CREDIT: ICON FILM DISTRIBUTION

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn #film [#recensione]

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Dopo Hill House ho scelto di vedere The Neon Demon, un lavoro di Nicolas Winding Refn uscito nel 2016. Si tratta di un film incentrato sul concetto di bellezza dove si incontrano alcuni elementi miscelati che vogliono far apparire questo film geniale da un punto di vista estetico, ma che risulta deludente al termine della sua visione.

La storia è quella di una ragazzina americana di 16 anni che si trasferisce dalla periferia della Georgia a Los Angeles, per una serie di casi fortuiti entra in una delle trame del sistema moda. La sua è una semplicità regale e casta, ha coscienza del suo potere, ma è preda ideale di un meccanismo chiuso dove regnano sadomasochismo, saffismo, pedofilia e necrofilia. Il progetto affronta l’invidia femminile fino a portarla a una condizione di cannibalismo. La violenza è gratuita.

Dal punto di vista della composizione, la fotografia ha molti rimandi ad artisti contemporanei (Man Ray, Vanessa Beecroft, James Turrell, David La Chapelle) e la musica elettronica in alcuni punti del montaggio aiuta a rafforzare una dimensione di scoperta, spaesamento e caos.

Il progetto non porta a niente: zero profondità, zero ricerca. Una solita storia da vita adolescenziale dove si tenta di giocare con i diavoletti che fanno i dispetti agli angioletti. Il film è stato incasellato nella etichetta di genere horror, ma in realtà è una condizione che si avvicina al fetish con qualche macchia splatter, ma senza troppe pretese.

Banalità a pacchi.

neon demon

The Neon Demon di Nicolas Winding Refn (2016)
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45 anni film Andrew Haigh (2015) - scena - Img presa da http://www.ifcfilms.com/films/45-years

45 anni di Andrew Haigh #film [#recensione]

amore, attualità, cinema, costume, cultura, Donne, film, giovedì, salute e psicologia, società, turismo, viaggi, vita

Ero al Ghetto ebraico di Roma la prima volta che mi hanno parlato di 45 anni anni di Andrew Haigh, a cena, dopo una giornata intensissima di lavoro. Non ne avevo mai sentito parlare di questo film, ma la persona che era con me lo raccontava come fosse presa nell’intimo, come se avesse capito che quella narrazione le avesse smosso la parte più profonda del proprio essere.

Tra un carciofo alla giudìa, un piatto puntarelle, un quarto di vino, nella totale rilassatezza, possono venir fuori tante confessioni, così questo atteggiamento empatico mi ha trasmesso la voglia di vederlo e recensirlo, nonostante non fosse una produzione di recentissima uscita.

45 anni narra la storia di una coppia benestante che ha vissuto parte della sua vita nella tranquillità di una agiatezza economica e culturale da fare invidia. Una lettera improvvisa riaccende il desiderio soppresso di Geoff (Tom Courtenay) quando Kate (Charlotte Ramplig) sta organizzando la festa per il loro anniversario di matrimonio. A sconvolgere la situazione una figura fondamentale, ritrovata nei ghiacciai delle alpi svizzere che riemerge dal 1962.

L’intera visione è pilotata da un costante stato ansiogeno e il cobattimento che si avverte oscilla tra la voglia di sapere, la comprensione, l’accettazione della difficoltà e la gelosia. A dominare sono le pulsioni, la rimessa in discussione dopo tutti quegli anni di amore vissuto alla stregua di ogni altro apparente sentimentalismo costruito fino a quell’esatto momento.

A giocare un ruolo decisivo è il rapporto con la fotografia, la memoria che conferma quanto l’immagine sia oggetto di un trauma che non può essere gestito e pilotato, ma piuttosto visto e affrontato anche quando di fronte si ha un marito che ama da sempre un’altra.

Allora che valore ha la fiducia oggi? Quanti ci attraversano la vita e hanno la loro stessa situazione? Conosco molte coppie che vivono in una armonia apparente, incapaci di affrontare per paura quello che ci ha segnato l’esistenza; un bisogno che sembra di natura economica, sfruttato per tamponare una effettiva mancanza più che un pensiero di crescita assieme, nell’altro, in una dimensione a due.

Esiste davvero il vero amore o è solo una grande illusione letteraria?

Voi cosa ne pensate?

45 anni di Adrew Haigh, Drammatico, Gran Bretagna, 2015

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La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo Del Toro #film [#recensione]

amore, arte, attualità, cinema, costume, cultura, danza, Donne, film, fotografia, fumetti, giovedì, letteratura, libri, musica, poesia, politica, salute e psicologia, società, spettacolo, teatro, televisione, vita

The Shape of Water è un film girato da Guillermo Del Toro uscito nelle sale cinematografiche il 14 febbraio. Si tratta di una storia che racconta di una ragazza che ha perso l’uso della voce. Una signorina che nella sua diversità trova qualcosa che la rende viva in un essere metà uomo metà pesce rinchiuso nel laboratorio dove lei lavora come donna delle pulizie.

La travagliata storia d’amore fantasy fa affiorare alla mente schemi narrativi conosciuti tanto da rendere l’intero progetto banale. Gli sceneggiatori sembrano essersi ispirati a Amelié Pouline e a scene tratte da Forrest Gump di Robert Zemeckis, La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieślowski e Matrix di Larry e Andy Wachowski. Molte inquadrature mettono al centro illustrazione, fotografia, pittura e televisione. Il cinema stesso è l’oggetto di osservazione. Una costruzione melanconica che dal progresso vuole tornare all’incanto di una poesia artigianale. Le tonalità dominanti sono verdi e alcune inquadrature sono costruite in una logica compositiva hopperiana. Molte sequenze sono girate in location chiuse. Bunker come case dove si nascondono paure estreme.

