Basilica di Santa Maria Matriarcale - Verona - ph. Amalia Temperini

Lista #viaggi, #eventi, #mostre 2019

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L’ultimo appuntamento di questo giovedì di Gennaio è dedicato agli eventi a cui ho partecipato nel 2019. Ho scelto di inserirlo dopo i libri e i film perché questo tipo di esperienza è sempre diversa rispetto alla immobilità che genera l’incontro con una visione o di una lettura.

  1. I miserabili regia di Franco Però, Teatro Comunale, Teramo
  2. Sant’Anna bocs art a cura di Martina Lilli, Piazza Sant’Anna, Teramo
  3. Andre Panarelli. Ombra Illuminata, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara
  4. Le costellazioni sembrano non tenere più. La Maddalena della collezione Capitolare incontra la poesia di Simona Novacco, Museo Capitolare, Atri, Teramo
  5. Sul filo dell’immagine. Trame dell’arazzo contemporaneo a cura di Simone Ciglia, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo.
  6. Sarà presente l’artista #StefanoArienti a cura di Simone Ciglia, Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso, Teramo.
  7. Romeo + Giulietta, Sergei Polunin e Alina Cojocaru – regia Johan Kobborg Arena di Verona, Verona
  8. Basilica di San Zeno, Verona
  9. Complesso del Duomo di Verona, Verona
  10. Chiesa di Sant’Elena, Scavi archeologici e Battistero di San Giovanni in Fonte, Verona
  11. Casa di Giulietta, Verona
  12. Sabbia d’oro – Mostra collettiva, Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara
  13. Stati Generali dell’Arte e della Formazione artistica contemporanea in Abruzzo a cura di Maurizio Coccia e Silvano Manganaro, ABAQ, L’Aquila
  14. La grande immagine. Forme dell’arte di propaganda maoista a cura di Astrid Narguet, Lucilla Stefoni, Filippo Lanci, Museo Capitolare di Atri, Atri, Teramo
  15. Ivan Graziani cantato da Filippo Graziani, Piazza Martiri, Teramo
  16. Amore, lettere e musei. Seminario di studi, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università degli Studi di Teramo, Teramo.
  17. Vivere freelance – incontro con Zerocalcare, Parco della Scienza, Teramo
  18. Lo schiaccianoci – Balletto di Milano, Teatro Comunale, Teramo
  19. Algoritmi. Frammenti di un’antologia del volo. Valentina Colella a cura di Piera Di Nicolantonio, Galleria Margutta, Pescara
  20. Bambinello Rubacuori a cura di Vincenzo La Mendola, Museo Capitolare di Atri, Teramo
  21. Camerlengo. Affidare la comunità a cura di Giorgio D’orazio, Abbazia di Propezzano, Morro D’oro, Teramo

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Camerlengo. Affidare la comunità – Abbazia di Propezzano – Teramo #mostre [#recensioni]

amore, architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, collezionismo, comunicazione, costume, cultura, lavoro, mostre, Narcisismo, recensioni arte, salute e psicologia, social media, società, turismo, viaggi, vita

Lo scenario dell’Abbazia di Santa Maria di Propezzano di sera, nel chiostro, prima delle feste natalizie, rimane uno dei più belli che si hanno nella provincia di Teramo, in Abruzzo. Si tratta di uno luogo storico e religioso di epoca medievale, di derivazione benedettina, che questa volta apre le porte a una mostra di arte contemporanea a cura di Giorgio D’orazio dal titolo: “Camerlengo, affidare la comunità“.

È l’incontro di due fratelli che si interrogano nel loro fare artistico. Uno scambio di tecniche e stili che porta l’uno a spingersi a favore dell’altro nel rappresentarsi al meglio, con la costrizione di scardinare la propria e personale ricerca altrui.

Chi non conosce i Camerlengo – Simone e Lorenzo – ha bisogno di sapere che si hanno di fronte due artisti contrapposti tra loro nei linguaggi e nei caratteri. Il primo è l’estensione, la fiducia massima, l’apertura del segno pittorico. Il secondo è il controllo, la compressione, la programmaticità fatta persona che adotta come mezzo espressivo la scultura.

Il dato interessante di questo processo è il bilanciamento che hanno dovuto trovare nello spingersi all’allestimento, un compromesso caldo e accogliente, pensato per orari notturni e invernali, con forti accenti poveritisti e minimali.

Io ho scelto di guardare in un secondo momento i titoli delle opere e capire chi avesse fatto cosa e come, quali i lavori realizzati assieme per non plagiare il mio punto di vista critico. La prima impressione è di aver visto una personale, cioè un qualcosa che è un’idea di mostra venuta fuori da un’unica individualità, ma è stato più. Lo testimonia l’ascolto che ho prestato alla difficoltà di Lorenzo nel raccontare come abbia spinto se stesso a scardinare il proprio ego nell’essere l’estensione di un qualcosa che è frutto di una stessa madre, con una individualità completamente diversa dalla sua, rappresentata dall’ala del fratello.

