Dublino, Eire, 1968); Robert Holyhead (Trowbridge, UK, 1974); Pieter Vermeersch (Kortrijk, Belgio, 1973); John Zurier (Santa Monica, USA, 1956). Cinque artisti diversi per età, geografie ed esperienze, in una collettiva che non necessita di una didascalia come collante. Un progetto che si rivela accogliendo sotto pelle la fastosa nudità della pittura.

 

SottoPelle, 29 Marzo - Galleria Annarumma - Napoli

 

SottoPelle

Giuseppe Adamo, Fergus Feehily, Robert Holyhead,
Pieter Vermeersch, John Zurier

Inaugurazione:
Mercoledì 29 Marzo 2017, ore 19,00,  fino al 15 Maggio

Galleria Annarumma
Via del Parco Margherita, 43
80121 – Napoli

http://www.annarumma.net/

 

*Comunicato stampa

 

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri - Testo critico di Domenico Spinosa - V. AR.CO – verdiartecontemporane - Photo Credit: Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri #arte #mostra #currentexhibition [#recensione]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, giovedì, mostre, politica, recensioni arte, turismo, viaggi

Imbarcata. Significato che implica un’azione, sostantivo femminile scelto per invitare alla mostra tenuta negli ambienti di V.AR.CO – Verdi Arte Contemporanea – di L’Aquila, che riapre i suoi spazi in grande stile per l’anno 2017, con una esposizione che concede spunti di riflessione raffinata, unita a gentile provocazione.

Simbolo di relazionalità, connessione al luogo, approdo e partenza, il titolo nasconde elementi che si fanno preziosi attraverso esperienza e scelta. L’allestimento è un cammino leggero di osservazione in cui gli artisti Enzo De Leonibus e Marco Neri offrono attracchi su argomenti di estrema attualità. L’ambiente è distribuito su due sezioni che si completano, collegate tra loro da una vela pensata come albero guida, centrale in una città dove la luce si fa ombra e combatte per resistere.

Il visitatore è a contatto con una ricerca dall’alto valore concettuale in una immersione che pone interrogativi sulla propria identità. Costringe a vivere in un solo gesto l’urgenza dell’immobilità, l’impotenza cosciente di una necessità che si coniuga al bisogno di fuga, dove l’impronta di Marco Neri è netta, visibile, ispirata, ragionata nelle sue linee filateliche.
Enzo De Leonibus sposa la dimensione onirica, attraverso una misura che assume toni esistenziali profondi, nell’invisibile crea uno schema mentale dove lascia libero arbitrio nel capire quale strada intraprendere tra le due poste in essere. Indica vie speculari: un bosco fatto equilibrio con fascio luminoso che assorbe chi guarda in un dialogo/antitesi con un faro indicatore d’utopia, rimando ai siexties, la cui ombra restituisce una condizione mitologica, antro degli Dei.

Il testo critico di Domenico Spinosa accompagna la mostra, esemplifica in modo dettagliato i cardini del lavoro. Li sviscera acclarando le intenzioni, gli omaggi, le condizioni cui fa fronte; verso la sua sua fine suscita un grande quesito nel momento in cui si sofferma sul concetto di ideale, inteso come obiettivo, nella citazione dedicata a Rainer Werner Fassbinder. La domanda che sovviene allora è un’altra ed è ispirata dagli studi effettuati sugli scritti dei filosofi Zygmunt Bauman e Ágnes Heller: può un qualcosa di indefinito, irraggiungibile, avere progettualità in un’epoca distopica come quella che ci sta attraversando?

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri - Testo critico di Domenico Spinosa - V. AR.CO – verdiartecontemporane - Photo Credit: Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography Imbarcata è tutto questo: punto fermo, stasi, appunto, promotore di conoscenza. Dubbio, ragionamento, comparazione, confronto, diversità tra pensiero e azione, oggetto e soggetto. È soffio di vento, indice analitico, elemento utile per assaporare ingredienti di un viaggio da riprendere, consolidare.