L’inserimento di una creatura mitica è un parallelo da avvicinare ai nostri giorni, ma le finalità sono ambigue e non definite. Si pensi alle nostre interazioni coi robot e con le intelligenze artificiali. Lo straniero, gli stranieri, i corpi estranei da conoscere e analizzare, ma allo stesso tempo il tentativo di raggiungere la consapevolezza per accogliere con leggerezza chi è diverso, che in questo progetto di dimostra senza forza.

Tra le figure importanti che emergono, assieme ai protagonisti, esiste uno scienziato di nome Dimitri. Un personaggio radicale che fa eco all’omonimo soggetto proveniente dalle letteratura dei Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij. Si potrebbe avanzare l’ipotesi che la Russia è vista come una vecchia saggia Europa, capace di porre le basi per una cultura solida fondata su regole e metodi accademici, ma che alla fine cede al tradimento nell’atto di morte, nella supremazia di chi crede a pensiero statunitense, unico, positivo, motivazionale e programmato.

Una miscellanea di argomenti ripetuti e sfiancanti: maschilismo, razzismo, spionaggio, America, Russia, Guerra Fredda, telecamere nei luoghi di lavoro, omosessualità come tabù, laboratori di sperimentazione, la violenza sulle donne e il disorientamento. Condizioni riscontrabili in un quotidiano passato o nel tecnologico avanzato, montati per un tempo che vola via a suon di algoritmi.

Il finale arriva a un componimento tragico di matrice shakespeariana, ma torna al mito della storia antica invertendo le intenzioni. Orfeo e Euridice, ad esempio, dove lui scende nell’ade per strapparla dal regno dei morti. La forma dell’acqua sovverte questo ordine, recupera la potenza femminile, la preserva da una esistenza terrena e la immerge in amore liquido dove non occorrono parole. Si è in un luogo uterino, un buio, che è cinema e paura, prima protezione, proiezione, che chiude l’intera visione con una sana perplessità: perché questo film ha vinto il Festival del Cinema di Venezia e ha avuto 13 nomination agli Oscar?

 

La forma dell'acqua - The Shape of Water di Guillermo Del Toro

Film:

The Shape of Water di Guillermo Del Toro

Il favoloso mondo di Amèlie di Jean-Pierre Jeunet
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Forrest Gump di Robert Zemeckis
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La doppia vita di Veronica di Krzysztof Kieślowski
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Matrix di Larry e Andy Wachowski
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Libri:

Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij
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Italo Insolera fotografo. Il bianco e nero delle città, 11 maggio, Museo di Trastvere – Roma #arte #fotografia #vernissage [#mostre]

arte, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

 

Una mostra rievoca lo storico di “Roma Moderna”

Urbanista, storico, autore di “Roma moderna”, Italo Insolera è stato anche fotografo. Lo è stato per documentare il proprio lavoro ma soprattutto per passione. C’è un legame forte fra le riflessioni di Insolera sui processi urbani di sviluppo e trasformazione e il bianco e nero delle sue città: nell’impegno in difesa del patrimonio culturale e ambientale, come nella sensibilità e talvolta l’ironia delle sue inquadrature, c’è la ricerca quotidiana, coerente di risposte per governare il territorio nell’interesse della comunità.

Il Museo di Roma in Trastevere ospita, dal 12 maggio al 9 luglio 2017, 50 immagini inedite, scattate da Italo Insolera tra l’immediato dopoguerra e gli anni Ottanta. La mostra, curata daCristina Archinto e Alessandra Valentinelli, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Le sequenze giovanili ritraggono la Roma in cui Insolera si laurea nel 1953, la Sicilia e l’Abruzzo dove lo conducono i primi incarichi professionali. L’uscita di “Roma moderna” nel 1962 fissa l’inizio di una fervida stagione di sfide etiche e culturali; è l’urbanista maturo che fotografa in Sardegna o in Valnerina e al taglio sobrio delle architetture sostituisce i segni dell’uomo su città e paesaggi. Negli anni Settanta Insolera torna a indagare le “Mirabilia Urbis” descritte dall’amico Antonio Cederna; uno sguardo critico che si traduce in immagini sempre più contrastate, vitali, sferzanti, svelando la tensione ideale che tanto ha caratterizzato i suoi saggi e oggi ne ripropone l’attualità.

In contemporanea alla mostra esce, per Palombi Editore, il libro “Italo Insolera, fotografo” che raccoglie duecento scatti selezionati tra le sequenze di Roma, dei viaggi, dei luoghi dov’è intervenuto come urbanista. Nato alcuni anni or sono da spunti e indicazioni di Insolera, il volume si è avvalso dell’aiuto indispensabile di Anna Maria Bozzola Insolera, oltre che delle memorie e suggestioni di quanti lo hanno conosciuto.

INFO

Italo Insolera
Il bianco e nero delle città. Immagini 1952-1988

A cura di Cristina Archinto e Alessandra Valentinelli
Promossa da: Assessorato alla Crescita culturale di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e MiBACT-Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio

Inaugurazione giovedì 11 maggio 2017 ore 18.00

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1/b – Roma

Dal 12 maggio al 9 luglio 2017
Orari: da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00; la biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: Intero: € 8,50 – Ridotto: € 7,50

Sponsor Sistema Musei Civici: MasterCard Priceless Rome
Con il contributo tecnico di: Ferrovie dello Stato
Media Partner: Il Messaggero
Servizi Museali: Zètema Progetto Cultura

Info: 060608 tutti i giorni ore 9:00 – 19:00

www.museiincomune.it; www.zetema.it

www.museodiromaintrastevere.it

 

 

 

UFFICIO STAMPA
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com / 349.4945612
http://www.robertamelasecca.wordpress.com

