caffè - ph. Amalia Temperini

Il caffè [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, cultura, Donne, quarantena, salute e psicologia, vita

C’è gente che ci gioca su Tiktok con il caffè preso in casa alla finestra. Io lo gusto per davvero, con questa modalità, quando vado a trovare Maria.

Un appuntamento quasi fisso, di mattina o pomeriggio, se capita anche a colazione, accade quando lei mi vede portare il cane a spasso oppure organizzarmi con le consegne da fare quando passano gli ambulanti a portare la merce che abbiamo prenotato.

È sempre il solito casino, districarsi tra guanti, mascherine e disinfettanti.

Ho avuto fino a due anni fa i capelli cortissimi, quasi a zero, per un decennio. Molte persone hanno spesso messo in discussione il mio orientamento sessuale senza chiederlo direttamente. Questa cosa mi ha sempre fatto molto ridere. Per alcuni, sulla base del taglio dei capelli, una persona manda un messaggio secondo il quale stabilisci a che categoria sessuale appartieni, che poi è uno stereotipo di genere bello e buono.

A distanza di anni, quello che posso dire con certezza è che il gesto di ribellione che ho adottato in passato è stato di negazione alla mia femminilità, per tradimenti e dolori vissuti da situazioni spiacevoli che facevano di me una donna sempre più forte, capace di dimostrare che non avevo paura di fare tagli netti, neppure su me stessa, prima ancora che con gli altri.

Ho risistemato molte cose nel tempo, ho capito che era una forma leggera di autolesionismo che andava risistemata e ho cercato di perdonare quel lato di me che era rimasto scottato a causa di situazioni pregresse troppo spiacevoli, che oggi si rivelano utilissime.

Adesso i capelli hanno una lunghezza poco più lunga di un caschetto, sono fastidiosi per davvero perché poco pratici. Io sono incapace di compiere tagli e la parrucchiera ha il negozio chiuso.

Lottiamo contro l’invisibile, ma non è poi tanto diverso da una lotta che fai con te stessa quando sei nel pieno di una pippa colossale quando pensi troppo agli altri e ti metti in discussione solo tu.

Da allora cerco, ogni giorno, di trovare soluzioni costruttive.

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semini di peperoni - ph. Amalia Temperini

Ravanelli e peperoni [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, costume, cucina, cultura, Donne, lavoro, natura, quarantena, salute e psicologia, società, turismo, vita

Stamattina mi sono fatta portare a casa dalla signora che si occupa della frutta, anche tre peperoni rossi. Li ho appena affettati, sistemati e congelati così ho tempo di capire come prepararli per più occasioni, per limitare al massimo le uscite e avere tutto porzionato per bilanciare la nutrizione nel corso di queste prossime settimane che coinvolgono anche la Pasqua.

Ho deciso di conservare i semini, asciugarli in un panno per capire se sia possibile pensare a piantarli. Appena finisco di scrivere questo messaggio lo faccio, vedo se ho dei vasi vuoti e del terriccio, provo a industiarmi con molta calma.Non so neppure se sia la stagione di semina, ma visto che si è stravolto tutto, perché mai non provare a vedere se anche la natura può essere forzata nei suoi tempi da una persona che non si è mai presa cura della terra?

Quando ero piccola, nella piccola porzione di terra che ho dietro casa, piantavo quintali di ravanelli. Rubavo i semi a mio nonno e li spargevo a cazzo, in periodi senza senso, per il gusto di prendere la zappa e dimostrare a me stessa che era possibile essere contadini senza troppo sforzo. Producevo un quintali di ravanelli che nessuno mangiava, perché non andavano di moda come adesso, ma vuoi mettere la soddisfazione?

Non capivo niente, ma quella caparbietà è rimasta ancora, ci provo pure adesso e vediamo.😎Se i ravanelli nascevano perché mai non dovrebbero crescere anche i peperoni?🤔

Vediamo che succede, basta, ho deciso.