 

Imbarcata
di Enzo De Leonibus e Marco Neri
Testo critico di Domenico Spinosa

Fino al 23 aprile 2017
Per motivi tecnici la mostra sarà chiusa al pubblico dal 27 marzo al 9 aprile
Orari: dal mercoledì alla domenica 17.00 – 19.00

Ingresso gratuito

Photo Credit:
Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

Ela Bialkowska – OKNOstudio Photography

 

 

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri - Testo critico di Domenico Spinosa - V. AR.CO – verdiartecontemporanea (manifesto)

V. AR.CO – verdiartecontemporanea - L'Aquila (official logo)

V.AR.CO – Verdi Arte Contemporanea
Via Giuseppe Verdi 6/8 L’Aquila
spaziovarco@gmail.com
www.v-ar-co.com

 


PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr
roberta.melasecca@gmail.com
349.4945612
robertamelasecca.wordpress.com

 

Giorgio Galimberti

Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi #happening #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, filosofia, fotografia, mostre, musica, poesia, turismo, viaggi, videoarte

Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica
A cura di Roberta Melasecca e ignorarte.com

Happening dal 22 al 31 marzo 2017 dalle ore 18.30
Interno 14,
Roma

Il giorno 22 marzo 2017 alle ore 18.30, negli spazi di Interno 14, prende il via il secondo appuntamento di “Essenziale. Certe volte sogno” dal titolo “Altri Mondi”, a cura di Roberta Melasecca e di ignorarte.com. Dopo la presentazione del progetto a Madrid nel 2016, Essenziale. Certe volte sogno incontra a Roma protagonisti della cultura provenienti da diversi ambiti disciplinari (arte, architettura, letteratura, poesia, musica, teatro, moda…), per indagare ed approfondire i processi della creazione nelle sue molteplicità di livelli, prospettive, stratificazioni.

Dal 22 al 31 marzo ogni giorno dalle 18.30: Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica

22/26 marzo ore 18.30
Statics: Salvatore Cammilleri, Angelo Cricchi, Le CostuMistiche, Julie Rebecca Poulain
Look: Claudia Quintieri video – DustyEye
22 marzo ore 18.30

Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

23 marzo ore 18.30
Dinamics: Pamela Ferri / Barbara Lalle performance, orchestrazione live Gianluca Fasteni – RAW performance
24 marzo ore 18.30

Dinamics: Maurizio Cesarini performance – Davide Cortese reading
25 marzo ore 18.30

Dinamics: Nicola Fornoni performance – Luca Iannì performance
26 marzo ore 18.30

Dinamics: Caterina Arena performance – Annarita Borrelli interazione poetica – Francesca Fini performance

27/31 marzo ore 18.30
Statics: Gianni Colangelo MAD, Giorgio Galimberti, Pietro Mancini, Pierpaolo Miccolis, Daniela Monaci
Look: GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello

27 marzo ore 18.30
Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

28 marzo ore 18.30
Dinamics: Jaqueline Gisele Rodriguez performance – Andrea Magno reading

29 marzo ore 18.30
Dinamics: Salvatore Camilleri video installazione interattiva – Barbara Pinchi performance

30 marzo ore 18.30
Dinamics: Plutino 2 performance – Lino Strangis video installazione interattiva

31 marzo ore 18.30
Dinamics: Francesca Lolli performance – RAW performance

Altri Mondi è quel luogo di confine dove la visione creativa diventa concreta e lo spazio mentale entra in relazione con la realtà fisica e il mondo esterno, con i sogni e le visioni dell’altro. La mente è immersa in un mondo parallelo dove il pensiero è complesso e contraddittorio, ma allo stesso tempo indispensabile. Spinge a vivere in una dimensione sospesa: le idee allora prendono vita da un io fatto di sapienza, sapere, intelletto, esperienze. Gli altri mondi sono quelli che l’anima e la mente percepiscono come intimi e intimistici, ma che per necessità si trasformano in relazionali e collettivi. Rappresentano universi mai univoci e acquisiscono la loro vera essenza solo attraverso il confronto e l’interazione. Verrà riservata in questo appuntamento particolare attenzione a tutti quei progetti che si confrontano attivamente con le nuove frontiere tecnologiche e che prevedono l’utilizzzo di particolari tecnologie per la realizzazione delle opere.