*Comunicato stampa

Studio_Marconi_1932 - Focus | Costruire con la luce, 7 maggio - Mart, Rovereto

Focus | Costruire con la luce, 7 maggio – Mart, Rovereto #arte #musei [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS

Focus | Costruire con la luce
Fotografie di architettura dagli archivi del Mart

Mart, Rovereto
7 maggio — 27 agosto 2017

Opening domenica 7 maggio
ingresso ed eventi gratuiti

Focus | Costruire con la luce

Sciolte o assemblate in album, replicate e riprodotte, applicate su pannelli a scopo espositivo, le fotografie conservate negli archivi di architettura costituiscono una fondamentale testimonianza relativa agli edifici e alla loro fortuna critica. Queste assumono, inoltre, uno speciale valore documentario nella storia stessa della fotografia, di cui illustrano indirizzi e sviluppi: dallo stile oggettivo e impersonale di fine ’800 alla ricerca di linguaggio autonomo con le avanguardie storiche, fino agli orientamenti del secondo dopoguerra tra fotoreportage, inquadrature dello spazio urbano e sperimentazioni di astrazione lirica.

Attraverso una selezione di materiali provenienti dai fondi documentari e librari dell’Archivio del ’900, Costruire con la luce propone un percorso che muove dalle Edizioni Alinari per approdare alle opere di Gabriele Basilico, passando per gli scatti di Lucia Moholy, George Everard Kidder Smith, Fulvio Roiter, Ugo Mulas e Cesare Colombo.
In mostra anche una selezione di fotografie di Sergio Perdomi e Studio Pedrotti sull’edilizia civile e industriale trentina, come i complessi residenziali di Ettore Sottsass sr. e le centrali idroelettriche di Ala e Mori.

7 maggio | Open Day

In occasione dell’apertura della mostra, il Mart rinnova l’appuntamento con l’Open Day e trasforma la domenica gratuita in una festa con eventi, musica, visite guidate, laboratori.

Programma
Ore 15.00 | Mezzanino
Inaugurazione e visita guidata alla mostra Costruire con la luce. Fotografie di architettura dagli archivi del Mart, a cura dell’Archivio del ʼ900.

Ore 15.00 | Sale espositive I piano
Visita guidata alla mostra Mario Sironi nella Collezione Allaria.
Prenotazioni dalle ore 14 in biglietteria, massimo due per persona, fino a esaurimento posti.

Ore 15.00-16.30 | Babymart
Ricette in libertà, laboratorio dai 6 ai 12 anni, ispirato ai ricettari futuristi.

Ore 16.00 | Sale espositive II piano
Concerto del Quartetto dell’Orchestra da Camera di Mantova. L’appuntamento si inserisce nel programma del festival Settenovecento-Incontri musicali a Rovereto.

Focus | Costruire con la luce
Fotografie di architettura dagli archivi del Mart

7 maggio — 27 agosto 2017

Opening domenica 7 maggio

Ingresso ed eventi gratuiti

 

Informazioni
eventi@mart.tn.it
T +39 0464 454105

Ufficio comunicazione
press@mart.tn.it
T +39 0464 454124 | +39 334 6333148

MART ROVERETO

Corso Bettini 43, 38068
Rovereto (TN)
T 0464 438887
Numero verde 800 397760
info@mart.trento.it

 

 

 

*Comunicato stampa

Ulrike Ottinger, Die Kalinka Sisters, 1988, © Ulrike Ottinger Courtesy Sammlung Goetz, München

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione, fino al 17/09/2017 – Museion, Bolzano #arte #fotografia [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi


Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione

Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman

quattro posizioni dalla
Sammlung Goetz

fino al 17/09/2017

Museion,
Bolzano

 


Museion e la Sammlung Goetz
rinnovano la collaborazione: da giovedì 23/03 prossimo un nuovo nucleo di oltre venti opere dalla prestigiosa raccolta di Monaco andrà ad arricchire la mostra sulla collezione Museion, “La forza della fotografia” (fino al 17/09/2017). Nel 2013 Museion aveva ospitato l’esposizione “When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz” con oltre cento opere che testimoniavano i più diversi riferimenti contemporanei al minimalismo. In questa occasione il focus è invece la fotografia: quattro posizioni di quattro artiste di fama internazionale Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman ampliano il percorso espositivo negli spazi del secondo piano. L’identità, l’alterità, la trasformazione e messa in scena del corpo e di sé stessi e della vita intima i temi trattati dal nuovo nucleo di fotografie.
Nei lavori delle quattro artiste selezionate emerge un aspetto che si dipana come un fil rouge attraverso la mostra della collezione di Museion, ovvero il clima di contaminazione che negli anni sessanta si comincia a delineare tra fotografia e arte contemporanea. Ciò si manifesta soprattutto in un’attenzione aumentata ad azioni e comportamenti, in cui il ruolo della fotografia non è un semplice mezzo di riproduzione della realtà, ma uno strumento che instaura una relazione con essa.

La sezione si apre con i lavori di Diane Arbus (New York 1923-1971) di cui sono in mostra 14 fotografie realizzate tra il 1962 e il 1970. Che si tratti di travestiti, giovani coppie o bambini, i soggetti ritratti risultano comunque inquietanti. Da una parte emerge l’interesse dell’artista per la diversità – non a caso in una delle sue biografie viene definita “la fotografa dei mostri”. Dall’altro le immagini comunicano un senso di distacco e mancata partecipazione, un atteggiamento che la celebre critica americana Susan Sontag ha definito “partecipazione alienata”.