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il cucchiaio verde, la bibblia della cucina vegetariana - ph. Amalia Temperini

Cicoria #cucinare [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, costume, cucina, cultura, libri, ricette, salute e psicologia, società, vita

Quando preparavo gli esami universitari, tanti anni fa, una delle tecniche creative per scaricare la frustrazione è stata quella di migliorare e potenziare il gusto per cucinare.

Tra i tanti acquisti fatti nel tempo, ho pensato di regalare a mia madre un libro dedicato alle preparazioni vegetariane.
Lo ammetto, era un autoregalo, il punto è che nessuno delle due lo ha mai adoperato e questo fa di noi campionesse dei regali inutili 😂

In questi giorni, visto quantitativo di tempo a disposizione, per evitare stress di qualsiasi tipo legati alla noia, ho deciso di capire come cucinare la cicoria. A me non fa impazzire. È una pietanza che non amo particolarmente perché risulta sempre troppo amara. In Abruzzo per farle perdere quel sapore molto spesso si rifà (condisce) con l’uovo; non come una frittata, intendiamoci, ma diciamo una parvenza di sapori che si annebbiano l’un l’altro tra verde e giallo e che risulta buonissimo e appetitoso al palato.

Il Cucchiaio Verde. La Bibbia della Cucina Vegetariana però ne offre una versione semplice al sugo. Si chiede di sbollentare le cicorie, poi ripassarle in una padella ricca di salsa di pomodoro assieme ad aglio, olio e basilico.

Fin qui ho avuto un tuffo al cuore, la soluzione alle cose. Una alternativa possibile al colesterolo. Il miracolo della vita: Il NO alle uova! 👏👏👏👏 Evviva! Evviva! Evviva!

Il punto è che poi ho trovato il gomasio.

A) cosa cavolo è il gomasio?
B) perché il gomasio?
C)A cosa serve il gomasio?
D) ma soprattutto chi cazzo usa il gomasio e perché lo ha a casa in dispensa? 🤔

Voglio morire.

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Freud #serietv [#recensione]

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Psicoanalisi vs Manipolazione.

Freud è l’ultima serie Netflix che ho visto.
Il cuore della storia è basato sulla scoperta e la conoscenza della pratica della ipnosi, la simbologia, l’inconscio a essa collegato.

Il segno diventa elemento esoterico che spinge il racconto a essere lontano rispetto a quanto ci si può aspettare con un titolo che porta a pensare al personaggio cui è ispirata la visione: il padre della psicoanalisi.

Freud è uno studente ebreo di fisiologia/neurologia, una persona che entra a contatto con una ragazza molto particolare dal nome Fleur Salomè. Lei è una medium degli szápáry ungheresi, la famiglia cospiratrice che punta alla distruzione dell’impero viennese.

Il filo conduttore, il dubbio che trasporta e cattura l’attenzione dello spettatore è quello di capire cosa sia il Táltos.

I temi riferiti a ogni appuntamento (isteria, rimozione, dipendenza, ecc.), sembrano posti in secondo piano rispetto a una costruzione riconducibile a un poliziesco dai risvolti perversi.

La fotografia è molto bella.
Non saprei dire se mi è piaciuta o meno, ma la questione che solleva la mia mente è legata alla sua vera storia di vita; se e quanto c’è della sua biografia e quanto ha influito e ispirato questo racconto messo on-line poche settimane fa.

Opinioni?🤔

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Lista, spesa - ph. Amalia Temperini

Diario della quarantena [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, attualità, comunicazione, costume, cucina, cultura, Donne, giovedì, quarantena, ricette, salute e psicologia, società, vita

A questo punto il blog assume di nuovo identità rinnovata. Già da qualche giorno i post che inserisco hanno un altro tipo di approccio, questo perché credo che, ad ogni mio cambiamento, esso debba riflettere il vissuto che mi attraversa.

Ne approfitto per dire che la cosa più brutta di queste giornate è notare come i prezzi dei prodotti siano aumentati di brutto, parlo della frutta, di cose di prima necessità.

Mi sono fatta un conto per capire se conviene acquistare con consegna a domicilio o uscire per fare la fila nei supermercati con un rischio maggiore di esporsi all’essere contagiati.

