Ulrike Ottinger, Die Kalinka Sisters, 1988, © Ulrike Ottinger Courtesy Sammlung Goetz, München

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione, fino al 17/09/2017 – Museion, Bolzano #arte #fotografia [#currentexhibition]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi


Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione

Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman

quattro posizioni dalla
Sammlung Goetz

fino al 17/09/2017

Museion,
Bolzano

 


Museion e la Sammlung Goetz
rinnovano la collaborazione: da giovedì 23/03 prossimo un nuovo nucleo di oltre venti opere dalla prestigiosa raccolta di Monaco andrà ad arricchire la mostra sulla collezione Museion, “La forza della fotografia” (fino al 17/09/2017). Nel 2013 Museion aveva ospitato l’esposizione “When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz” con oltre cento opere che testimoniavano i più diversi riferimenti contemporanei al minimalismo. In questa occasione il focus è invece la fotografia: quattro posizioni di quattro artiste di fama internazionale Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman ampliano il percorso espositivo negli spazi del secondo piano. L’identità, l’alterità, la trasformazione e messa in scena del corpo e di sé stessi e della vita intima i temi trattati dal nuovo nucleo di fotografie.
Nei lavori delle quattro artiste selezionate emerge un aspetto che si dipana come un fil rouge attraverso la mostra della collezione di Museion, ovvero il clima di contaminazione che negli anni sessanta si comincia a delineare tra fotografia e arte contemporanea. Ciò si manifesta soprattutto in un’attenzione aumentata ad azioni e comportamenti, in cui il ruolo della fotografia non è un semplice mezzo di riproduzione della realtà, ma uno strumento che instaura una relazione con essa.

La sezione si apre con i lavori di Diane Arbus (New York 1923-1971) di cui sono in mostra 14 fotografie realizzate tra il 1962 e il 1970. Che si tratti di travestiti, giovani coppie o bambini, i soggetti ritratti risultano comunque inquietanti. Da una parte emerge l’interesse dell’artista per la diversità – non a caso in una delle sue biografie viene definita “la fotografa dei mostri”. Dall’altro le immagini comunicano un senso di distacco e mancata partecipazione, un atteggiamento che la celebre critica americana Susan Sontag ha definito “partecipazione alienata”.

Anche Nan Goldin (Washington, 1953), presente in mostra con sei lavori, è interessata al diverso, ma il suo è uno sguardo vibrante di partecipazione emotiva. L’universo conturbante e sconvolgente delle drag queen è ritratto in immagini d’intensa intimità e delicatezza, al di là di ogni voyeurismo. Un mondo che l’artista conosce per esperienza personale, per aver condiviso da adolescente per anni la stessa abitazione di una drag queen, di cui si era innamorata: “Le fotografavo così, come loro stesse si vedevano, e non sentivo alcuno bisogno di smascherarle con la macchina fotografica”.

Le fotografie della tedesca Ulrike Ottinger (Costanza, 1942) sono legate alla sua produzione filmica e ritraggono con predilezione un mondo di emarginati e di eccentrici. L’approccio è quello della messa in scena e dell’iper-rappresentazione, come in “Fräulein Mausi und Paulchen“, 1981 e „Die Kalinka Sisters“,1988, in mostra a Museion. Come per tutte le immagini esposte in questa sezione, il mezzo fotografico è un segno che, attraverso l’imitazione, rivela codici sociali e culturali con cui lo spettatore si può identificare e confrontare.

Mascherarsi, entrare in ruolo per smascherare i clichè impressi nella nostra società è il gioco messo in atto da Cindy Sherman (Glen Ridge, USA, 1954). I suoi celebri autoritratti – in mostra ne sono esposti quattro, dal 1990 al 2008- non rivelano la personalità dell’artista, ma, giocando con la moda e la storia dell’arte in maniera grottesca e provocatoria, mettono in luce convenzioni e artifici e del mondo contemporaneo.


Info

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione
Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman
quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

Dal 23/03/2017 al 17/09/2017

A cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con la Sammlung Goetz.