Anche Nan Goldin (Washington, 1953), presente in mostra con sei lavori, è interessata al diverso, ma il suo è uno sguardo vibrante di partecipazione emotiva. L’universo conturbante e sconvolgente delle drag queen è ritratto in immagini d’intensa intimità e delicatezza, al di là di ogni voyeurismo. Un mondo che l’artista conosce per esperienza personale, per aver condiviso da adolescente per anni la stessa abitazione di una drag queen, di cui si era innamorata: “Le fotografavo così, come loro stesse si vedevano, e non sentivo alcuno bisogno di smascherarle con la macchina fotografica”.

Le fotografie della tedesca Ulrike Ottinger (Costanza, 1942) sono legate alla sua produzione filmica e ritraggono con predilezione un mondo di emarginati e di eccentrici. L’approccio è quello della messa in scena e dell’iper-rappresentazione, come in “Fräulein Mausi und Paulchen“, 1981 e „Die Kalinka Sisters“,1988, in mostra a Museion. Come per tutte le immagini esposte in questa sezione, il mezzo fotografico è un segno che, attraverso l’imitazione, rivela codici sociali e culturali con cui lo spettatore si può identificare e confrontare.

Mascherarsi, entrare in ruolo per smascherare i clichè impressi nella nostra società è il gioco messo in atto da Cindy Sherman (Glen Ridge, USA, 1954). I suoi celebri autoritratti – in mostra ne sono esposti quattro, dal 1990 al 2008- non rivelano la personalità dell’artista, ma, giocando con la moda e la storia dell’arte in maniera grottesca e provocatoria, mettono in luce convenzioni e artifici e del mondo contemporaneo.


Info

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione
Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman
quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

Dal 23/03/2017 al 17/09/2017

A cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con la Sammlung Goetz.

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion
Piazza Piero Siena 1
39100 Bolzano

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
Follow us on
Twitter
http://www.museion.it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani
*Comunicato stampa

 

 

ENLIGHTENING SURFACES SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI, 23 marzo, Libreria Polarville, L’Aquila #savethedate #arte #fotografia [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, fotografia, mostre, turismo, viaggi, videoarte

ENLIGHTENING SURFACES
SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI

A CURA DI FANNY BOREL

INAUGURAZIONE:
23 marzo alle 18:30 

Libreria Polarville,
L’Aquila

 

Il progetto fotografico di Serena Vittorini e Melissa Pallini nasce dal desiderio di  esplorare oggetti provenienti dal mondo naturale che trovano assonanze con la sfera intima dell’essere umano.

In questa mostra vengono analizzati oggetti che la mente tende a semplificare, quasi finendo per considerarli ovvietà, secondo prospettive fotografiche che ne fanno affiorare i lati meno palesi, sviscerandoli fino a suggerirne il contenuto nascosto. Questa indagine sugli elementi che derivano dal mondo animale, vegetale e fossile, conduce ad una riflessione sulla trasformazione che gli stessi subiscono a seguito di fenomeni atmosferici e al passare del tempo.

Nel progetto risuona così l’ancestrale tendenza dell’uomo ad associare per analogie, talvolta scientifiche, talvolta simboliche, la natura e le sue infinite forme a metafore concettuali. In questo progetto fotografico, la scelta di rappresentare singolarmente gli oggetti esaminati consente di dare il giusto spazio alla loro carica emblematica.

Così, la piuma di pavone evoca la perfezione e la bellezza dell’animale che incarna l’incorruttibilità dell’uomo giusto; il rinnovamento della muta annuale ne simboleggia la resurrezione mentre la forma circolare all’interno della piuma ricorda un occhio, oggetto di indagine nella cultura classica (Esopo, Ovidio). Nella raffigurazione dettagliata della foglia viene esaltata la piacevolezza e l’armonia delle forme in cui le visibili venature si pongono in contrappunto con le vene dell’uomo. Le venature che trasportano linfa, e dunque nutrimento, sono tanto necessarie alla pianta quanto i capillari all’uomo. L’immagine del melograno conduce invece ad un mito classico, il mito di Persefone: alla fanciulla vengono offerti dei chicchi di questo frutto affinché lei sia per sempre legata agli inferi. Durante l’unico momento dell’anno in cui alla ninfa viene concesso di recarsi sulla terra, i fiori sbocciano ed inizia la primavera.

Agli elementi che incarnano trasformazione e rinascita si affiancano o fondono altri che simboleggiano emblematici concetti quali anima, perfezione e purezza. Perfezione imitata simbolicamente dalla conchiglia: in questo guscio disabitato, la spirale risulta un affascinante motivo di ricerca la cui matrice matematica e geometrica nella sezione aurea si ripete in molti contesti che riguardano il mondo naturale ed umano. Ad esempio nel corpo umano la coclea, ovvero la parte dell’orecchio interno, assume questa forma. La farfalla è stata già dall’antichità associata all’anima: alcune rappresentazioni dei miti greci raffigurano Psiche come una giovinetta alata, simile appunto ad una farfalla. La calla, infine, non solo simboleggia purezza ma indica anche l’inizio di una nuova vita.

Per coniugare l’analisi scientifica e la descrizione emozionale degli elementi raffigurati nelle opere esposte in mostra, la tecnica fotografica dello still life viene arricchita dal light painting. Questo espediente si avvale dell’otturatore aperto durante lo scatto. Durante la posa con i tempi lunghi, viene utilizzata una torcia munita di gelatine colorate per illuminare gli oggetti fotografati. Questi, illuminati dunque in maniera peculiare, vengono resi meno usuali alla quotidianità ed in tal modo la loro potenzialità simbolica (e conoscitiva) viene amplificata.

