I miserabili regia di Franco Però - ph. Simone Di Luca

I miserabili – #regia di Franco Però #teatro [#recensione]

amore, arte, artisti, attualità, costume, cultura, filosofia, giovedì, leggere, letteratura, libri, politica, rumors, società, spettacolo, spiritualità, teatro, turismo

Questo articolo esce con molto ritardo rispetto alla visione dello spettacolo. Mi sono resa conto di quanto nel mio 2018 fosse mancante la componente di spettacolo dal vivo rispetto alla fruizione di prodotti culturali audiovisivi.

I Miserabili arriva in città a gennaio, proprio agli inizi del 2019, mentre iniziano a manifestarsi i comitati per le elezioni politiche attesissime in tutta Italia. L’Abruzzo – con i suoi atteggiamenti discordanti – è un terreno di battaglia importante e vigoroso, sul quale si è venuto a sondare il valore dello scenario nazionale. Si può dire che questo momento equivale alla tappa numero zero di un concerto, quello di una prova generale che decreterà il successo di una performance sulla quale impiantare nuove dinamiche per assettare il tiro in vista degli accadimenti nazionali dei prossimi mesi.

L’opera di Victor Hugo arriva in questa condizione in modo profetico. La regia di Franco Però si presenta al pubblico con una scenografia essenziale dai tratti minimali, composta da una mobilità regolata dal comportamento stesso degli attori in scena. Tutto l’impianto segue l’andamento della narrazione come se il tempo ruotasse a una velocità supersonica mentre la costruzione di un comparto luci gioca a ricreare schemi compositivi provenienti da opere pittoriche famosissime (La morte di Marat di Jean Louis David, per citarne una)

La storia è un adattamento teatrale di Luca Doninelli ispirata dal romanzo storico francese e inquadra in modo dettagliato i temi che si stanno innestando in questo processo culturale legato alla nostra società. Si tratta di un’opera immensa, la cui natura è ambienta nell’Ottocento, ma il cui potere è estendibile (e riadattabile) alle vicissitudini dei nostri giorni. Il suo inizio è molto chiaro, pone in dialogo due uomini di sesso maschile che rappresentano un farabutto – che si rivelerà essere il sindaco – e un vescovo, monsignore della città.

Politica e religione come capisaldi etici su cui si regola l’intero comportamento di una intera popolazione.

I Miserabili, da questo punto di vista, è uno spettacolo che muove su due assi legati allo Spirito, non in senso religioso, ma secondo una visione laica di condivisione di un principio. Si basa su norme e regole di rispetto che disciplinano i comportamenti tra tutti gli esseri umani. Mostra quanto i farabutti – senza un esempio valido di benevolenza d’animo – possano ricorrere alla meschinità più totale nonostante una giustizia persecutoria in costante attività alle proprie spalle. La miseria è una metafora per indicare la mancanza di dignità, la vendita della stessa, assieme alla propria famiglia, pur di ottenere in cambio qualcosa.


Sebbene questi siano gli elementi su cui muove l’intera interpretazione, un occhio di riguardo è dedicato al ruolo delle donne: una triade di figure messe a margine, relegate, giudicate ed etichettate, ma che si rivelano essere le vere protagoniste compatte per tutta la durata dell’opera, su cui si basa l’intero potere che sorregge la fragilità umana.

I Miserabili racconta la storia di una bambina – Cosette – la cui madre è una meretrice che chiede al suo presunto benefattore sindaco il desiderio di salvare la propria figlia lontana chilometri, lasciata nelle mani di una famiglia di miserevoli personalità disposte a tutto. A fare la differenza arriverà la coscienza, la quale si attiverà nei confronti di chi potrà riscattarsi dagli errori del proprio animo – dalla nefandezza dei propri gesti – per espiare i propri errori attraverso il perdono.

Potrà mai la mia terra, la sua gente, ritrovare questo senso che ci avvicina tanto a una verità?