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion
Piazza Piero Siena 1
39100 Bolzano

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
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Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani
*Comunicato stampa

 

 

ROXROK, Musculi Colli - La luce che intercetto, temporaneo spazio cit, Torino

Corpus n° 1. La luce che intercetto, 23 giugno, temporaneo spazio cit – Torino #savethedate #opening [MOSTRE]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, mostre

Corpus n° 1

La luce che intercetto

a cura di
Amalia de Bernardis + Ivan Fassio

Opening:
giovedì 23 giugno 2016, ore 19.00

 @ temporaneo spazio cit
Torino*

 

Rosa Ubeda, Carla Sanguineti, Roberta Toscano, Nicola Fornoni, Giorgia Cegna, Leardo Sciacoviello, COSTAROCOSA (roberta toscano/armando riva), Andrea Roccioletti, ROXROK, Marco Altavilla, Andrea Massarelli, Francesca Vignale, Veronica La Greca, Ester Pairona, Vincenzo Bruno, Microcollection/Elisa Bollazzi, Darinka Mignatta, Vanessa De Petris


Corpus n°1, mostra collettiva di arte visiva, a cura di Amalia de Bernardis e Ivan Fassio, inaugura  giovedì 23 giugno alle 19 presso
temporaneo spazio cit./Go to gallery _via Bidone 16 a Torino. Fino al 3 luglio 2016.

ROXROK, Organum Gustus ( foto con lingua lingua ) - La luce che intercetto, temporaneo spazio cit, TorinoIl progetto Corpus implica la seguente domanda sostanziale e, al tempo stesso, formale al sistema culturale contemporaneo: è attuale e necessario, è fondamentale, per ogni pratica estetica, riformulare un discorso interno all’arte e, insieme, alle scienze della vita? È imprescindibile una frequentazione costante  di un linguaggio
immediato, auto-generato dall’indagine radicale, simultanea spontanea, dei campi del sensibile? La questione coniuga in un saldo abbraccio le sterminate sabbie mobili contemporanee della produzione estetica, dell’innovazione linguistica sociale relazionale, dell’enunciazione comunicativa, della metodologia critica, della sperimentazione e della ricerca.

Che l’azione dell’uomo possa generare un esubero fecondo di significanti è un fatto. Questa eccedenza creativa è natura, assimilazione, adattamento, tecnica, progresso. La valutazione di  ogni produzione di senso affonda le proprie ragioni – se così decidiamo, in questi tempi, di identificare le radici dell’essere – nel terreno delle percezioni. Ora – e dall’origine –, non possiamo definire compiutamente, attraverso l’utilizzo della parola slacciata dalle sensazioni, l’opacità concreta del corpo e delle creazioni umane, a meno di non voler cadere in un sistema equivocabile. La verbalizzazione è fenomeno biforcuto: da un lato, può organizzare il potere, inibendo forza potenza e libertà; dall’altro, è metodo svincolante, tanto sensibile nell’organizzazione del discorso stesso, per assumere consapevolezza e tuffarsi rinnovati nelle acque dell’esistenza.

Scienza e arte sono dialoghi interni, totalizzanti, immersi nel flusso del sapere.

Il linguaggio è tutto, pregnanza indiscutibile, infinitamente malleabile. La mela, che stringo, si dipinge in un’inesauribile possibilità di declinazioni. Il tempo e lo spazio garantiscono l’individuazione delle coordinate. La lingua, che frequento, è un intreccio di terminazioni nervose, relazione, un continuo cortocircuito appena dopo e subito prima del buio. La luce che intercetto è la pagina su cui inscrivere ogni atto. Anche la notte non sarà nera, così come il bianco che conosco non diverrà mai davvero accecante. Chi sono io, dunque, in tutto questo?

Il corpo conosce, cresce e plasma per contatto, in accoglienza gestazione frutto, affettivamente. Dove riconosciamo un concetto, ci confondiamo. L’imitazione resta il motivo ricorrente d’apprendimento della storia, affinché la comunicazione si mantenga senza sacrificio: educazione, tradizione, allevamento. Il verbo, che era al principio, non s’è fatto carne; si è arreso, dichiarato tale per svelamento: suo compito era dirsi concedersi sfidarsi, per voce categorica, in quanto concrezione d’assoluto.

