#Festa

cultura, musica

The secret inside of you
run boy run! This race is a prophecy
run boy run! And disappear in the trees

 

 

Chi sono?
https://amaliatemperini.com/about/

Se vuoi supportare il blog con un caffé:

Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Iscriviti al blog nella casellina in basso a destra della homepage:

www.amaliatemperini.com | www.atbricolageblog.com

Seguimi su:
Twitter http://www.twitter.com/atbricolageblog| Instagram https://www.instagram.com/atbricolageblog/

Per richieste:
atbricolageblog@gmail.com

Nel rispetto del provvedimento emanato dal garante per la privacy in data 8 maggio 2014 e viste le importanti novità previste dal Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016, noto anche come “GDPR”, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all’uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Regolamento dell’Unione Europea n. 679/2016 (qui) oppure leggere la Privacy Police di Automattic http://automattic.com/privacy/

Annunci

Mood of the day

vita

 

 

(senza titolo).

amore, Narcisismo, vita

Ieri mi hanno regalato questa piantina.  I casi della vita, ironia amara, sorrisi.
Un tempo ormai passato.

Sono le 9.22 e ho appena fatto colazione. Sono in cucina, da questa parte di casa guardo verso il mare, sta cambiando il tempo: montano le nuvole.
ore 9.24, Venerdì.

image

Ascoltami.

Cardio

cani, vita

Sono in ospedale in attesa. Stamattina per salire ad Atri il tempo è stato impressionante. Molto brutto.
Buona parte della mia vita è ruotata attorno a questa cittadina, molte cose della mia adolescenza sono state vissute qui. Quindici anni fa, alle scuole superiori in pieno centro storico, aprivamo le finestre per far entrare la nebbia in aula e generare caos. Cose che solo dei cretini in fase di crescita possono riuscire a fare per evitare di fare lezione e creare cazzate. Quante risate e quante stronzate.
Atri è sempre stato un paese con questa sua unicità, oggi non più, tutta la foschia sorge a valle e acceca la luce di chi ha difficoltà nella vista, sconvolgendo ogni senso.
È impressionante come le cose possano rivoltarsi così.
C’era una industria dolciaria famosissima, è c’è tutt’ora. Si diceva che quando cambiava il vento e il profumo del Panducale arrivava nel suo cuore, nella piazza, nelle vie, nevicava. Chissà se vale ancora?
Nel reparto cardiologia ora c’è tanta gente in attesa. In venti minuti è cambiato lo scenario anche qui. Inizio a sentire caldo.
Un paziente è appena arrivato per un problema al pacemaker e lo hanno spedito al pronto soccorso.
Per avere la priorità bisogna sempre fare dei giri assurdi nonostante i problemi evidenti.
Sono le 8.34
Sono passata in un altro ambiente, sempre in attesa e in fila. Ho capito che questo messaggio è un work in progress che completero’ in un secondo momento. Davanti a me un bambino biondo col cappello ha appena dato una testata impressionante alla sedia. La madre lo ha richiamato all’ordine.
Non sembrano proprio giorni di festa. Nessuno avverte più niente e i commenti sul Natale sono scarni, poveri di gioia.
È appena arrivato un tizio in tuta grigia e cappello rosso. Di tanto in tanto lo guardo per spiarlo: ha un auricolare e scarpe grigio scuro dai lacci rossi, occhiali rayban in bocca, a morderne le punte che vanno poggiate sopra le orecchie. Scatta foto non posizionando la macchinetta. Sento solo il rumore del cik ciak. Qualcuno alle mie spalle mi spia. Sento la voce di una signorina troppo vicina. Il bambino di prima combina casini e mi scappa da ridere. Sono sempre contenta quando i piccoli manifestano i loro disagi in ambienti noiosi. Gli anziani sono smarriti. Una signora incinta con una finta Fendi e’ arrivata accanto a me. Ha degli stivali bruttissimi, grigi. Di viso è molto bella. Uscire così presto per raggiungere una struttura ospedaliera implica menefreghismo. Solo io ho le crisi isteriche? possono esserci anche le bombe, ma un filo di trucco lo metto anche in caso di morte. Mi sento meglio per me stessa. Poi quando sono a casa sono un essere sbarcato dai baffi lunghi. Sono le 8.43. È arrivato l’utente ordinato e ribelle che non sopporta il caos e tenta di riordinare tutto. Il tizio in tuta di prima ha le braghe calate. I suoi pantaloni sono di un materiale spesso, cedono facilmente. Mi accorgo di stare scrivendo dettagli inutili ma non ho voglia di stare a fissare continuamente gli altri. Non ho gli occhiali da sole con me.
8.49.
Sono fuori. In macchina.
8. 52 sono in doppia fila. sti cazzi.
9.34 sono a casa.
Il cane è felice. Ho tolto gli stivali, il cane guarda fuori la finestra cercando di capire cosa sta facendo mia madre sotto casa.
Ci siamo fissati per un attimo, entrambi in ascolto. Stessi ritmi.
Mi metto a fare qualcosa. Ci saranno errori.
9.36
image

