Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio – Bolzano #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, filosofia, mostre, turismo, viaggi

Július Koller. One Man Anti Show

Inaugurazione:
19/05/2017, ore 19.00

a cura di
Daniel Grúň, Kathrin Rhomberg e Georg Schöllhammer

@Museion,
Bolzano



Museion presenta, in cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava, la più vasta retrospettiva mai dedicata a Jùlius Koller (Piestany, Slovacchia 1939- Bratislava, 2007). Koller, tra le personalità artistiche più importanti dell’Est Europa dagli anni Sessanta, ha sviluppato un’opera di grande rilevanza internazionale. La mostra documenta, alla luce dell’elaborazione di materiali artistici e d’archivio, il suo contributo autonomo alla Neoavanguardia. Oltre a lavori noti a livello internazionale sono esposte anche opere, materiali d’archivio ed ephemera inediti – diverse fotografie concettuali dell’artista slovacco legano la sua personale alla mostra sulle opere fotografiche della collezione Museion “La Forza della Fotografia”. L’opera di Koller si pone a distanza critica rispetto al governo comunista e alla sua arte ufficiale, ma mette in discussione anche le tradizioni della modernità e le convenzioni del sistema dell’arte occidentale. Dalla metà degli anni Sessanta Koller crea, con gli Antihappenings e gli Antibildern un’opera contrassegnata da ironia giocosa e scetticismo, che con spirito dadaista unisce ad un atteggiamento scettico radicale un approccio innovativo. Dipinge così quadri oggetto di colore latex bianco e immagini con il motivo del punto interrogativo, che diventa simbolo universale della sua messa in discussione della quotidianità e della realtà. Il gioco del tennis e del tennis tavolo sono utilizzati da Koller come forma artistica partecipativa: collegando lo sport a uno statement politico, l’artista rivendica così l’attenersi alle regole e il fair play come base dell’azione sociale – statement che conserva ancora oggi la sua piena attualità, anche alla luce della situazione politica internazionale. Dopo la repressione della Primavera di Praga, l’artista inizia la serie U.F.O.naut per contrapporre alla realità “situazioni culturali” e utopie di un nuovo futuro e di una nuova cultura cosmo umanistica.

In cooperazione con mumok — Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien e la Galleria Nazionale Slovacca, Bratislava

 

Július Koller. One Man Anti Show, 19 maggio, Museio - Bolzano

Info

Július Koller. One Man Anti Show
Inaugurazione: 19/05/2017, ore 19.00

Durata mostra: 20/05 – 27/08/2017
Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.

Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle ore 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.

 

Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion, Piazza Piero Siena 1
I – 39100 Bolzano

 Save the date – programma collaterale

Ping Pong Club ogni giovedì 18.00 – 21.30, ingresso e partita gratuiti, prenotazione possibile: visitorservices@museion.it  Tel. 0471 223435

ICOM Day 21/05/2017
lezioni di tennis tavolo

 20/07/2017, 19.00 h

visita guidata con Letizia Ragaglia

Contatto ufficio stampa Museion
caterina.longo@museion.it
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http://www.museion,it

Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani

 

*Comunicato stampa

MARCO DE ROSA - "Work in progress", 10 febbraio, In Situ - Roma

MARCO DE ROSA – “Work in progress”, 10 febbraio, In Situ – Roma #vernissage #arte #savethedate [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre

MARCO DE ROSA
“Work in progress”

a cura di In Situ
con un testo critico di Sara Fiorelli

Opening
10 febbraio 2017 ore 19.00

In Situ,
Roma

Il giorno 10 febbraio 2017 alle ore 19.00 In Situ presenta “Work in progress” di Marco De Rosa, a cura di In situ, con un testo critico di Sara Fiorelli. La mostra inaugura un ciclo di sei esposizioni monografiche del collettivo In Situ dal titolo “Assurdità contemporanee”.

InSitu ha inaugurato i suoi spazi lo scorso ottobre presentando Cosa Sarebbe se?, mostra collettiva che ha visto protagonisti i sei artisti creatori del progetto.

Il collettivo InSitu nasce dall’esigenza di unirsi, senza costituirsi come gruppo nel significato storico-critico del termine, per rispondere alla necessità di far fronte, insieme, alla complessità dell’essere artista nella società contemporanea, e di fare della propria individuale ricerca un vero mestiere.

Più che un insieme di studi, InSitu è un laboratorio di idee, un luogo in cui la condivisione e il confronto sono occasioni di crescita personale e collettiva. L’ambiente è aperto, nessuna divisione o barriera separa gli studi di ciascun artista. Le opere, libere di vivere lo spazio, comunicano tra loro, si contaminano, e danno vita a connessioni neuronali tipiche di un complesso ipertesto, serbatoio inesauribile di possibilità.

InSitu, un organismo in continua trasformazione ed evoluzione, presenta Assurdità Contemporanee, un ciclo di sei mostre monografiche che si susseguiranno nel corso di quest’anno, dove verranno esposti gli inediti lavori di Marco De Rosa, Roberta Folliero, Andrea Frosolini, Christophe Constantin, Francesco Palluzzi ed Elisa Selli, frutto delle loro più recenti ricerche.

Il primo a sollevare il sipario è Marco De Rosa con Work In Progress. (…).

Marco De Rosa sin dal titolo scelto per la sua personale, Work In Progress appunto, ci catapulta in una dimensione non finita, precaria, un olimpo del fai da te, dove l’autogestione delle risorse e l’arrangiarsi diventano mezzi di sopravvivenza nella fiera del consumismo più becero. La ricerca dell’artista si concretizza nella creazione di installazioni infrastrutturali che inglobano alcune parti architettoniche dell’ambiente. Arnesi da carpentiere, morse, livelle, nastri autobloccanti e metri sono collocati nello spazio simulando la presenza di lavori in corso. Un cantiere in fieri che mostra i segni della sua creazione, come fossero dei sigilli che suggellano l’esattezza dei propri rilievi. (…)

Marco De Rosa, proprio interrogandosi sulla funzione dell’opera d’arte, riflette sull’esigenza di catalogare e regolamentare tutto lo scibile di cui siamo investiti, per rendere perfettibile qualsiasi fatto esistente. La tensione verso la perfezione conduce inevitabilmente ad uno stesso risultato, che corrisponde ad un momento di stasi e di arresto. (…) Ironico e dissacrante è il linguaggio utilizzato da Marco De Rosa, che disegnando prospettive senza direttrici, e fornendo coordinate verso l’abbandono, traduce la vacuità delle azioni compiute da questi ingegnosi sistemi di calcolo, in metafore sull’inservibilità degli strumenti artistici. (…).” (Sara Fiorelli)


