VARIAZIONI SULLA DURATA 24 ore di performance e di incontri con il pubblico A cura di Maurizio Coccia 18 maggio 2017 dalle ore 20.00 | Spazio VARCO | L’Aquila Fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

VARIAZIONI SULLA DURATA. 24 ore di performance, 18 – 19 Maggio, V.AR.CO – L’Aquila #pubblico [#arte]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, mostre, politica, teatro, turismo, viaggi

VARIAZIONI SULLA DURATA
24 ore di performance e di incontri con il pubblico

A cura di Maurizio Coccia

18 maggio 2017 dalle ore 20.00
fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

| Spazio VARCO | L’Aquila

 

Il 18 maggio 2017 alle ore 20.00, presso SpazioVARCO a L’Aquila, inaugura “VARIAZIONI SULLA DURATA”24 ore di performance e di incontri con il pubblico fino alle 20.00 del 19 maggio 2017.

L’iniziativa è ideata e curata da Maurizio Coccia con la collaborazione e la partecipazione di Margherita Morgantin, Italo Zuffi e Andrea Panarelli.

Le performance vedono la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Interverranno inoltre relatori provenienti da diversi ambiti professionali che porteranno la loro testimonianza sul tema della durata nella loro attività.

“(…) Nel contesto aquilano, credo che il linguaggio artistico più adatto sia la performance. Intanto ci risparmia l’estetica pornografica delle rovine. Poi, è una pratica inflessibile. Non ammette ripensamenti. Ciò che è fatto, è fatto. Infine si fonda su tre modalità espressive ormai diventate, in città, categorie esistenziali: precarietà, instabilità, imprevedibilità.

Allo spazio VARCO, da tempo, si sta svolgendo una guerra incruenta. Una serie di battaglie pacifiche vi sta avendo luogo. Lì, l’arte e la cultura si giocano la partita fronteggiando numerose avversità. Perché non è nato con una vocazione espositiva. Non è facilmente raggiungibile – né visibile – circondato com’è da cantieri. Non c’è riscaldamento. Non c’è corrente elettrica. Mancano, in sintesi, i requisiti minimi per qualunque, dignitosa, attività pubblica.

Eppure, VARCO è lì. Esiste. Alieno da ogni patetismo si propone strenuamente quale paladino della cultura contemporanea. Nonostante le polveri sottili, i ponteggi e la metafisica sospensione della vita nel centro storico, la sua attività è continua, dura. Qui sta il nodo centrale. Il concetto di durata è il fulcro intorno al quale gira l’idea. Durata come persistenza e resistenza. Certo. Ma non solo. La durata riguarda anche all’autonomia del generatore che garantisce la corrente elettrica. È il simbolo dell’energia. Parallelamente metafora e significato letterale di sussistenza. Di sopravvivenza. Da lì alla maratona, il passo è stato breve. È una formula valida sia come mezzo sia come fine.

Ventiquattr’ore di azioni artistiche. E relatori eterogenei. Momenti conviviali. Musica. Studenti. Curiosi. Cittadini. Un fluire ininterrotto. A dare il ritmo, il rifornimento del generatore. Gli eroi della normalità, così, possono ballare sulla faglia.” (dal testo critico “Ballando sulla Faglia” di Maurizio Coccia)

VARCO verdiartecontemporanea è uno spazio che apre ad una dimensione contemporanea in un contesto precario e transitorio nel centro storico de L’Aquila. Il progetto VARCO è sostenuto dalla Fondazione Carispaq, Raffaelle Panarelli, Melfi Costruzioni, Metania, dalla asd MACO L’Aquila C5 e Art Cafè L’Aquila come sponsor tecnico.

 

VARIAZIONI SULLA DURATA 24 ore di performance e di incontri con il pubblico A cura di Maurizio Coccia 18 maggio 2017 dalle ore 20.00 | Spazio VARCO | L’Aquila Fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

 

INFO

VARIAZIONI SULLA DURATA
24 ore di performance e di incontri con il pubblico

Ideazione e cura: Maurizio Coccia
Con la collaborazione di: Margherita Morgantin, Italo Zuffi, Andrea Panarelli
e con la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila

Dalle ore 20.00 del 18 maggio 2017 fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

Ingresso gratuito

Spazio VARCO verdiartecontemporanea
Via Giuseppe Verdi 6/8 L’Aquila
spaziovarco@gmail.com
www.v-ar-co.com

Press Office
Roberta Melasecca
Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com
349.4945612
robertamelasecca.wordpress.com/
*Comunicato stampa

Annunci
LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico, 17 maggio, accademia nazionale di san luca - Roma

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico, 17 maggio, accademia nazionale di san luca – Roma #arte [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE’tico

accademia nazionale di san luca

Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

17 maggio – 22 settembre 2017

In occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica 2015 assegnato a Luigi Ontani, l’Accademia Nazionale di San Luca presenta nelle sale espositive di Palazzo Carpegna la mostra SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico, apertadal 17 maggio al 22 settembre 2017.

L’importante onorificenza venne istituita nel 1950 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il quale destinò un Premio Nazionale, annuale e indivisibile, aperto a tutti gli artisti, affidando all’Accademia di San Luca la segnalazione del più meritevole per le tre categorie di Pittura, Scultura e Architettura.

Per celebrare l’assegnazione del Premio Presidente della Repubblica 2015, l’Accademia Nazionale di San Luca ha invitato Luigi Ontani a ideare e curare un’esposizione di sue opere, ripercorrendo la sua carriera artistica, dai tableaux vivants dei primi anni Settanta alle ultime ErmEstEtiche, alcune del tutto inedite e create espressamente per SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico.

In mostra circa 60 opere allestite nei tre spazi espositivi di Palazzo Carpegna: si inizia con le prime opere di Ontani nelle sale al pianterreno, proseguendo lungo la rampa elicoidale di Borromini, per culminare al terzo piano in alcune delle sale della Galleria dell’Accademia, secondo un percorso che intreccia un dialogo con le opere delle collezioni storiche.

Celebri i tableaux vivants dell’artista, iconografie viventi che Ontani assume su di sé come simulacri, prendendo le sembianze di figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Leonardo, Raffaello, San Luca; in mostra anche le fotografie ritoccate a mano, memorie dei soggiorni e viaggi orientali (dal 1972 ad oggi), in cui la sua poetica risente dei colori e delle tradizioni orientali. Degli anni Ottanta è la sperimentazione di altri materiali, quali la cartapesta, il legno, la ceramica e il vetro di Murano, attraverso la cui mediazione Ontani traspone in scultura il tema della maschera e dell’ibridazione di idoli già presente nelle pose fotografiche. Si giunge quindi alle Anamorpose (foto lenticolari realizzate dal 2000 ad oggi), agli elementi di arredo in ceramica e vetro, per concludere il percorso con la serie delle ErmEstEtiche, dei Canopi e dei BellimBusTi realizzati in ceramica.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano/inglese) con un testo critico di Ester Coen, un’ampia intervista di Hans Ulrich Obrist e contributi di scrittori quali Aurelio Picca e Emanuele Trevi, insieme a una selezione di testi a cui l’artista è particolarmente legato, di Francesca Alinovi, Goffredo Parise e una poesia inedita di Valentino Zeichen.