ENLIGHTENING SURFACES SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI, L'Aquila


ENLIGHTENING SURFACES
SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINIA

A CURA DI FANNY BORELI

INAUGURAZIONE: 23 marzo alle 18:30 

Fino al 6 aprile
Libreria Polarville,
Via Castello, 49,

67100 – L’Aquila

 

*Comunicato Stampa

Giorgio Galimberti

Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi #happening #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, filosofia, fotografia, mostre, musica, poesia, turismo, viaggi, videoarte

Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica
A cura di Roberta Melasecca e ignorarte.com

Happening dal 22 al 31 marzo 2017 dalle ore 18.30
Interno 14,
Roma

Il giorno 22 marzo 2017 alle ore 18.30, negli spazi di Interno 14, prende il via il secondo appuntamento di “Essenziale. Certe volte sogno” dal titolo “Altri Mondi”, a cura di Roberta Melasecca e di ignorarte.com. Dopo la presentazione del progetto a Madrid nel 2016, Essenziale. Certe volte sogno incontra a Roma protagonisti della cultura provenienti da diversi ambiti disciplinari (arte, architettura, letteratura, poesia, musica, teatro, moda…), per indagare ed approfondire i processi della creazione nelle sue molteplicità di livelli, prospettive, stratificazioni.

Dal 22 al 31 marzo ogni giorno dalle 18.30: Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica

22/26 marzo ore 18.30
Statics: Salvatore Cammilleri, Angelo Cricchi, Le CostuMistiche, Julie Rebecca Poulain
Look: Claudia Quintieri video – DustyEye
22 marzo ore 18.30

Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

23 marzo ore 18.30
Dinamics: Pamela Ferri / Barbara Lalle performance, orchestrazione live Gianluca Fasteni – RAW performance
24 marzo ore 18.30

Dinamics: Maurizio Cesarini performance – Davide Cortese reading
25 marzo ore 18.30

Dinamics: Nicola Fornoni performance – Luca Iannì performance
26 marzo ore 18.30

Dinamics: Caterina Arena performance – Annarita Borrelli interazione poetica – Francesca Fini performance

27/31 marzo ore 18.30
Statics: Gianni Colangelo MAD, Giorgio Galimberti, Pietro Mancini, Pierpaolo Miccolis, Daniela Monaci
Look: GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello

27 marzo ore 18.30
Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

28 marzo ore 18.30
Dinamics: Jaqueline Gisele Rodriguez performance – Andrea Magno reading

29 marzo ore 18.30
Dinamics: Salvatore Camilleri video installazione interattiva – Barbara Pinchi performance

30 marzo ore 18.30
Dinamics: Plutino 2 performance – Lino Strangis video installazione interattiva

31 marzo ore 18.30
Dinamics: Francesca Lolli performance – RAW performance

Altri Mondi è quel luogo di confine dove la visione creativa diventa concreta e lo spazio mentale entra in relazione con la realtà fisica e il mondo esterno, con i sogni e le visioni dell’altro. La mente è immersa in un mondo parallelo dove il pensiero è complesso e contraddittorio, ma allo stesso tempo indispensabile. Spinge a vivere in una dimensione sospesa: le idee allora prendono vita da un io fatto di sapienza, sapere, intelletto, esperienze. Gli altri mondi sono quelli che l’anima e la mente percepiscono come intimi e intimistici, ma che per necessità si trasformano in relazionali e collettivi. Rappresentano universi mai univoci e acquisiscono la loro vera essenza solo attraverso il confronto e l’interazione. Verrà riservata in questo appuntamento particolare attenzione a tutti quei progetti che si confrontano attivamente con le nuove frontiere tecnologiche e che prevedono l’utilizzzo di particolari tecnologie per la realizzazione delle opere.

Gli Artisti: Caterina Arena – pittrice/art performer; Annarita Borrelli – poeta; Salvatore Cammilleri – visual artist; Maurizio Cesarini – art performer; Gianni Colangelo MAD – scultore; Davide Cortese – poeta; Angelo Cricchi – fotografo; DustyEye – visual artists; Pamela Ferri – visual artist; Francesca Fini – video artist/art performer; Nicola Fornoni – art performer; Giorgio Galimberti – fotografo; Luca Iannì – video maker; Barbara Lalle – art performer; Le CostuMistiche – costume and fashion designers; Francesca Lolli – video artist/art performer; Andrea Magno – poeta; Pietro Mancini – visual artist; Francesco Mascio – chitarrista; Antonio Mauro – architetto; Pierpaolo Miccolis – pittore con il supporto curatoriale di Francesco Paolo Del Re; Daniela Monaci – visual artist; Julie Rebecca Poulain – visual artist; Barbara Pinchi – poeta/performer; Plutino2 – visual artists/art performers; Jaqueline Gisele Rodriguez performer; Claudia Quintieri – visual artist; Lino Strangis – audio/video visual artist; GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello; Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon.

Essenziale. Certe volte sogno” è un progetto ideato da Roberta Melasecca_Melasecca Arte, con la direzione artistica di Roberta Melasecca e ignorarte.com, con la collaborazione di Interno 14 e con la mediapartnership di ignorarte.com.

