Autostrada A24, GranSasso e Monti della Laga (versante teramano), maggio 2018, ph. Amalia Temperini

#Summer

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È arrivata l’estate e come ogni anno entro in standby durante questi periodi. Ho deciso di rallentare un po’ il ritmo settimanale di scrittura degli articoli. Cercherò di vivere quello che mi attraversa in questi mesi e tornare con molta più carica nelle prossime settimane. Mi trovate quasi giornalmente su Instagram o sulla pagina fan di Facebook del blog.

Statemi bene.

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Have you got a dime? #none #today

amore, Donne, musica, Narcisismo, salute e psicologia, spiritualità, vita

Sono viva e felice, ancora in pausa scrittura, all’alba di un nuovo anno.
Il silenzio al momento rimane un tempo giusto: il mio.
Il passato, dal 2014 a oggi, non ha più valore e non esiste più. E’ chiacchiericcio di poco conto.
Sono salva, il resto è rimasto nella fossa di chi non sa più guardare oltre, rimasto cieco, abbagliato dal suo povero ego narciso.

Ultimo giorno di ottobre 2017, c’è il sole.
Soundtrack del momento.

“Doesn’t I hear jerusalem bells are ringig?” #music #singing

musica

Il blog a volte è una stanza fortunata. Ieri pomeriggio sono stata contattata dall’autrice dell’ultimo post che ho scritto, che mi ha ringraziato via twitter, per la recensione appassionata del suo romanzo. E’ stata una bella sorpresa.

Stamattina sono canterina. Da diverso tempo seguo un programma su youtube che invita personaggi famosi del panorama musicale mondiale in carpool e assieme a loro, il conduttore, si diverte come un pazzo. Ho una passione smodata per Chris Martin,  i brani dei Coldplay hanno riempito le situazioni impensabili con molta gioia la mia vita. Non li seguo assiduamente, però sono presenti quando meno me l’aspetto, ed è sempre piacevole constatarli come condizione stabile rassicurante. Sono crollata sul doppio canto baritonale, mi piace troppo, da diversi minuti mando il loop la sequenza che parte dal minuto 6. 36.

Viva, viva, viva!

Poi chi è che non canta così in macchina con gli amici?
Io da una vita e anche in pieno mood stonato!

 


Insonnia II

vita

Sono le 2.55
Ho appena aperto un cartone di latte. Non dormo e cammino a luce spenta per casa. Vedo l’ombra del cane e immagino non capisca i motivi di queste mie azioni allo scuro. Fuori c’è nebbia quasi fossi in valpadana.
Non ho sonno. In giro non c’è praticamente nessuno.
Sono le 2.58 i nervi sono tesi.
Buona Befana
Le 3.02.

D’io /Dio

cultura, filosofia, leggere, letteratura, libri, Università, vita

image

Non è vero che la risposta che è dentro di noi è sempre sbagliata come  diceva il famosissimo Quelo di Guzzanti.
Sta a noi entrare in conflitto con il proprio demone (paura) e spogliarlo dei suoi condizionamenti (io – proiezione – paranoia/ buio/ d’io).

È una questione di volontà.
Da negativo a positivo.
Da passivo ad attivo.
Da dolore a gioia.
Da pianto a risa.
Da ingiustizia a giustizia.
Da diritto a dovere.
Scriverlo può essere un aiuto, parlarne con chi si ha fiducia, un nuovo inizio. (azione/ verità /luce/Dio).

Esiste una soluzione per tutte le cose.