Ivan Fassio

 

Corpus n° 1
La luce che intercetto
a cura di Amalia de Bernardis + Ivan FassioCorpus, manifesto mostra - La luce che intercetto, temporaneo spazio cit, Torino

@ temporaneo spazio cit
Via Giorgio Bidone, 16 – Torino

Inaugurazione:
giovedì 23 giugno 2016, ore 19.00

Fino al 3 luglio
15.30 – 19.00 (esclusi mart/dom)

*Comunicato stampa

 

FrankoB_06, FrankoB_12, FrankoB_03, Franko B. Stiched Heart - www.antoniomarras.it

Franko B. Stitched heart, 14 giugno – NONOSTANTE MARRAS, Milano #savethedate #opening [mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre

Stitched heart
Franko B

a cura di Francesca Alfano Miglietti

Opening
martedì 14 giugno 2016
ore 20.00

@ NONOSTANTE MARRAS
Milano*

Franko B. Stiched Heart (invito) - www.antoniomarras.it

Martedì 14 giugno 2016 alle ore 20.00 presso NONOSTANTE MARRAS inaugura la mostra Stitched heart di Franko B, a cura di Francesca Alfano Miglietti, all’interno del programma espositivo dedicato al tema L’aldilà e l’aldiquà.

E’ profondo e forte il legame che lega Franko B ad Antonio Marras, basato su una sincera amicizia e una costante ricerca della poeticitàche interroga incessantemente il mondo, gli oggetti, le dimensioni, gli scarti.

In mostra oltre 100 ricami su carta, soldati, teschi, scritte, croci, cuori, realizzati appositamente per l’occasione, che testimoniano come l’artista abbia raggiunto una consapevolezza che le sue rappresentazione del mondo, reale e immaginario, possano essere lette a vari livelli, dalla percezione più immediata all’introspezione.

FrankoB_03, Franko B. Stiched Heart - www.antoniomarras.itPer l’artista italo-britannico il background di ognuno è quello che lui stesso definisce “gli effetti della storia”. Franko B fa un’icona delle cose che obiettivamente, per la loro storia, vengono lette diversamente, come tutto quello che viene sbrigativamente bollato come insopportabile. Si tratta di nevrosi, paure, “viaggi”, immagini della cronaca, simboli, carichi di quella valenza poetica, condivisa dallo spettatore. Naturalmente l’utilizzo di concetti come vergogna, dignità, o tematiche come quelle della sessualità, decide e seleziona gli spettatori.

Scrive Fam nel suo testo: affascinato dall’idea dell’“icona” (dal greco eikon, immagine), Franko B indaga un concetto molto diffuso in campo artistico su come l’immagine oscilli tra l’idea ed il reale: le sue icone colgono le tensioni, le intenzioni dell’astratto, ma allo stesso tempo sottolineano la capacità di essere, in ogni momento, parte del mondo reale.

La tematica della bellezza diventa per Franko B un campo indiviso tra etica ed estetica, che necessita un’analisi sul ruolo che le immagini detengono per l’inconscio, radicandosi come icone nel nostro profondo.


Il protagonista dei ricami di Franko B è invisibile e muto, un individuo straniero, dislessico e balbuziente, trasognato e alieno, incapace di misurarsi con l’età adulta. E’ la rappresentazione di un confine, di un limite avvicinato con solidarietà e compassione, il ritratto di un individuo che non smette di cadere e non smette mai di rialzarsi, un individuo che mette in scena le ossessioni, le frustrazioni, i disagi dell’uomo.

Stitched heart tesse con il filo rosso egiziano, di cui si serve Franko B per le sue creazioni, le sottili trame della vita, delle angosce, dei bisogni e delle paure che si annidano nella parte più profonda dell’anima, suscitando un pathos composto, che avvicina lo spettatore all’opera.

