#Festa

cultura, musica

The secret inside of you
run boy run! This race is a prophecy
run boy run! And disappear in the trees

 

 

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presa dal web

#pollution [sunday]

arte, arte contemporanea, artisti, cultura, musica

 

Sto vivendo da due secoli in oceani,
ho imparato come respirare mare,
le mie mani diventano squame,
sotto il mare sta cambiando la mia struttura
e il mio corpo è sempre più uguale ai pesci.
I miei capelli diventano alghe.

 

 

Today! #walking #abruzzo

amore, turismo, vita

Stamattina ho ripreso a camminare!
YO!

Foto scattate con uno smartphone Samsung.

La bomba informatica – P. Virilio

architettura, arte, arte contemporanea, artisti, attualità, comunicazione, cultura, film, fotografia, lavoro, leggere, letteratura, libri, mostre, politica, tecnologia, televisione, Università, vita

Per diversi anni sono stata inseguita dal libro del filosofo e urbanista francese, Paul Virilio, La Bomba informatica.
Lo avevo acquistato dopo aver spulciato bibliografie incrociate di volumi piaciuti particolarmente, che ho trovato calzanti nell’osservazione dei mutamenti geopolitici. Studi portati avanti sulla questione della maturità delle folle e della opinione pubblica, attraverso la letteratura e l’arte contemporanea, oggi, mi hanno spinto a prenderlo e affrontarlo. L’argomento principale del testo è dato da tutto cio’ che stiamo percependo con il cambiamento del processo storico in corso, l’uso del digitale e del visivo.

Tra gli aspetti da monitorare, l’autore ricorda come dietro meccanismi di questo tipo si stiano innestando alterazioni radicali nel passaggio dal mondo reale a quello virtuale: la scomparsa del limite geografico e del mutamento dell’ordine temporale nelle fasi di vita e di lavoro, una distorsione del modo di osservare e interpretare le questioni col web – sempre più immediato, ridotto e in allarme – e tutto cio’ che implica le tecnologie senza tralasciare la genetica.

Il dato concreto è rappresentato da una attenzione che sembra poggiare su semplici questioni: siamo sicuri che internet sia una forma di libertà? o sta trasformando i nostri comportamenti in abitudinari come fossimo vittime di un meccanismo che passa attraverso un codice di programmazione puntato alla esposizione pubblicitaria? e quale rischio puo’ causare se tutto questo fosse applicato in una mancanza di equilibri tra parola e immagine in oggetto?

Personalmente, sulla base di questo volume, mi sembra tanto che siamo come piccole zanzare che sbattono la testa verso una lampadina che emette qualcosa di artificiale, cioè un elemento inventato, frutto dell’industrializzazione energetica, di un tempo passato, che si è evoluto plasmandoci come se le la luce del sole non fosse più necessaria, accecati da un fascio che chiude la nostra visuale in una dimensione ridotta di visione progettuale ed esistenziale.

Argomenti utili, soprattutto agli appassionati di scienza, filosofia e urbanistica.

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Il resto è niente.

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