Di notte, a fine novembre

amore, cani, vita

Mi chiedo che cosa non mi permetta di dormire stanotte. Non sono tornata tardissimo ieri sera. L’aperitivo si è prolungato in un doppio giro. Conoscenze nuove, risate leggere, per me, fuori contesto rispetto al mio solito ambiente. È un bene ci siano le rotture. Quelle grandi però, dove recuperi il senso delle cose e vedi in trasparenza i segmenti delle sfumature che si stanno risanando dopo un po’ di tempo. Mi sento ancora molto offesa nella mia dignità di donna e di essere umano. A volte ho dei sentori di rabbia che controllo veicolando in cose costruttive. Quando finisci la serata rimani quasi sempre in macchina per terminare un tempo che non si vuole accettare, ma che devi abbandonare. Ti accorgi, chiacchierando, di come, in realtà, tutto sia rarefatto. Sotto quella Chiesa, a fine novembre, le luci di Natale erano piatte, identiche ai pali che emettono la luce gialla che si riversa nelle nostre membra quando attraversi le grandi città. Non so cosa sto scrivendo. È qualcosa che sto cercando di elaborare poiché vivo dentro. Anche il cane sospira ai miei piedi cercando di capire perché mi sono alzata dal letto. Ho fatto un giro vagante di riflessione per casa.
Ho bevuto un sorso d’acqua.
È sceso con me a terra, ha seguito i miei passi nel buoio. Quando sono rientrata in camera ho acceso la luce, mi ha guardato come a dire “io sono sempre con te”.
Le ho dato una carrezzina, ha scodinzolato felice per questo piccolo gesto e si e’ rimessa a dormire.
Stasera Teramo era un fiorire di animali, corso San Giorgio non era pienissimo, alle 23 c’era solo il vuoto cosmico. Un freddo lancinante. Fortuna che avevo indossato diverse maglie.
Mi chiedo se certe notti sia solo io a provare una sensazione si incompletezza, di mancanza di elementi non dichiarati, ma soffocati o smorzati. Le cause non le so spiegare, forse ho bisogno ancora di tempo da smaltire, magari in un altro inverno giusto.
Con l’aperitivo, stasera, oltre alle solite cose servite (pizzette, crocchette, salamini, ecc.) ci hanno offerto pollo e patate e un cannelone di parmigiana ricoperto di prosciutto. Strano per un periodo Veg.
Avevamo chiesto un aperitivo fruttato alcolico, abbiamo constatato che la frutta aveva ucciso la vodka. Potrebbero essere pensieri sconnessi quelli che digito, ma hanno una loro logica.
A me sembra che siamo bloccati tutti sulla stessa scena, in una sorta di stand by dove non si riesce a premere il pulsante del telecomando per accettare di andare avanti.
Non vedi l’ora di tornare a casa tua per sentirti a rifugio. Su Rai 3 ho sentito il nesso che comunica, in termini linguistici, le parole ostaggio e ospite. Non deve essere bello essere nel mondo oggi. Nella provincia si dibatte di cellulite, nelle fabbriche, nei momenti di pausa. Ho riso di come mi raccontavano, di come sia piccola la mentalità di chi è inscatolato in un ambiente che io stimo molto. Umanamente non deve essere facile sopportare la dimensione di essere impiegato in un lavoro a catena. Apprezzano cio’ che hanno gli operai nella loro semplicità.
Leggevo di recente che le nostre sorti professionali muteranno sempre più. Ci si lamenta del cambio degli orari e di tante cose. Nel pieno dell’epoca virtuale non possiamo più ragionare in una logica di orologio che suddivide il giorno e la notte. A volte penso a come le nostre serate siano mutate dagli a
anni ottanta ad oggi. Il film del lunedì, prima, iniziava alle 21. Adesso, prima delle 21. 30, niente, se guardi la tv generalista. L’influenza dei mezzi di comunicazione ci plasma, ci rende grotteschi e morti. L’impiego professionale subisce la medesima dipartita con l’influenza del cambiamento che si riversa sulle nostre abitudini grazie a degli schermi.
Sono le 4.05 e io digito. Condivido con tutto il mondo un qualcosa che avrei potuto scrivere su un diario personale.

E’ possibile che l’invidia possa seguire le sorti una persona, mentre l’altra, la corrispondente, speculare, nutre solo amore?

E’ brutto rendersi conto di quanto l’ammirazione possa confonderci.

Digito da cellulare. Mi pizzicano gli occhi per i residui di trucco non puliti bene.
Non indosso gli occhiali.
Ho sete.
Non rileggo.
Ho anche fame.
Vorrei alzarmi a fare colazione, prendere del pane, appoggiarlo sul fuoco, inzupparlo nel latte e caffè zuccherato, tiepido.

Io ti penso.
Il pensiero si propaga.

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Io non ho più paura

arte, cinema, cultura, film, Studiare, vita

Io non ho più paura di amare nonostante tutto il male ricevuto in cambio.
Le situazioni vanno affrontate di petto e sono pronta a vivere una nuova fase della mia vita.

Ti affronterò, ovunque tu sia.