 

Franko B (nato nel 1960) si trasferisce a Londra dall’Italia nel 1979, e studia Belle Arti al Camberwell College of Arts dal 1986 al 1987, al Chelsea College of Art dal 1987 al 1990 e al Byam Shaw School of Art dal 1990 al 1991. Le sue opere sin dagli esordi suscitano interesse a livello internazionale. Le opere e le performance di Franko B sono state ospitato in numerose istituzioni in tutto il mondo, tra cui la Tate Modern, la Tate Britain, la Tate Liverpool, la ICA, il Palais des Beaux-Arts in Belgio, L’Ex Teresa a Città del Messico, il PAC di Milano, la RU ARTS di Mosca, e molte altre. Le sue opere sono inoltre presenti in prestigiose istituzioni private e pubbliche, tra cui la collezione permanente della Tate Modern e del V&A Museum e la collezione permanente della città di Milano. Franko B è conosciuto per le sue lunghe e provocatorie performance, in cui si concentra sulla vulnerabilità dell’uomo attraverso lo spargimento del proprio sangue. Attraverso questa tecnica, ha più volte risposto a questioni come l’oppressione, il dogmatismo, l’abuso e l’esibizione di se stessi.

Stitched heart, Franko B
a cura di Francesca Alfano Miglietti

Opening:
martedì 14 giugno 2016, ore 20.00

Fino al 30 ottobre 2016

@NONOSTANTE MARRAS,
Via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano

Ingresso gratuito
 da lunedì a sabato, 10.00 – 19.00; domenica 12.00 – 19.00

Informazioni    
tel.: 02 76280991 – mail: bottega@antoniomarras.it
Sito: www.antoniomarras.it

Ufficio stampa:        
Maria Bonmassar | ufficio: +39 06 4825370 / cellulare: + 39 335 490311 | ufficiostampa@mariabonmassar.com

 

*Comunicato stampa

 

Eva Macali. FACCIONI (quantico-2) - http://www.centroluigidisarro.it/

Eva Macali. FACCIONI – 16 giugno, Centro Luigi Di Sarro (Roma) #savethedate #opening [mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, mostre

Eva Macali

FACCIONI

a cura di Roberto Gramiccia

Opening:
giovedì 16 giugno 2016 ore 18*

 

Eva Macali, autrice satirica e professionista della comunicazione, con i suoi Faccioni intende restituire lo sguardo alle immagini di donne oggettivate dalla pubblicità, ribaltando così la relazione gerarchica tra chi guarda e chi è guardato. “Uno dei miei obiettivi – dice – è che le donne che rappresento possano ricevere la loro soggettività indietro. … La mia sperimentazione interviene tra i codici della pittura moderna, della fotografia e dei mezzi di comunicazione di massa; è in generale connessa al tema più ampio dell’iconografia”.

Eva Macali. FACCIONI (dama-di-memling) - http://www.centroluigidisarro.it Scrive Roberto Gramiccia nel testo I Faccioni, lo sguardo, la domanda che accompagna la mostra:  …. Che i faccioni di Macali siano tutti femminili non è un caso naturalmente. Prima di tutto perché è la bellezza e l’avvenenza femminile, più di ogni altra cosa, ad essere fatta oggetto dalla pubblicità che conosce da decenni la sua produttività, la sua efficacia nel farsi tramite del messaggio commerciale. E, in secondo luogo, perché l’operazione dell’artista vuole fortemente radicarsi nel solco di un femminismo che non trova ristoro e soddisfazione nelle autostrade elettroniche del cyberspazio (Virilio). Che non si limita a semplici e tardive declamazioni, ma della condizione della donna studia le influenze del patriarcato residuale e quelle del capitale. (…) I Faccioni di Eva Macali sono nella tradizione ma anche fuori della tradizione, si diceva. Realizzati da quella che potremmo definire una energica gazzella del post-pop, e che è anti-pop com’è naturale per un’artista che ha a che vedere con una cultura mediterranea. Una cultura che da millenni, piuttosto che dare risposte, preferisce farsi domande. Le stesse che nascono dalle traiettorie degli sguardi dei faccioni che oggi si incrociano al Centro Di Sarro. In ogni sguardo c’è una domanda. E in quella domanda è riposto il senso più profondo della vita.