Gli Artisti: Caterina Arena – pittrice/art performer; Annarita Borrelli – poeta; Salvatore Cammilleri – visual artist; Maurizio Cesarini – art performer; Gianni Colangelo MAD – scultore; Davide Cortese – poeta; Angelo Cricchi – fotografo; DustyEye – visual artists; Pamela Ferri – visual artist; Francesca Fini – video artist/art performer; Nicola Fornoni – art performer; Giorgio Galimberti – fotografo; Luca Iannì – video maker; Barbara Lalle – art performer; Le CostuMistiche – costume and fashion designers; Francesca Lolli – video artist/art performer; Andrea Magno – poeta; Pietro Mancini – visual artist; Francesco Mascio – chitarrista; Antonio Mauro – architetto; Pierpaolo Miccolis – pittore con il supporto curatoriale di Francesco Paolo Del Re; Daniela Monaci – visual artist; Julie Rebecca Poulain – visual artist; Barbara Pinchi – poeta/performer; Plutino2 – visual artists/art performers; Jaqueline Gisele Rodriguez performer; Claudia Quintieri – visual artist; Lino Strangis – audio/video visual artist; GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello; Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon.

Essenziale. Certe volte sogno” è un progetto ideato da Roberta Melasecca_Melasecca Arte, con la direzione artistica di Roberta Melasecca e ignorarte.com, con la collaborazione di Interno 14 e con la mediapartnership di ignorarte.com.

 

INFO

Essenziale. Certe volte sogno / Altri Mondi
Pittura, fotografia, installazioni, live performance, video art, poesia, musica

Ideato da: Roberta Melasecca_Melasecca Arte – Widespread Gallery
Direzione Artistica: Roberta Melasecca, ignorarte.com
In collaborazione con: Interno 14
Media Partner: ignorarte.com  www.ignorarte.com

22 / 31 marzo 2017 ore 18.30
Interno14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Per approfondire il progetto:
essenzialecertevoltesogno.wordpress.com
– Inside Art
Ignorarte.com

Melasecca Arte / Widespread Gallery
Roberta Melasecca
www.robertamelasecca.wordpress.com   roberta.melasecca@gmail.com  –  349.4945612

ignorarte.com
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Interno 14
Via Carlo Alberto 63 – 00185 Roma – Italy    www.presstletter.com

Press Office:
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr info@comunicadesidera.com 349.4945612

 

*Comunicato stampa

BIOGRAFIA PLURALE. VIRGINIA RYAN 2000 – 2016, 4 Marzo, Palazzo Lucarini - Trevi (PG)

BIOGRAFIA PLURALE. VIRGINIA RYAN 2000 – 2016, 4 Marzo, Palazzo Lucarini – Trevi (PG) #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

BIOGRAFIA PLURALE
VIRGINIA RYAN 2000 – 2016

Opening:
4 Marzo ore 18,30

Palazzo Lucarini Contemporary
Trevi (PG)

 

Sabato 4 marzo alle ore 18:30 s’inaugura presso il Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi la mostra Biografia Plurale. Virginia Ryan 2000–2016. Si tratta della prima rielaborazione sistematica dei materiali prodotti dall’artista d’origine australiana in oltre quindici anni di consuetudine con i paesi dell’Africa Occidentale (Ghana e Costa d’Avorio in particolare). In questo periodo, infatti, Virginia Ryan ha sviluppato un corpus di opere – formalmente eclettico ma coerente nell’intuizione fondante – ispirato a questa esperienza. Coadiuvata da due curatori di formazione diversa, come Ivan Bargna (antropologo dell’arte) e Maurizio Coccia (storico dell’arte), a Palazzo Lucarini Ryan concilia l’osservazione partecipante d’impronta etnografica con la funzione catalizzante dell’arte contemporanea. Bilanciando ready-made, fotomontaggi e realizzazioni originali, Virginia Ryan offre una sintesi inevitabilmente parziale, ma estremamente vitale ed empatica, del suo recente percorso biografico e artistico. Al centro della ricerca, il modo in cui la produzione e diffusione d’immagini (dall’arte alla fotografia alla pubblicità) contribuisce a creare la cultura e la memoria dei paesi nei quali ha vissuto, e interviene nell’articolare le biografie e le relazioni delle persone che ha incontrato, incrociato o solo sfiorato. L’arte di Virginia Ryan dialoga così con le immagini e l’immaginario di un’Africa moderna e urbanizzata,  lontana dai consueti stereotipi esotizzanti

