Mia madre è un fiume, Donatella Di Pietrantonio #libri

Mia madre è un fiume - Donatella Di Pietrantonio, Einaudi, 2011 pH. Amalia Temperini

Quando ho iniziato a leggere Mia madre è un fiume di Donatella Di Pietrantonio mi sono resa conto di quanto questo libro fosse vicino a me. Parlo proprio della territorialità, dei luoghi descritti, di ciò che racconta, della povertà che ha appartenuto a chi è cresciuto tra le colline teramane in Abruzzo.

Rispetto agli altri libri della stessa autrice, quelli nati più tardi e con una scrittura meno istintiva, Mia madre è un fiume racconta quello che c’è da sapere sugli scenari di povertà e offre una dimensione visiva e letteraria a quei ricordi di cui ho sentito dire e parlare, in casa mia, per anni e che mi accomunano a molte altre famiglie che conosco e immaginate nel libro.

Rimango sempre dell’idea che nei romanzi dell’autrice i temi che danno struttura alla storia servono per parlare di questa terra disgraziata. Mi sembra di trovare quell’aspetto che mostra quanto la popolazione abruzzese di collina, distante dalla montagna e dal mare, nonostante le capacità e le potenzialità, rimane vincolata e chiusa dentro il suo mondo fatto di sacrificio, come se non potesse permettersi altro, tirare avanti e lavorare, crepare a discapito della propria vita.

Il flusso continuo che guida il lettore nella lettura di Mia madre è un fiume abbraccia la relazione instaurata coi ricordi di una figlia verso una madre che lentamente si ammala, si sgretola in tutte le sue parti della sua memoria, e lo fa in una continua conflittualità tra amore, odio e radicalità.

Se negli ultimi libri sono stati toccati argomenti basati sul tradimento attraverso gli espedienti dell’omosessualità, il dono di una figlia a un’altra famiglia, in questo volume – che è tra i primi pubblicati e di successo – la malattia è una sorta di metafora, un rigetto verso un sistema di codici che ti impongono di essere fedele a chi ti ha generato e allo stesso tempo cerca di dimostrare la fermezza per poter rimanere fedeli a sé, nonostante tutto, nonostante i ricordi, la vita stessa.

Mia madre è un fiume – Donatella Di Pietrantonio
Einaudi, 2011

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