Marco De Rosa nasce nel 1991 a Roma, dove vive e lavora. Nel 2015 consegue la laurea di secondo livello in scultura presso la Rufa (Rome University of Fine Arts), presentando la sua tesi dal titolo Geometria organica. Nel 2012 inizia a frequentare lo studio dello scultore Simone Bertugno, con il quale collabora come assistente nella realizzazione di alcuni suoi lavori. Nel 2016, finiti gli studi, ha la possibilità di partire per un Placement, che lo porterà a lavorare a Las Palmas de Gran Canaria, presso il CAAM (Centro Atlántico de Arte Moderno), avendo modo di confrontarsi in un ambito artistico internazionale. Tornato a Roma decide di aprire l’associazione culturale In Situ insieme ad altri cinque artisti, dove ha anche l’occasione di proporre i suoi progetti artistici. Il suo lavoro di ricerca lo porterà a realizzare lavori con vari materiali come: ceramica, gesso, resina e cemento, arrivando in seguito ad indagare lo spazio attraverso alcune installazioni. Tra le principali esposizioni: 2016 – Cosa sarebbe se? a cura Porter Ducrist, testo critico di Porter Ducrist, Spazio In Situ, Roma, Italia; 2016 – Placement presso CAAM (Centro Atlántico de Arte Moderno), Las Palmas de Gran Canaria, Spagna; 2016 – Triennale Europea di Stampa Contemporanea Estampadura, Toulouse, Francia; 2015 – Partecipazione premio Catel, Scuderie Aldobrandini, Frascati (RM), Italia; 2015 – Tag just young tag, a cura di Giuseppe Ussani, testo critico di Giuseppe Ussani, TAG – Tevere Art Gallery, Roma, Italia; 2015 – Just young, a cura di Giuseppe Ussani, Libreria Spagnola, Roma, Italia; 2014 – Chrome Anatomy – Body Worlds, a cura di Fabrizio Dell’Arno ed Emiliano Coletta, SET – Spazio Eventi Tirso, Roma, Italia; 2014 – Torgiano Experience – Argillà, a cura di Alfredo Gioventù, Ridotto del Teatro Masini, Faenza (RA), Italia.


INFO

Marco De Rosa
“Work in progress”
a cura di In Situ
testo critico di Sara Fiorelli

Inaugurazione 10 febbraio 2017 ore 19.00
In Situ | Via San Biagio Platani 7 – Roma

Dal 10 al 17 febbraio 2017
In Situ Via San Biagio Platani 7 - Roma

In Situ
Via San Biagio Platani 7 – Roma
studioinsitu.weebly.com
insitu.roma@gmail.com

Comunica_Desidera_di Roberta Melasecca (logo)

Press Office
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr
roberta.melasecca@gmail.com 
349.4945612
www.robertamelasecca.wordpress.com

*Comunicato stampa

 

 

 

Minus.log, Cure 02, 2016, scultura audio visiva, due elementi in legno e tempera bianca cm 100x50x25 cm ciascuno, un elemento in legno e tempera bianca cm 150x45x45, video 5’:00” loop, proiettore, lampada lad, sound, dimensioni totali 170x181x166 cm, Courtesy Galleria Bianconi

Minus.log – Untitled (line), 9 febbraio, Galleria Bianconi – Milano #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi, videoarte

MINUS.LOG
Untitled (line)
solo show a cura di Martina Lolli

opening:
giovedì 9 febbraio 2017
ore 18.00- 21.00

Galleria Bianconi,
via Lecco 20, 20124  Milano

 

Giovedì 9 febbraio alle ore 18.00 inaugura alla Galleria Bianconi Untitled (line) a cura di Martina Lolli, prima personale milanese di Minus.log, collettivo nato nel 2013 dal sodalizio fra l’artista visiva Manuela CappucciGiustino Di Gregorio, artista audiovisivo attivo fin dagli anni ’90. Attraverso la sperimentazione e l’unione di diversi media e linguaggi, Minus.log si propone di realizzare ogni opera come parte di un ambiente sinestetico che accoglie il visitatore in un dialogo fra pittura, scultura, musica, video e proiezioni.


“Untitled (line)” il titolo della mostra, incentrata sui lavori più recenti, dà conto di come sia possibile concepire la stessa come un’unica grande installazione in cui affluiscono le opere della serie Cure (2015), Try Again (2016) eFaraway so close (2017). La linea indicata nel titolo non è solo l’elegante elemento figurativo da cui si genera la produzione di Minus.log, ma fa riferimento anche all’ideale che la sottintende: la ricerca della semplicità formale e concettuale attraverso la riduzione ai minimi termini della rappresentazione e degli stimoli audio-visivi.
Nell’universo artistico di Minus.log il tempo rallenta e accoglie momenti di pausa e di latenza in cui la ricerca del senso si inabissa nel profondo dell’essenza del fruitore. In questa temporalità soggettiva l’espressione diviene silenzio e, nel ripiegamento interno dei sensi, il brusio lascia spazio al rimosso, a ciò che solitamente è detto fra parentesi. La linea come atto più semplice e raffinato della forma, dunque, non è portatrice di conoscenza analitica, ma è margine percettivo che ha bisogno di attesa per essere esperito.
Nelle installazioni della serie Cure la linea prende corpo e diviene una soglia empatica che il gioco di luce ci invita a penetrare. Essa è il taglio tradotto dalle sovrapposizioni della garza e dalle lame di luce che vibrano sulla superficie della tela di Cure 02 e sulle sculture  di Cure 01, lembi che aprono al paziente lavorio sotterraneo della rimarginazione e della cura di una ferita. Le forme che affiorano lentamente in superficie negli oli su tela della serie Try Again sono  in bilico fra figurazione e astrazione. Tracce di un’assenza resa visibile da velature e trasparenze, traducono la linea nei tagli perfetti del digitale attraverso frammenti (Skyline), ripetizioni (Loop. Visione simultanea), interruzioni (A-line) e cut-up (Cloud); allenano lo sguardo a una visualizzazione più profonda che è fatta di tentativi e di stati d’animo  (People). Nell’installazione omonima le linee si manifestano come interferenze che solcano l’invisibile campitura della proiezione; il loro manifestarsi imprevedibile ci invita alla scoperta di una singolare sincronia e di uno scarto che questa volta è dato dalla presenza del colore. In Faraway so close la linea è il profilo lontano e vicino di una reminiscenza che si riavvolge su se stessa: in un tempo infinito il ricordo è questione di prospettiva; nello spazio infinito, si declina in forme sospese. I paesaggi diFaraway so close sono immagini che derivano dall’atto di cancellare e rendere limpido e che, nel loro stesso procedimento, conservano le sfumature della memoria e la definizione formale di un obiettivo.
La ricerca di Minus.log mutua il fascino e la raffinatezza dell’estetica digitale attraverso l’uso della tecnologia sostenuta dal “calore” e dal “colore”  dei supporti analogici. Il suo rigore formale si declina nella poesia del caso e dell’errore di un sistema non totalmente controllabile – tanto analogico quanto umano – che porta a risultati inaspettati e sorprendenti. In questo gioco degli equilibri il fruitore ha una grande importanza poiché è invitato a riconquistare la propria temporalità e a ricercare in essa un senso, non necessariamente condivisibile all’unanime, ma che assuma il valore di un’esperienza singolare.
La mostra è visibile fino al 4 marzo 2017 alla Galleria Bianconi di Milano, via Lecco 20.