Biografia Plurale è strettamente legata al progetto The Art of Migration, che sarà inaugurato nella stessa data alla Pinacoteca Comunale di Trevi alle ore 16:30. Si tratta di un laboratorio con il gruppo MakeArtNotWalls/Italia di alcuni profughi dell’Africa Occidentale che Virginia Ryan sta conducendo da svariati mesi in collaborazione con ARCI e il comune di Trevi. È un workshop a carattere esperienziale, in cui la condivisione della pratica artistica diviene per i rifugiati un mezzo per cercare di orientarsi nella nuova realtà sociale in cui vivono. L’Onorevole Jean-Léonard Touadi presenzierà alla doppia inaugurazione. Il 25 Aprile sarà presentato al pubblico il film documentario su The Art Of Migration  di Matteo Fiourucci e Bernardo Angeletti e il volume Africa. Biografia Plurale. Arte Vita Bricolage nell’opera di Virginia Ryan edito dalla Casa Editrice Fabbri di Perugia.

Il 25 aprile alle 17:00, infine, come evento collaterale alla mostra, è prevista la proiezione del film JC Abbey Ghana’s Puppeteer, di Steven Feld, già vincitore dell’Intangible Culture Film Prize 2017 del Royal Anthropological Institute Festival, Regno Unito.

 

INFO

Titolo: Biografia Plurale. Virginia Ryan 2000–2016
Genere: arte contemporanea. Mostra personale
Artista: Virginia Ryan
A cura di: Ivan Bargna e Maurizio Coccia
Apparati didattici: Mara Predicatori

Inaugurazione: sabato 4 marzo, ore 18:30
Date: dal 4 marzo al 25 aprile.
Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito

Evento Collaterale:
25 aprile, ore 17:00 – Proiezione del documentario JC Abbey Ghana’s Puppeteer, di Steven Feld

Sede:
Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”,
Trevi (PG), Italy.

Sound Environment:
Waking in Nima, Steven Feld, 2010

Supporto tecnico:
Niccolo’ Tramontana

In collaborazione con:
galleria Montoro 12, Roma

Catalogo:
Effe – Fabrizio Fabbri Editore, Perugia – Testi di Ivan Bargna, Maurizio Coccia, Manuela de Leonardis, Steven Feld, Mara Predicatori

Trasporti:
A.S. Logistica, Trevi

Segreteria e logistica:
Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti)

Ente patrocinatore:
Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio)

Con il sostegno di:
Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno

Patrocinio onorario:
Ambasciata della Costa d’Avorio, Roma, Università degli Studi di Perugia

VIRGINIA RYAN nasce in Australia e si laurea nel 1979 al National School of the Arts di Canberra. Artista transnazionale, viaggiatrice, collezionista di arte contemporanea Africana e cittadina Italiana. Dal 2001 il suo lavoro è strettamente connesso con la realtà africana dove ha vissuto per molti anni, prima ad Accra (Ghana) e dal 2009 al 2015 ad Abidjan e Grand Bassam, (Costa d’Avorio); attualmente vive e lavora a Trevi. E’ stata presidente dell’ONG Make Art Not War (2013) che ha sede a Bassam (Costa D’Avorio) e co-fondatrice della Foundation for Contemporary Art in Ghana. In 2016 ha fondato ‘MakeArtNotWalls/Italia’ con un gruppo di richiedenti asilo nel comune di Trevi.

