Ulrike Ottinger, Die Kalinka Sisters, 1988, © Ulrike Ottinger Courtesy Sammlung Goetz, München

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione, fino al 17/09/2017 – Museion, Bolzano #arte #fotografia [#currentexhibition]

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Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione

Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman

quattro posizioni dalla
Sammlung Goetz

fino al 17/09/2017

Museion,
Bolzano

 


Museion e la Sammlung Goetz
rinnovano la collaborazione: da giovedì 23/03 prossimo un nuovo nucleo di oltre venti opere dalla prestigiosa raccolta di Monaco andrà ad arricchire la mostra sulla collezione Museion, “La forza della fotografia” (fino al 17/09/2017). Nel 2013 Museion aveva ospitato l’esposizione “When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz” con oltre cento opere che testimoniavano i più diversi riferimenti contemporanei al minimalismo. In questa occasione il focus è invece la fotografia: quattro posizioni di quattro artiste di fama internazionale Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman ampliano il percorso espositivo negli spazi del secondo piano. L’identità, l’alterità, la trasformazione e messa in scena del corpo e di sé stessi e della vita intima i temi trattati dal nuovo nucleo di fotografie.
Nei lavori delle quattro artiste selezionate emerge un aspetto che si dipana come un fil rouge attraverso la mostra della collezione di Museion, ovvero il clima di contaminazione che negli anni sessanta si comincia a delineare tra fotografia e arte contemporanea. Ciò si manifesta soprattutto in un’attenzione aumentata ad azioni e comportamenti, in cui il ruolo della fotografia non è un semplice mezzo di riproduzione della realtà, ma uno strumento che instaura una relazione con essa.

La sezione si apre con i lavori di Diane Arbus (New York 1923-1971) di cui sono in mostra 14 fotografie realizzate tra il 1962 e il 1970. Che si tratti di travestiti, giovani coppie o bambini, i soggetti ritratti risultano comunque inquietanti. Da una parte emerge l’interesse dell’artista per la diversità – non a caso in una delle sue biografie viene definita “la fotografa dei mostri”. Dall’altro le immagini comunicano un senso di distacco e mancata partecipazione, un atteggiamento che la celebre critica americana Susan Sontag ha definito “partecipazione alienata”.

Anche Nan Goldin (Washington, 1953), presente in mostra con sei lavori, è interessata al diverso, ma il suo è uno sguardo vibrante di partecipazione emotiva. L’universo conturbante e sconvolgente delle drag queen è ritratto in immagini d’intensa intimità e delicatezza, al di là di ogni voyeurismo. Un mondo che l’artista conosce per esperienza personale, per aver condiviso da adolescente per anni la stessa abitazione di una drag queen, di cui si era innamorata: “Le fotografavo così, come loro stesse si vedevano, e non sentivo alcuno bisogno di smascherarle con la macchina fotografica”.

Le fotografie della tedesca Ulrike Ottinger (Costanza, 1942) sono legate alla sua produzione filmica e ritraggono con predilezione un mondo di emarginati e di eccentrici. L’approccio è quello della messa in scena e dell’iper-rappresentazione, come in “Fräulein Mausi und Paulchen“, 1981 e „Die Kalinka Sisters“,1988, in mostra a Museion. Come per tutte le immagini esposte in questa sezione, il mezzo fotografico è un segno che, attraverso l’imitazione, rivela codici sociali e culturali con cui lo spettatore si può identificare e confrontare.

Mascherarsi, entrare in ruolo per smascherare i clichè impressi nella nostra società è il gioco messo in atto da Cindy Sherman (Glen Ridge, USA, 1954). I suoi celebri autoritratti – in mostra ne sono esposti quattro, dal 1990 al 2008- non rivelano la personalità dell’artista, ma, giocando con la moda e la storia dell’arte in maniera grottesca e provocatoria, mettono in luce convenzioni e artifici e del mondo contemporaneo.


Info

Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione
Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman
quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

Dal 23/03/2017 al 17/09/2017

A cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con la Sammlung Goetz.