 

Minus.log è un collettivo che si dedica alla realizzazione di installazioni audiovisive, stampe e lavori pittorici formatosi nel 2013 dalla già sperimentata collaborazione tra Giustino di Gregorio e Manuela Cappucci. Giustino è attivo fin dagli anni ’90 come compositore (Sprut, 1999, Tzadik Records), videomaker e audiovisual artist (InterNos, Teramo, 2011; Festival E-fest Cultures Numériques, La Marsa, 2013). Manuela proviene dalla pittura informale einizia a dipingere alla fine degli anni ’90 partecipando a diverse esposizioni collettive e personali (Istantanee di mondi possibili, Villa Filiani, Teramo, 2011). Dall’unione di queste due sensibilità nasce una ricerca in cui materiale e immateriale si penetrano a vicenda, in cui musica e pittura, analogico e digitale, partecipano all’opera come elementi sinestetici di un’esperienza basata su un processo di sottrazione e riduzione dei mezzi. Allo stesso modo, l’autorialità dei due artisti si fonde nella partecipazione unitaria e indissolubile alla sua creazione.
Fra le maggiori esposizioni collettive e personali a cui Minus.log  si segnala: Stills of Peace, Scuderie Ducali Palazzo degli Acquaviva (Atri, Teramo, 2016), Unotrezerouno, Abbazia di Propezzano (Morro d’Oro, Teramo, 2016), HearteartH festival, (Berlino-Milano, 2016). Quello che rimane, Museolaboratorio ex manifattura tabacchi (Città Sant’Angelo, Pescara, 2016), FILE 2015. Electronic Language International Festival (San Paolo, Brasile, 2015), door/angelo della rivelazione/franco summa project (Castelvecchio Subequo, L’Aquila, 2014).
L’attenzione di Minus.log è concentrata sullo spazio vuoto, sulla pausa, su una comunicazione che nasce dal silenzio. Elementi semplici come linee di luce e forme minimaliste, interagiscono con superfici, sculture o ambienti che, accogliendo il rigore formale, giocano negli interstizi del senso e della logica portando in primo piano ciò che spesso è accantonato velocemente: l’errore, l’attesa, la ripetizione. Minus.log, nella creazione di ambienti immersivi, esplora e  invita ad esplorare un diverso rapporto con lo spazio e con il tempo, una dimensione nella quale sia possibile cogliere sfumature sottili e variazioni minime.

MINUS.LOG
Untitled (line)
solo show a cura di Martina Lolli

opening:
giovedì 9 febbraio 2017,  ore 18.00- 21.00

mostra: 09 febbraio – 04 marzo 2017
orari: lunedì- sabato 10.30 -13.00 /14.30-18.30

Galleria Bianconi,
via Lecco 20, 20124  Milano

per informazioni:
info@galleriabianconi.com  –
tel. +39 02 22228336

 

*Comunicato stampa

Equatoriale, 2016, acrilico-su-tela-220x160 - STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”, 24 novembre, Centro Luigi Di Sarro - Roma

STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”, 24 novembre, Centro Luigi Di Sarro – Roma #savethedate #art #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

STEFANO IRACI
“PAREIDOLIA”

a cura di Tanja Lelgemann

inaugurazione:
giovedì 24 novembre 2016 ore 18.00

Centro di documentazione
della ricerca artistica contemporanea
Luigi Di Sarro,

Roma

 

La pareidolia per le neuroscienze costituisce un riflesso ancestrale dell’uomo, basato sull’istinto e necessità di riconoscere nella maniera più rapida possibile, quasi a livello inconscio, volti o forme dal significato familiare in oggetti o profili dalla forma casuale.

Il linguaggio pittorico di Stefano Iraci che attinge a suggestioni multiculturali primordiali e ipermoderne, fatto di segni neri su campiture di colore suggerisce, un po’ come nei test di Rorschach, la presenza di figure e storie in continua trasformazione perché la pittura, così come la musica, lascia libera l’immaginazione di viaggiare tra infinite e sempre nuove interpretazioni. Pertanto le sue opere si pongono alla mente dell’osservatore come delle tavole di riflessione, di meditazione, dove, una volta liberati dalla necessità di decifrazione semantica, ci si può abbandonare al vuoto ideativo della contemplazione cromatica.

Equatoriale, 2016, acrilico-su-tela-220x160 - STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”, 24 novembre, Centro Luigi Di Sarro - Roma Stefano Iraci ritrae la consapevolezza contemporanea dei grandi cambiamenti ambientali e sociali senza paura o pruderie. E’ nato nel 1959 a Roma, dove vive e lavora. Iraci ha un forte background in scienze umane e formazione artistica. Il corpo umano è uno dei suoi soggetti preferiti, approfondito frequentando corsi di anatomia e laureandosi in medicina, prima di ottenere un dottorato in biologia degli epiteli. Dal 1998 espone le sue opere in diverse città europee presso gallerie private ( Galleria Abraco/Lisbona, Galleria Frank Pages/Baden Baden ), pubbliche istituzioni ( I. I. C. Bruxelles, Palazzo Berlaymont C.E. di Bruxelles, MACRO Roma, MAXXI Roma, Auditorium Parco della Musica Roma …) e collezioni private.

 

STEFANO IRACI “PAREIDOLIA”
a cura di Tanja Lelgemann

Inaugurazione:
giovedì 24 novembre 2016 ore 18.00

24 novembre – 17 dicembre 2016 (dal martedì al sabato ore 16.00 – 19.00)

catalogo in galleria

Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro (Roma) - www.centroluigidisarro.it/

Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro
Via Paolo Emilio, 28 – 00192 – Roma
Tel. 063243513
www.centroluigidisarro.itinfo@centroluigidisarro.it

 

*Comunicato stampa

Come le sedie in una sala d'aspetto - Natale Platania, 22 novembre, Interno14 - Roma

Come le sedie in una sala d’aspetto – Natale Platania, 22 novembre, Interno14 – Roma #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, collezionismo, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Come le sedie in una sala d’aspetto
di Natale Platania

a cura di Alberto Dambruoso

Vernissage*:
22 novembre 2016  ore 18:30

@ Interno 14,
Roma

 

Il giorno 22 novembre 2016 alle ore 18.30 Interno 14_lo spazio dell’AIAC – Associazione Italiana di Architettura e Critica presenta “Come le sedie in una sala d’aspetto” di Natale Platania, a cura di Alberto Dambruoso.

Come le sedie in una sala d’aspetto affronta il tema dell’incomunicabilità e della relatività della vita, puntando l’attenzione sull’importanza della quotidianità e sui dettagli della realtà.

In tutte le opere di Natale Platania, in particolare nei ready-made, emerge la ricerca dei particolari, l’aspetto iconografico dell’insieme e quello che risulta apparentemente nascosto o non significante, come le macchie, gli strappi, i tagli o le figure sbiadite dal giallo del tempo.