Tra le mostre personali recenti: 2016 ‘I will Shield You’ Galleria Montoro 12 , Roma ,  Surfacing ex-Lavatoio Contumaciale Roma 2015 Vous Etes Ici, La Maison de La Patrimoine, Grand Bassam; Pino Pascali L’Africano e Ryan/Bouabre ‘Sirene’ Museo di Catelbuono, Palermo; 2014 Emersioni Trebisonda, Perugia; Espace à Louer, Galerie Cecile Fakhoury Abidjan; Fluid Tales, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (Ba); I love You 1Opera Gallery, Napoli; 2013 Shift/Rue Du Commerce, LaMama Spoleto Open, Festival di Spoleto e St Stephens Cultural Centre, Roma; 2010 Surfacing , Dak’art – Biennale di Dakar/OFF.

*Comunicato stampa

 

 

 

 

Grossi Maglioni, Gesti di relazione, Amicizia I, 2016. Foto Mirai Pulvirenti

Campo Grossi Maglioni, 15 febbraio, AlbumArte – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, turismo, viaggi

Campo Grossi Maglioni
mostra a cura di Lýdia Pribišová e Gianluca Brogna

Inaugurazione:
mercoledì 15 febbraio 2017 ore 18.30

AlbumArte,
Roma

 

 

AlbumArte è lieta di presentare la prima mostra personale a Roma del duo Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni) a cura diLýdia Pribišová e Gianluca Brogna che inaugura il 15 febbraio con la performance sonora degli Acchiappashpirt (alle ore 19.30).

La mostra, aperta fino al 27 aprile 2017 e costruita attraverso la rielaborazione di tre progetti artistici sviluppati e approfonditi nell’arco di dieci anni di attività, delinea il processo di work-in-progress della ricerca di Grossi Maglioni.

Il duo artistico fin dal suo esordio ha dedicato una parte sostanziale della propria ricerca alle pratiche performative, attraverso le quali ha indagato differenti argomenti di natura sociale e politica, combinando la metodologia della ricerca artistica con quella antropologica, scientifica, con incursioni nella magia e nella parascienza, senza mai escludere un approccio femminile e femminista agli argomenti e ai lavori da loro elaborati, focalizzandosi spesso su tematiche politicamente scomode.

I progetti in mostra sono incentrati sull’idea di opera come dispositivo, cioè come modalità per innescare interazioni e collaborazioni sia tra le artiste che con il pubblico.

L’installazione centrale è dedicata alle Occupazioni, ricerca iniziata nel 2014: una sorta di ‘villaggio/campo/agorà’ che si sviluppa con teli dipinti fissati insieme da un sistema di corde intorno ad una tenda, nello specifico una tenda per l’accudimento dei figli di un accampamento nomade. Un’opera che in senso più ampio indaga il rapporto tra le necessità primarie e ancestrali del vivere e l’organizzazione essenziale dello spazio da parte dell’Uomo.

Il secondo progetto Lo Sguardo che offende (2011-2017) ha l’obiettivo di provocare dei cambiamenti nello sguardo dei visitatori attraverso una serie di opere e azioni, costringendoli a cambiare posizione del corpo o modalità di osservare. Maschere, foto, dispositivi aerei attraversano la sala per attirare l’attenzione. A conclusione sarà a disposizione una sorta di manuale per sperimentare le modalità di osservazione. Il manuale è in realtà un’opera d’arte essa stessa, prodotta in 30 copie.

Il terzo gruppo di lavori esposto è Macchina Dematerializzante e Gabinetto Spiritico per l’apparizione di corpi dispersi, dedicato alrapporto tra magia e illusionismo, sviluppato nel periodo 2006-2011, quando le artiste usavano lo pseudonimo ‘The Grossi Maglioni Magic Duo’. Si tratta dell’esplorazione sul rapporto tra realtà e finzione, e del limite sfuggente che si frappone tra i due campi, ovvero l’invisibile. Appropriandosi dei metodi operativi del mago o dell’illusionista basato su azioni mediatiche/performative/illusionistiche, le artiste mettono in scena alcuni dispositivi utilizzati, come il gabinetto spiritico, la macchina dematerializzante, l’ouija board per creare una situazione al tempo stesso meditativa, ironica ed erotica.