 

INFORMAZIONI

Mostra: LUIGI ONTANI. SanLuCastoMalinIconicoAttoniTonicoEstaEstE?tico
Preview stampa: mercoledì 17 maggio, ore 11.00
Inaugurazione: mercoledì 17 maggio, ore 18.00
Apertura al pubblico: 17 maggio – 22 settembre 2017
Sede: Accademia Nazionale di San Luca, piazza dell’Accademia di San Luca 77 – Roma
Informazioni: tel. 06 679 8850; segreteria@accademiasanluca.it
Orari: dal lunedì al sabato: 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.30).
Chiuso domenica e dal 6 al 27 di agosto.

Ingresso gratuito

 Iformazioni per la stampa:
Maria Bonmassar
06 4825370; +39 335490311;
ufficiostampa@mariabonmassar.com

 

*Comunicato stampa

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio – Bolzano #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, filosofia, mostre, turismo, viaggi

Július Koller. One Man Anti Show

Inaugurazione:
19/05/2017, ore 19.00

a cura di
Daniel Grúň, Kathrin Rhomberg e Georg Schöllhammer

@Museion,
Bolzano



Museion presenta, in cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, la più vasta retrospettiva mai dedicata a Jùlius Koller (Piestany, Slovacchia 1939- Bratislava, 2007). Koller, tra le personalità artistiche più importanti dell’Est Europa dagli anni Sessanta, ha sviluppato un’opera di grande rilevanza internazionale. La mostra documenta, alla luce dell’elaborazione di materiali artistici e d’archivio, il suo contributo autonomo alla Neoavanguardia. Oltre a lavori noti a livello internazionale sono esposte anche opere, materiali d’archivio ed ephemera inediti – diverse fotografie concettuali dell’artista slovacco legano la sua personale alla mostra sulle opere fotografiche della collezione Museion “La Forza della Fotografia”. L’opera di Koller si pone a distanza critica rispetto al governo comunista e alla sua arte ufficiale, ma mette in discussione anche le tradizioni della modernità e le convenzioni del sistema dell’arte occidentale. Dalla metà degli anni Sessanta Koller crea, con gli Antihappenings e gli Antibildern un’opera contrassegnata da ironia giocosa e scetticismo, che con spirito dadaista unisce ad un atteggiamento scettico radicale un approccio innovativo. Dipinge così quadri oggetto di colore latex bianco e immagini con il motivo del punto interrogativo, che diventa simbolo universale della sua messa in discussione della quotidianità e della realtà. Il gioco del tennis e del tennis tavolo sono utilizzati da Koller come forma artistica partecipativa: collegando lo sport a uno statement politico, l’artista rivendica così l’attenersi alle regole e il fair play come base dell’azione sociale – statement che conserva ancora oggi la sua piena attualità, anche alla luce della situazione politica internazionale. Dopo la repressione della Primavera di Praga, l’artista inizia la serie U.F.O.naut per contrapporre alla realità “situazioni culturali” e utopie di un nuovo futuro e di una nuova cultura cosmo umanistica.

In cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava

 

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Info

Július Koller. One Man Anti Show
Inaugurazione: 19/05/2017, ore 19.00

Durata mostra: 20/05 – 27/08/2017
Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.

Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.

 

Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion, Piazza Piero Siena 1
I – 39100 Bolzano

 Save the date – programma collaterale

Ping Pong Club ogni giovedì 18.00 – 21.30, ingresso e partita gratuiti, prenotazione possibile: visitorservices@museion.it  Tel. 0471 223435

ICOM Day 21/05/2017
lezioni di tennis tavolo

 20/07/2017, 19.00 h

visita guidata con Letizia Ragaglia

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
Follow us on Twitter
http://www.museion,it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani

 

*Comunicato stampa

ENLIGHTENING SURFACES SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI, 23 marzo, Libreria Polarville, L’Aquila #savethedate #arte #fotografia [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, fotografia, mostre, turismo, viaggi, videoarte

ENLIGHTENING SURFACES
SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI

A CURA DI FANNY BOREL

INAUGURAZIONE:
23 marzo alle 18:30 

Libreria Polarville,
L’Aquila

 

Il progetto fotografico di Serena Vittorini e Melissa Pallini nasce dal desiderio di  esplorare oggetti provenienti dal mondo naturale che trovano assonanze con la sfera intima dell’essere umano.

In questa mostra vengono analizzati oggetti che la mente tende a semplificare, quasi finendo per considerarli ovvietà, secondo prospettive fotografiche che ne fanno affiorare i lati meno palesi, sviscerandoli fino a suggerirne il contenuto nascosto. Questa indagine sugli elementi che derivano dal mondo animale, vegetale e fossile, conduce ad una riflessione sulla trasformazione che gli stessi subiscono a seguito di fenomeni atmosferici e al passare del tempo.

Nel progetto risuona così l’ancestrale tendenza dell’uomo ad associare per analogie, talvolta scientifiche, talvolta simboliche, la natura e le sue infinite forme a metafore concettuali. In questo progetto fotografico, la scelta di rappresentare singolarmente gli oggetti esaminati consente di dare il giusto spazio alla loro carica emblematica.

Così, la piuma di pavone evoca la perfezione e la bellezza dell’animale che incarna l’incorruttibilità dell’uomo giusto; il rinnovamento della muta annuale ne simboleggia la resurrezione mentre la forma circolare all’interno della piuma ricorda un occhio, oggetto di indagine nella cultura classica (Esopo, Ovidio). Nella raffigurazione dettagliata della foglia viene esaltata la piacevolezza e l’armonia delle forme in cui le visibili venature si pongono in contrappunto con le vene dell’uomo. Le venature che trasportano linfa, e dunque nutrimento, sono tanto necessarie alla pianta quanto i capillari all’uomo. L’immagine del melograno conduce invece ad un mito classico, il mito di Persefone: alla fanciulla vengono offerti dei chicchi di questo frutto affinché lei sia per sempre legata agli inferi. Durante l’unico momento dell’anno in cui alla ninfa viene concesso di recarsi sulla terra, i fiori sbocciano ed inizia la primavera.

Agli elementi che incarnano trasformazione e rinascita si affiancano o fondono altri che simboleggiano emblematici concetti quali anima, perfezione e purezza. Perfezione imitata simbolicamente dalla conchiglia: in questo guscio disabitato, la spirale risulta un affascinante motivo di ricerca la cui matrice matematica e geometrica nella sezione aurea si ripete in molti contesti che riguardano il mondo naturale ed umano. Ad esempio nel corpo umano la coclea, ovvero la parte dell’orecchio interno, assume questa forma. La farfalla è stata già dall’antichità associata all’anima: alcune rappresentazioni dei miti greci raffigurano Psiche come una giovinetta alata, simile appunto ad una farfalla. La calla, infine, non solo simboleggia purezza ma indica anche l’inizio di una nuova vita.

Per coniugare l’analisi scientifica e la descrizione emozionale degli elementi raffigurati nelle opere esposte in mostra, la tecnica fotografica dello still life viene arricchita dal light painting. Questo espediente si avvale dell’otturatore aperto durante lo scatto. Durante la posa con i tempi lunghi, viene utilizzata una torcia munita di gelatine colorate per illuminare gli oggetti fotografati. Questi, illuminati dunque in maniera peculiare, vengono resi meno usuali alla quotidianità ed in tal modo la loro potenzialità simbolica (e conoscitiva) viene amplificata.