 

INFO

Essenziale. Certe volte sogno / Altri Mondi
Pittura, fotografia, installazioni, live performance, video art, poesia, musica

Ideato da: Roberta Melasecca_Melasecca Arte – Widespread Gallery
Direzione Artistica: Roberta Melasecca, ignorarte.com
In collaborazione con: Interno 14
Media Partner: ignorarte.com  www.ignorarte.com

22 / 31 marzo 2017 ore 18.30
Interno14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Per approfondire il progetto:
essenzialecertevoltesogno.wordpress.com
– Inside Art
Ignorarte.com

Melasecca Arte / Widespread Gallery
Roberta Melasecca
www.robertamelasecca.wordpress.com   roberta.melasecca@gmail.com  –  349.4945612

ignorarte.com
www.ignorarte.com      redazione@ignorarte.com

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 – 00185 Roma – Italy    www.presstletter.com

Press Office:
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr info@comunicadesidera.com 349.4945612

 

*Comunicato stampa

01. Giuseppe Benanti

MAHEELA: QUANDO ESSERE DONNE E` UNA SFIDA QUOTIDIANA #fotografia #arte #savethedate [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, turismo, viaggi
MAHEELA:
QUANDO ESSERE DONNE E` UNA SFIDA QUOTIDIANA
Fotografie di
Giuseppe Benanti, Giacomo d’Orlando e Paolo Piechele
mostra a cura di Luca Chistè
dedicata alle condizioni delle donne nepalesi
Inaugurazione:
sabato 11 marzo 2017,  ore 11.00
MUSEO LE GALLERIE
Piedicastello, Trento

 

Sabato 11 marzo 2017 alle ore 11.00 l’associazione Apeiron Onlus inaugura negli spazi della Fondazione  Museo storico  del Trentino “Le Gallerie” a Trento la mostra MAHEELA: QUANDO ESSERE DONNE E` UNA SFIDA QUOTIDIANA, a cura di Luca Chistè, aperta al pubblico fino al 28 aprile.

L’esposizione, composta da 60 fotografie, nasce dalla volontà di promuovere in Italia la conoscenza del Nepal e della condizione femminile in questo paese: “Maheela” significa, infatti,  donna in lingua nepalese.

In Nepal ancora oggi sono migliaia le donne che subiscono violenze e discriminazioni quotidiane. L’associazione Apeiron Onlus lavora dal 1996 al loro fianco con progetti di alfabetizzazione, formazione professionale e microcredito, accompagnando le donne nepalesi nel lungo percorso verso l’indipendenza economica e il riscatto sociale.

Suddivisa in tre sezioni, corrispondenti alle visioni dei tre autori Giuseppe Benanti, Giacomo d’Orlando e Paolo Piechele, la mostra offre una lettura composita e articolata della realtà nepalese. Nel tessuto espositivo di questa rassegna, le donne sono le protagoniste privilegiate di una narrazione che, muovendo dalle determinanti morfologiche del territorio e dai contesti rurali ed urbani in cui si sviluppa l’esistenza della popolazione nepalese, sposta, con l’alchimia visivo-narrativa degli autori, il proprio focus sulla realtà quotidiana delle donne nepalesi e della condizione femminile esistente nel paese.

Gli autori di questo progetto fotografico, Giuseppe Benanti, Giacomo d’Orlando e Paolo Piechele, sono tutti volontari di Apeiron che, con l’entusiasmo del loro altruismo e la sensibilità del loro sguardo, offrono, grazie ad una fotografia ricca di elementi chiaroscurali e partecipata empatia, una lettura articolata e complessa della realtà che interessa i paesaggi umani e naturali del Nepal.

Ogni visitatore può sostenere concretamente le donne nepalesi che vengono ospitate a CASA Nepal  – la struttura di accoglienza per vittime di violenza e discriminazione, fondata a Kathmandu (progetto al sito www.apeirononlus.it) – grazie all’acquisto di una, o più, delle bellissime immagini esposte in rassegna, con una semplice donazione.

Il visitatore può agevolmente richiedere la/le fotografia/e a cui è interessato mediante uno scatto dal proprio smartphone, da inviare all’indirizzo e-mail petra@apeirononlus.it, indicando il proprio nome, cognome e recapito telefonico.

Al termine della rassegna, lo staff di Apeiron chiederà conferma della richiesta e l’interessato riceverà la stampa, prodotta in maniera identica a quella a quella esposta (escluso il montaggio) nel più breve tempo possibile.

Questo progetto fotografico sarà reso itinerante, dopo l’esposizione presso Le Gallerie di Trento, in tutta Italia per promuovere la conoscenza sulla condizione delle donne in Nepal.

SCHEDA INFORMATIVA

Mostra: MAHEELA: QUANDO ESSERE DONNE E` UNA SFIDA QUOTIDIANA
Curatore: Luca Chistè
Inaugurazione: sabato 11 marzo 2017, ore 11.00
Apertura al pubblico: 12 marzo – 28 aprile 2017
Sede: Museo Le Gallerie – Piedicastello, Trento
Orari: da martedì a domenica 9.00 – 18.00 | Ingresso libero. Chiuso lunedì
Informazioni museo: +39 0461 230482 | info@museostorico.it | www.museostorico.it
Informazioni APEIRON: info@apeirononlus.it | www.apeirononlus.it
Info stampa: Petra Crociati | te. +39 328 7543322 | petracrociati@hotmail.com

 

* Comunicato stampa

 

 

claudia petraroli, La pregunta de sus ojos (2017

LIVEstudio#3_talk, 23 febbraio 2017, Palazzo Santa Margherita – Modena #savethedate #fotografia #arte [#residenze]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

LIVEstudio#3_talk
Gli artisti presentano i progetti finalisti della terza edizione
Sala conferenze di Palazzo Santa Margherita,  corso Canalgrande 103, Modena (piano terra)

23 febbraio 2017, ore 18.00

 

Il 23 febbraio alle ore 18.00, presso la Sala conferenze di Palazzo Santa Margherita (piano terra), la Galleria Civica di Modena organizza la serata di presentazione dei progetti finalisti della terza edizione di LIVEstudio, programma annuale di residenza per la promozione delle nuove ricerche dell’arte contemporanea, organizzato da Metronom con il patrocinio del Comune di Modena e la collaborazione di Fondazione Francesco Fabbri, Fotopub Festival di Novo Mesto (Slovenia) e Galleria Civica di Modena.

