The society, netflix, 2019

The Society #serietv [#recensione]

amore, attualità, costume, cultura, giovedì, Serie tv, società, spiritualità, streaming, televisione, vita

Sono passati un po’ di mesi da quando ho visto questa serie tv e devo dire che è lontano il ricordo di qualcosa di bello. Al momento ciò che ha catturato la mia mente è il fatto che molte delle realtà raccontate non sembrano affatto utopiche.

Society è una serie tv Netflix che parla di gioventù. Di come essa possa essere violenta e violentata se una intera generazione di genitori scompare nel nulla in una realtà che sembra per certi versi costruita in parallelo. Tutto sembra normale fino a quando i ragazzi non partono per un campo estivo, al ritorno improvviso subentra uno scenario nuovo: sono rinchiusi senza la possibilità di interagire con il resto del mondo, dove tutto è concentrato in un blocco costituto dalla città stessa e di una natura che ha costruito una rete di muri difficili da superare.

I protagonisti sono costretti a riorganizzarsi e valutare un modello ideale di società. C’è da ricostruire una chiesa, il valore di una intera comunità, capire come produrre cibo e assumersi delle responsabilità. Ogni puntata è molto lunga (circa un’ora) e per seguirla in maniera attenta occorre davvero molta pazienza – gli argomenti toccati sono molto pesanti. Tra i temi più vivi, esiste quello del controllo della propria violenza.

Per certi versi The Society sembra raccontare tutte le contrapposizioni della contemporaneità, con un focus che parte dagli stereotipi di racconti, film e letteratura di matrice americana.

Ci sarà una seconda stagione?
Chissà.

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Madre, The rain, Netflix,2018

The Rain #serietv [#netflix]

amore, costume, cultura, giovedì, Narcisismo, politica, social media, società, streaming, tecnologia, televisione, vita

In mezza domenica pomeriggio, quando fuori piove e si ha poca voglia di uscire, ho deciso di seguire e finire, come una ameba incatenata alla poltrona, una serie uscita lo scorso anno e distribuita da Netflix.

The Rain è racconto ambientato in una Danimarca post-apocalittica, ha come protagonisti due ragazzi a cui viene dato l’ordine di trasferirsi in un bunker a seguito di una epidemia che si dirama attraverso la pioggia. Sei anni nascosti sottoterra per vivere come topi, senza sapere cosa accade fuori, all’aria aperta, in un territorio che ha di suo un clima sfortunato che accentua il rischio di spostamento da un punto all’altro tra città, per trovare forme di vita incontaminate e rispondere a quel comando che coincide all’essere fedeli alla regola del padre.

Nella sua prima fase la visione sembra noiosa, ma con l’aumentare degli agenti ansiogeni, sale in modo notevole l’interesse. Di base la sua struttura del racconto è semplice, ma nasconde dietro la sua narrazione una crisi generazionale fatta di abbandoni e punizioni. Genitori chiamati a essere vincolati dalla propria professione al punto di scomparire; madri ossessive padri che lasciano i loro figli come se fossero oggetti fastidiosi da tenere a casa. La dinamica è quella di un qualsiasi un film horror, dove un gruppo di persone, coi loro destini, si incrociano, ma con la differenza sostanziale che qui le anime smarrite, coetanee e sconosciute, si offrono aiuto per salvarsi dal proprio passato, andare assieme verso qualcosa che assomiglia a un principio di felicità.

Per chi ha avuto modo di vedere Bird box – lungometraggio andato in onda su Netflix nei mesi scorsi – avrà avuto anche modo di ritrovare quel senso di disperazione che si trasforma in una necessità di fuga che è una angoscia costante, ma con l’enorme differenza che in quest’ultimo caso la madre riesce a proteggere i propri figli da un finto richiamo che è una visibilità micidiale. In The Rain, i ragazzi, quando riescono a trovare una cosa che per loro è una speciale oasi felice, capiscono che saranno ancora vittime sacrificali di meccanismo in costante ripetizione. In certi momenti questo senso disperazione sembra proprio essere una sorta di condizione che vede una gioventù condannata a farsi forza da sola per sopravvivere compatta in una battaglia tra reduci.

Proprio su questo passaggio viene da pensare che la cosa su cui si basa il principio letterario da cui è nata questa sceneggiatura è quella stessa dimostrata dai Sigur Rós con i loro video, quando cantano quel senso di malinconia che solo bambini oppressi possono avvertire e denunciare come in una favola scritta per immagini.

Da questa storia, assieme a quella di The rain – costruite su distopie spaventose – si evince, ancora una volta, l’impossibilità di avere diritto a una dimensione di gioventù, come se questa fosse il capro espiatorio su cui gli adulti vogliono rivendicare e rigettare, con forza, la propria impossibilità nell’accettare una maturità avvenuta con l’accesso all’età adulta.

