Storia della Repubblica di Guido Crainz. Presentazione: 17 maggio, Teramo #savethedate [libri]

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SARÀ PRESENTATO A TERAMO
“STORIA DELLA REPUBBLICA”
L’ULTIMO LIBRO DI GUIDO CRAINZ

Teramo, 13 maggio 2016 – Sarà presentato a Teramo martedì 17 maggio, alle ore 17.30, nella corte interna della Biblioteca Provinciale Melchiorre Delfico, l’ultimo libro dello storico Guido Crainz Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi (Donzelli Editore, 2016).

Guido Crainz, Storia della Repubblica (dettaglio copertina), Donzelli Editore, Roma, 2016 (immagine presa dal web - http://www.donzelli.it/)«Settant’anni di storia – si legge nella nota introduttiva al volume ‒ un percorso intenso e tormentato, intriso di speranze e di delusioni, di traumi profondi e di mutamenti inavvertiti. Un percorso cui attingere più che mai, questo è il senso del libro, nei disorientamenti dell’oggi. Nel disagio per il nostro presente. Nell’incombere di scenari internazionali che alimentano le inquietudini del nuovo millennio… In un unico sguardo tutte le stagioni della nostra vicenda repubblicana, nel succedersi di scenari sociali e politici, culture, generazioni…».

Alla presentazione, alla quale parteciperà l’autore, interverranno per un saluto il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e il presidente della provincia di Teramo Renzo Di Sabatino.

Dopo l’introduzione del rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico, seguiranno gli interventi di Umberto Gentiloni Silveri, dell’ Università La Sapienza di Roma; di Pasquale Iuso e di Maddalena Carli, dell’Università degli Studi di Teramo. La presentazione del libro sarà moderata dal giornalista Rai Antimo Amore.

Guido Crainz, nato a Udine, docente di Storia contemporanea all’Università di Teramo fino al 2014, per la Donzelli ha pubblicato: Padania. Il mondo dei braccianti dall’Ottocento alla fuga dalle campagne (1994, 2007); Storia del miracolo italiano (1997, 2003); Il paese mancato (2003, 2011); Il dolore e l’esilio. L’Istria e le memorie divise d’Europa (2005); L’ombra della guerra. Il 1945, l’Italia (2007); Autobiografia di una Repubblica. Le radici dell’Italia attuale (2009); Il paese reale. Dall’assassinio di Moro all’Italia di oggi (2012, 2013); Diario di un naufragio. Italia, 2003-2013 (2013).

REDAZIONE UFFICIO STAMPA – Università degli Studi di Teramo
http://www.unite.it

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Invito _Locandina_Adina Pugliese - L'arte è Utile _ Teramo, 4 giugno 2015

Abruzzo, parte 2: Il calore

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Il borgo, il territorio, le persone: Castelbasso.

cultura, mostre

Non avendo nulla da fare e con la voglia insistente di tornare a visitare una mostra, ieri mattina ho deciso di alzarmi presto e salire a Castelbasso – un piccolo borgo di origine medievale situato in provincia di Teramo, che da anni s’impegna alla ricostruzione della cultura attraverso piccoli passi.

L’aria che si respira è accogliente e frizzante; molte delle persone che incontro prima di arrivare a Palazzo Clemente – sede della Fondazione Menegaz e luogo deputato all’esposizione -, stanno uscendo dalla chiesa di SS. Pietro e Andrea, e s’incamminano nelle piccole vie del paese in un’allegria che si trasmette a vista d’occhio.

Scatti e scritti. Il borgo, il territorio, le persone. Fotografie di Giovanni Lattanzi e degli album di famiglia, è il titolo del progetto curato da Marina De Carolis e Giuseppe Di Melchiorre, che hanno elaborato un percorso allestitivo in grado di stimolare i visitatori, per condurli a un modello di ricostruzione storica intelligente ed efficace.

Quattro sale non organizzate in maniera cronologica, ma in un assetto mentale che caratterizza la nostra memoria, stringono passato, presente e futuro, in una poesia visiva forte e rassicurante.

La percezione che si ha alla fine del percorso è di quanto il contemporaneo storico sia in realtà l’ultimo tassello di una trama ben più intricata; creata affinché chi si trovi di fronte a queste immagini abbia ben chiara la propria identità e applichi su di sé una riflessione.

Quello che voglio dire è che, sebbene si racconti del microcosmo castelbassese, l’organizzazione degli ambienti segue una coerenza stilistica applicabile a tutti noi, anche a chi non appartiene a questi luoghi.

Si susseguono così tra di loro vie antropologiche, etnografiche, antropocentriche, dove l’essere umano, nella sua totalità, è protagonista assoluto.

Spazi, località, siti, paesaggi – come vogliamo definirli – fungono da quinte a scenari che vedono mutati loro i soggetti, ma che fanno affiorare mille ricordi sulla propria esperienza di vita.

Il fermo storico è rappresentato da supporti in legno posti a terra, che emulano la durezza della temporalità, come  fossero massi in roccia, a testimoniare la parola e il racconto di studi affrontanti con seri anni di ricerca, negli archivi.

Si scoprono allora – grazie al racconto di Marina De Carolis che mi ha accompagnata passo per passo – di come, una delle foto che catturano la tua attenzione, sia stata fatta su un soggetto che è morto due giorni dopo lo scatto.

Immaginate nella vostra mente un incrocio su una strada statale; con un semaforo che sta passando dal giallo al rosso verso sinistra;  ma che è verde dal punto di vista frontale; con sotto un anziano che guarda verso di noi; e che con le sue mani corrugate dai lavori manuali reca una cornice che narra tempi andati; su un cammino fatto di flussi di luce in totale movimento.

O ancora, in un’altra stanza, una foto di donna anziana che vive lì, in quel paese; con in mano una sua foto da giovane e che guarda verso di noi tenendo il suo passato tra le mani; con un centro focale che si concentra su una stradina in grado di testimoniare le impronte di una vita di chi ha visto mutare quegli ambienti negli anni, e può raccontarvi, in dettaglio, tutte le metamorfosi accolte, appena si esce dalla struttura della fondazione.

Molti scatti sono ironici, arcigni e strappano sorrisi o risate; tanti altri, testimoniano l’ospitalità di questa gente nell’accettare persone lontane dalla nostra cultura.

La fortuna è quella che ho avuto io, nel sentire alcuni signori (figli, parenti, amici), nel confrontarsi e raccontare le loro esperienze di vita all’uscita della visita, sentendosi un pò più completi e appagati, dopo aver assaporato il gusto fine delle scelte fatte.

Scatti e scritti.
Il borgo, il territorio, le persone.
Fotografie di Giovanni Lattanzi e degli album di famiglia

A cura di Giuseppe di Melchiorre e Marina De Carolis
Palazzo Clemente
Borgo Medievale di Castelbasso

17 Novembre 2012 – 27 Gennaio 2013

Orario di apertura :
Sabato e domenica: 10 – 13/  15.30 – 19.30
26 dicembre e 1 gennaio dalle 15.30 alle 19.30 

Ingresso 3 euro.

Info:

Tel 0861.508000
Sito ufficiale: www.fondazionemengaz.it