Ho notato che conviene, in termini di risparmio benzina, farsi portare l’essenziale a casa, almeno uno ha la possibilità di non pagare il carburante con il vantaggio di limitare al massimo ogni cosa.

Se già ci sono questi aumenti, tra un mese cosa potrà accadere?

La fortuna di vivere in Abruzzo – in zone periferiche – è che esiste ancora la solidarietà. In qualche modo il baratto diventa un vantaggio e se tu porti i biscotti alla tua vicina, dal suo orticello ti ringrazia con un po’ di insalata.

🔥

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I am not ok with this - serie tv, netflix - ph. Amalia Temperini

I am not ok with this #serietv [#recensioni] #iorestoacasa

#iorestoacasa, cinema, costume, cultura, Donne, Narcisismo, salute e psicologia, Serie tv, società

Pensavo a una cosa tipo The Fuc***g world, ma mi sbagliavo. I am not ok with this è tutta un’altra questione. Non posso neppure pronunciarmi nel fare un paragone con The Stranger Things perché non l’ho vista per scelta.

La storia è di una ragazza coi superpoteri telecinetici, una eredità da gestire dopo che qualcosa è accaduto a suo padre. Per tanti versi il suo personaggio assomiglia a Carrie, la protagonista dell’omonimo libro di Stephen King diventato un famoso film che ha terrorizzato i martedì sera della mia adolescenza.

I temi ricorrenti di questa serie TV sono la gestione nella famiglia, il padre, l’amore, la scoperta della sessualità, il femminismo, la relazione con madre, la vendetta, la scuola, il tradimento. Un mix di cose ovvie, in pratica, che si ritrovano puntualmente in progetti noiosi.Le puntate sono molto brevi e non portano apparentemente a nulla, ma l’ultimo appuntamento è quello più interessante.

Allora?🤔 Mi chiedo: ma questa prima stagione è solo l’anteprima di un periodo ancora da scoprire oppure è un avvertimento per abolirla del tutto dalla lista dei favoriti?

Chi l’ha vista?
Cosa ne pensate?
Che intenzioni avete di fare in attesa di una nuova uscita? 🤣

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Maria - ph. Amalia Temperini

Maria [#iorestoacasa]

#iorestoacasa, amore, attualità, cultura, Donne, gossip, quotidiani, religione, rumors, salute e psicologia, spiritualità, vita

Maria, 85 anni, vive da sola.
È il mio mito assoluto di questa quarantena.

Ci parliamo dalla finestra, vado ogni giorno a chiederle come sta, mi racconta le novità e io le mie. Quando piove ci becchiamo di sfuggita.

Il mio cane spesso entra in casa sua, mangia le fette di ciambellone al posto mio mentre io aspetto. C’è da dire che lui non capisce perché io rimanga in attesa, spesso mi guarda mentre degusta, si sazia, esce come se nulla fosse.

Maria ha costruito la sua mascherina a mano. La cucitura è su vari step, ha anche un filtro. Panno di lino, garze, pellicola ed elastico sono i materiali principali.

Donna di resistenza, esempio di vita.
Una donna che ha sempre avuto un alto valore del giusto.

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patata - gnocchi - ph. Amalia Temperini

Gnocchi – Domenica [#iorestoacasa]

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Una delle cose che odio di più è fare gli gnocchi.

Mi hanno insegnato la preparazione della pasta fatta in casa quando avevo 9 anni, rigorosamente a occhio, senza troppa filosofia culinaria, con la giusta misura delle dosi.

Gli gnocchi.
Gli gnocchi non sono come le tagliatelle o la chitarrina, io li ho sempre odiati. Capire quante patate devi prendere, pelare, mettere a bollire, attendere il raffreddamento, impastare, ritagliare. I tagli devono essere netti, le misure tutti uguali – altrimenti guai, che fa? Pare brutto! La geendde!
Perché tua nonna li faceva così, mia mamma li impasta così, tutta la stipe mondiale dell’universo li ha sempre preparati a così. E tu? 🤔

Insomma il piatto della domenica a casa è questo, in varie versioni, ma se dovessi stilare la modalità migliore di condimento allora scelgo quelli al sugo semplice profumato al basilico.