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La valle delle Abbazie - www.valledelleabbrazie.it

Il cammino nella Valle delle Abbazie – summer edition #abruzzo #turismo

arte, comunicazione, CS, cultura, eventi, turismo, viaggi

Il cammino nella Valle delle Abbazie
– summer edition –

Torna dal 2 al 5 giugno l’emozione di camminare insieme tra fede, arte e cultura

 

 

Quattro giorni di cammino, dall’Abbazia di Santa Maria di Propezzano al santuario di San Gabriele dell’Addolorata, attraverso uno degli angoli più belli d’Abruzzo alla scoperta di antiche abbazie, piccoli borghi medievali, incantevoli panorami e gastronomia teramana.

La valle delle abbazie (manifesto) - www.lavalledelleabbazie.itDopo il grande successo dell’edizione invernale si torna a camminare insieme sul lungo percorso tra l’arte, le tradizioni, la cultura e la fede della “Valle delle Abbazie”, percorrendo sentieri collinari e strade di campagna, attraversando antichi borghi e riserve naturali custodite tra le valli dei fiumi Vomano e Mavone, ai piedi del Gran Sasso d’Italia.

I partecipanti al cammino, accompagnati dallo staff dell’associazione Itaca potranno ammirare, con gli occhi del pellegrino, la bella porta santa di Santa Maria di Propezzano (Morro d’Oro), il magnifico ciborio di San Clemente al Vomano (Notaresco), il grazioso borgo di Castelbasso (Castellalto), la torre triangolare di Montegualtieri (Cermignano), le mura rinascimentali di Cellino Attanasio, il bosco di Castel Cerreto (Penna Sant’Andrea), il soffitto maiolicato di Santa Maria a Porto Lungo (Basciano), gli affreschi duecentesci di Santa Maria di Ronzano (Castel Castagna), gli antichi bassorilievi di San Giovanni ad Insulam (Isola del Gran Sasso) e tanto altro.

 

 

Riscoprire il senso di camminare insieme”: questo è il ricordo più forte di coloro che ci hanno accompagnato nella scorsa edizione, ricordando a tutti l’importanza di condividere esperienze e emozioni.

Prenotazione e posti limitati.
L’iscrizione da effettuare entro il 25 Maggio 2016

Per saperne di più:

www.valledelleabbazie.it
cell: +39 346 0230559

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*
*comunicato stampa  

MO’VING in Abruzzo!

arte, comunicazione, cultura, lavoro, tecnologia, turismo

Questa settimana è iniziata in maniera piacevole. Lunedì 22 giugno sono stata partecipe di un incontro/conferenza dedicato alla presentazione di Moving Teramo – Portale e applicazione di fruibilità turistica, che entrerà in funzione entro i primi di luglio prossimo, mostrato in anteprima presso la sede della Camera di Commercio di Teramo.

Si tratta di un progetto sviluppato con dedizione e grande passione da sei giovani professionisti teramani, che hanno deciso di investire per il loro futuro su una risorsa territoriale che non ha ancora avuto la giusta collocazione nel settore del marketing turistico.

Virate. Viaggio, Incontro, Racconto: Abruzzo terra da esplorare: questo è il motto, chiaro e semplice con una mission ben definita. Gli ideatori sono organizzati in una cooperativa che ha sede a Canzano in provincia di Teramo, composta da Antonella Ferrante, Marina De Carolis, Fabiana Di Domenicantonio, Lisa Falone, Mariaconcetta D’Ercole e Costantino Di Marco. Un team specializzato in turismo che pone al centro della loro azione la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell’intero patrimonio abruzzese, facilitandone l’accessibilità proponendo una serie di servizi mirati (guide turistiche, visite guidate, laboratori didattici, turismo esperienziale, laboratori linguistici, pescaturismo e gite in barca, ecc.)

Moving Teramo è loro figlia; è coerente con la loro identità e ha il vantaggio di essere uno strumento veloce e di facile consultazione con alla base concetti di condivisione e partecipazione (sito, app dedicata + periferica beacon). La validità di questi dispositivi è una garanzia poiché al loro interno sono predisposte sezioni specifiche che indirizzano l’utente (chiunque esso sia) verso la gestione di informazioni rivolte a un target differenziato (con un occhio di riguardo al turista disorientato o inesperto).

Moving ha una forte valenza di significato che si rafforza nell’uso della doppia accezione linguistica adottata dai suoi fondatori: “Mo’ ving” in abruzzese vuol dire “vengo/ sto arrivando” e Moving” in inglese “muoversi verso/spostarsi verso”.