Le installazioni saranno affiancate da attività performative e workshop che renderanno la mostra un ambiente vivo e in mutazione.

Lo spazio si trasformerà più volte durante il periodo di mostra: il 4 marzo e l’8 aprile 2017 si terranno dei laboratori aperti a tutti e il 16 marzo una performance, aperta al pubblico, risultato di un workshop che coinvolgerà gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.L’intenzione è far diventare il visitatore il partecipante, l’occupante attivo degli spazi.

La performance che chiuderà la mostra il 27 aprile 2017 sarà quella dell’artista Per Huttner, fondatore della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, la scienza e le tecnologie Vision Forum con base in Svezia, di cui Grossi Maglioni fa parte dal 2008.

Il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive, Cultura e Sport del Municipio II di Roma Capitale.  Si ringrazia la Fondazione Catel per aver supportato parte della produzione delle opere. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Vision Forum.

Si ringrazia inoltre Casale del Giglio per la degustazione dei vini e Flaminio Butterfly  House – Case Vacanza.

 

NOTE BIOGRAFICHE

Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni, Roma, 1982) hanno iniziato a collaborare nel 2006.

Il duo Grossi Maglioni ha costituito la propria ricerca principalmente nell’ambito della performance art, dell’installazione e delle pratiche workshop based.

Il riferimento a diversi campi di studio come l’antropologia, il teatro, gli studi di genere, la fantascienza, e la relazione tra storia della performance e cultura popolare e di massa, sono stati il punto di partenza per progetti a lungo termine in cui l’interazione con lo spettatore ed il contesto sono il momento di verifica e ridefinizione del processo artistico. Alla pratica performativa si è accompagnata la creazione di una serie di dispositivi che sfruttano e simulano gli elementi caratteristici dei procedimenti di entertainment per forzare il pubblico ad una sospensione dello sguardo, sempre in bilico tra ciò che viene svelato – pure attraverso il paradosso del travestimento – e ciò che viene metaforicamente sottratto alla vista, come nel caso diMacchina Dematerializzante e Gabinetto Spiritico per l’apparizione di corpi dispersi.

La natura del rapporto pubblico – privato, messa in questione ad esempio in lavori che sfruttano la piattaforma web come Performance Season, Performance Art Didactic Festival, è stata rimodulata e ha trovato applicazione anche nei lavori più recenti come Lo Sguardo che offende, dove ad essere indagata è la percezione dei paesaggi, tra oggettività del dato naturale e narrazione.

Dal 2014 Grossi Maglioni ha iniziato una ricerca intorno alle occupazioni di luoghi pubblici e privati. Nel progetto vengono investigate le relazioni tra architetture mobili ed i bisogni di piccole comunità, in installazioni per spazi urbani come palazzi occupati e in ambienti naturali.

Il loro lavoro è stato presentato in mostre nazionali e internazionali in gallerie, istituzioni museali ed accademiche tra le quali: Nuova Gestione, Roma (IT); Acting in the city, Norrköpings Konstmuseum (SW); Do you know because I tell you so or do you know, do you know? memories, anecdotes and superstitions, Viafarini, Milano (IT); Re-Generation, MACRO museum, Roma (IT); Anti-Hospital, The Invisible Generation, Margaret Lawrence Gallery, Melbourne (AU); Correspondance 2.2, 26 cc spazio per l’arte contemporanea, Roma (IT);  (Anti)realism- Workshot 2, ERBA Ecole Régionale des Beaux Arts de Besançon, Besançon (FR); Genealogia Futurista #1, Konstall museum, Vasa (FI); Cross Language, University of Technology, Guangzhou (CN);Rupextre residenza per artisti e antropologi, Matera (IT); (Anti)realism, Guanghzou Academy of Fine Arts (CN); Svenska konstskolan, Nykarleby (FI). Dal 2008 il duo fa parte della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, la scienza e le tecnologie Vision Forum, di base in Svezia, per la quale ha ideato e curato il 1° Festival di On Line Performance che si è svolto interamente sul web. grossimaglioni.com