Orari di apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00.
Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18.00 e visita guidata gratuita alle 19.
Ogni sabato e domenica ore 14-18 “dialoghi sull’arte” in mostra.
Lunedì chiuso.
Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro.

 

Museion, logo ufficiale - http://www.museion.it/ -

Museion
Piazza Piero Siena 1
39100 Bolzano

Contatto ufficio stampa Museion
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Membro di AMACI, Associazione Musei d’Arte contemporanea italiani
*Comunicato stampa

 

 

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La compassione #operadelgiorno

arte, artisti, cultura, mostre, Studiare, turismo, viaggi

Antonello da Messina, Cristo in pietà e un angelo, 1476-1478
Olio su tavola, 74×51 cm, Museo del Prado, Madrid

Per anni mi sono crucciata davanti a un catalogo per capire che valore avesse quella lacrima sul viso dell’angelo nell’opera di Antonello da Messina.
Poi, sono andata a Madrid.

 

antonellodamessina

 

#operadelgiorno

No Ombrina

attualità, comunicazione, politica, vita

Oggi a Lanciano, Chieti (Abruzzo), ci sarà una grande manifestazione contro la petrolizzazione del mare Adriatico.
Si prevede una grande partecipazione in difesa di questo territorio.
Alcuni artisti si sono uniti così, cantando un brano di Lucio Dalla.

Per saperne di più:
www.stopombrina.wordpress.com
Facebook

#nombrina

Lu Cafausu

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, cultura, leggere, Studiare

La festa dei vivi
(che riflettono sulla morte)

http://lucafausu.tk/

Ho fatto la barba al cadavere dell’io che fui“.

E voi?

#Invasionidigitali #Canzano #Abruzzo #Teramo #igersitalia

arte, attualità, cucina, cultura, eventi, fotografia, libri, mostre, musica, quotidiani, ricette, Studiare, vita

Voglio raccontarvi l’esperienza fatta domenica scorsa, nata sulla rete e sviluppata in una settimana di progetti coinvolgenti svolti in tutta Italia dal 20 al 28 aprile.

#Invasionidigitali (http://www.invasionidigitali.it/) è una mega opera di promozione turistica che ha coinvolto tantissime persone con lo scopo di incrementare la conoscenza e la sensibilizzazione al nostro patrimonio culturale, in maniera semplice e del tutto gratuita.
La finalità è stata di invadere luoghi d’interesse storico – culturale, con l’obiettivo di fotografarli e mandarli istantaneamente in internet.

Tablet, smartphone, fotocamere, telecamere – chi ne ha più ne metta – sono diventati strumenti e  protagonisti di una presenza fisica fatta di uomini, donne e bambini che osservavano, ascoltavano, raccontavano, fotografando e promuovendo – con il loro punto di vista – ambienti e spazi conosciuti o poco accessibili, diffusi e condivisi in maniera tempestiva on line, stimolando la curiosità di chi era  dietro un monitor – da casa – a spiare fatti di facebook, twitter, foursquare, tumblr, youtube, pinterest.

Il progetto #invasionidigitali usa l’occhio e attraverso esso vuole o tenta di restituire la bellezza di chi ha dimenticato (o messo da parte) l’identità della propria appartenenza.

Io ho aderito a quello di Canzano, comune delle provincia di Teramo in Abruzzo.

L’esperienza è decisamente da ripetere.
Alcuni scatti:

Dettaglio organo, Chiesa Santa Maria dell’Alno, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

 

Neviera araba, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

Veduta, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

Dettaglio affresco medievale, Chiesa San Salvatore, Canzano, Teramo, Abruzzo.
Ph. A. Temperini

Campaline, Chiesa San Salvatore, Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

Ciclo di affreschi medievali, Chiesa San Salvatore, Canzano, Teramo, Abruzzo.                                                                                                                     Ph A. Temperini


Cupola barocca, Chiesa della Madonna dell’Alno, Canzano, Teramo, Abruzzo.                                                                                                                     Ph A. Temperini


Torrione del XV secolo – cinta muraria edificata dalla Fam. D’Acquaviva – D’Aragona.
Canzano, Teramo, Abruzzo.
Ph. A. Temperini