Eva Macali
FACCIONI
a cura di Roberto Gramiccia

Inaugurazione: giovedì 16 giugno 2016 ore 18

Fino al 9 luglio 2016 (dal martedì al sabato ore 16-19)

@ Centro Luigi Di Sarro
Via Paolo Emilio 28 – 00192 Roma
Tel. +39 06 3243513

www.centroluigidisarro.it  /  info@centroluigidisarro.it

*comunicato stampa

étranger. Quarto appuntamento a Pescara nello spazio di via Raffaello 94/2 #savethedate #opening [mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi, videoarte

étranger.
Quarto appuntamento a Pescara nello spazio di via Raffaello 94/2

Iulia Ghita / Sofia Ricciardi

Opening:

Sabato 14 maggio dalle ore 18,30*

 

étranger, invito - www.etranger.itSabato 4 giugno dalle ore 18,30 si avvierà il quarto appuntamento del ciclo Étranger. Cinque appuntamenti, da febbraio a giugno, all’interno di uno spazio non convenzionale – un ex studio medico – situato in via Raffaello 94/2 a Pescara. Gli artisti (Adelaide Cioni, Milica Cirovic, Ola Czuba, Angelo Di Bello, Iulia Ghita, Fabio Giorgi Alberti, Andrea Liberati, Lorenzo Lunghi, Claudio Pantò, Luca Valerio, Sofia Ricciardi) trasformano lo spazio partendo da due tematiche classiche dell’esistenzialismo di Camus, l’assurdità della vita e l’indifferenza del mondo. La storia insegna come l’individuo, nella motilità, sia portato a riproporre e a costruire metaforicamente l’ambiente nel quale è nato e cresciuto, quel luogo che permette condizioni vivibili di esistenza. Il globo è sicuramente sempre meno alla portata dell’uomo, che spesso si sente straniero nel luogo in cui vive, talvolta straniero a sé stesso. È quindi fondamentale che egli abbia solide basi da riproporre in circostanze che non gli appartengono, cercando di creare condizioni endosferiche affini a quelle del viaggiatore. Dentro lo spazio di coesistenza – in questo caso l’ex studio medico – gli artisti pensano la loro posizione nel contesto territoriale lavorando in coppia e cercando di creare, citando Peter Sloterdijk, sfere, globi, che fruiscano di una seconda atmosfera in uno spazio nuovo da abitare.

Iulia Ghita, RO (videostill), 2014, video HD, colore, senza suono, durata 8,05 min. -www.etranger.itIulia Ghita è nata a Oltenita, Romania, nel 1986. Si è laureata all’Università di Arte di Bucarest nel 2008 e all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2011. Il suo lavoro esprime un forte carattere installativo, anche quando utilizza il disegno e la pittura, come per la fotografia e il video. E’ interessata al rapporto/conflitto/tensione che innesca tra limite della misura umana e il bisogno di trovare una forma finita a cose incomprensibili.

Sofia Ricciardi, Casa con giardino (videostill), 2016, mattonelle, collage su carta, corda, foglie di papiro; video, colore, durata 60 secondi; suono, durata 60 secondi; installazione dimensione ambiente. 8,05 min - www.etranger.it

Sofia Ricciardi è nata a Pescara nel 1985.
Laureata in filosofia, nel 2016 si diploma in pittura presso l’Accademia di belle arti di Roma. Il suo lavoro si basa sulla fusione dialettica tra l’artista e il linguaggio della materia, ogni suo progetto è l’installazione di un mondo fatto di frammenti, la proiezione e la percezione del suo essere in quel mondo.

 

Informazioni utili:

étranger.
Quarto appuntamento a Pescara nello spazio di via Raffaello 94/2
Iulia Ghita / Sofia Ricciardi
Opening:
Sabato 4 giugno dalle ore 18,30
Fino al 12 giugno 2016

www.etranger.it
Per info: 327.7511904 / info@etranger.it

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*comunicato stampa

LIBRIMMAGINARI VI EDIZIONE – 27 maggio #viterbo #savethedate

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, libri, mostre, turismo, viaggi

Librimmaginari. Il segno inquieto, Festival del disegno e delle arti visive, manifesto - www.arciviterbo.it/librimmaginari
LIBRIMMAGINARI VI EDIZIONE*
Il segno inquieto
 
Un progetto di Arci Viterbo
 
Walden. La vibrazione selvatica
Mostra collettiva di disegno e illustrazione
A cura di Marcella Brancaforte e Marco Trulli
 