Come le sedie in una sala d'aspetto - Natale Platania, 22 novembre, Interno14 - Roma

“(…) Quel che ci vuole mostrare l’artista è soprattutto la “normale anomalia” di un mondo dove ogni occhio ha per fortuna una sola pupilla (in genere miope) e le teste possono essere scambiate e fuse da un bombardamento mediatico che non lascia più spazio alla riflessione e al pensiero. Il linguaggio adottato da Platania è un linguaggio definibile per comodità “concettuale”, anche quando persistono ancora le tracce e le stigmate dell’antica pittura, come nei quadri degli anni Novanta o nel solare, toccante Oleg Tishecho del 2007, un corpo di adolescente punteggiato di nèi acrilici. È il nèo, infatti, la lieve deturpazione della superficie immacolata, il segno scelto dall’artista per creare un distacco, un distanziamento tra se stesso e le cose rappresentate, in modo da permettere allo spettatore quel tanto di riflessione di cui ogni opera d’arte ha bisogno. (…)” (Emilio Isgrò)

“La normale anomalia di cui parlano le immagini di Natale Platania è una forma di double bind culturale tipicamente post-contemporanea. In poche parole: è risultato, nonché causa, dell’essere provocati ad una modificazione intellettuale e comportamentale proprio mentre le stesse forze che agiscono la provocazione impediscono un effettivo mutamento: si è costretti ad una libertà eterodiretta. E’ paradossale, ovviamente: si tratta appunto d’un double bind, di un’inestricabile aporia. Per cui, nella normale anomalia post-contemporanea, si è sempre uo-to-date e allo stesso tempo obsoleti; si è costantemente a nord e a sud di qualcun altro; si è protagonisti del centro e contemporaneamente si è incapsulati in una sperduta landa periferica; eccetera – gli ossimori prodotti e suscitati da questa situazione tendono ad una mala infinità. (…)” (Giuseppe Frazzetto)


Natale Platania è nato a Catania nel 1961. Diploma di Maestro d’Arte sez. Architettura e Arredamento; Diploma di Maestro d’Arte sez. Arte del Legno; Maturità d’Arte Applicata sez. Arte del Legno. Nel 1984 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Catania con i maestri: Eugenio Russo, Concetto e Silvio Marchese, Vittorio Fumasi e Antonio Brancato. Nel 2012 gli è conferito il “Premio Ettore Majorana” per la sua attività di artista e promotore dell’Arte Contemporanea in Sicilia da oltre 25 anni. Nel 1980 è tra i fondatori della Sicilsouvenirs, una società con l’obiettivo di far conoscere la tradizione e la cultura siciliana nel mondo. Nel 1984 lavora a Carrara nel laboratorio di scultura di Carlo Nicoli e nel 1986 è assistente allo studio di Francesco Somaini a Lomazzo (Como). Nel 1984 entra far parte del gruppo Artestudio, e nel 1986 è tra i fondatori di Novorganismo. Nel 1990 segue un periodo di riflessione sull’arte, s’iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Dal  1985 al 1997 si occupa di Restauro e Conservazione dei Beni Culturali. Dal 1990 è Art Curator di diverse gallerie d’arte come osservatorio dell’arte giovane in Italia e promuove iniziative d’arte contemporanea. Dal 1998 al 2004 ha collaborato con il Centro Documentazione Artistica Contemporanea “Luigi Di Sarro” a Roma. Nel 1996 è tra i costituendi dell’associazione Le Argille. In collaborazione con la Provincia Regionale di Messina, Comune di Castelmola, Accademia di Belle Arti di Catania, Accademia di Belle Arti di Brera e Associazione ArteAlta è coordinatore con il curatore Giuseppe Frazzetto e l’architetto Eleonora Cacopardo, del progetto Castelmola Città degli artisti. Residenze d’arte. Nel 2001 entra a far parte del Centro Voltaire di cui è direttore artistico. Dal 1990 propone sia il suo lavoro di scultura, che di fotografia e pittura.


Come le sedie in una sala d’aspetto
di Natale Platania
a cura di Alberto Dambruoso

*Vernissage:
22 novembre 2016  h 18:30
L’iniziativa non si prefigge finalità commerciali di alcun genere, ma fa parte delle attività culturali dell’associazione.  L’evento sarà strettamente su invito e prenotazione: mandare una mail a uffstampaaiac@presstletter.com

@ Interno 14 è a Roma in Via Carlo Alberto 63.
La mostra è visitabile dal 23 novembre al 2 dicembre 2016 su appuntamento:
T.
+39 3494945612

UFFICIO STAMPA AIAC
Roberta Melasecca
uffstampaaiac@presstletter.com
tel. 349 4945612
per info eventi: www.presstletter.com

Interno 14 - AIAC (loghi)

L’AIAC Associazione Italiana di Architettura e Critica è nata nel gennaio 2010 ed ha sede in Roma. Ha carattere culturale e sociale e si dedica alla promozione dell’architettura contemporanea e a diffondere a tutti i livelli l’arte e la scienza inerenti l’architettura e l’urbanistica.
www.architetturaecritica.it
www.presstletter.com

 

*Comunicato stampa

OPIEMME - "Vortex: per aspera ad astra", 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea - @Roma

OPIEMME – “Vortex: per aspera ad astra”, 18 novembre 2016, Rosso20sette arte contemporanea – @Roma #savethedate #vernissage #arte [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, poesia, turismo, viaggi

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione:
18 novembre 2016 ore 18.30

@ Rosso20sette arte contemporanea,
 Roma

 

Il giorno 18 novembre 2016 alle ore 18.30 Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale “Vortex: per aspera ad astra” dell’artista Opiemme, accompagnata da un testo critico di Alessandra Caldarelli.

Opiemme, artista torinese attivo sotto pseudonimo dal 1998, è stato definito “poeta della street art” e si è distinto negli anni per aver coniugato la poesia con l’arte pubblica, portando all’attenzione di un pubblico vasto testi di celebri autori. I suoi lavori su tela, su carta e su muro hanno avuto riscontri in Italia e all’estero: sono costituiti da immagini, lettere e calligrammi che rimandano alla poesia visiva e alla poesia concreta e sono intrisi di richiami estetici al futurismo. La sua poetica, apartitica e lirica, dimostra risvolti politici, sociali e ambientali.

Negli spazi di Rosso20sette arte contemporanea Opiemme presenta un ulteriore capitolo di Vortex, progetto iniziato nel 2014 ed ancora in divenire, che trae ispirazione dalle teorie astronomiche che Giuseppe Sermonti illustra nel testo “L’alfabeto scende dalle stelle. Sull’origine della scrittura” e che l’artista interpreta sia nei lavori di street art e arte pubblica, sia in opere realizzate su tela, su tavola o su carte d’epoca, carte nautiche e carte geografiche.

Vortex è una profonda riflessione sull’esistenza umana, tra miti e fantasie sulle costellazioni e dati di scoperte scientifiche. “(…) Opiemme prende il cielo e la sua attrazione verso il mondo astronomico per trasformarli nel centro della sua ultima ricerca (…) che ruota attorno al rapporto tra lettera e insieme di lettere a composizione di poesie e scritti di grandi nomi della Storia della Letteratura. Cumuli di lettere che si attorcigliano, che non perdono significato intrinseco pur rendendosi meno raggiungibili nella loro leggibilità formale. Le parole si sovrappongono, trasformandosi in un buco nero, in cascate di piccoli elementi come coriandoli di macerie che volano dopo un’esplosione. Tracce inscritte nello spazio come i punti luminosi della Via Lattea, organizzati tra loro in una complessa geometria invisibile.

(…) Andando oltre il puro contatto visivo con l’occhio dello spettatore, Opiemme riesce a superare la semplice resa estetica, rimettendo la parola al centro della visione. Una parola sempre fortemente legata ad aspetti sociali e condivisibili, che trova posto anche su di vecchie mappe, carte geografiche dimenticate o ritagli di giornale ormai ingialliti che rimandano alla rappresentazione di un mondo che non è più lo stesso. Ancora una volta torna l’archetipo della traccia che costruisce un messaggio: i punti scritti su una carta creata per guidare i viandanti e i naviganti, una carta di giornale che ricostruisce una sezione temporale strappata dal passato, stratificazioni di storia, di informazioni, di bussole che sono già esse stesse portatrici di un testo che vengono sovrascritte con l’intervento dell’artista.

(…) I vortici neri, gocce di inchiostro sulle strade scritte da qualcuno prima di lui, diventano stratificazioni di un nuovo senso del vagare umano, in cui si tracciano nuove linee d’ombra.” (Alessandra Caldarelli)


 

Opiemme è un artista torinese attivo dal 1998. Tra il 2003 e il 2008, partecipa a una serie di festival letterari (’Parma Poesia Festival’, ‘Poesia Festival’ Modena, ‘Scritture Metropolitane’ Modena, ‘Scrittori in città’ Cuneo, ‘BCT Off’ Terni, ‘Musicultura’ a Macerata, ‘Villa Celimontana’ Jazz Festival) con performance e installazioni effimere in grado di coinvolgere il pubblico. Dal 2005 i suoi ‘Rotolini di Poesia’ – brevi liriche su piccoli fogli arrotolati e appesi in grappoli per chiunque desideri fruirne – sono stati presenti in occasione di numerosi eventi (tra cui a Torino le ‘Letture Ri-costituenti’ e la ‘Notte Bianca’ a Roma nel 2007) e prodotti in oltre 200.000 esemplari. Nel 2013 con il progetto ‘Un viaggio di pittura e poesia’ Opiemme attraversa l‘Italia da nord a sud e dipinge numerosi murales (Torino, Bologna, Rieti, Pizzo Calabro, Faggiano, Ariano Irpino, Menfi, Genova, Tirano e infine Roma) che creano un simbolico percorso di poesia di strada. Nell’ambito del suo progetto multiforme ‘Vortex’ realizza nel 2014 per il Monumental Art Festival un tributo alla poetessa polacca Wislawa Szymborska: un murale alto 10 piani a Gdansk che viene riconosciuto dalla Fondazione Szymborska. Nel corso dei suoi numerosi viaggi ‘Vortex’ approda anche sui muri della Thailandia e, nel 2014, sul muro dell’autostazione di Bologna. Nel 2015 partecipa all’azione di ‘Brandalism’ a Parigi, durante la ‘COP21’, e realizza una performance per ‘Ambria Jazz’ con il trombonista Gianluca Petrella. Ha esposto in spazi pubblici e gallerie private in Italia e nel mondo; un suo murales è conservato all’interno della Fondazione Pistoletto; è stato selezionato dalla collezione Benetton nell’ambito del progetto Imago Mundi; ha partecipato a fiere d’arte nazionali e internazionali, e in alcuni dei principali festival di urban art.


INFO

Opiemme
“Vortex: per aspera ad astra”

Testo critico di Alessandra Caldarelli

Inaugurazione 18 novembre 2016 ore 18.30

Rosso20sette arte contemporanea
Via dell’Orso 27 – 00186 Roma

Fino al 24 dicembre 2016
Orari: dal martedì al sabato 11.00 – 19.30 / domenica 11.00 – 14.00 / lunedì chiuso


rosso20sette_roma_logo

Rosso20sette artecontemporanea

Via dell’Orso 27 00186 ROMA
info@rosso27.com www.rosso27.com

 

Comunica_Desidera_di Roberta Melasecca (logo)

PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com
info@comunicadesidera.com  349.4945612
www.robertamelasecca.wordpress.com

 

*Comunicato stampa

Steven Cox. Language Barrier, 29 ottobre, Galleria Annarumma – Napoli #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

Steven Cox

Language Barrier

Inaugurazione:
Sabato 29 Ottobre 2016 ore 11,00

@Galleria Annarumma,
Napoli

 

La galleria Annarumma è lieta di presentare la mostra di Steven Cox intitolata “Language Barrier”, seconda personale dell’artista con la galleria.

La nuova serie di dipinti di Cox esamina il conflitto visivo che nasce attraverso la fusione di diversi linguaggi pittorici. Le opere sono una ulteriore testimonianza della pittura intesa come linguaggio visivo intensificato. Nelle opere in mostra infatti, la matericità della tela viene considerata come una barriera fisica che richiede di essere interrotta ed interrogata. Cox sfida i supporti tradizionali della pittura, eplorando quanto sia conflittuale l’atto di applicare la vernice su entrambi i lati della tela.

Language Barrier è un tentativo dell’artista di espandere l’uso ricorrente del motivo della striscia orizzontale, una firma compositiva ed elemento strutturale dei suoi dipinti che Cox ha esplorato per molti anni. Questa disposizione sistematica lineare, fornisce un quadro di riferimento per l’indagine dell’artista del rapporto figura – sfondo che riguarda lo studio dello spazio all’interno della pittura bidimensionale. Per la prima volta, Steven Cox presenta una serie di dipinti su tela grezza non preparata, che assorbe l’applicazione dell’olio e della vernice spray su entrambi i lati della pittura. Le aree di colore diluito applicato sul retro del dipinto, macchiano debolmente la tela alfine di formare un dialogo sottile con gli strati di vernice pesantamente applicate sulla superficie.

A9ttraverso interruzioni e bruschi passaggi di colore, si crea un’impressione di ambigua profondità ed un potente effetto push-pull, generando un’illusione di movimento e di spazio. La serie dei quadri dalle linee orizzontali hanno al loro interno tracce del loro processo di realizzazione. Tra le linee realizzate in colori saturi poste vicine tra loro, Cox dà allo spettatore chiavi di lettura visive che si riferiscono all’ambiente in cui le opere sono state create. L’opera di sfregamento dei lavori contro le mura ed i pavimenti dello studio dell’artista entra a far parte della processo di composizione delle opere. Lo spettatore può identificare le tracce materiche che provengono dal pavimento dello studio dell’artista.

L’ibridazione delle tecniche pittoriche si spinge lontano, I quadri con le linee esprimono la volontà di Cox di produrre una sensazione di sublime che in genere si può trovare nei posti più inaspettati e crudi del mondo. Ispirato da un lavoro di decostruzione dell’azione posta in essere dall’affissione abusiva dei volantini e della loro successive fase di rimozione attuata dai manifesti pubblicitari, Cox replica questa azione ciclica attraverso un intenso lavoro di affisione e rimozione.

Dipingendo direttamente su grandi fogli di plastica, Cox trasferisce strati di vernice sulla superficie della tela utilizzando una tecnica simile al monotipo. Con la metodica stratificazione della pittura ad olio e a spray, le strisce a poco a poco si evolvono producendo linee sottili e crepe che ricordano i manifesti strappati, la vernice scrostata e la consistenza del rivestimento denominato Harling, dei muri esterni dei castelli scozzesi.