Neviera araba, Canzano, Teramo, Abruzzo.
Foto presa dal sito ufficiale del ristorante “La Tacchinella”(link in basso)

Veduta Gran Sasso d’Italia e campanile della Madonna dell’Alno.
Canzano, Teramo, Abruzzo.
ph. A. Temperini

La mia regione in poco più di un minuto:

Link utili per approfondimenti:

http://www.invasionidigitali.it/
http://www.comune.canzano.te.it/ (in basso a sinistra – sezione “Storia”)
http://buriansnow.it/webcamcanzano.php (live)
http://www.touringclub.it/destinazioni/14435/Canzano
http://www.abruzzoturismo.it/
http://www.teramoculturale.it/
http://turismo.provincia.teramo.it/
http://www.latacchinella.it/neviera.html

Tiziano, Helmut Newton, Fiona Tan. Un giorno a Roma in giro per mostre

arte, arte contemporanea, artisti, attualità, cultura, film, fotografia, mostre, vita

Il giorno di Pasquetta ho deciso di tornare a visitare Roma; un viaggio programmato e pensato da diverso tempo con gli amici. La mia missione è stata visitare a tempo record tre grandi spazi espositivi, giusto per valutare la soglia di overflow, quell’atto di autolesionismo che si genera quando si è sovraccarichi d’informazioni e immagini.

Non mi dilungherò nel descrivere cose e situazioni, cercherò di mettere in chiaro alcuni punti positivi e negativi di questa giornata, iniziata visitando le Scuderie del Quirinale, attraversata in una visita a Palazzo delle Esposizioni e terminata al Maxxi con una piacevole sorpresa. Ho camminato attraverso la storia, passando dalla pittura, alla fotografia fino ad arrivare all’arte contemporanea, e solo ora che ne scrivo, me ne rendo conto.

Le Scuderie del Quirinale ospitano un’esposizione dedicata a Tiziano, che terminerà il 16 giugno prossimo. Egli è ultimo artista di un ciclo ampio che negli anni ha visto protagonisti nomi imponenti della storia dell’arte moderna (Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto e Tintoretto).
Italiano, veneto, nato a Pieve di Cadore nel 1470 e morto a Venezia nel 1576 circa, Tiziano ha vissuto fasi importanti della sua vita che l’hanno visto protagonista europeo di scenari imponenti legati al Sacro Romano Impero in piena epoca rinascimentale.
Di lui conosciamo moltissime opere, una tra tutte Amor sacro e l’Amor profano custodito alla Galleria Borghese.
L’incontro romano è particolare, pensato dal curatore Giovanni C.F. Villa, come un cammino di ricostruzione dell’operato dell’artista, facendoci percepire le sfumature che lo legano ai suoi maestri (Giovanni Bellini e Giorgione), ai suoi committenti (Gli Este e i Della Rovere) e ai mecenati Carlo V e Filippo II d’Asburgo.

Sebbene la mostra sia pensata per una serie di incroci che pongono in dialogo la grammatica compositiva del Maestro, sono costretta a dire che a causa del grande flusso di persone, e di uno studio illuminotecnico pesante al piano terra, tutti questi accorgimenti non si percepiscono, e anzi risultano abbastanza confusionari, soprattutto in quei punti dove sono concentrati lavori di vaste dimensioni a carattere religioso.

La parte superiore – quella prima dell’uscita – è dedicata in particolar modo alla ritrattistica. Qui si ha la vera potenza, che cattura l’attenzione del visitatore trasportandolo in una dimensione, fatta di sguardi che escono dalla tela e penetrano in maniera intensa nel proprio intimo.

Le opere che mi hanno colpito di più sono due:
L’annunciazione, il cui rosso del velo dell’arcangelo Gabriele rende la pienezza del movimento in un gioco di trasporti dal quale è difficile staccarsi.

Il ritratto di Giulio Romano, architetto e pittore italiano, allievo di Raffaello, attivo a Mantova in pieno cinquecento, il cui sguardo, sebbene possa sfigurare da questa freddezza virtuale, dal vivo ha quell’ambiguità giusta da lasciar senza parole chi osserva, anche di sfuggita, l’opera.

Per info più dettagliate: http://www.scuderiequirinale.it/

A Palazzo delle Esposizioni passiamo per la riproducibilità tecnica. Helmut Newton. White women/ Sleepless Nights/ Big Nudes, è una mostra curata da Matthias Harder, in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino, inaugurata il 6 marzo, sarà aperta fino al 21 luglio 2013.

Lo scopo è di offrire un profilo articolato sul fotografo tedesco, nella proposizione di duecento lavori esposti e pubblicati in tre libri differenti, i cui titoli completano quello dell’evento pensato per l’incontro romano. Potrei espormi, e dire che si tratta di una sorta di retrospettiva, poiché passeggiando ci si accorge di come, nel giro di venti anni, sebbene il corpo femminile sia stato trattato in maniere differenti nell’uso dei suoi scatti, si percepisce con certezza un cambiamento di rotta nella fotografia contemporanea, che lo incastra in una linea di pensiero statica, fatta di perfezione e pulizia tecnica.

Newton è incassasellato riduttivamente nella categoria “fotografi di moda”, ma i suoi lavori sono aperti a un rigore compositivo estetico, estetizzante e lacerante. La sensazione che si prova uscendo da quelle mura è di un’eccessiva mancanza di trasporto. Un’elaborazione stilistica che cancella ogni lato emotivo della propria persona.
In alcuni scatti la sensualità arriva prorompente, in altri, invece, lo schifo dell’atto devasta, e pone chi guarda in maniera critica rispetto a quelle che potrebbero essere le reali intenzioni dell’artista. L’allestimento ha come rischio di risultare confusionario in certi punti, ma il dialogo toccato da alcuni frame è creato al fine di esibire i corpi vestiti come meno potenti rispetto ai nudi.

netwon_nudenewt_vestite

Ci sarebbe da soffermarsi lungamente, soprattutto nell’uso che ha avuto nel ricalcare le riflessioni che ruotano attorno all’iconografia dell’arte classica, fino ad arrivare alla cinematografia del regista statunitense Stanley Kubrick, ma v’invito, se avete la possibilità, ad andare e farvi una propria idea.

Info:  http://www.palazzoesposizioni.it

Potete usufruire di un biglietto cumulativo se decidete di accedere a questi due spazi.

Da via Nazionale, con una voglia di caffè straziante, ci spostiamo rapidamente verso Piazza del Popolo, e scopriamo che, a differenza dello scorso anno, nello stesso giorno, la gente è triplicata. Turisti stranieri e italiani invadono via del Corso, tanto da farci sottoporre alcuni quesiti di natura esistenziale: sarà l’effetto Papa? Hanno sciolto le redini ai VIPS? E’ la crisi?
Se quest’ultima implica una riscoperta dei luoghi di cultura, e una sensibilizzazione verso quello che si ha, nonostante gli elevati costi d’accesso a ogni singola attività, e scartando l’anima del commercio, allora ho voglia credere che le persone necessitano ancora di essere nutrite dal bello e stimolate dalla curiosità.

Arrivate al MaXXI – Museo Nazionali delle arti del XXI secolo grazie a un signore disposto ad aiutarci senza impegno e con una galanteria e una gentilezza d’altri tempi – poiché noi non ricordavamo assolutamente la fermata “Apollo d’oro” della filovia romana – troviamo sei progetti differenti ad attenderci.

Avevo pianificato di soffermarmi su approfondimenti dedicati ad Alighiero Boetti a Roma, ma mi sono accorta che il lavoro temporaneo, dalla durata espositiva di circa un anno, non appagava le mie attese. Video introduttivi non funzionanti, passaggi che stridevano l’un l’altro, informazioni scarsissime per un artista così immenso, immerso nella composizione concettuale delle sue opere, che mi sono buttata su altro.