Inaugurazione
27 maggio ore 18.00
Biancovolta, Via delle Piagge 23 Viterbo

Dal 27 Maggio al 5 Giugno 2016

Artisti
Andreco, Marco Bernacchia, Zaelia Bishop, Lucilla Candeloro, Daniele Catalli, Luca Coclite, Massimo De Giovanni, Anke Feuchtenberger, Tothi Folisi, Magda Guidi, Simone Massi, Alex Raso, Stefano Ricci, Elisa Talentino, Violetta Valery

Continuando a riflettere sul disegno come territorio comune tra il mondo dell’illustrazione e quello dell’arte visiva, il nuovo progetto espositivo collettivo di Librimmaginari parte da un celebre libro della letteratura statunitense, capostipite di una serie di riflessioni sulla relazione tra uomo, ambiente e società: Walden. La vita nel bosco di Thoreau. Il concept della mostra è un viaggio nella terra selvatica (Wildnis) che ogni uomo ha in sé. Il bosco quindi come luogo dell’archetipo, passaggio verso una dimensione dell’inquietudine, della riconquista di una dimensione simbiotica con la natura, ed anche del suo lato oscuro e misterioso. “Il “Trattato del Ribelle” di Jünger ci restituisce un’immagine della foresta (che ritroviamo spesso anche nella mitologia e nelle fiabe europee, a testimonianza di quanto sia radicato nel nostro animo il simbolo del bosco), come luogo in cui l’uomo diviene sovrano di sé, ritrovando il contatto con quei poteri che sono superiori alle forze del tempo.”
Ma il bosco è anche sinonimo di fuga dal reale, astrazione e diventa spazio ideale di nascondimento come strategia di rifugio, mimetizzazione nella natura. Il bosco come luogo immaginario e psichico, foresta di segni e storie nascoste che si dispiegano all’interno di una mostra pensata come una grande installazione composita.

Il bosco è l’origine di molte storie, attraversamenti e leggende. La mostra è un sentiero nel bosco, una immersione nel selvatico, un’ambientazione di interpretazioni possibili della relazione simbolica che lega l’uomo al bosco.

Orari di apertura
Dal martedì alla domenica dalle 17 alle 19.30

Un progetto promosso da
Arci Viterbo

Con il patrocinio di
Comune di Viterbo
Biblioteca Consorziale di Viterbo
Associazione AI  Autori di Immagini
In collaborazione con Liceo Artistico Statale “Francesco Orioli”
Realizzato nell’ambito de Il Maggio dei libri

Per informazioni
ufficiostampaarciviterbo@gmail.com
www.arciviterbo.it/librimmaginari

Qui tutto il programma dell’evento:
http://www.arciviterbo.it/librimmaginari/

*comunicato stampa

La valle delle Abbazie - www.valledelleabbrazie.it

Il cammino nella Valle delle Abbazie – summer edition #abruzzo #turismo

arte, comunicazione, CS, cultura, eventi, turismo, viaggi

Il cammino nella Valle delle Abbazie
– summer edition –

Torna dal 2 al 5 giugno l’emozione di camminare insieme tra fede, arte e cultura

 

 

Quattro giorni di cammino, dall’Abbazia di Santa Maria di Propezzano al santuario di San Gabriele dell’Addolorata, attraverso uno degli angoli più belli d’Abruzzo alla scoperta di antiche abbazie, piccoli borghi medievali, incantevoli panorami e gastronomia teramana.

La valle delle abbazie (manifesto) - www.lavalledelleabbazie.itDopo il grande successo dell’edizione invernale si torna a camminare insieme sul lungo percorso tra l’arte, le tradizioni, la cultura e la fede della “Valle delle Abbazie”, percorrendo sentieri collinari e strade di campagna, attraversando antichi borghi e riserve naturali custodite tra le valli dei fiumi Vomano e Mavone, ai piedi del Gran Sasso d’Italia.

I partecipanti al cammino, accompagnati dallo staff dell’associazione Itaca potranno ammirare, con gli occhi del pellegrino, la bella porta santa di Santa Maria di Propezzano (Morro d’Oro), il magnifico ciborio di San Clemente al Vomano (Notaresco), il grazioso borgo di Castelbasso (Castellalto), la torre triangolare di Montegualtieri (Cermignano), le mura rinascimentali di Cellino Attanasio, il bosco di Castel Cerreto (Penna Sant’Andrea), il soffitto maiolicato di Santa Maria a Porto Lungo (Basciano), gli affreschi duecentesci di Santa Maria di Ronzano (Castel Castagna), gli antichi bassorilievi di San Giovanni ad Insulam (Isola del Gran Sasso) e tanto altro.