Language Barrier” è un rivisitazione maestosa del lirismo orizzontale che esamina, attraverso una approfondita indagine nella materialità e temporalità; le pluralità di superfici che riescono a generare una esperienza percettiva unica ed un familiare senso di tempo e di luogo.


Steven Cox (b.1986) vive e lavora in Edimburgo, Scozia. E’ stato recentemente premiato con la residenza  2016/2017 della Lepsien Art Foundation di Düsseldorf, Germania. Le mostre più recenti includono : Post No Bills, Galleri Benoni, Copenhagen ; Face To Face, (Collezione Ernesto Esposito) Palazzo Fruscione, Salerno,  Whatspace, Halsey McKay Gallery, New York; A Moveable Feast, Galerie Jerome Pauchant, Parigi, Somewhere Along The Line, Ana Cristea Gallery, New York.


Informazioni:

Steven Cox
Language Barrier

Inaugurazione:
Sabato 29 Ottobre 2016 ore 11,00
fino al 10 Dicembre 2016

Galleria Annarumma,
Via del Parco Margherita 43,
80121 – Napoli

 

annarumma-logo

 


www.annarumma.net

 

 

*Comunicato stampa

QUASI EUFORIA / FRANCESCO LAURETTA, 29 ottobre 2016, Egg Visual Art – Livorno #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

QUASI EUFORIA/ 
FRANCESCO LAURETTA


Vernissage:

sabato 29 ottobre 2016
ore 18,30

@Egg Visual Art,
Livorno

 

Euforia (Quasi) viene non per caso dopo molti anni di rifondazioni.

Entrare dentro Euforia è come lasciarsi osservare dalle immagini o dalle visioni che paiono sgretolarsi da un momento all’altro. Una collana di opere si spiega davanti a noi con l’euforia di quanto possiamo declinare o definire le cose del mondo vivente, poi sopravvivente, reperto, e infine miracoloso inizio o ricominciamento. Le ragazze al Giardino delle rose sembrano fantasmi, incerte se accomodarsi o lasciarsi intravvedere nello spiraglio del quadro dell’osservante. Una processione sembra ribollire d’anime domate. Una squadra di calcio amatoriale è in posa prima di iniziare la partita che è già stata giocata, svanita, memento. Una statua si erige nello splendore rigoglioso di una natura che pare essere unica destinataria del tempo, come il turchese dominante del paesaggio dove compare James Lee Byars, che si fa spettro di un momento unico e performativo, e come tale rimane impresso in un luogo sterminato, in un futuro consegnato grazie alla pittura densa e macchiaiola tanto da rivisitarlo, o da farci rivisitare da lui, ogni volta che vi posiamo lo sguardo: tra lui e noi, noi e lui. La realtà è osservata, mostrata ma sempre come qualcosa che ci pare irreale. Vedere questi quadri attorno a noi è come stare su una soglia, ci si può scivolare dentro, dall’altra parte, e la strana sensazione è come se i quadri, le opere, tenessero un occhio chiuso e aperto l’altro. Euforia è un impegno deformato del nostro sentire. Tutto è niente, giorno per giorno, nei secoli dei secoli, visibile e invisibile. Tutto sembra la stessa cosa, qualcosa ci salva ma è sfuggente: l’Euforia Quasi. Tutto pare prossimo a svanire e sembra regnare l’oblio in questi quadri, piccoli quadri poetici che hanno qualcosa di incompiuto, abbozzi se non fosse che la pittura stessa si mostra nel suo sforzo di esistere, di durevole consistenza. Entrare in mostra è come entrare in una vasca, lasciarsi avvolgere pittoricamente da un’atmosfera. C’è una fragilità della condizione umana, fragilità fondante qui. Sono dipinti, questi, che ci invitano a sostarci davanti, che non ci riempiono del tutto, c’è preclusa quella sottile euforia smussata da quel Quasi del titolo, e in quel ‘quasi’ si svela la nostra esistenza spettrale. La cornice, dello spazio e dei quadri, è la congiunzione luminosa dell’esistenza e delle inesistenze, i confini che separano l’essere dal non essere sono incerti, i recinti saltati. Quasi euforia è come la definizione stessa della pittura. La realtà pare dolce, pacata, dolente, terribile meditazione che ci parla di vuoto, ci riempie di presenze spesso sconosciute. Questi quadri sembrano fissare gli spazi bianchi dello spazio, fissare il nulla, senza farci inghiottire. Tenere testa all’orrore del vuoto contemplandolo spassionatamente e con la quasi euforia, sospesi quasi su un abisso, vedere queste opere, è come familiarizzare col nulla, strusciarsi col baratro attraverso la dolce e terribile ipnotica vista della pittura. E una Quasi euforia colma il quadro e l’intera installazione, e ci raggiunge escludendoci dal futuro: Euforia, qui, di stare in mezzo a una eternità provvisoria.

 


FRANCESCO LAURETTA (Ispica, Ragusa, 1964) dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova, ha sperimentato la performance, l’installazione, il video. Dal 2003 lavora alla definizione della pittura come linguaggio e su quella del pittore come condizione esistenziale, esplorando le tecniche, i processi, gli esiti formali, le deviazioni, i limiti e i possibili fallimenti. Dal 2010 è al lavoro su “I racconti funesti”, una serie di allegorie in cui esercita la scrittura come strumento per la comprensione della sua ricerca. Le più recenti mostre personali, tra le molte in gallerie e spazi istituzionali, sono “A perfect day” alla SRISA, (Firenze), “Esistenze|Inesistenze”, Spazio Varco (L’Aquila), “Inesistenze”, alla galleria Z2o Zanin, Roma (2015), “Una nuova mostra di pittura”, in più sedi storiche a Scicli (2014), “Esercizi di Equilibrio, alla GAM Galleria d’Arte Moderna, Palermo (2013). Tra le molte mostre collettive in Italia e all’estero si ricordano “Walking on the Planet”, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2015), “PPS- Paesaggio e Popolo della Sicilia”, Palazzo Riso a Palermo e Frigoriferi Milanesi a Milano (2011), “Visions in New York City”, Macy Art Gallery, New York (2010), oltre alla partecipazione a progetti speciali realizzati da collettivi di artisti e curatori, tra gli altri Racconto di Venti, Milano (2015), The Wall (archives), Milano (2015), Nuvole, Scicli (2014), Madeinfilandia, Pieve a Presciano, Arezzo (2013), La festa dei vivi (che riflettono sulla morte), Porto San Cesario, Lecce (2013).