image

Parti di percorso in discesa.

Anche io

amore, attualità, comunicazione, cultura, leggere, letteratura, libri, musica, politica, quotidiani, vita

 “«Credo nella gente – risponde in inglese – nelle leggi della natura umana». Ed è straordinario sentirglielo dire.”

La malvagità di cui parlava Einstein, esiste. Non per questo abbandono la speranza.
Leggere questo articolo mi ha fatto affiorare alla mente due testi di Cesare Pavese.
Nella mia tesi di laurea discussa nel 2009, estrapolai due parti comuni, da entrambi i libri.
Citazioni che inserii all’inizio e alla fine della ricerca, come augurio e come necessità.
E’ stato un anno tragico per la mia terra.

La prima cosa che dissi, sbarcando a Genova in mezzo a case rotte dalla guerra, fu che ogni casa, ogni cortile, ogni terrazzo, è stato qualcosa per qualcuno e, più ancora al danno materiale e ai morti, dispiace pensare ai tanti anni vissuti, tante memorie, spartiti così in una notte senza lasciare un segno. O no? Magari è meglio così, meglio che tutto se ne vada in un falo’ d’erbe secche e che la gente ricominci“.
La luna e i falo’ (Einaudi, 1950)

La vita ha valore solamente se si vive per qualcosa o per qualcuno…
La casa in collina (Einaudi, 1948)

Dal testo dedicato ai fatti di Sarajevo dei primi anni Novanta, poco fa linkato, trovo altri elementi importanti, molto affini, a quanto espresso sopra da questo nostro immenso scrittore italiano:

«Una mattina ci siamo svegliati, nella nostra casa in collina, e abbiamo visto del fumo provenire dalla zona dove era la Biblioteca. Eravamo pronti, avevamo già iniziato a mettere in salvo i libri nel caveau o a portarli altrove. Comunque rimanemmo sbigottiti. La biblioteca bruciava». Era il 25 agosto del 1992. Vi ricordate l’immagine del violoncellista, Vedran Smailovic, che suona composto e distrutto tra le rovine?
Oggi la biblioteca è finalmente riaperta: è vuota, non ci sono libri, ma è diventata un museo alla memoria, con una piccola esposizione al pian terreno, ed è bellissima. Residbegovic ci lavorava già da quindici anni: ha dedicato tutta la sua vita ai libri, e quell’incendio non l’ha scoraggiata

«I libri possono anche bruciare, ma nella nostra memoria restano, come restano le biblioteche. L’Umanità sapeva della Biblioteca di Alessandria, la “ricordava” anche senza averla mai conosciuta. Così è per la Biblioteca di Sarajevo: certo, mi mancano quei libri, mi mancano i colleghi che sono caduti, ma la memoria non è stata distrutta dalle bombe».

 

Mi sento in pace, in piena fiducia.
Oggi è nuvoloso, ieri è stata una giornata strana, speriamo nevichi davvero.

Today is my day

vita

Birthday.

“Omnia vincit amor“.

Waiting for ….. (io che odio i puntini)

amore, film, musica, vita

Mitty.

Oggi sono qui!

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, cultura, film, fotografia, lavoro, leggere, libri, musica, Università, vita

Invito _Locandina_Adina Pugliese - L'arte è Utile _ Teramo, 4 giugno 2015