Teatro Comunale, Teramo
12 -13 gennaio 2019

I miserabili
dal romanzo di Victor Hugo
adattamento teatrale di Luca Doninelli
regia di Franco Però
con Franco Branciaroli
e con (in o.a.) Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo
scene di Domenico Franchi
costumi di Andrea Viotti
musiche di Antonio Di Pofi
luci di Cesare Agoni
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Centro Teatrale Bresciano, Teatro de gli Incamminati

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VARIAZIONI SULLA DURATA 24 ore di performance e di incontri con il pubblico A cura di Maurizio Coccia 18 maggio 2017 dalle ore 20.00 | Spazio VARCO | L’Aquila Fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

VARIAZIONI SULLA DURATA. 24 ore di performance, 18 – 19 Maggio, V.AR.CO – L’Aquila #pubblico [#arte]

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, CS, cultura, danza, eventi, mostre, politica, teatro, turismo, viaggi

VARIAZIONI SULLA DURATA
24 ore di performance e di incontri con il pubblico

A cura di Maurizio Coccia

18 maggio 2017 dalle ore 20.00
fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

| Spazio VARCO | L’Aquila

 

Il 18 maggio 2017 alle ore 20.00, presso SpazioVARCO a L’Aquila, inaugura “VARIAZIONI SULLA DURATA”24 ore di performance e di incontri con il pubblico fino alle 20.00 del 19 maggio 2017.

L’iniziativa è ideata e curata da Maurizio Coccia con la collaborazione e la partecipazione di Margherita Morgantin, Italo Zuffi e Andrea Panarelli.

Le performance vedono la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Interverranno inoltre relatori provenienti da diversi ambiti professionali che porteranno la loro testimonianza sul tema della durata nella loro attività.

“(…) Nel contesto aquilano, credo che il linguaggio artistico più adatto sia la performance. Intanto ci risparmia l’estetica pornografica delle rovine. Poi, è una pratica inflessibile. Non ammette ripensamenti. Ciò che è fatto, è fatto. Infine si fonda su tre modalità espressive ormai diventate, in città, categorie esistenziali: precarietà, instabilità, imprevedibilità.

Allo spazio VARCO, da tempo, si sta svolgendo una guerra incruenta. Una serie di battaglie pacifiche vi sta avendo luogo. Lì, l’arte e la cultura si giocano la partita fronteggiando numerose avversità. Perché non è nato con una vocazione espositiva. Non è facilmente raggiungibile – né visibile – circondato com’è da cantieri. Non c’è riscaldamento. Non c’è corrente elettrica. Mancano, in sintesi, i requisiti minimi per qualunque, dignitosa, attività pubblica.

Eppure, VARCO è lì. Esiste. Alieno da ogni patetismo si propone strenuamente quale paladino della cultura contemporanea. Nonostante le polveri sottili, i ponteggi e la metafisica sospensione della vita nel centro storico, la sua attività è continua, dura. Qui sta il nodo centrale. Il concetto di durata è il fulcro intorno al quale gira l’idea. Durata come persistenza e resistenza. Certo. Ma non solo. La durata riguarda anche all’autonomia del generatore che garantisce la corrente elettrica. È il simbolo dell’energia. Parallelamente metafora e significato letterale di sussistenza. Di sopravvivenza. Da lì alla maratona, il passo è stato breve. È una formula valida sia come mezzo sia come fine.

Ventiquattr’ore di azioni artistiche. E relatori eterogenei. Momenti conviviali. Musica. Studenti. Curiosi. Cittadini. Un fluire ininterrotto. A dare il ritmo, il rifornimento del generatore. Gli eroi della normalità, così, possono ballare sulla faglia.” (dal testo critico “Ballando sulla Faglia” di Maurizio Coccia)

VARCO verdiartecontemporanea è uno spazio che apre ad una dimensione contemporanea in un contesto precario e transitorio nel centro storico de L’Aquila. Il progetto VARCO è sostenuto dalla Fondazione Carispaq, Raffaelle Panarelli, Melfi Costruzioni, Metania, dalla asd MACO L’Aquila C5 e Art Cafè L’Aquila come sponsor tecnico.