ENLIGHTENING SURFACES SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINI, L'Aquila


ENLIGHTENING SURFACES
SERENA VITTORINI – MELISSA PALLINIA

A CURA DI FANNY BORELI

INAUGURAZIONE: 23 marzo alle 18:30 

Fino al 6 aprile
Libreria Polarville,
Via Castello, 49,

67100 – L’Aquila

 

*Comunicato Stampa

Giorgio Galimberti

Essenziale. Certe volte sogno / Altri mondi #happening #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, filosofia, fotografia, mostre, musica, poesia, turismo, viaggi, videoarte

Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica
A cura di Roberta Melasecca e ignorarte.com

Happening dal 22 al 31 marzo 2017 dalle ore 18.30
Interno 14,
Roma

Il giorno 22 marzo 2017 alle ore 18.30, negli spazi di Interno 14, prende il via il secondo appuntamento di “Essenziale. Certe volte sogno” dal titolo “Altri Mondi”, a cura di Roberta Melasecca e di ignorarte.com. Dopo la presentazione del progetto a Madrid nel 2016, Essenziale. Certe volte sogno incontra a Roma protagonisti della cultura provenienti da diversi ambiti disciplinari (arte, architettura, letteratura, poesia, musica, teatro, moda…), per indagare ed approfondire i processi della creazione nelle sue molteplicità di livelli, prospettive, stratificazioni.

Dal 22 al 31 marzo ogni giorno dalle 18.30: Installazioni Performance Pittura Scultura Fotografia Video art Poesia Musica

22/26 marzo ore 18.30
Statics: Salvatore Cammilleri, Angelo Cricchi, Le CostuMistiche, Julie Rebecca Poulain
Look: Claudia Quintieri video – DustyEye
22 marzo ore 18.30

Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

23 marzo ore 18.30
Dinamics: Pamela Ferri / Barbara Lalle performance, orchestrazione live Gianluca Fasteni – RAW performance
24 marzo ore 18.30

Dinamics: Maurizio Cesarini performance – Davide Cortese reading
25 marzo ore 18.30

Dinamics: Nicola Fornoni performance – Luca Iannì performance
26 marzo ore 18.30

Dinamics: Caterina Arena performance – Annarita Borrelli interazione poetica – Francesca Fini performance

27/31 marzo ore 18.30
Statics: Gianni Colangelo MAD, Giorgio Galimberti, Pietro Mancini, Pierpaolo Miccolis, Daniela Monaci
Look: GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello

27 marzo ore 18.30
Dinamics: Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon – Francesco Mascio Guitars

28 marzo ore 18.30
Dinamics: Jaqueline Gisele Rodriguez performance – Andrea Magno reading

29 marzo ore 18.30
Dinamics: Salvatore Camilleri video installazione interattiva – Barbara Pinchi performance

30 marzo ore 18.30
Dinamics: Plutino 2 performance – Lino Strangis video installazione interattiva

31 marzo ore 18.30
Dinamics: Francesca Lolli performance – RAW performance

Altri Mondi è quel luogo di confine dove la visione creativa diventa concreta e lo spazio mentale entra in relazione con la realtà fisica e il mondo esterno, con i sogni e le visioni dell’altro. La mente è immersa in un mondo parallelo dove il pensiero è complesso e contraddittorio, ma allo stesso tempo indispensabile. Spinge a vivere in una dimensione sospesa: le idee allora prendono vita da un io fatto di sapienza, sapere, intelletto, esperienze. Gli altri mondi sono quelli che l’anima e la mente percepiscono come intimi e intimistici, ma che per necessità si trasformano in relazionali e collettivi. Rappresentano universi mai univoci e acquisiscono la loro vera essenza solo attraverso il confronto e l’interazione. Verrà riservata in questo appuntamento particolare attenzione a tutti quei progetti che si confrontano attivamente con le nuove frontiere tecnologiche e che prevedono l’utilizzzo di particolari tecnologie per la realizzazione delle opere.

Gli Artisti: Caterina Arena – pittrice/art performer; Annarita Borrelli – poeta; Salvatore Cammilleri – visual artist; Maurizio Cesarini – art performer; Gianni Colangelo MAD – scultore; Davide Cortese – poeta; Angelo Cricchi – fotografo; DustyEye – visual artists; Pamela Ferri – visual artist; Francesca Fini – video artist/art performer; Nicola Fornoni – art performer; Giorgio Galimberti – fotografo; Luca Iannì – video maker; Barbara Lalle – art performer; Le CostuMistiche – costume and fashion designers; Francesca Lolli – video artist/art performer; Andrea Magno – poeta; Pietro Mancini – visual artist; Francesco Mascio – chitarrista; Antonio Mauro – architetto; Pierpaolo Miccolis – pittore con il supporto curatoriale di Francesco Paolo Del Re; Daniela Monaci – visual artist; Julie Rebecca Poulain – visual artist; Barbara Pinchi – poeta/performer; Plutino2 – visual artists/art performers; Jaqueline Gisele Rodriguez performer; Claudia Quintieri – visual artist; Lino Strangis – audio/video visual artist; GENE video arte itinerante: opere di Caterina Arena, Patrizia Bonardi, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Maurizio Cesarini, DustyEye/Exploding Kittens, Francesca Fini, Nicola Fornoni, Luca Iannì, Salvatore Insana, Federica Intelisano, Jessica Japino, Francesca Lolli, Eleonora Manca, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Nunzio Pino, Quiet Ensemble, Alfonso Siracusa, Lino Strangis, Alessia Zuccarello; Video Poesie di Cosimo Angeleri, Laura Bertolini, Annarita Borrelli, Daniela Cannarozzo, Zoe Corsini, Salvatore Cucchiara, Gianni Godi, Andrea Magno, Tommaso Pedone, Barbara Pinchi, Manuela Potiti, Giuseppe Satriani, Martina Stucchi, Livia Taloon.

Essenziale. Certe volte sogno” è un progetto ideato da Roberta Melasecca_Melasecca Arte, con la direzione artistica di Roberta Melasecca e ignorarte.com, con la collaborazione di Interno 14 e con la mediapartnership di ignorarte.com.

 

INFO

Essenziale. Certe volte sogno / Altri Mondi
Pittura, fotografia, installazioni, live performance, video art, poesia, musica

Ideato da: Roberta Melasecca_Melasecca Arte – Widespread Gallery
Direzione Artistica: Roberta Melasecca, ignorarte.com
In collaborazione con: Interno 14
Media Partner: ignorarte.com  www.ignorarte.com

22 / 31 marzo 2017 ore 18.30
Interno14 | Via Carlo Alberto 63 Roma

Per approfondire il progetto:
essenzialecertevoltesogno.wordpress.com
– Inside Art
Ignorarte.com

Melasecca Arte / Widespread Gallery
Roberta Melasecca
www.robertamelasecca.wordpress.com   roberta.melasecca@gmail.com  –  349.4945612

ignorarte.com
www.ignorarte.com      redazione@ignorarte.com

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 – 00185 Roma – Italy    www.presstletter.com

Press Office:
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr info@comunicadesidera.com 349.4945612

 

*Comunicato stampa

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri, 11 Marzo, V.AR.CO - L'Aquila

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri, 11 Marzo, V.AR.CO – L’Aquila #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

 Imbarcata
di Enzo De Leonibus e Marco Neri

Testo critico di
Domenico Spinosa

Opening:
11 marzo 2017 ore 18.00

V.AR.CO – Verdi Arte Contemporanea,
L’Aquila

 

Il giorno 11 marzo 2017 alle ore 18.00, presso Spazio VARCO a L’Aquila, si inaugura la mostra “Imbarcata” di Enzo De Leonibus e Marco Neri, con un testo critico di Domenico Spinosa.