 

 

Riscoprire il senso di camminare insieme”: questo è il ricordo più forte di coloro che ci hanno accompagnato nella scorsa edizione, ricordando a tutti l’importanza di condividere esperienze e emozioni.

Prenotazione e posti limitati.
L’iscrizione da effettuare entro il 25 Maggio 2016

Per saperne di più:

www.valledelleabbazie.it
cell: +39 346 0230559

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*comunicato stampa  

Wolfgang Voegele. Straw Dog – 8 Giugno, Annarumma Gallery – Napoli #savethedate

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Napoli,
mercoledì 8 giugno 2016,

Straw Dog  di Wolfgang Voegele

Annarumma Gallery

Mercoledì 8 giugno 2016, alle ore 19, la galleria Annarumma di Napoli inaugura Straw Dog, mostra personale dell’artista tedesco Wolfgang Voegele (Germania, 1983).

Wolfgang Voegele, Untitled (On a hill), 2015, Olio e lacca su tela, 150 cm x 120 cm www.annarumma.net - www.wolfgangvoegele.com/

Straw Dog di Wolfgang Voegele è un continuo alternarsi tra idea e pratica pittorica. L’artista crea un proprio vocabolario di immagini utilizzando linee semplici dai tratti arcaici. Inevitabili incertezze si manifestano nel passaggio dello schizzo alla pittura. Si tratta di movimenti essenziali che si manifestano nell’intero processo creativo, dove le forme diventano variazioni precise impossibili da raggiungere. Questo approccio è chiaro nel suo lavoro, riscontrabile nell’intero percorso stilistico.

Dopo aver applicato su tela la bozza prodotta al computer, inizia una azione fortemente fisica. Lungo il disegno, Voegele, applica colore a olio nero su tela grattando con una spazzola a setole. L’energia impressa nell’atto è trasferita nella pittura da una pennellata similmente potente. In contrasto con questa vigorosa operazione, nell’intimo della sua composizione, si rivelano la luce, le linee e le sottili filigrane di materia pittorica. Quando ritiene necessario, l’artista aggiunge alcuni nuovi colori. Per la serie intitolata Cut paintings, ad esempio, è stato privilegiato il giallo.

Lo schizzo iniziale funziona solo come base per lo svolgimento, che nella sua fine sarà un tradimento. Lo scopo è perdere i significati del gesti creativi iniziali, stabilendone di nuovi e di indefiniti. Il metodo scelto è quello cognitivo dell’intuizione, il fine è avere come risultato la coincidenza.

Accettare la casualità come coscienza o introdurre elementi altri di ambienti che lo circondano (come ad esempio il pavimento del suo studio), permettono a Wolfgang Voegele di avvalersi di un fluire discorsivo intuitivo in divenire, impercettibile, senza delinearne una fine. L’artista produce cornici di legno che sviluppa a completamento dell’opera. Esse servono a definire lo spazio, e ne diventano parte integrante.

Guardare i suoi dipinti, osservarli più da vicino, sembra tradurre scenari di boschi, vestiti o corpi, ma quando si prova a vederli nella sua compiutezza, senza lasciarsi catturare dalle singole forme, gli elementi in apparenza rappresentativi, svaniscono. Solo il riferirsi a dei paesaggi, a volte, permette associazioni, collegamenti, le quali possono funzionare nel contesto del dipinto.
Testo di Amalia Temperini

Informazioni utili:

Wolfgang Voegele. Straw Dog
Opening: 8 Giugno 2016 – ore 19
@ annarumma
Via del Parco Margherita 43,
80121 Napoli ( IT )
8 giugno – 25 luglio 2016
www.annarumma.net

Wolfgang Voegele (Germania, 1983)
http://www.wolfgangvoegele.com/

Mood

vita

Quel sabato di fine giugno in cui razionalizzi all’improvviso.