Esiste cosa più buona? Per me no.
A parte quelli coi funghi, tartufo e macinato, allo zafferano, ecc. 😂
Oggi ho capito che farli è davvero una cazzata, non che prima ne avessi dubbio, ma il peso della tradizione era una macigno colossale piombato a ripetizione.
Come mai oggi?
Perché forse quando sei in trappola, la trappola diventa la salvezza.

Statemi bene 🤭
💥🔥Evviva la vita! 💥🔥
(Finalmente fuori una oncetta di sole!)

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Almarina - Valeria Parrella (Einaudi, 2020) ph. Amalia Temperini

Almarina – Valeria Parrella #einaudi #libri [#recensioni]

#iorestoacasa, attualità, costume, cultura, Donne, filosofia, leggere, libri, quotidiani, salute e psicologia, società, vita

Uno degli ultimi libri che ho letto prima del blocco mentale è stato quello di Valeria Parrella intitolato Almarina (Einaudi, 2019).

La storia è di una donna che ha perso il marito, si trova a vivere una condizione esistenziale travagliata, lavora come insegnante nel carcere minorile di Nisida, a Napoli, dove conosce Almarina, la seconda protagonista di tutta la lettura.

L’autrice attraversa tanti temi. L’idea di violenza, la diversità tra i concetti di diritto e giudizio in chiave individuale e collettiva. Apre una riflessione sul concetto utopico di Giustizia posto in relazione al valore del Giusto. Accende l’attenzione sulla difficoltà di essere madri, sulle lungaggini delle adozioni, le separazioni e relazioni tra figli e fratelli.

La vicenda non mi ha fatto impazzire. Ho trovato multo utili gli spunti filosofici che ruotano attorno alle vicende sociali curate dalla scrittrice.

Attualmente è candidato al Premio Strega 2020.

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Accademia [#iorestoacasa]

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Questa è la vera Accademia e non mi pare che sia una idea tanto vecchia.
Ho sempre pensato che stessimo vivendo un tempo strano, un mix tra medioevo e rinascimento messi assieme da un linguaggio innovativo fatto di algoritmi, la nuova architettura in tutti i campi.

Questa intervista che mi hanno segnalato poco fa è tratta da Repubblica, evidenzia e rimarca la velocità con la quale si è arrivati a una soluzione veloce, in poco tempo, per ospitare i malati di corona virus e tutelare gli organi medici che arrivano in soccorso per le cure di chi ne ha più bisogno adesso. Vincono pratica e adattabilità, oltre che una visione umile e replicabile di un progetto versatile e per ogni fascia della popolazione.

Mi sembra che gli artisti chiusi nelle loro finestrelle social, falliscono in questi tempi, hanno poco da dire e quello che comunicano è boria e pessimismo. Piccoli urlatori alla Munch che tentano di imitare l’operato di Bill Viola nei movimenti, senza tenere conto che dietro ogni azione esiste uno studio e una progettualità strutturata a monte.

Ripenso a un libro di Bruno Munari che ho letto poco tempo fa. Parlava di come esista una sostanziale differenza tra artisti e designer nella mentalità e nella progettualità. Questi secondi sono quelli che si avvicinano a chi ha a collaborato con Carlo Ratti, cioè persone che agiscono con fatti e non chiacchiere.

A calpestare i lamentosi sono arrivati, pochi giorni fa, quelli che hanno aderito al progetto pensato come una comunità, si chiama “The Colouring Book ” voluto da Milano Art Guide e curato da Rossella Farinotti e Gianmaria Biancuzzi. Lo scopo è stato di donare disegni da colorare a tutti e sono tutti on-line gratuitamente. Anche qui si hanno i concetti di condivisione, adattabilità, riproducibilità, diffusione, linguaggio.

Qualcosa sta cambiando, ma il punto è che chi ha asprezza d’animo, sta diventando solo più brutto e riottoso. Fortuna che esistono gli altri!