Imbarcata nasce dall’incontro tra due amici artisti, Enzo De Leonibus e Marco Neri, che hanno ben coniugato la volontà di realizzare un utopico sogno condiviso: portare il mare in montagna. Spazio VARCO si presta a questa idea e diviene così il “contenitore” ideale, visto il suo intento di aprire a possibilità vitali nell’impossibilità del suo contesto. Un’impossibilità che mai come in questo momento ha portato al crollo della speranza di tornare a vivere nel centro storico, guardato ora con un sentimento di paura e pentimento per aver creduto nelle sue pietre ormai stanche di essere maltrattate.

Le opere esposte invece vogliono suggerirci di non mollare, di continuare a credere in una possibilità: “Questi lavori sembrano avere il loro baricentro lì dove punto di partenza e di arrivo coincidono e sembrano dirci che alle nostre fantasie non possiamo e non dovremmo mai rinunciare” dal testo critico di Domenico Spinosa.

Inaugurare questa mostra vuole essere un atto di fiducia verso la città che si affaccia alla grandezza dell’essere umano che qui si trova coinvolto in un’eterna lotta tra il “dov’era com’era, si ma ho paura!”.

Le opere esposte non saranno in vendita.

VARCO – verdiartecontemporanea è uno spazio che apre ad una dimensione contemporanea in un contesto precario e transitorio nel centro storico dell’Aquila. Il progetto VARCO è sostenuto dalla Fondazione Carispaq, Raffaelle Panarelli, Melfi Costruzioni, Metania e dalla asd MACO L’Aquila C5 come sponsor tecnico.

Imbarcata di Enzo De Leonibus e Marco Neri, 11 Marzo, V.AR.CO - L'Aquila



Enzo De Leonibus

Nel 1983 inizia la sua attività di artista; dal 2000 a tutt’oggi è direttore artistico del Museo Laboratorio –ex manifattura tabacchi-, per l’arte contemporanea di Città Sant’Angelo. Principali mostre personali: 1983 – Galleria C. Manzo, Milano; 1984 – Studio Oggetto, Caserta; 1986 – Galleria C. Manzo, Pescara; 1989 – “lavori 1987-89”, Galleria C. Manzo, Pescara; 1992 – “per poi tornare a navigare” Galleria Extra, spazio P. Pascali – Polignano a Mare (BA); 1993 – “tra duemila anni così doveva essere” Galleria C. Manzo, Pescara; 1994 – Galleria Studio Legale, Caserta; Galleria Arts’ Events, Torrecuso Benevento; 1999 – Università Bocconi – a cura M.Giordani Milano; 1999 – “Dono”, Baghdad – Iraq; 2011 – “ Il corpo delle parole” Istituto italiano di cultura – Strasburgo; 2013 – “una Verità Superiore” Palazzo Lucarini Contemporary; 2015 “Necessità di vista” Museo Vittoria Colonna, Pescara; 2016 – “Itaca” a cura di Maurizio Coccia e João Silvério – Istituto Italiano di Cultura – Lisbona.

Marco Neri
Diplomato all’Istituto d’Arte di Forlì e all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1992, inizia ad esporre alla fine degli anni ’80. Fin dagli esordi l’atteggiamento dell’artista è marcatamente improntato al recupero della pittura. Nel 1987, superate le selezioni mentre ancora frequenta l’Istituto d’Arte, debutta tra i giovani artisti italiani di “Indagine ’87” a Palazzo Re Enzo, Bologna. Partecipa successivamente a numerose esposizioni in Italia e all’ester. Nel 2001 tiene una personale (con A.Salvino) allo “Spazio Aperto” della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e nello stesso anno, su invito di Harald Szeemann, partecipa alla 49° Edizione della Biennale di Venezia “Platea dell’Umanità”. Dal 2001 unisce all’attività artistica quella di docente di Pittura, prima all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e attualmente di Cromatologia e Tecniche e Tecnologie della Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Vive e lavora a Torriana (Rimini), Italia.

Domenico Spinosa
Domenico Spinosa insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila. Dopo la laurea e il dottorato presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, attualmente conduce ricerche sui rapporti tra scienze naturali e filosofia, in ambito soprattutto tedesco tra Ottocento e Novecento, come anche sulle teorie del cinema. Per i tipi di Morcelliana, ha di recente curato l’edizione italiana di Emil du Bois-Reymond, Estetica e fotografia. Scienze della natura e arti figurative (2015). Ha scritto saggi su Hugo Münsterberg, Hermann Cohen, Ernst Cassirer e Jean-Luc Nancy come anche su Jean Epstein, Rainer Werner Fassbinder e Nuri Bilge Ceylan.


Info

“Imbarcata”
di Enzo De Leonibus e Marco Neri
Testo critico di Domenico Spinosa

Opening:
sabato 11 marzo 2017 ore 18
Dal 12 marzo al 23 aprile 2017

Orari: dal mercoledì alla domenica 17.00 – 19.00


VARCO (logo)

V.AR.CO – Verdi Arte Contemporanea
Via Giuseppe Verdi 6/8 L’Aquila
spaziovarco@gmail.com
www.v-ar-co.com

PRESS OFFICE Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr (logo)

PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com
349.4945612

robertamelasecca.wordpress.com

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*Comunicato stampa

BIOGRAFIA PLURALE. VIRGINIA RYAN 2000 – 2016, 4 Marzo, Palazzo Lucarini - Trevi (PG)

BIOGRAFIA PLURALE. VIRGINIA RYAN 2000 – 2016, 4 Marzo, Palazzo Lucarini – Trevi (PG) #savethedate #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

BIOGRAFIA PLURALE
VIRGINIA RYAN 2000 – 2016

Opening:
4 Marzo ore 18,30

Palazzo Lucarini Contemporary
Trevi (PG)

 

Sabato 4 marzo alle ore 18:30 s’inaugura presso il Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi la mostra Biografia Plurale. Virginia Ryan 2000–2016. Si tratta della prima rielaborazione sistematica dei materiali prodotti dall’artista d’origine australiana in oltre quindici anni di consuetudine con i paesi dell’Africa Occidentale (Ghana e Costa d’Avorio in particolare). In questo periodo, infatti, Virginia Ryan ha sviluppato un corpus di opere – formalmente eclettico ma coerente nell’intuizione fondante – ispirato a questa esperienza. Coadiuvata da due curatori di formazione diversa, come Ivan Bargna (antropologo dell’arte) e Maurizio Coccia (storico dell’arte), a Palazzo Lucarini Ryan concilia l’osservazione partecipante d’impronta etnografica con la funzione catalizzante dell’arte contemporanea. Bilanciando ready-made, fotomontaggi e realizzazioni originali, Virginia Ryan offre una sintesi inevitabilmente parziale, ma estremamente vitale ed empatica, del suo recente percorso biografico e artistico. Al centro della ricerca, il modo in cui la produzione e diffusione d’immagini (dall’arte alla fotografia alla pubblicità) contribuisce a creare la cultura e la memoria dei paesi nei quali ha vissuto, e interviene nell’articolare le biografie e le relazioni delle persone che ha incontrato, incrociato o solo sfiorato. L’arte di Virginia Ryan dialoga così con le immagini e l’immaginario di un’Africa moderna e urbanizzata,  lontana dai consueti stereotipi esotizzanti