Informazioni

QUASI EUFORIA /
Francesco Lauretta

Vernissage:
sabato 29 ottobre 2016 ore 18,30

dal 29 ottobre al 26 novembre 2016

Egg Visual Art
via del Platano 10, 57125 – Livorno

Per appuntamento: +39 329 2938433 (Angelo)

www.eggvisualart.com
www.facebook.com/eggvisualart

 

*Comunicato stampa

 

Alessandro Calizza, Global Warning - Atene Brucia - 200x290 - acrilic spray and charcoal on canvas - 2016

GLOBAL WARNING. Alessandro Calizza Solo Show, 15 OTTOBRE, GC2 CANOVACCIO – Terni #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, mostre, turismo, viaggi

GLOBAL WARNING.
Alessandro Calizza Solo Show

mostra a cura di Tommaso Zijno

Inaugurazione:
Sabato 15 OTTOBRE ore 18

@GC2 CANOVACCIO Contemporary Gallery ,
Terni

Il 15 ottobre, alle ore 18.00, presso la galleria GC2 CANOVACCIO CONTEMPORARY di Terni, si apre la mostra GLOBAL WARNING, prima personale umbra dell’artista Alessandro Calizza. L’esposizione, curata da Tommaso Zijno, intende riflettere su quanto la nostra epoca stia attraversando un periodo di profonda crisi culturale e sociale e su quanto i valori più alti, conquistati e difesi dall’uomo nei secoli, oggi vadano sempre più lasciando il passo a nuove, e quantomai false, “virtù”. È un allarme quello che Calizza vuole lanciare. Una sirena che vorrebbe destarci da questa ipnosi collettiva per vederci protagonisti di una reazione che starà a noi definire. Capire nel nostro intimo se ci riconosciamo testimoni o complici della deriva che ha preso il nostro tempo o sentirci invece tra coloro che avanzano riflessioni e sentimenti di speranza nati dalla voglia di cambiare la realtà che ci circonda.

A Terni Calizza torna dopo essere stato protagonista di uno dei Venerdì Incredibili, organizzati dal F.A.T – CAOS e PLAY, esposizione collettiva tenutasi sempre presso la galleria il Canovaccio, assieme a Cristiano Carotti, Desiderio, Marco Piantoni, Sergio Silvi e Volodymyr Kuznetsov. Questa personale vuole porre l’attenzione sulla sua produzione più recente, idealmente divisibile in 3 filoni principali: GLOBAL WARNING, che dà il nome alla mostra, in cui si inseriscono tele e sculture dalle cromie forti e inconfondibili, raffiguranti teste e busti di statue classiche nell’atto di liquefarsi o vittime di incuria e segnate dal tempo. Il messaggio di disfacimento dei valori, ritenuti ideali dall’artista, e una profonda riflessione critica sulla nostra contemporaneità permea tutta la produzione di Alessandro Calizza e nella seconda serie, intitolata STEAL LIFE, viene veicolato da grandi nature morte che fungono da allegorie della condizione sociale che viviamo, logorata e sempre più vicina al collasso. A collegare queste due prime riflessioni si inseriscono sculture e assemblaggi raffiguranti alcuni degli elementi tipici della vanitas, simbolo di decadenza e di ammonimento sull’effimera condizione dell’esistenza. L’ultima sezione, OH SHEET!, raccoglie incisioni d’epoca, sulle quali l’artista interviene dipingendo piante carnivore, ruderi allagati o riconquistati dalla natura, strani inquietanti vermoni, tutto sotto l’occhio inerme dell’uomo che, se non sarà capace di reagire a tutto ciò, avrà ben poche possibilità di riscatto.


Alessandro Calizza nasce nel 1983 a Roma, dove vive e lavora. Nonostante la giovane età, la sua carriera artistica è già ricca di esperienze maturate in Italia e all’estero, in un’escalation di esposizioni collettive e personali che l’hanno portato a collaborare con le realtà più disparate nel campo dell’arte contemporanea. Tra le tante mostre, citandone solamente alcune, ricordiamo: NO(W) REGRETS tenutasi al MLAC(Museo Laboratorio di Arte contemporanea) dell’Università “La Sapienza”, prima esposizione del progetto ULTRA che lo ha visto protagonista assieme a Cristiano Carotti, Desiderio e Marco Piantoni; CARNE FRESCA, sua esposizione personale presso la Mondo Bizzarro Gallery, la sua partecipazione alla residenza d’artista Project Room a cura di Lori Adragna presso il Casale dei Cedrati di Roma, WAITING FOR THE MOON a cura della NERO Gallery e ANY GIVEN BOOK realizzata dalla White Noise Gallery di San Lorenzo, oltre alla collaborazione con la Takeawaygallery con la quale ha preso parte a diversi progetti.


Informazioni:

GLOBAL WARNING
Alessandro Calizza Solo Show
mostra a cura di Tommaso Zijno

Inaugurazione Sabato 15 ottobre
ore 18.00

15 OTTOBRE – 1 NOVEMBRE 2016
Apertura dal Martedì al Sabato, ore 09:00 – 13:00 e 16:00 – 19:30

Ingresso gratuito

@GC2 CANOVACCIO Contemporary Gallery
Vico San Lorenzo, 5 (Corso Vecchio), 05100
Terni

mob: +393471818236
tel/fax: 0744422762
mail: gallcanovaccio@yahoo.it

GC2 Contemporary

 

*Comunicato stampa

Simone Camerlengo, Senza titolo bw, 2016, acrilico e grafite su tela 120x160 cm

Simone Camerlengo. How can I explain myself, 1 ottobre 2016, Galleria Cesare Manzo – Pescara #savethedate #arte #vernissage [#mostre]

arte, arte contemporanea, comunicazione, cultura, eventi, turismo, viaggi

Simone Camerlengo. How can I explain myself

opening:

1 ottobre 2016 ore 18.30

@Galleria Cesare Manzo,

 Pescara

 

La Galleria Cesare Manzo è lieta di annunciare la ripresa delle proprie attività nella nuova sede di via Galilei a Pescara con la mostra personale di Simone Camerlengo.

Studente presso l’Accademia di belle arti di L’Aquila, Camerlengo è una delle rivelazioni dell’ultima edizione di Fuoriuso 2016 Avviso di garanzia, dov’è stato invitato a partecipare da Italo Zuffi. Questa è la sua prima mostra personale, in occasione della quale l’artista presenta la sua produzione più recente, tutti lavori eseguiti nel corso di quest’anno.

Camerlengo orienta la propria ricerca sui versanti della pittura e della scultura. Seppure distinti a livello concettuale e di prassi, entrambi sono accomunati dall’indagine su uno dei fondamenti del linguaggio artistico, la linea. Tracciata con lo spray o vergata con il pennello, la linea – con le sue diverse accelerazioni – anima supporti tradizionali come la tela o più sperimentali come la rete ombreggiante. Ancora la linea si materializza nelle sculture in filo di ferro e tubo idraulico flessibile, che conservano il segno della processualità dell’esecuzione.

Per l’artista questa forma estetica è carica di valori esistenziali, come spiega egli stesso: «Descrivo la solitudine, l’essere virtuale di un individuo e la fluidità dell’accadere del nulla con una linea che si muove libera e continuamente in direzioni e spazi differenti, cercando di affermarsi e determinarsi in questo continuo vagare. Si muove in un flusso (come quello della vita) che la sposta di circostanza in circostanza, senza fargli trovare una sicurezza, una “verità” assoluta. Un continuum di esperienze che ne determinano l’andamento ma non la volontà di essere».

L’immaginario di Camerlengo riverbera il tessuto urbano, riproponendo le sue stratificazioni e prelevandone i materiali, provenienti in massima parte dall’edilizia, in un risultato che sposa durezza ed emozione.