Roma, febbraio 2017

CALENDARIO EVENTI

4 marzo e 8 aprile 2017 ore 16.00-19.00: workshop gratuiti per il pubblico

16 marzo 2017 ore 19.00: performance aperta al pubblico con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma

27 aprile 2017 ore 19.00 (finissage):  performance aperta al pubblico con Per Hüttner e Carima Neusser (Vision Forum)

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Campo Grossi Maglioni
mostra a cura di Lýdia Pribišová e Gianluca Brogna

Inaugurazione:
mercoledì 15 febbraio 2017 ore 18.30

Apertura al pubblico: 16 febbraio – 27 aprile 2017

AlbumArte
Via Flaminia 122, 00196 Roma
W www.albumarte.org
E info@albumarte.org
T/F +39 063243882

INFORMAZIONI PER LA STAMPA:
Maria Bonmassar: ufficiostampa@mariabonmassar.com
ufficio: +39 06 4825370 / cellulare: + 39 335 490311

 

 

 

*Comunicato stampa

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

SCRIPT WAVE
Roberto Pescetelli

a cura di Magali Moulinier

Inaugurazione:
7 febbraio 2017 h 18:30

Interno 14,
Roma

 

Il giorno 7 febbraio 2017 alle ore 18.30Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Script Wave” di Roberto Pescetelli, a cura diMagali Moulinier.

Roberto Pescetelli (Roma 1971), formazione in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti, fin dall’inizio del suo percorso artistico spazia attraverso tecniche pittoriche sperimentali, la fotografia e il video. La continua ricerca è il bagaglio che gli permette di avvicinarsi sempre più all’essenza delle materie e alle loro infinite combinazioni.

Nelle stanze di Interno 14 l’artista presenta un movimento organico, un apparente, invisibile cerchio d’azione, un codice nato e sviluppato nel comune universo dei sensi, che descrive i suoni, le energie interiori che si propagano e realizzano quell’evento continuo e mutevole che è la natura.

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma

Onde emozionali, vibrazioni di suoni, composizioni musicali: si diffondono, ci attraversano.
Il nostro corpo è disegnato, vestito d’impronte, creste di lune, maree, cirri nel cielo, iceberg modellati.
La forma energetica che accomuna natura ed esseri si rivela apparentemente immobile, ripetitiva.
Possono essere spartiti del respiro, fusione, sentieri incontaminati.
La teoria dei confini.
Una soglia da varcare, un filtro.
E di fronte a queste aperture chiunque è libero di sentire, intravedere, ricordare, desiderare.
Dietro tale pace c’è la denuncia della straziante bellezza che stiamo perdendo per handicap di fusione, uguaglianza, radici.
È una forma di comunicazione, diffusione e battaglia della luce che nasce dal vuoto.
Una risposta al reality della paura, manovrata dal linguaggio glaciale dei media, la cura del terrore.
La bellezza offerta, in continuo divenire.
Il deserto avanza, il mare sale, il ghiaccio si scioglie e l’uragano è più frequente.
La natura è composizione armonica, non pericolo.
È grande il fiume generato dal sistema, ma una diga di consapevolezza può rallentarlo e deviarlo.
Mi nutro di contaminazioni, mi fondo e tolgo.
È il nostro essere senza confini l’ondeggiamento che descrivo.” (Roberto Pescetelli)

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma


INFO

Interno 14: “Script Wave” di Roberto Pescetelli
A cura di Magali Moulinier

Inaugurazione
7 febbraio 2017 ore 18.30

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dall’8 al 17 febbraio 2017: 19.00 / 21.00; o su appuntamento: 3389323646

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Interno 14 - AIAC (loghi)
L’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica è nata nel gennaio 2010 ed ha sede in Roma. Ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.
www.architetturaecritica.it  www.presstletter.com

*Comunicato stampa