Biografia Plurale è strettamente legata al progetto The Art of Migration, che sarà inaugurato nella stessa data alla Pinacoteca Comunale di Trevi alle ore 16:30. Si tratta di un laboratorio con il gruppo MakeArtNotWalls/Italia di alcuni profughi dell’Africa Occidentale che Virginia Ryan sta conducendo da svariati mesi in collaborazione con ARCI e il comune di Trevi. È un workshop a carattere esperienziale, in cui la condivisione della pratica artistica diviene per i rifugiati un mezzo per cercare di orientarsi nella nuova realtà sociale in cui vivono. L’Onorevole Jean-Léonard Touadi presenzierà alla doppia inaugurazione. Il 25 Aprile sarà presentato al pubblico il film documentario su The Art Of Migration  di Matteo Fiourucci e Bernardo Angeletti e il volume Africa. Biografia Plurale. Arte Vita Bricolage nell’opera di Virginia Ryan edito dalla Casa Editrice Fabbri di Perugia.

Il 25 aprile alle 17:00, infine, come evento collaterale alla mostra, è prevista la proiezione del film JC Abbey Ghana’s Puppeteer, di Steven Feld, già vincitore dell’Intangible Culture Film Prize 2017 del Royal Anthropological Institute Festival, Regno Unito.

 

INFO

Titolo: Biografia Plurale. Virginia Ryan 2000–2016
Genere: arte contemporanea. Mostra personale
Artista: Virginia Ryan
A cura di: Ivan Bargna e Maurizio Coccia
Apparati didattici: Mara Predicatori

Inaugurazione: sabato 4 marzo, ore 18:30
Date: dal 4 marzo al 25 aprile.
Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito

Evento Collaterale:
25 aprile, ore 17:00 – Proiezione del documentario JC Abbey Ghana’s Puppeteer, di Steven Feld

Sede:
Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”,
Trevi (PG), Italy.

Sound Environment:
Waking in Nima, Steven Feld, 2010

Supporto tecnico:
Niccolo’ Tramontana

In collaborazione con:
galleria Montoro 12, Roma

Catalogo:
Effe – Fabrizio Fabbri Editore, Perugia – Testi di Ivan Bargna, Maurizio Coccia, Manuela de Leonardis, Steven Feld, Mara Predicatori

Trasporti:
A.S. Logistica, Trevi

Segreteria e logistica:
Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti)

Ente patrocinatore:
Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio)

Con il sostegno di:
Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno

Patrocinio onorario:
Ambasciata della Costa d’Avorio, Roma, Università degli Studi di Perugia

VIRGINIA RYAN nasce in Australia e si laurea nel 1979 al National School of the Arts di Canberra. Artista transnazionale, viaggiatrice, collezionista di arte contemporanea Africana e cittadina Italiana. Dal 2001 il suo lavoro è strettamente connesso con la realtà africana dove ha vissuto per molti anni, prima ad Accra (Ghana) e dal 2009 al 2015 ad Abidjan e Grand Bassam, (Costa d’Avorio); attualmente vive e lavora a Trevi. E’ stata presidente dell’ONG Make Art Not War (2013) che ha sede a Bassam (Costa D’Avorio) e co-fondatrice della Foundation for Contemporary Art in Ghana. In 2016 ha fondato ‘MakeArtNotWalls/Italia’ con un gruppo di richiedenti asilo nel comune di Trevi.

Tra le mostre personali recenti: 2016 ‘I will Shield You’ Galleria Montoro 12 , Roma ,  Surfacing ex-Lavatoio Contumaciale Roma 2015 Vous Etes Ici, La Maison de La Patrimoine, Grand Bassam; Pino Pascali L’Africano e Ryan/Bouabre ‘Sirene’ Museo di Catelbuono, Palermo; 2014 Emersioni Trebisonda, Perugia; Espace à Louer, Galerie Cecile Fakhoury Abidjan; Fluid Tales, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (Ba); I love You 1Opera Gallery, Napoli; 2013 Shift/Rue Du Commerce, LaMama Spoleto Open, Festival di Spoleto e St Stephens Cultural Centre, Roma; 2010 Surfacing , Dak’art – Biennale di Dakar/OFF.

*Comunicato stampa

 

 

 

 

Anna Gramaccia, You were blue, 3 markers andwatercolors on destroyed paper, 200x170cm

JUNK LOVE. Anna Gramaccia – Simone Zaccagnini, 23 febbraio, Galleria Annarumma – Napoli #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

JUNK LOVE
Anna Gramaccia  –  Simone Zaccagnini

Opening :
Giovedì 23 Febbraio 2017 ore 19,00

Galleria Annarumma,
Napoli

 

La galleria Annarumma è lieta di presentare JUNK LOVE  doppia personale con: Anna Gramaccia (prov. Perugia, 1980) e Simone Zaccagnini (prov. Pescara, 1982). Entrambi risiedono e lavorano a Berlino.

Il lavoro di Anna Gramaccia ruota attorno all’idea di superficie e al processo della sua trasformazione. L’artista usa pochi materiali essenziali, come quelli legati al disegno, per forzarne i limiti e per farle assumere una consistenza tridimensionale e fragile al tempo stesso. Carte colorate a pennarello, incise, distrutte e sfibrate, acquistano così un volume denso e morbido. Senza soluzione di continuità, ripiegate a riempire lo spazio di un’intelaiatura regolare, si stendono simili a velluti, formando grandi superfici astratte capaci di delimitare uno spazio “abitabile”.

Simone Zaccagnini presenta invece una serie di opere sagomate, estruse ed imbottite con gommapiuma. Il suo lavoro elude i confini del linguaggio pittorico, collassando in una dimensione plastica, utilizzando t-shirt FuBu degli anni ’90, patches, jeans oversize e colla nera industriale. La forma come conseguenza personalizzata di una decostruzione. Le linee come un quieto bisogno senza fine di un disegno, di un nuovo materiale pulsante e di un’ identità “indossabile”. L’intera serie si allinea in primo piano come una crew di quartiere.

JUNK LOVE
Anna Gramaccia  –  Simone Zaccagnini

Opening:
Giovedì 23 Febbraio 2017 ore 19,00

fino al 23 Marzo.

annarumma
Via del Parco Margherita 43
80121 Napoli ( IT )

*Comunicato stampa
GabrieleBasilico_DancingInEmilia_07@Gabriele-Basilico

GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA, 22 febbraio, NONOSTANTE MARRAS – Milano #savethedate #fotografia #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, fotografia, mostre, turismo, viaggi

GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA
a cura di Francesca Alfano Miglietti

Opening:
mercoledì 22 febbraio 2017, ore 19.00

NONOSTANTE MARRAS,
Milano

Il 22 febbraio 2017 si terrà nello spazio Nonostante Marras l’inaugurazione della mostra Gabriele Basilico, Dancing in Emilia, a cura di Francesca Alfano Miglietti con la collaborazione dello Studio Gabriele Basilico.