 

VARIAZIONI SULLA DURATA 24 ore di performance e di incontri con il pubblico A cura di Maurizio Coccia 18 maggio 2017 dalle ore 20.00 | Spazio VARCO | L’Aquila Fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

 

INFO

VARIAZIONI SULLA DURATA
24 ore di performance e di incontri con il pubblico

Ideazione e cura: Maurizio Coccia
Con la collaborazione di: Margherita Morgantin, Italo Zuffi, Andrea Panarelli
e con la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila

Dalle ore 20.00 del 18 maggio 2017 fino alle ore 20.00 del 19 maggio 2017

Ingresso gratuito

Spazio VARCO verdiartecontemporanea
Via Giuseppe Verdi 6/8 L’Aquila
spaziovarco@gmail.com
www.v-ar-co.com

Press Office
Roberta Melasecca
Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com
349.4945612
robertamelasecca.wordpress.com/
*Comunicato stampa

22 marzo ore 19.00 DISPENZA BARZOTTI con "Homologia"

RED Residencies Experiments Directors, 22 e 28 Marzo, Teatro Spazio Electa – Teramo #arte #appuntamenti [#teatro]

arte, arte contemporanea, comunicazione, CS, cultura, danza, teatro, turismo, viaggi

Ultimi due appuntamenti al Teatro Spazio Electa
di Teramo:

Mercoledì
22 marzo ore 19.00
DISPENZA BARZOTTI con “Homologia”

Martedì
28 marzo ore 19.00
DEPOSITO DEI SEGNI con “Ceneri”


RED Residencies Experiments Directors
è un festival di teatro sperimentale organizzato da ACS Abruzzo Circuito Spettacolo in collaborazione con il TeatroEliocentrico, l’Università degli Studi di Teramo e l’associazione culturale La MaMa Umbria International. Il festival propone quattro spettacoli che si terranno dal 9 al 28 marzo al Teatro Spazio Electa di Teramo.

RED è un Festival di Teatro Sperimentale Contemporaneo che funge da Upgrade culturale e mostra quegli aspetti del Teatro Sperimentale che esistono e resistono anche in Italia. RED si presenta come un Festival di Studio, Sperimentazione e Contaminazione rivolto a studenti, attori, professionisti, artisti e amatori del territorio affinchè abbiano la possibilità di confrontarsi con gruppi, spettacoli nazionali e internazionali.

RED Residencies Experiments Directors (manifesto)

Il Festival si divide in tre momenti specifici di studio e presentazione:
RESIDENCIES: uno spettacolo esito dalle residenze artistiche svolte presso il Teatro Spazio Electa.
EXPERIMENTS: due spettacoli di Teatro Sperimentale Contemporaneo.
DIRECTORS: uno spettacolo esito dai Laboratori Teatrali con Registi aperti a studenti e cittadini, intesi come momento di formazione pedagogica e confronto culturale.
RED è un momento di “simposio culturale teatrale” che serve a “contaminare” e a proporre sistemi di comunicazione teatrale non convenzionali.

09 marzo ore 19.00 LIVING THEATRE – CATHY MARCHAND* con “La Valigia di Julian Beck”
15 marzo ore 19.00 PICCOLO TEATRO SPERIMENTALE con “Porzia’s Methamorphosis”
22 marzo ore 19.00 DISPENZA BARZOTTI con “Homologia”
28 marzo ore 19.00 DEPOSITO DEI SEGNI con “Ceneri

 

 

 

INFO e BIGLIETTERIA
Teatro Spazio Electa
Via F. De Paulis, 9/A – Teramo (accanto Hotel Michelangelo)
T. 0861/212593 o 328/1034611
www.acsabruzzo.it

 

*Comunicato stampa

#Walking and #Dancing

cultura, danza, musica

Quando impari a camminare

acquisisci sempre un ritmo crescente.

Oggi c’è il sole

arte, comunicazione, cultura, danza

Sto ultimando l’acquisto per alcuni biglietti, ho prenotato treno e l’hotel per un viaggio prossimo. Nel frattempo, oggi, c’è un sole meraviglioso, tanto che il cane non voleva rientrare stamattina, poiché si stava benissimo. In effetti quando mi sono alzata e ho visto che quelle brutte nuvole di ieri erano scomparse sono stata meglio anche io.

Nei vari regali di Natale fatti quest’anno (pochi e buoni), ho scelto di acquistare per alcune persone dei biglietti per il balletto. Vorrei conoscere di più il teatro, iniziare dalla danza mi pare un buon test. Diversi anni fa ho visto dal vivo uno spettacolo di una compagnia russa per conto dell’università, ma stavo lavorando alle riprese assieme ai miei compagni di corso, e tra una cazzata e l’altra, nell’osservare le persone che visionavano, molte cose di quel ricco parterre sono sfuggite. Allora consciamente ho scelto sulla base di alcune tendenze personali, di prendere i posti per Il Lago dei cigni.

Ieri sera guardavo alcune sequenze per entrare nel mood. Non facevo altro che ridere. Ero ragazzina quando ho assistito a uno spettacolo dove una giovane ballerina con un vestito rosso cangiante fece un botto a terra senza precedenti. Ero a Pescara, e in quel teatro, fu delirante: una intera fila di persone  distrutta dalle risate come i peggiori dementi  e immaturi esistenti sulla terra. Diciamo che vado per visionare la famosa morte del cigno e rifarmi con le musiche di Čajkovskij.

Intanto lascio qualche spezzone da visionare. Il primo video è la parte che preferisco: c’è tutto. E’ perfetto, adoro la velocità e il ritmo, il sincronismo e la sincronicità di ogni singolo passo effettuato. Nella seconda sezione, l’introduzione, ha una leggerezza invidiabile. Non oso immaginare che livelli di stress per arrivare a toccare quei punti di perfezione.

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Sono curiosa delle scenografie. I russi sono strabordanti, gli americani virano sull’intrattenimento.

Annotazioni: Arte Contemporanea in Abruzzo [Milano – Expo’ – Casa Abruzzo]

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Siete tutti invitati! 

Annotazioni: Arte Contemporanea in Abruzzo
a cura di Adina Pugliese
Schede critiche: Amalia Temperini
Organizzazione: Associazione “Trabocchi Libri e Rose”, Meta Edizioni, Lino Olivastri
Patrocinio: Fondazione Aria
2
6 – 30 Settembre 2015

Vernissage: 26 settembre ore 18.

Un racconto, un report, di un territorio che si trasforma nell’odierno, attraverso le caratteristiche generali del panorama culturale e artistico regionale.

Le realtà, gli artisti, le mostre, gli eventi, i luoghi e i progetti testimoniati:

Silenzio per favore – 10 video d’artista attraversano l’Abruzzo
Bruno Cerasi, Human Needs – per FLIC – Festival Lanciano In Contemporanea
Valentina Colella, Soul under 35 – site specific MAW – Men Art Work – Sulmona (Aq)
Trabocchi Libri E Rose – Festival del libro e cultura del territorio, Treglio (Ch)
Visione Periferica – StreetArt&Music – workshop e approfondimenti sull’arte urbana, Mosciano S. Angelo (Te)
Il Jazz Italiano per L’Aquila – 600 jazzisti per 100 concerti in sole 12 ore, 6 Settembre 2015, L’Aquila – ph. Angelo D’Aloisio
Museolaboratorio – ex Manifattura tabacchi, Città Sant’Angelo (PE)
Art in the dunes – Percorso tra arte e natura, Riserva naturale di Punta Aderci, Vasto (Ch)
Spazio Matta (ex Mattatoio) – una rete per la creazione di un polo artistico, internazionale, Pescara
Ripattoni In Arte – Talento e Territorio – Slow Art, Ripattoni (Te)

Tutte le info, cliccando QUI o QUI

arte-c

Mariangela Melato

artisti, cinema, cultura, film, quotidiani

Dal cartaceo di Repubblica di oggi, su Mariangela Melato.

Amalia è in città

Studiare, vita

Ho un leggero mal di testa; stamattina ho studiato, ora sono in pausa, scrivendo qui, e decidendo sulla possibilità di prendere un oki.
Mi trovo a preparare un esame di storia della cultura;  le pagine che sto memorizzando sono legate all’evoluzione del teatro rinascimentale e mi hanno fatto riaffiorare un episodio che non mi è sceso tanto durante una delle ultime sessioni fatte.

Nel corso della mia carriera ho sostenuto due corsi di teatro molto simili tra loro, addirittura con lo stesso professore e alcuni testi fissi, i suoi.
Non è tanto questo che irrigidisce i miei pensieri quanto più la sua sferzante voglia di mettere un 28 a tutti i costi, senza stare a pensare che io possa migliorare, o darmi la possibilità di farlo. Sono una persona caparbia, non amo facilmente perdere, se studio lo faccio per accettare un voto abbastanza alto, e se prendo un 30 senza lode, mi girano altamente le palle.

Questo professore, all’appello del primo esame, ha avuto il coraggio di presentarsi in aula con un PC che prevedeva un software, in cui l’allievo inseriva nome e cognome, prima di essere esaminato; una volta criptati i propri dati, essi venivano restituiti in fotografie di ambienti, spazi e scenografie, ovviamente da riconoscere, identificarne i periodi storici e sceglierli, al fine di ottenerne l’argomento per la tua interrogazione.

A me vennero fuori due immagini chiare: l’attore stanislavskiano e il teatro shakesperiano di epoca elisabettiana.

Da buona suicida autolesionista, decisi di avviare il discorso sul primo.

Avete presente le persone più fastidiose della storia del mondo? Quelle che quando stai cercando di esprimere un giudizio sano su quadro di riferimento, v’interrope ogni quindici secondi per aggiungere disquisizioni o termini, che secondo lui, sono migliori o più consoni, facendovi perdere la logica di quello che state esprimendo?
Ecco il mio professore: ha di certo di una pignoleria pura.

Ogni volta che penso a lui, ho in mente un mix tra Furio – personaggio di Verdone del film Bianco, rosso e verdone, e a Castellitto, nell’interpretazione del padre di Caterina del film di Virzì, Caterina va in città.

Ho smesso di studiare per sfogarmi e dire che quel 28 datomi, guarda caso, è rimasto anche al secondo appello. Conoscendomi, e conoscendo tutti noi studenti, in quanto pochissimi a seguire le sue lezioni, ho sempre avuto un pensiero fisso: ma non è che lui si sia segnato il voto del primo esame per poi confermarlo nuovamente, a distanza di anni, nel secondo? Altrimenti che senso ha avere un block notes in cui segnare domande fatte e persone interrogate?

Quel voto mi è rimasto sul gozzo, sia nel primo, che nel secondo esame, e intralcia i miei pensieri a distanza di anni, pure quando sto studiando altro.

Ragioniamo sul mio stato di degrado mentale?

Robotboys Dubstepic

cultura

Dalla regia mi suggeriscono:

Il frame al minuto 4.34 il mio preferito.

Connecting the Dots/Unire i punti – Georgia Tribuiani

mostre

Quando decido di andare a una mostra, solitamente ho un rito preciso: caffè con le amiche che rallenta la tensione, e rilassamento pre – visita adatto alla successiva scoperta di un qualcosa di nuovo.

Georgia Tribuiani è una visual designer poliedrica, che con le sue opere costruisce mondi nuovi, uniti da leggerezza di più punti, che elevano chi è di fronte, a una spensieratezza di pensiero, attraverso una coloratissima ironia.

L’allestimento di “Connecting the Dots/Unire i punti” è un sentiero che si sviluppa in 4 sale, pensate in maniera matematica, con un preciso risultato finale, che in questo caso, è di grande impatto razionale ed emozionale.

Se non altro perché la logica di costruzione dei lavori è complessa: svelata attraverso il percorso d’esposizione, in cui è difficile non capire quanta minuzia c’è nella scelta di elementi necessari al suo linguaggio, che avvolge più sostanze, provenienti dal mondo teatrale, cinematografico, artistico, televisivo, in una forma di cultura così completa, da fare assorbire il tratto distintivo, che aleggia nella sua opera, a tutti.

Quello che voglio comunicare in semplicità, è che si saltella tra i suoi pensieri in un montaggio video inizialmente scomposto – come se stessimo in una sorta di limbo analogico – a esaminare tutti i frame delle sue idee; per poi arrivare una condizione di assemblaggio, talmente veloce, da capire i motivi per i quali questa mostra te la porterai addosso per alcuni periodi.

Curata da Umberto Palestini, è ospitata negli spazi dellArca – Laboratorio delle arti contemporanee di Teramo, fino al 21 ottobre 2012, ai seguenti orari: 16 –19.
Lunedì, chiuso.

La consiglio, lasciandovi qualche suggerimento:

http://www.g3o.net/
http://www.motiongraphics.it/2008/01/georgia-tribuiani-senior-designer/
http://www.larcalab.it/a/?p=265
http://theworldofagraphicdesigner.wordpress.com/2012/09/02/unire-i-punti/
http://www.behance.net/gallery/Unire-i-Punti/4916769?fb_action_ids=4653447221093&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=246965925417366

E’ disponibile un catalogo della mostra.