 

 

Simone Camerlengo è nato a Pescara nel 1989. Vive e lavora a L’Aquila e Pescara.

Mostre collettive: FuoriUso 2016 Avviso di garanzia a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Simone Ciglia, Ex tribunale, Pescara, 2016; InProject, ZWAP, Bilbao (ES), 2014; Dialoghi#4, a cura di Enzo De Leonibus, L’Aquila, 2014; Rediscover – Documenti degli anni ’70 per la stagione in atto, a cura di Lucia Zappacosta e Renato Bianchini, AlvianiArtSpace, Pescara, 2013; L’orto dell’arte, a cura di Lea Contestabile, Marcello Gallucci e Carlo Nannicola, Ortucchio, 2013.

 

Informazioni:

Simone Camerlengo. How can I explain myself

opening: 1 ottobre 2016 ore 18.30

Galleria Cesare Manzo

Via Galileo Galilei, 40  Pescara

Orari: 10.00-13.00/16.00-19.00

Contatti:

e-mail: info@galleriamanzo.it; telefono: 333-4246354

 

 

*Comunicato stampa

Death and Romance in the XXI Century A cura di: Maurizio Coccia http://www.palazzolucarini.it/

FRANKO B – Death and Romance in the XXI Century, Palazzo Lucarini Contemporary | Trevi (PG) #savethedate #opening [MOSTRE]

arte, arte contemporanea, artisti, comunicazione, CS, cultura, eventi, turismo, viaggi

FRANKO B
Death and Romance in the XXI Century

a cura di Maurizio Coccia

@ Palazzo Lucarini Contemporary,
Trevi (PG)

Dal 3 settembre al 27 novembre 2016


Dal 3 settembre 2016
, Palazzo Lucarini Contemporary ospiterà Death and Romance in the XXI Century, un articolato progetto di Franko B, il noto artista italiano d’origine ma da anni residente a Londra, diviso in tre sezioni.

Laboratorio / Workshop Death and Romance. A Journey Through the Personal, the Political and the Poetic. A Workshop with Franko B Artista tutor: Franko B A cura di: Maurizio Coccia -http://www.palazzolucarini.it/Dal 29 agosto al 3 settembre 2016 si svolgerà “Death and Romance. A Journey Through the Personal, the Political and the Poetic. A Workshop with Franko B”, un laboratorio internazionale sulla performance che punta a mettere in contatto la radicale esperienza performativa di Franko B con l’habitat trevano. Punto d’incontro inedito per sviluppare temi e tecniche personali, il contesto rurale e la sua apparenza bucolica, saranno il reagente per un percorso formativo di estremo rigore e solidità metodologica. A fine corso i partecipanti presenteranno pubblicamente i risultati del tirocinio nel Chiostro della Pinacoteca di Trevi il 3 settembre 2016 alle ore 18.00. I partecipanti al workshop sono: Öykü Aras, Sophie Barnett, Petr Davydchenko, Francesca Fiordelmonte, Astrid Gnosis, Matthew Harrison-Lor, Sarah Hiulius, Håkan Stergos Machlis, Silvia Mantellini Faieta, Christina Novakov-Ritchey, Dew Kim, Claudia Palazzo, Colette Patterson, Aarin Purple, Gianluca Quaglia, Emanuela Zedda

Franko B Death and Romance in the XXI Century A cura di: Maurizio Coccia - http://www.palazzolucarini.it/Il 24 settembre 2016 alle ore 19.00 a Palazzo Lucarini sarà inaugurata Death and Romance in the XXI Century, la prima mostra personale di Franko B in uno spazio istituzionale italiano dal 2010. Sarà esposta la sua
produzione più recente e appositamente realizzata per l’occasione: grandi sculture metalliche e statuaria (apparentemente) classica; teli ricamati e neon. Vi troveranno spazio tutti i temi cari all’artista: l’amore, il rispetto per la diversità, l’onestà, il disprezzo per le convezioni borghesi, l’insofferenza per l’ipocrisia del clero e della classe politica, antagonismo e pragmatismo, passione e lucidità. Insomma, tutte le contraddizioni dell’arte e del genere umano. La sintesi compatta e potente di un percorso pluridecennale e coerente.

Mostra Collettiva Forms & Object - A cura di: Franko B - http://www.palazzolucarini.it/All’interno della mostra, poi, Franko B svilupperà un progetto collaterale, Forms and Object: una mostra collettiva, da lui personalmente curata, dedicata ad alcuni artisti di varia provenienza. Eterogenea nei linguaggi e nelle scelte formali, la mostra è più lo specchio del gradimento estetico dell’artista che un progetto curatoriale “a tema”. Un modo insolito di vedere come l’immaginario creativo di un artista – le sue ossessioni, il suo repertorio formale – possa essere diverso dal suo “gusto”. Gli artisti invitati sono: Andrea Abbatangelo, James Bullimore, Marco Cingolani, Sebastiano Dammone Sessa, Giuseppe Lana, Andrea Marcaccio, Marco Paganini, Thomas Qualmann, Annalisa Riva.

 

Franko B è nato a Milano e si è trasferito a Londra nel 1979. Ha studiato belle arti al Camberwell College of Arts nel 1986-87, al Chelsea College of Art nel 1987-90 e alla Byam Shaw School of Art nel 1990-91. Nel 1990 ha incominciato a lavorare in campo artistico utilizzando il video, la fotografia, le performance, la pittura e la scultura mescolando vari media. Ha realizzato delle performance al Tate Modern, all’ICA, alla South London Gallery, a Beaconsfield, a Città del Messico, Milano, Amsterdam, Copenhagen, Madrid e Vienna. Le più recenti performance sono state eseguite dall’artista al London’s Great Eastern Hotel e al Tate Liverpool. Il suo lavoro è presente in molte collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Permanent Collection, il V&A Museum, la collezione permanente della città di Milano. Ha tenuto lecture alla St Martins School of Art, DasArt, New York University and the Courtauld Institute of Art, e al Royal College of Art a Londra. E’ stato oggetto di due monografie: Franko B (Black Dog Publishing 1998) e Oh Lover Boy (2001). E’ professore di scultura all’Accademia di Belle Arti di Macerata dal 2009.

 

Informazioni:

Franko B
Death and Romance in the XXI Century

A cura di: Maurizio Coccia
Coordinamento editoriale: Mara Predicatori
Segreteria e logistica: Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” Trevi (PG)

Inaugurazione: 24 settembre 2016 ore 19:00
Fino al 27 novembre 2016

Dal venerdì alla domenica dalle ore 15:30 alle 18:30.
Ingresso gratuito.

Palazzo Lucarini (logo) - http://www.palazzolucarini.it/

Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”
Via Beato Placido Riccardi, 11 – Trevi (PG)

 http://www.palazzolucarini.it/

Ente patrocinatore: Comune di Trevi
Con il sostegno di: Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
Sponsor tecnico: Azienda Agricola Cantina Ninni – Spoleto

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PRESS OFFICE
Roberta Melasecca Architect/Editor/Pr

roberta.melasecca@gmail.com / 349.4945612
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*Comunicato stampa