La mostra presenta le immagini che il grande fotografo Gabriele Basilico ha realizzato nel 1978 nei dancing in Emilia Romagna per incarico del mensile di architettura e design Modo. Alla fine degli anni Settanta il boom del liscio di Raoul Casadei e degli scatenati ritmi di John Travolta, sostenuti dall’intraprendenza di alcuni mecenati dell’evasione musicale di massa, avevano popolato la zona fra Parma e Ravenna di una miriade di discoteche frequentate da un pubblico numeroso e indifferenziato.

In un turbinio di minigonne, luci stroboscopiche, abiti eleganti e papillon, Gabriele Basilico cerca di svelare il successo che accompagna l’avvento della musica di rottura che va imponendosi sulla scena italiana ma che convive ancora con i ritmi della tradizione. La sua ricerca non si limita, però, a una campionatura di tipo sociologico, ma interviene in modo frontale e partecipe: Basilico utilizza il flash quale strumento principe della sua indagine, come un riflettore teatrale che isola e seleziona i personaggi su un palcoscenico.

Come scrive Giovanna Calvenzi in Dancing in Emilia (Silvana Editoriale, 2013), “Basilico ricerca con i suoi soggetti un rapporto recitato, dove le immagini nascono dalla performance collettiva e dall’interazione fotografo-fotografato. La sua comprensione e la sua partecipazione, inizialmente solo parziali, si ampliano nello svolgersi del lavoro. Indirizza dapprima la sua analisi critica verso gli spazi, gli imbottiti di plastica, il plexiglass, i neon e i finti ori, gli oblò e il peluche. Poi, con un deciso slittamento dall’incombenza professionale, passa dagli arredi e dai decori al pubblico, alla ricerca di momenti emblematici, di volti, di situazioni. Gente che balla, ritratti, il flash scava nel buio e ferma momenti, gesti, sorrisi, presenze e assenze, è strumento di indagine ma anche e soprattutto segno di riconoscimento, l’avvertimento dell’operazione in corso, un “memento” per chi vuole sfuggirgli e un punto di riferimento per chi, in processione spontanea, vuole essere parte della rappresentazione che il fotografo sta mettendo in scena”.

Una lettura attenta dei nuovi spazi del divertimento ma anche dei comportamenti, dei trasformismi, dei rapporti generazionali, dell’evolversi del costume e della moda.

Una selezione di cento immagini è stata presentata per la prima volta nel 1980 alla Galleria Civica di Modena dove è stata riproposta nel 2013 a cura di Silvia Ferrari. Il volume Dancing in Emilia ospita testi di Silvia Ferrari, Gustavo Pietropolli Charmet, Gabriele Basilico, Giovanna Calvenzi e una conversazione del 2007 tra Gabriele Basilico e Massimo Vitali.

SI RINGRAZIANO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE ALLA MOSTRA  LO STUDIO GABRIELE BASILICO, MILANO e GIOVANNA CALVENZI

 GABRIELE BASILICO, DANCING IN EMILIA, 22 febbraio, NONOSTANTE MARRAS - Milano (invito)

NOTE BIOGRAFICHE

Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944. Dopo la laurea in architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea, ha ricevuto molti premi e le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Milano. Ritratti di fabbriche (1978-80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, Padiglione di Arte Contemporanea, Milano). Nel 1984-85 con il progetto Bord de merpartecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese.

Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, dai quali sono nati mostre e libri, come Porti di mare (1990), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, Cross Sections of a Country (1998),Interrupted City (1999), Cityscapes (1999), Berlino (2000), Scattered City (2005), Appunti di viaggio (2006), Intercity (2007). Tra i suoi ultimi lavori, Roma 2007, Silicon Valley ’07 (per incarico del San Francisco Museum of Modern Art), Mosca Verticale, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2008 dalla sommità delle sette torri staliniane, Istanbul 05 010, Shanghai 2010, Beirut 2011, Rio 2011, Leggere le fotografie (2012).

Partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2012) con il progetto Common Pavilions, su progetto di Adele Re Rebaudengo e realizzato in collaborazione con Diener & Diener Architekten, Basilea, pubblicato nel 2013.

Gabriele Basilico muore a Milano il 13 febbraio 2013.

Milano, febbraio 2017

 

SCHEDA INFORMATIVA

Mostra: Gabriele Basilico, Dancing in Emilia
Curatore: Francesca Alfano Miglietti
Date:  23 febbraio – 26 marzo 2017
Orario: da lunedì a sabato, 10.00 – 19.00; domenica 12.00 – 19.00
Sede: NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano
Ingresso gratuito
Info: tel.: 02 76280991 – mail: bottega@antoniomarras.it; www.antoniomarras.com
Ufficio stampa: Maria Bonmassar; tel.: 335 490311; ufficiostampa@mariabonmassar.com

Grossi Maglioni, Gesti di relazione, Amicizia I, 2016. Foto Mirai Pulvirenti

Campo Grossi Maglioni, 15 febbraio, AlbumArte – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, turismo, viaggi

Campo Grossi Maglioni
mostra a cura di Lýdia Pribišová e Gianluca Brogna

Inaugurazione:
mercoledì 15 febbraio 2017 ore 18.30

AlbumArte,
Roma

 

 

AlbumArte è lieta di presentare la prima mostra personale a Roma del duo Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni) a cura diLýdia Pribišová e Gianluca Brogna che inaugura il 15 febbraio con la performance sonora degli Acchiappashpirt (alle ore 19.30).

La mostra, aperta fino al 27 aprile 2017 e costruita attraverso la rielaborazione di tre progetti artistici sviluppati e approfonditi nell’arco di dieci anni di attività, delinea il processo di work-in-progress della ricerca di Grossi Maglioni.

Il duo artistico fin dal suo esordio ha dedicato una parte sostanziale della propria ricerca alle pratiche performative, attraverso le quali ha indagato differenti argomenti di natura sociale e politica, combinando la metodologia della ricerca artistica con quella antropologica, scientifica, con incursioni nella magia e nella parascienza, senza mai escludere un approccio femminile e femminista agli argomenti e ai lavori da loro elaborati, focalizzandosi spesso su tematiche politicamente scomode.

I progetti in mostra sono incentrati sull’idea di opera come dispositivo, cioè come modalità per innescare interazioni e collaborazioni sia tra le artiste che con il pubblico.

L’installazione centrale è dedicata alle Occupazioni, ricerca iniziata nel 2014: una sorta di ‘villaggio/campo/agorà’ che si sviluppa con teli dipinti fissati insieme da un sistema di corde intorno ad una tenda, nello specifico una tenda per l’accudimento dei figli di un accampamento nomade. Un’opera che in senso più ampio indaga il rapporto tra le necessità primarie e ancestrali del vivere e l’organizzazione essenziale dello spazio da parte dell’Uomo.

Il secondo progetto Lo Sguardo che offende (2011-2017) ha l’obiettivo di provocare dei cambiamenti nello sguardo dei visitatori attraverso una serie di opere e azioni, costringendoli a cambiare posizione del corpo o modalità di osservare. Maschere, foto, dispositivi aerei attraversano la sala per attirare l’attenzione. A conclusione sarà a disposizione una sorta di manuale per sperimentare le modalità di osservazione. Il manuale è in realtà un’opera d’arte essa stessa, prodotta in 30 copie.