Presenteranno le loro ultime ricerche Claudio Beorchia, Paolo Brambilla, Alessia Bressan ft. Laura Tavilla, Luca Massaro. In anteprima anche una preview dello sviluppo dei progetti delle due artiste in residenza Camille Leveque e Claudia Petraroli.

LIVEstudio è un progetto inserito nella rassegna annuale Mapping the Studio #17, promossa da Metronom con il patrocinio del Comune di Modena e la collaborazione di Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di SoligoFotopub Festival, Novo Mesto – Slovenia; Galleria Civica, Modena.

 

LIVEstudio#3_talk
giovedì 23 febbraio, ore 18.00
Galleria Civica di Modena – Sala conferenze (primo piano)
Corso Canalgrande 103, Modena
Ingresso libero

Profilo artisti – cs

ufficio stampa Pomilio Blumm
Irene Guzman tel. +39 349 1250956, email irene.guzman@comune.modena.it
immagini e comunicati scaricabili al sito www.galleriacivicadimodena.it   / http://www.metronom.it
informazioni Galleria civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932
www.galleriacivicadimodena.it
Museo Associato AMACI

 

*Comunicato stampa

GabrieleBasilico_DancingInEmilia_07@Gabriele-Basilico

GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA, 22 febbraio, NONOSTANTE MARRAS – Milano #savethedate #fotografia #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA
a cura di Francesca Alfano Miglietti

Opening:
mercoledì 22 febbraio 2017, ore 19.00

NONOSTANTE MARRAS,
Milano

Il 22 febbraio 2017 si terrà nello spazio Nonostante Marras l’inaugurazione della mostra Gabriele Basilico, Dancing in Emilia, a cura di Francesca Alfano Miglietti con la collaborazione dello Studio Gabriele Basilico.

La mostra presenta le immagini che il grande fotografo Gabriele Basilico ha realizzato nel 1978 nei dancing in Emilia Romagna per incarico del mensile di architettura e design Modo. Alla fine degli anni Settanta il boom del liscio di Raoul Casadei e degli scatenati ritmi di John Travolta, sostenuti dall’intraprendenza di alcuni mecenati dell’evasione musicale di massa, avevano popolato la zona fra Parma e Ravenna di una miriade di discoteche frequentate da un pubblico numeroso e indifferenziato.

In un turbinio di minigonne, luci stroboscopiche, abiti eleganti e papillon, Gabriele Basilico cerca di svelare il successo che accompagna l’avvento della musica di rottura che va imponendosi sulla scena italiana ma che convive ancora con i ritmi della tradizione. La sua ricerca non si limita, però, a una campionatura di tipo sociologico, ma interviene in modo frontale e partecipe: Basilico utilizza il flash quale strumento principe della sua indagine, come un riflettore teatrale che isola e seleziona i personaggi su un palcoscenico.

Come scrive Giovanna Calvenzi in Dancing in Emilia (Silvana Editoriale, 2013), “Basilico ricerca con i suoi soggetti un rapporto recitato, dove le immagini nascono dalla performance collettiva e dall’interazione fotografo-fotografato. La sua comprensione e la sua partecipazione, inizialmente solo parziali, si ampliano nello svolgersi del lavoro. Indirizza dapprima la sua analisi critica verso gli spazi, gli imbottiti di plastica, il plexiglass, i neon e i finti ori, gli oblò e il peluche. Poi, con un deciso slittamento dall’incombenza professionale, passa dagli arredi e dai decori al pubblico, alla ricerca di momenti emblematici, di volti, di situazioni. Gente che balla, ritratti, il flash scava nel buio e ferma momenti, gesti, sorrisi, presenze e assenze, è strumento di indagine ma anche e soprattutto segno di riconoscimento, l’avvertimento dell’operazione in corso, un “memento” per chi vuole sfuggirgli e un punto di riferimento per chi, in processione spontanea, vuole essere parte della rappresentazione che il fotografo sta mettendo in scena”.

Una lettura attenta dei nuovi spazi del divertimento ma anche dei comportamenti, dei trasformismi, dei rapporti generazionali, dell’evolversi del costume e della moda.

Una selezione di cento immagini è stata presentata per la prima volta nel 1980 alla Galleria Civica di Modena dove è stata riproposta nel 2013 a cura di Silvia Ferrari. Il volume Dancing in Emilia ospita testi di Silvia Ferrari, Gustavo Pietropolli Charmet, Gabriele Basilico, Giovanna Calvenzi e una conversazione del 2007 tra Gabriele Basilico e Massimo Vitali.

SI RINGRAZIANO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE ALLA MOSTRA  LO STUDIO GABRIELE BASILICO, MILANO e GIOVANNA CALVENZI

 GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA, 22 febbraio, NONOSTANTE MARRAS - Milano (invito)

NOTE BIOGRAFICHE

Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Dopo la laurea in architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea, ha ricevuto molti premi e le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Milano. Ritratti di fabbriche (1978-80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, Padiglione di Arte Contemporanea, Milano). Nel 1984-85 con il progetto Bord de merpartecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese.

Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, dai quali sono nati mostre e libri, come Porti di mare (1990), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, Cross Sections of a Country (1998),Interrupted City (1999), Cityscapes (1999), Berlino (2000), Scattered City (2005), Appunti di viaggio (2006), Intercity (2007). Tra i suoi ultimi lavori, Roma 2007, Silicon Valley ’07 (per incarico del San Francisco Museum of Modern Art), Mosca Verticale, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2008 dalla sommità delle sette torri staliniane, Istanbul 05 010, Shanghai 2010, Beirut 2011, Rio 2011, Leggere le fotografie (2012).

Partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2012) con il progetto Common Pavilions, su progetto di Adele Re Rebaudengo e realizzato in collaborazione con Diener & Diener Architekten, Basilea, pubblicato nel 2013.