Fiona Tan è una multimedia artist nata in Indonesia nel 1966, la cui mostra Inventory durerà fino all’8 settembre 2013.  Stanca di aver oltrepassato Energy. Architettura e reti del petrolio e del post – petrolio, Modelli/Models, e in procinto di avvicinarmi a Tav Bologna – Milano. Fotografia ricerca e territorio, sottovaluto inizialmente il suo operato, leggendo un pannello di ricerca da una poltroncina dove mi ero un attimo schiantata a morire per la stanchezza del cammino.

Arrivo così al livello 3 dell’imponente struttura di Zaha Hadid e trovo un gentile ragazzo che invita a mettermi delle cuffie, spiegandomi che non dovevo premere nessun tasto del dispositivo collegato, e che ogni qualvolta mi sarei avvicinata a un video l’audio partiva in automatico. Questa traslazione relazionale mi ha convinto a capire che dietro tutto un processo doveva esserci qualcosa di più grande che, come un’ebete, avevo sottovalutato da allocca impoltronita. Rimango colpita da due progetti enormi, introspettivi ma pubblici, dai quali è difficile liberarsi.

Quello che cattura la mia attenzione è Disorient, presentato alla Biennale di Venezia nel 2009. Si tratta di due mega schermi in cui sono proiettati due video differenti con un unico audio. Il lavoro è ispirato dai diari di Marco Polo in un viatico tra storia, memoria, oggetti e architettura museale.

Correction, invece, nasce su ispirazione di progetti concepiti dall’utilitarista inglese Jeremy Bentham. Nel 1791 egli sviluppò l’idea di Panopticon – un modello di carcere ideale. Una struttura circolare dove al centro è posto occhio  che monitora la situazione in un penitenziario.


bentham

La Tan, crea un lavoro spiazzante, una video istallazione di oltre 300 ritratti filmati sviluppati in due sequenze. Un punto di vista interno ed esterno su cornici poste a mezz’aria in cui siamo sottoposti a subire l’occhio di delinquenti, poliziotti e carcerieri in una sequenza lunga oltre 3 ore.


Info: http://www.fondazionemaxxi.it/

Con la speranza di essere stata utile, mi scuso per la prolissità.

Quasi amici & Donne senza uomini

cinema, cultura, film

Già ho detto che sono assente perché mi trovo a studiare per gli esami prossimi. Scrivere diventa una cosa frustrante poiché la mia energia è riversata tutta su quella attività.
In queste settimane però ho avuto modo di vedere due film che mi hanno colpita per i loro temi.  Voglio consigliarveli, lasciandovi nomi, locandine e trailer, così da memorizzarli.

Donne senza uomini di Shirin NeshatQuasi amici di Olivier Nakache.
Due lavori completamente differenti cui vale la pena dedicargli tempo, se si ha a disposizione.

Il primo è incentrato sulla condizione sociale delle donne in Iran.  Quattro protagoniste intrecciano le loro storie attraverso un excursus di grande impatto emotivo. Il film ci aiuta a capire i sentimenti che si vivono ancora oggi in quei territori. Tutto è rafforzato da una fotografia mozzafiato.
Il secondo, invece, suggerito per la sua sensibilità e capacità di insegnare il valore della  tolleranza,  che può provenire da una semplice amicizia nata per caso, tra un tetraplegico e un ragazzo di colore, francesi,  che vivono entrambi a margine nella società.

           

I 10 libri impossibile da finire

leggere, quotidiani

Il Corriere della sera stamattina ha un articolo carino, cliccando QUI capirete di cosa si tratta.

Senza ombra di dubbio la mia lista è composta da:

1) Domani nella battaglia pensa a meJavier Marìas.
2) Il nome della rosaUmberto Eco
3) Orgoglio e pregiudizioJane Austen
4) La montagna incantataThomas Mann
5) Ulisse James Joyce
6) Anna KareninaLev Tolstoj
7) Il maestro e margherita – Michail Bulgakov
8) L’ombra dello scorpione Stephen King 
9) I dialoghi con LeucòCesare Pavese
10) Le città e le metropoli – Jack Kerouac

Siete liberi di odiarmi, ma ogni volta che li apro, ho un rifiuto colossale e un malessere esistenziale solo al semplice pensiero.