Per l’intero articolo qui

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Dolci, pasta [#iorestoacasa]

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Mai dire mai“. Forse è questo concetto che devo rimarcare con più potenza. È proprio così: mai dire mai nella vita.Oggi per la prima volta ho impastato delle cose nuove. Nel caso dei dolci la questione si è risolta nella maniera più tranquilla. Nel caso della pasta, ho usato la semola di grano duro, una farina sconosciuta fino ad ora.

Il risultato è stato ottimo, volevo vedere la sua resa in assoluto senza l’uso di altre farine e sono soddisfatta.Mai dire mai.
Quando avevo circa venti anni ho rifiutato per ben due volte la nomina per fare l’infermiera OSS. Era un corso gratuito molto ambito quando ancora era facile lavorare nelle Asl. Io non mi sentivo pronta, non era quello che volevo fare, ero giovane e sentivo che avrei dovuto giocarmi altre carte. Ho fatto per ben due volte un passo indietro per scelta.In questo momento hanno sospeso molti servizi agli operatori sanitari domiciliari.
Nessuno entra nelle case, pochi hanno accesso, solo per chi ha disabilità gravi. Questo per evitare contagi ai pazienti, ma anche agli operatori che si espongono nel fare il loro mestiere.Oggi ho assisto per la prima volta a una operazione molto particolare. Sfilare un sondino per la nutrizione dal naso per rimpiantarne uno nuovo e sterilizzato.
Non avrei mai immaginato di aver dovuto affrontare quella condizione così sofferente per mia nonna, con questa forza, la stessa che ho dovuto metterci io per fermare le sue mani e aiutare l’infermiera nella sua operazione con quella distanza di un metro che è sempre troppo vicina.Un terrore inaudito.
La paura di essere contagiata. L’indossare una mascherina con una persona che conosco da più di due anni che di colpo è diventata estranea tra guanti, medicine e cerotti.Questo Covid19 è un esercizio per la mente, per il corpo, ogni giorno una sfida più grande, una emergenza. Ogni giorno vado a dormire con una nuova speranza che trema e accompagna con sé una domanda: cosa porterà tutto questo nel futuro?

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Perdo i giorni [#iorestoacasa]

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La calma inizia a scemare, sarà la mancanza del sole che incupisce l’inizio di una nuova settimana.

Nella mia zona, nel mio comune, al momento è infetta una sola persona. Lo ha saputo in modo vergognoso, senza essere avvisato, ma su segnalazione dei dati della regione che ogni pomeriggio informa i momentanei sopravvissuti.

Al confine, vicino casa mia, nel comune di Atri, a meno di un chilometro, tre casi confermati, ieri sera. È il punto che frequento di più, quest’ultimo luogo. La spesa, le poste, la benzina. Luoghi che ho attraversato sempre con una certa scioltezza e che oggi imparo a guardare con un distanza abissale. Mi pongo cento domande, alle quali ho scarsa risposta.

È solo una condizione mentale. Il limite fisico, la protezione, il riparo si hanno, almeno io lo ho, e posso trarne vantaggio maggiore se continuo a rispettare le regole e le disposizioni che le istituzioni ci hanno indicato, ma quanti stanotte sono rientrati in Sicilia nella grande fuga dal Nord?
I casi partiti nella mia vallata, per buona parte sono scoppiati con il rientro di ragazzi che hanno creato una condanna ai loro stessi familiari.

Piano piano, tutto quello che ho studiato sulla Seconda Guerra Mondiale sembra prendere forma in altre modalità. Penso ai forni crematori, all’uso che ne stanno facendo a Bergamo o Brescia. Penso anche a come ho sentito in TV, ieri, che questa situazione si svolge seduti da un divano, con tutti i comfort, guardando un monitor.
Penso a come chi veniva spedito nei campi di concentramento era affidato a un treno. Mentre i treni, nel nostro caso, sono stati parte di una condanna inspiegabile caduta da chissà quale condizione venutasi a creare.

Se arriverà la neve, come hanno detto, questo azzeramento cosa porterà?

Insomma, fuori è molto freddo, ma anche dentro non ce la passiamo tanto bene.

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