Gabriele Basilico muore a Milano il 13 febbraio 2013.

Milano, febbraio 2017

 

SCHEDA INFORMATIVA

Mostra: Gabriele Basilico, Dancing in Emilia
Curatore: Francesca Alfano Miglietti
Date:  23 febbraio – 26 marzo 2017
Orario: da lunedì a sabato, 10.00 – 19.00; domenica 12.00 – 19.00
Sede: NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano
Ingresso gratuito
Info: tel.: 02 76280991 – mail: bottega@antoniomarras.it; www.antoniomarras.com
Ufficio stampa: Maria Bonmassar; tel.: 335 490311; ufficiostampa@mariabonmassar.com

Me-Nè: “Luoghi mentali”

Confini14 – Fotografia Contemporanea, 26 gennaio, Tibaldi Arte Contemporanea – Roma #arte #vernissage #fotografia [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Confini14 – Fotografia Contemporanea

Opening:
26 gennaio 2017 ore 18.30

@ Tibaldi Arte Contemporanea,
Roma

 

Il giorno 26 gennaio 2017 alle ore 18.30 inaugura a Roma, presso la Galleria Tibaldi Arte Contemporanea, Confini14 – Fotografia Contemporanea, a cura di Maurizio Chelucci, in partnership con Visiva la città dell’immagine.

Confini è una rassegna sulla fotografia contemporanea di ricerca: giunta alla 14a edizione, diretta da Maurizio Chelucci, ideata e organizzata da PhotoGallery di Firenze e MassenzioArte di Roma, si presenta come una realtà italiana unica nel suo genere.

Un network nazionale di associazioni, gallerie e curatori di conclamata attendibilità nel settore della fotografia tra i quali Clelia Belgrado (VisionQuesT), Leo Brogioni (Polifemo Fotografica), Maurizio Chelucci (MassenzioArte), Fulvio Merlak (Sala Fenice), Francesco Tei (PhotoGallery), Fausto Raschiatore (CivicoCinque), Angelo Cucchetto(Photographers.it), Antonio Armentano (L’Impronta), Auronda Scalera (Visiva), Pippo Pappalardo (Galleria Sikanie); Denis Curti (Il Fotografo), ogni anno seleziona progetti di fotografia contemporanea attraverso un bando pubblico sul portale photographers.it, prediligendo il lavoro di artisti che utilizzano il linguaggio fotografico per indagare i confini tra la fotografia e le altre forme di espressione artistica.
Gli artisti scelti per questa edizione di Confini14, e che potranno essere ammirati per un periodo di 12 mesi in una delle tante tappe che copriranno per intero l’Italia, sono: Me Nècon “Luoghi mentali”,  Franco Monari con “E poi verrà la nebbia”, Carmen Decembrino con “il velo di Maya”, Silvia Zanasi con “Ombre e menzogne” e Studio Pace10 con “album – ricordi in conserva”.

 

 

Dopo la mostra a Roma, gli altri appuntamenti di Confini14 saranno: VisionQuest Genova febbraio 2017; Sala Fenice Trieste aprile 2017; L’Impronta Cosenza giugno 2017; Biblioteca Minnicelli Rossano luglio 2017; Festival Confluenze Nibbiano agosto 2017; PhotoGallery Firenze agosto 2017; CivicoCinque Venezia settembre 2017; Galleria Sikanie Catania ottobre 2017.


 

Organizzazione

MassenzioArte (Roma) promuove e realizza concorsi internazionali e manifestazioni d’arte contemporanea in tutte le sue forme, dal video alla scultura. www.massenzioarte.it  
PhotoGallery (Firenze) è una galleria virtuale dedicata alla fotografia di ricerca, attiva dal 1998. L’art-director è il giornalista fiorentino Francesco Tei. www.photogallery.it
Visiva (Roma) è una società di servizi culturali costruita su modello internazionale, una realtà sociale che produce e promuove la cultura a 360° attraverso l’ideazione di nuovi format artistici, culturali e formativi. www.visiva.info

Partner

Media Partner: Photographers.it www.photographers.it, Associazione Culturale Deaphotowww.deaphoto.it, Il Fotografo www.sprea.it.
Partner tecnici:TDE Trasporti Dedicati Espressi, Domenico Di Bonawww.domenicodibona.com
Partner istituzionali: Assessorato alle Attività Culturali di Venezia, Centro Culturale Candiani Venezia-Mestre

 


INFO

confini_

Confini 14 – Fotografia Contemporanea
Autori: Carmen Decembrino, Me Né, Franco Monari, Studio Pace10, Silvia Zanasi
Direttore artistico: Maurizio Chelucci

Inaugurazione 26 gennaio 2017 ore 18.30
Tibaldi Arte Contemporanea

Via Panfilo Castaldi 18 – Roma

Dal 26 gennaio al 12 febbraio 2017
Orari: tutti i  giorni 16.00 – 21.00

Tibaldi Arte Contemporanea – Roberto Tibaldi
Direzione artistica e comunicazione: Michela Becchis – Roberta Melasecca
Via Panfilo Castaldi 18 – Roma
tibaldiartecontemporanea.com –  r.s.tibaldi@gmail.com

MassenzioArte
Via del Commercio 12 – Roma
www.massenzioarte.it –  massenzioarte@massenzioarte.it

Visiva
Via Fanfulla da Lodi, 1C – Roma
www.visiva.info  – info@visiva.info

Confini14
www.confini.eu    www.photogallery.it
confinifotografiacontemporanea@gmail.com


visiva

Press Office
Visiva
Auronda Scalera
3480380883
info@visiva.info


tibaldi

Press Office
Tibaldi Arte Contemporanea

Roberta Melasecca
3494945612
roberta.melasecca@gmail.com

 

 

*Comunicato stampa