Il terzo gruppo di lavori esposto è Macchina Dematerializzante e Gabinetto Spiritico per l’apparizione di corpi dispersi, dedicato alrapporto tra magia e illusionismo, sviluppato nel periodo 2006-2011, quando le artiste usavano lo pseudonimo ‘The Grossi Maglioni Magic Duo’. Si tratta dell’esplorazione sul rapporto tra realtà e finzione, e del limite sfuggente che si frappone tra i due campi, ovvero l’invisibile. Appropriandosi dei metodi operativi del mago o dell’illusionista basato su azioni mediatiche/performative/illusionistiche, le artiste mettono in scena alcuni dispositivi utilizzati, come il gabinetto spiritico, la macchina dematerializzante, l’ouija board per creare una situazione al tempo stesso meditativa, ironica ed erotica.

Le installazioni saranno affiancate da attività performative e workshop che renderanno la mostra un ambiente vivo e in mutazione.

Lo spazio si trasformerà più volte durante il periodo di mostra: il 4 marzo e l’8 aprile 2017 si terranno dei laboratori aperti a tutti e il 16 marzo una performance, aperta al pubblico, risultato di un workshop che coinvolgerà gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.L’intenzione è far diventare il visitatore il partecipante, l’occupante attivo degli spazi.

La performance che chiuderà la mostra il 27 aprile 2017 sarà quella dell’artista Per Huttner, fondatore della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, la scienza e le tecnologie Vision Forum con base in Svezia, di cui Grossi Maglioni fa parte dal 2008.

Il progetto ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alle Attività Produttive, Cultura e Sport del Municipio II di Roma Capitale.  Si ringrazia la Fondazione Catel per aver supportato parte della produzione delle opere. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Vision Forum.

Si ringrazia inoltre Casale del Giglio per la degustazione dei vini e Flaminio Butterfly  House – Case Vacanza.

 

NOTE BIOGRAFICHE

Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni, Roma, 1982) hanno iniziato a collaborare nel 2006.

Il duo Grossi Maglioni ha costituito la propria ricerca principalmente nell’ambito della performance art, dell’installazione e delle pratiche workshop based.

Il riferimento a diversi campi di studio come l’antropologia, il teatro, gli studi di genere, la fantascienza, e la relazione tra storia della performance e cultura popolare e di massa, sono stati il punto di partenza per progetti a lungo termine in cui l’interazione con lo spettatore ed il contesto sono il momento di verifica e ridefinizione del processo artistico. Alla pratica performativa si è accompagnata la creazione di una serie di dispositivi che sfruttano e simulano gli elementi caratteristici dei procedimenti di entertainment per forzare il pubblico ad una sospensione dello sguardo, sempre in bilico tra ciò che viene svelato – pure attraverso il paradosso del travestimento – e ciò che viene metaforicamente sottratto alla vista, come nel caso diMacchina Dematerializzante e Gabinetto Spiritico per l’apparizione di corpi dispersi.

La natura del rapporto pubblico – privato, messa in questione ad esempio in lavori che sfruttano la piattaforma web come Performance Season, Performance Art Didactic Festival, è stata rimodulata e ha trovato applicazione anche nei lavori più recenti come Lo Sguardo che offende, dove ad essere indagata è la percezione dei paesaggi, tra oggettività del dato naturale e narrazione.

Dal 2014 Grossi Maglioni ha iniziato una ricerca intorno alle occupazioni di luoghi pubblici e privati. Nel progetto vengono investigate le relazioni tra architetture mobili ed i bisogni di piccole comunità, in installazioni per spazi urbani come palazzi occupati e in ambienti naturali.

Il loro lavoro è stato presentato in mostre nazionali e internazionali in gallerie, istituzioni museali ed accademiche tra le quali: Nuova Gestione, Roma (IT); Acting in the city, Norrköpings Konstmuseum (SW); Do you know because I tell you so or do you know, do you know? memories, anecdotes and superstitions, Viafarini, Milano (IT); Re-Generation, MACRO museum, Roma (IT); Anti-Hospital, The Invisible Generation, Margaret Lawrence Gallery, Melbourne (AU); Correspondance 2.2, 26 cc spazio per l’arte contemporanea, Roma (IT);  (Anti)realism- Workshot 2, ERBA Ecole Régionale des Beaux Arts de Besançon, Besançon (FR); Genealogia Futurista #1, Konstall museum, Vasa (FI); Cross Language, University of Technology, Guangzhou (CN);Rupextre residenza per artisti e antropologi, Matera (IT); (Anti)realism, Guanghzou Academy of Fine Arts (CN); Svenska konstskolan, Nykarleby (FI). Dal 2008 il duo fa parte della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, la scienza e le tecnologie Vision Forum, di base in Svezia, per la quale ha ideato e curato il 1° Festival di On Line Performance che si è svolto interamente sul web. grossimaglioni.com

Roma, febbraio 2017

CALENDARIO EVENTI

4 marzo e 8 aprile 2017 ore 16.00-19.00: workshop gratuiti per il pubblico

16 marzo 2017 ore 19.00: performance aperta al pubblico con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma

27 aprile 2017 ore 19.00 (finissage):  performance aperta al pubblico con Per Hüttner e Carima Neusser (Vision Forum)

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Campo Grossi Maglioni
mostra a cura di Lýdia Pribišová e Gianluca Brogna

Inaugurazione:
mercoledì 15 febbraio 2017 ore 18.30

Apertura al pubblico: 16 febbraio – 27 aprile 2017

AlbumArte
Via Flaminia 122, 00196 Roma
W www.albumarte.org
E info@albumarte.org
T/F +39 063243882

INFORMAZIONI PER LA STAMPA:
Maria Bonmassar: ufficiostampa@mariabonmassar.com
ufficio: +39 06 4825370 / cellulare: + 39 335 490311

 

 

 

*Comunicato stampa

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

SCRIPT WAVE
Roberto Pescetelli

a cura di Magali Moulinier

Inaugurazione:
7 febbraio 2017 h 18:30

Interno 14,
Roma

 

Il giorno 7 febbraio 2017 alle ore 18.30Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Script Wave” di Roberto Pescetelli, a cura diMagali Moulinier.

Roberto Pescetelli (Roma 1971), formazione in Scenografia all’Accademia delle Belle Arti, fin dall’inizio del suo percorso artistico spazia attraverso tecniche pittoriche sperimentali, la fotografia e il video. La continua ricerca è il bagaglio che gli permette di avvicinarsi sempre più all’essenza delle materie e alle loro infinite combinazioni.

Nelle stanze di Interno 14 l’artista presenta un movimento organico, un apparente, invisibile cerchio d’azione, un codice nato e sviluppato nel comune universo dei sensi, che descrive i suoni, le energie interiori che si propagano e realizzano quell’evento continuo e mutevole che è la natura.