I vantaggi di questo sistema digitale sono diversi:

  1. La geolocalizzazione – che stabilisce dove siamo e garantisce cosa vedere, fare e agire dal punto di origine a quello suggerito;
  2. La tecnologia BLE (Beacon) – un dispositivo innovativo che permette di inviare e ricevere contenuti personalizzabili alle persone che si trovano coi loro cellulari, smartphone, tablet, sotto questa copertura.
  3. La piattaforma Proximity Marketing – per informazioni su misura. Essa verifica e aiuta a monitorare i luoghi del patrimonio aperti al pubblico e tutte quelle aree che hanno scelto di aderire e contribuire al cambiamento attraverso questa metodologia web.

Dall’io al noi, in sostanza, è necessario mettersi in gioco per annullare il pregiudizio che spesso toglie alle idee la possibilità di trasformarsi in azione.

Con Moving, la cooperativa Virate, ha centrato il punto e ha spostato la propria attenzione sulla motivazione del viaggio e non sulla destinazione turistica fine a se stessa.

L’Abruzzo è una terra ricca, spesso associata ai parchi e alla vicinanza che c’è tra il mare e la montagna. La capacità di questi sei esperti è stata di spostare la microesperienza di una visita reale, collocandola in una operazione digitale che ne aiuta la diffusione e ne amplifica con più strumenti la portata dell’offerta.

Muovendo l’asse di osservazione loro dicono: ok, Abruzzo, ma Abruzzo è: Teramo, Chieti, L’Aquila e Pescara.

Iniziamo da Teramo e dalla sua provincia. Dal 2014, anno della loro costituzione, a oggi, giugno 2015, hanno dato vita a Moving Teramo in maniera molto dinamica. A questo punto cosa saranno in grado di proporci per il 2016?

Resta da chiedersi anche: gli operatori dell’industria dell’ospitalità sono pronti ad accogliere le sfide di un futuro sempre più digitale?

Non rimane che attendere e sperimentare alternative tenendo conto che ora il passo è di chi vuole vedere la propria risorsa, commerciale e culturale, fiorire aprendosi al nuovo.

 www.virate.it
www.movingteramo.it (presto online).

Virate Soc. Coop. a r.l.
Località San Martino, 9
64020 Canzano (TE)

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The Bling Ring – Sofia Coppola

cinema, cultura, film

In ritardo rispetto alla tabella di marcia, ho iniziato la nuova stagione cinematografica 2013/2014 non nel migliore dei modi, ma con una riflessione di fondo che annoia tutti perché fin troppo reale.

The Bling Ring l’ultimo lavoro di Sofia Coppola non ha niente di diverso rispetto a tutta la sua recente filmografia: c’è il senso di straniamento, c’è la noia, ci sono le grandi pause che permettono di entrare nella parte più intima del protagonista, c’è la dinamicità di scatto davanti agli oggetti di autorappresentazione, c’è, insomma, tutto ciò che può esserci di banale in quella che oggi consideriamo la società contemporanea.

Il lavoro è tratto da una storia vera: un gruppo di ragazzi adolescenti che s’intrufola all’interno delle megaville di personaggi famosi della Los Angeles sfavillante, saliti alla ribalta negli ultimi decenni (Paris Hilton, Lindsay Lohan, Orlando Bloom e altri due o tre spauracchi che fanno parte dello star system americano). Tutto questo avviene con estrema semplicità. Tramite la rete riescono a capire dove essi vivono e che appuntamenti hanno in una determinata sera. Da lì stabiliscono come entrare e in che maniera agire.

La cosa stupefacente è che, proprio perchè basato su fatti veri, si scopre la banalità dei derubati: case sfavillanti costruite su personaggi fatiscenti che lasciano le chiavi di accesso sotto lo zerbino.

Il grande merito della regista è proprio di saper costruire personaggi che lasciano il pubblico in una costante perplessità. Non è tanto quindi la costruzione linguistica, la grammatica compositiva a catturare l’attenzione, ma piuttosto la visceralità di personalità borderline che hanno bisogno solo di attenzione. La sua cinematografia non è basata sull’identificazione, ma sul mantenimento costante di una distanza che porta a sentirsi vuoti. Quello che voglio dire è che non abbiamo sociotipi cui trarre ispirazione, ma piuttosto esempi negativi senza un margine di crescita.

Spesse volte il nostro cinema italiano è criticato perché di formazione.  Non vorrei sbagliarmi ma a rimarcare questa etichettatura fu proprio Quentin Tarantino.

Mi chiedo allora se questa posizione possa essere assunta anche per lei, in maniera speculare e cambiandone il segno: riuscirà mai a prendere il volo e a farci vedere altro, qualcosa di positivo o più appassionante?

Emma Watson è un escamotage per mandare i suoi fan al cinema.
Kristen Dunst compare in un cameo come filo conduttore legato alle sue pellicole precedenti.

Il link alla storia vera: clicca

Teaser: