Tempoceano. La piccola mostra di Emunuela Barbi a Penne (Pe) – Spazio Inangolo #mostre

Emanuela Barbi, Tempoceano, a cura di Antonio Zimarino - Spazio Inangolo - Penne (PE) - ph. Amalia Temperini

È stata inaugurata domenica 22 gennaio la mostra personale Emanuela Barbi. Tempoceano a cura di Antonio Zimarino a Spazio Inangolo, a Penne, in provincia di Pescara.

Si tratta di una personale che raccoglie l’essenza dell’artista Emanuela Barbi, i punti cardine del suo lavoro: la natura, la meditazione, la mediazione che abbraccia le tematiche ambientali in dialogo con il mondo immaginato dagli uomini.

L’esperienza che si vive è di raccoglimento, una danza che si apre attraverso pochissime fotografie essenziali, dove le opere assumono potere attraverso quella che potrebbe essere una guida di un femminile politico e resiliente. 4 Ossa spolpate e un pò di polvere Celeste (cit.), ad esempio, è un lavoro del 2020 che potrebbe essere scelto come l’icona di questo viatico, una maestra che orchestra l’ascesi attraverso il suo gesto.

È come se fossimo richiamati da una dea a un flusso che è una riflessione che si connota in uno spazio come la piccola stanza di Inangolo; un canto che unisce leggero gli elementi naturali visibili attorno alla città di Penne con la forza di chi ha portato la sua onda verso l’alto in un ambiente che piano piano cerca di trasformare o modellare una roccia.

L’artista è in ascolto, chiede ascolto con modi gentili, attraverso installazioni su cui il visitatore si muove e vede mutare la stanza attorno a sé come in un vortice in ascesa.

Se Antonio Zimarino nel suo testo critico parla di tempo, di una mostra che ha bisogno di una lunga riflessione, al contrario – e secondo il mio punto di vista – in questo incontro con le opere di Emanuela Barbi si parla di spazio, di qualcosa che si trova a mutare attraverso il suono e la eco in una gravità che si dilata e restringe come un polmone il cui scopo è di purificare un organismo vivente a ogni singolo passo.

Gli allestimenti delle installazioni delle Veroniche – come le definisce l’artista ( i lunghi teli agganciati a un amo in sospensione tra cielo e terra con un filo impalpabile) offrono anche un’occasione di pensare a come cambia la nostra percezione nel vivere appieno gli ambienti digitali, nella distorsione di qualcosa che abbiamo iniziato a frequentare da un po’, ma che ancora non facciamo del tutto nostri.

L’intero allestimento sembra sollevare un quesito esistenziale: continuare a trascinare la vecchia ottica di guardo sul mondo o permettere al nostro ruolo di essere, cioè cambiare, per questi che sono già nuovi mondi?

La mostra rimarrà aperta fino al 4 febbraio, nei fine settimana.

Emanuela Barbi. Tempoceano
a cura di Antonio Zimarino

Fino al 4 febbraio

Spazio Inangolo
Largo San Giovanni Battista, 1 – Penne (PE)
Casa delle Arti e dei Mestieri
Per info su orari e appuntamenti: inangolo.it
info@inangolo.it

Grazie ad Alessandro Sonsini per lo scatto che mi ha riservato, ad Emanuela Barbi che mi ha concesso il permesso di pubblicarla. Grazie anche ad Alessandro Rietti e alla sua favolosa premura di avvertirmi sulla condizione delle strade il giorno della inaugurazione e all’impegno che persegue nel portare avanti il progetto di Spazio Inangolo in collaborazione con Francesco Di Bernardo e Francesco Toppeta ai quali va il mio plauso per la determinazione.

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