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma

Onde emozionali, vibrazioni di suoni, composizioni musicali: si diffondono, ci attraversano.
Il nostro corpo è disegnato, vestito d’impronte, creste di lune, maree, cirri nel cielo, iceberg modellati.
La forma energetica che accomuna natura ed esseri si rivela apparentemente immobile, ripetitiva.
Possono essere spartiti del respiro, fusione, sentieri incontaminati.
La teoria dei confini.
Una soglia da varcare, un filtro.
E di fronte a queste aperture chiunque è libero di sentire, intravedere, ricordare, desiderare.
Dietro tale pace c’è la denuncia della straziante bellezza che stiamo perdendo per handicap di fusione, uguaglianza, radici.
È una forma di comunicazione, diffusione e battaglia della luce che nasce dal vuoto.
Una risposta al reality della paura, manovrata dal linguaggio glaciale dei media, la cura del terrore.
La bellezza offerta, in continuo divenire.
Il deserto avanza, il mare sale, il ghiaccio si scioglie e l’uragano è più frequente.
La natura è composizione armonica, non pericolo.
È grande il fiume generato dal sistema, ma una diga di consapevolezza può rallentarlo e deviarlo.
Mi nutro di contaminazioni, mi fondo e tolgo.
È il nostro essere senza confini l’ondeggiamento che descrivo.” (Roberto Pescetelli)

SCRIPT WAVE Roberto Pescetelli, 7 febbraio 2017, Interno 14 - Roma


INFO

Interno 14: “Script Wave” di Roberto Pescetelli
A cura di Magali Moulinier

Inaugurazione
7 febbraio 2017 ore 18.30

Interno 14
Via Carlo Alberto 63 Roma

La mostra è visitabile dall’8 al 17 febbraio 2017: 19.00 / 21.00; o su appuntamento: 3389323646

L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Interno 14 - AIAC (loghi)
L’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica è nata nel gennaio 2010 ed ha sede in Roma. Ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.
www.architetturaecritica.it  www.presstletter.com

*Comunicato stampa

MARCO DE ROSA - "Work in progress", 10 febbraio, In Situ - Roma

MARCO DE ROSA – “Work in progress”, 10 febbraio, In Situ – Roma #vernissage #arte #savethedate [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre

MARCO DE ROSA
“Work in progress”

a cura di In Situ
con un testo critico di Sara Fiorelli

Opening
10 febbraio 2017 ore 19.00

In Situ,
Roma

Il giorno 10 febbraio 2017 alle ore 19.00 In Situ presenta “Work in progress” di Marco De Rosa, a cura di In situ, con un testo critico di Sara Fiorelli. La mostra inaugura un ciclo di sei esposizioni monografiche del collettivo In Situ dal titolo “Assurdità contemporanee”.

InSitu ha inaugurato i suoi spazi lo scorso ottobre presentando Cosa Sarebbe se?, mostra collettiva che ha visto protagonisti i sei artisti creatori del progetto.

Il collettivo InSitu nasce dall’esigenza di unirsi, senza costituirsi come gruppo nel significato storico-critico del termine, per rispondere alla necessità di far fronte, insieme, alla complessità dell’essere artista nella società contemporanea, e di fare della propria individuale ricerca un vero mestiere.

Più che un insieme di studi, InSitu è un laboratorio di idee, un luogo in cui la condivisione e il confronto sono occasioni di crescita personale e collettiva. L’ambiente è aperto, nessuna divisione o barriera separa gli studi di ciascun artista. Le opere, libere di vivere lo spazio, comunicano tra loro, si contaminano, e danno vita a connessioni neuronali tipiche di un complesso ipertesto, serbatoio inesauribile di possibilità.

InSitu, un organismo in continua trasformazione ed evoluzione, presenta Assurdità Contemporanee, un ciclo di sei mostre monografiche che si susseguiranno nel corso di quest’anno, dove verranno esposti gli inediti lavori di Marco De Rosa, Roberta Folliero, Andrea Frosolini, Christophe Constantin, Francesco Palluzzi ed Elisa Selli, frutto delle loro più recenti ricerche.

Il primo a sollevare il sipario è Marco De Rosa con Work In Progress. (…).

Marco De Rosa sin dal titolo scelto per la sua personale, Work In Progress appunto, ci catapulta in una dimensione non finita, precaria, un olimpo del fai da te, dove l’autogestione delle risorse e l’arrangiarsi diventano mezzi di sopravvivenza nella fiera del consumismo più becero. La ricerca dell’artista si concretizza nella creazione di installazioni infrastrutturali che inglobano alcune parti architettoniche dell’ambiente. Arnesi da carpentiere, morse, livelle, nastri autobloccanti e metri sono collocati nello spazio simulando la presenza di lavori in corso. Un cantiere in fieri che mostra i segni della sua creazione, come fossero dei sigilli che suggellano l’esattezza dei propri rilievi. (…)

Marco De Rosa, proprio interrogandosi sulla funzione dell’opera d’arte, riflette sull’esigenza di catalogare e regolamentare tutto lo scibile di cui siamo investiti, per rendere perfettibile qualsiasi fatto esistente. La tensione verso la perfezione conduce inevitabilmente ad uno stesso risultato, che corrisponde ad un momento di stasi e di arresto. (…) Ironico e dissacrante è il linguaggio utilizzato da Marco De Rosa, che disegnando prospettive senza direttrici, e fornendo coordinate verso l’abbandono, traduce la vacuità delle azioni compiute da questi ingegnosi sistemi di calcolo, in metafore sull’inservibilità degli strumenti artistici. (…).” (Sara Fiorelli)


Marco De Rosa nasce nel 1991 a Roma, dove vive e lavora. Nel 2015 consegue la laurea di secondo livello in scultura presso la Rufa (Rome University of Fine Arts), presentando la sua tesi dal titolo Geometria organica. Nel 2012 inizia a frequentare lo studio dello scultore Simone Bertugno, con il quale collabora come assistente nella realizzazione di alcuni suoi lavori. Nel 2016, finiti gli studi, ha la possibilità di partire per un Placement, che lo porterà a lavorare a Las Palmas de Gran Canaria, presso il CAAM (Centro Atlántico de Arte Moderno), avendo modo di confrontarsi in un ambito artistico internazionale. Tornato a Roma decide di aprire l’associazione culturale In Situ insieme ad altri cinque artisti, dove ha anche l’occasione di proporre i suoi progetti artistici. Il suo lavoro di ricerca lo porterà a realizzare lavori con vari materiali come: ceramica, gesso, resina e cemento, arrivando in seguito ad indagare lo spazio attraverso alcune installazioni. Tra le principali esposizioni: 2016 – Cosa sarebbe se? a cura Porter Ducrist, testo critico di Porter Ducrist, Spazio In Situ, Roma, Italia; 2016 – Placement presso CAAM (Centro Atlántico de Arte Moderno), Las Palmas de Gran Canaria, Spagna; 2016 – Triennale Europea di Stampa Contemporanea Estampadura, Toulouse, Francia; 2015 – Partecipazione premio Catel, Scuderie Aldobrandini, Frascati (RM), Italia; 2015 – Tag just young tag, a cura di Giuseppe Ussani, testo critico di Giuseppe Ussani, TAG – Tevere Art Gallery, Roma, Italia; 2015 – Just young, a cura di Giuseppe Ussani, Libreria Spagnola, Roma, Italia; 2014 – Chrome Anatomy – Body Worlds, a cura di Fabrizio Dell’Arno ed Emiliano Coletta, SET – Spazio Eventi Tirso, Roma, Italia; 2014 – Torgiano Experience – Argillà, a cura di Alfredo Gioventù, Ridotto del Teatro Masini, Faenza (RA), Italia.


INFO

Marco De Rosa
“Work in progress”
a cura di In Situ
testo critico di Sara Fiorelli

Inaugurazione 10 febbraio 2017 ore 19.00
In Situ | Via San Biagio Platani 7 – Roma

Dal 10 al 17 febbraio 2017
In Situ Via San Biagio Platani 7 - Roma

In Situ
Via San Biagio Platani 7 – Roma
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insitu.roma@gmail.com

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*Comunicato stampa