Autodeterminazione: risorsa e ascolto. #gioventù

Da alcuni giorni rifletto su una cosa che mi è accaduta venerdì sera dopo la presentazione del libro di Jonathan Bazzi.

La serata è continuata con un gruppo di ragazzi ancora studenti, alcuni dei quali specializzati nella lavorazione del fumetto.

Gente in gamba, che conosce l’aspetto professionale di un mestiere basato sull’esercizio costante e la ripetizione giornaliera del tratto.

Mi ha stupito molto una cosa, la franchezza con la quale riconoscevano i propri limiti, come se non avessero e non sentissero la loro voce guida a spronarli.

Io credo che sia un aspetto positivo ammettere di non riuscire ancora a capire cosa comunicare, quando e perché, credo sia sacrosanto riconoscersi un limite.

Fare questo mestiere, come tanti altri, significa farsi un culo spaziale e dire di non aver capito cosa comunicare è una forza in più, perché centro di una ripartenza.

La presa di coscienza – per la società che ci rappresenta – è quasi scabrosa. Se non hai niente da dire, un argomento da tirare fuori, come fai a rimanere in una rete costruttiva e altamente performativa?

Eh, come fai? Stai zitto. Non è obbligatorio dare risposte costanti o parlare della strage del giorno. Esiste un tempo di stasi che va dedicato alla coltivazione del proprio essere e per questo ultimo dettaglio, occorre molto tempo.

Ho apprezzato l’onestà su quanto mi hanno detto. Mi ha fatto molto piacere avergli dato ascolto, concesso la possibilità di essere capiti e spronati. Sono i fiori del futuro ed è giusto offrirgli la possibilità di esprimersi senza giudicarli o scacciarli perché rappresentano la gioventù.

Per il resto della serata abbiamo parlato di come non apprezzano i libri di Fumetti Brutti, di come il mercato per questo linguaggio sia in Francia e Stati Uniti, dove la professione è riconosciuta e ben pagata.

Ho dialogato con gente pronta e in gamba, una risorsa per l’Abruzzo, ma anche le Marche, visto che uno di loro arrivava da lì.

A Jonathan Bazzi è stato chiesto se fosse un attivista per i diritti dei gay. Lui ha risposto che lo era per sé, che agiva per sé, restio a una moltitudine.

L’autodeterminazione.
Ecco cosa hanno loro, un potere assurdo! 💥

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