Quello che ne viene fuori è un gioco di specchi. Un moto di equilibri costruiti per farsi acchiappare e rincorrere come se i due fossero piccoli ribelli ricercati. A narrarlo è la presenza dei loro ritratti (fotografici) dove si presentano simili nelle posture, nei lividi, ma diversi nei connotati.

Chi ha picchiato chi? O chi ha cercato di massacrare entrambi e con quale complicità? Che ruolo ha il pubblico nel guardarli? Di fondo propongono una dissimulazione che si compie nell’operato compiuto fino a oggi, senza quella paura di mostrarsi nelle loro ammaccature e nei loro lividi.

Cosa vuol dire avere contatto diretto con l’altro in un tempo in cui non ci si guarda più in faccia e lo sguardo è posto altrove?

In questo processo in due simpatici farabutti dell’arte abruzzese hanno
plasmato qualcosa che è solo loro, celata nella loro complicità che raggiunge in alcuni casi punte di estrema poesia, ma il problema di fondo che pone questa mostra è il dialogo che esiste tra vero e verosimiglianza, tra gesto di creazione e quello di imitazione che partono da una stessa radice.

Quale sarà il prossimo attentato?

Camerlengo, affidare la comunità
a cura di Giorgio D’orazio

Simone Camerlengo
Lorenzo Kamerlengo

Abbazzia di Propezzano
Morro d’oro, Teramo

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Exhibition of the year 2016. Kamerlengo – Loreti – Moroni, fino al 16 luglio, T- Space – Milano #currentexhibition [Mostre]

arte, arte contemporanea, artisti, CS, cultura, mostre, turismo, viaggi

Exhibition of the year 2016
Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti, Alessandro Moroni

a cura di Alberta Romano
fino al 16 luglio 2016

@ t-space, Milano*

 


Dal 13 giugno 2016 t-space presenta Exhibition of the year 2016, una mostra collettiva di Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti e Alessandro Moroni, a cura di Alberta Romano.
Exhibition of the year 2016 è una mostra che nasce e si evolve a partire da un articolo pubblicato il 22 febbraio 2016 dal Loki Design Studio di Montréal.

Pantone, la nota azienda multinazionale americana che si occupa di colori e di servizi grafici, opera annualmente la scelta di un colore dell’anno, con lo scopo di carpire mode e necessità. Per il 2016 la scelta è ricaduta su una combinazione di colori anziché su una singola tonalità: il rosa quarzo e l’azzurro serenity. A motivare questa scelta “il caldo abbraccio del rosa quarzo e la fresca serenità dell’azzurro” capaci, insieme, di confortare il cittadino medio anche durante i tempi turbolenti che lo affliggono oggigiorno.

Al di là delle opinabili motivazioni su cui Pantone basa le proprie scelte, ciò che emerge ben presto, da un’analisi più accurata, è l’incredibile background culturale che si cela dietro questa particolare scelta. Sea Punk, Vaporwave, Afro Punk e molti altri movimenti “underground” appaiono, senza ombra di dubbio, come i precursori diretti della nuova estetica scelta dalla multinazionale americana. Una storia già sentita di sublimazione, edulcorazione e snaturamento che porta tuttavia a riflettere su una vasta gamma di problematiche legate all’estetica dominante e alla sua diffusione su larga scala favorita da un sistema di comunicazione sempre più veloce, fagocitante ed effimero.

Lorenzo Kamerlengo (Pescara, 1988). Diplomato all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila nel 2015, ha frequentato l’Accademia di Roma e quella di Bilbao. Attualmente vive e lavora a Melbourne.

Luca Loreti (Chiavari, 1990) diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera è attualmente iscritto al biennio specialistico in Arti Visive nella stessa Accademia. È membro e co-fondatore di /77, artist run space con sede a Milano dove vive e lavora.

Alessandro Moroni (Voghera, 1992) Diplomato nel 2015 in NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano nel corso di Pittura e Arti Visive. È membro fondatore di /77. Attualmente vive e lavora a Milano.

t-space è un progetto portato avanti da un gruppo di giovani artisti e fotografi accompagnati da tre curatori; uno spazio di lavoro e discussione legato all’immagine che raccoglie, nei suoi 180 metriquadri, il potenziale di ricerca dello studio d’artista. t-space vuole essere luogo di stimolo per chiunque decida di entrarvi, sia come cliente sia come visitatore. t offre servizi pratici che spaziano dagli shooting alla post-produzione di immagini, conconsulenze su layout grafici e traduzione di testi, ma anche momenti di incontro con artisti e curatori, workshop e talk, sempre accompagnati da una tazza di tè.
Quattro volte l’anno, seguendo il ciclo naturale delle stagioni, t-space ospiterà sperimentazioni espositive seguite dal gruppo curatoriale stabile e sempre aperte a collaborazioni esterne. t è aperto a chiunque desideri prendere un appuntamento per un tè, per avere una consulenza o anche solo per
fare due chiacchiere.

Exhibition of the year 2016
Lorenzo Kamerlengo, Luca Loreti, Alessandro Moroni
a cura di Alberta Romano

fino al 16 luglio 2016

t-space, logo - http://www.t-space.it/

@ t-space,
via Bolama, 2, 20126, Milano
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photo © IKEA

*comunicato stampa