E’ cambiamento [#vivere]

amore, arte, lavoro, musica, Narcisismo, vita

Ho preso alcune decisioni cruciali che mi hanno fatta sentire a posto con la coscienza. Ho incontrato persone che mi hanno confermato molte cose, di come io non mi sia mai sbagliata, di come chi è scorretto continua a seminare disagio e schifezze di ogni tipo. Le cose belle accadono come gli incontri, senza troppe forzature, con volontà, poi si cresce assieme senza dimostrare che si è bravi, perché non si sente la necessità di dirlo al mondo quando lo si è. Il resto è incompetenza, presunzione, guidata da incapacità di essere, di attraversare l’esistenza, attraverso e con l’aiuto della materia letteraria; si incontra molta gente che ha conti in sospeso con il valore della propria anima, a volte mancante o vuota. E’ facile definirsi maestri di saggezza aprendo il proprio computer e leggendo i riassunti dei libri per fare gli intellettuali, vantarsi, convinti che questo possa bastare per essere uomini felici e di forza. L’umiltà non passa attraverso questi gesti; chi ostenta la perfezione ha sempre una risposta preconfezionata per soddisfare la tue esigenze; è un fake, un uomo che deambula cercando linfa e sostegno rapinando le identità degli altri. Uno zombie radicato senza radici che si autoalimenta facendo furti, mangiando nelle case degli altri coi soldi di chi gli lascia le chiavi di casa a loro disposizione come fratelli.

In questi periodi sono mancata dal blog e dal web, ho respirato a pieno polmoni cose nuove e potenti. Semplici, senza intromissioni alcune e imposture varie: è stato molto bello. E’ proprio un peccato che tutti non possano capire cosa voglia dire vivere; per loro, per questi esseri soli e disarmanti, provo molta pietà.

Til I hit the dance floor
Hit the dance floor
I got all I need
No I ain’t got cash
No I ain’t got cash
But I got you baby

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Anche io

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 “«Credo nella gente – risponde in inglese – nelle leggi della natura umana». Ed è straordinario sentirglielo dire.”

La malvagità di cui parlava Einstein, esiste. Non per questo abbandono la speranza.
Leggere questo articolo mi ha fatto affiorare alla mente due testi di Cesare Pavese.
Nella mia tesi di laurea discussa nel 2009, estrapolai due parti comuni, da entrambi i libri.
Citazioni che inserii all’inizio e alla fine della ricerca, come augurio e come necessità.
E’ stato un anno tragico per la mia terra.

La prima cosa che dissi, sbarcando a Genova in mezzo a case rotte dalla guerra, fu che ogni casa, ogni cortile, ogni terrazzo, è stato qualcosa per qualcuno e, più ancora al danno materiale e ai morti, dispiace pensare ai tanti anni vissuti, tante memorie, spartiti così in una notte senza lasciare un segno. O no? Magari è meglio così, meglio che tutto se ne vada in un falo’ d’erbe secche e che la gente ricominci“.
La luna e i falo’ (Einaudi, 1950)

La vita ha valore solamente se si vive per qualcosa o per qualcuno…
La casa in collina (Einaudi, 1948)

Dal testo dedicato ai fatti di Sarajevo dei primi anni Novanta, poco fa linkato, trovo altri elementi importanti, molto affini, a quanto espresso sopra da questo nostro immenso scrittore italiano:

«Una mattina ci siamo svegliati, nella nostra casa in collina, e abbiamo visto del fumo provenire dalla zona dove era la Biblioteca. Eravamo pronti, avevamo già iniziato a mettere in salvo i libri nel caveau o a portarli altrove. Comunque rimanemmo sbigottiti. La biblioteca bruciava». Era il 25 agosto del 1992. Vi ricordate l’immagine del violoncellista, Vedran Smailovic, che suona composto e distrutto tra le rovine?
Oggi la biblioteca è finalmente riaperta: è vuota, non ci sono libri, ma è diventata un museo alla memoria, con una piccola esposizione al pian terreno, ed è bellissima. Residbegovic ci lavorava già da quindici anni: ha dedicato tutta la sua vita ai libri, e quell’incendio non l’ha scoraggiata

«I libri possono anche bruciare, ma nella nostra memoria restano, come restano le biblioteche. L’Umanità sapeva della Biblioteca di Alessandria, la “ricordava” anche senza averla mai conosciuta. Così è per la Biblioteca di Sarajevo: certo, mi mancano quei libri, mi mancano i colleghi che sono caduti, ma la memoria non è stata distrutta dalle bombe».

 

Mi sento in pace, in piena fiducia.
Oggi è nuvoloso, ieri è stata una giornata strana, speriamo nevichi davvero.

Tradimento.

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noi abbiamo e stiamo contribuendo a tutto questo. abbiamo fallito, umanamente. ci siamo traditi a modelli pubblicitari e di comunicazione che hanno reso le nostre identità, unicità, piatte e immature. malvagie . questo è il frutto, un continuo conflitto, macro e micro. occhio per occhio, dente per dente. se sei il primo a tradirti, sarai tradito. le cose si fanno sempre in due. e chi non ha colpe è vittima. siamo tutti inermi davanti a tutti questi fatti, attaccati ai condizionamenti delle tv, sclerotizzati dalla ripetizione, disintegrati dal vuoto dell’informazione, amplificato da questi social del cavolo che anche io sto usando, per gridare come tutti gli altri un malessere. un malessere che si annulla perché tutto è diventato un grande vomitatoio di frustrazione.
stiamo scomparendo a colpi di status.

io spengo la tv. studio.
tanto è tutto scritto.

Ps.
Sto partendo per Roma, la Farnesina dice, sconsiglia, qualsiasi movimento. Io vado.
Se dovesse succedere qualcosa, muoio con la coscienza pulita, in tutta mobilità, cercando di rinunciare alla paura, sapendo che ho amato veramente qualcuno fino a cambiarmi l’esistenza, e questo mi fa stare bene, in pace.

La Bibbia, a caso, da due giorni

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Giustizia.

Altro giorno, altro pensiero.

vita

E’ un po’ strano per me ascoltare Gianni Morandi, però ci sono cose che hanno un senso. Questo testo è meraviglioso, incoraggiante e necessario in mattine così strambe di ottobre. Tutti abbiamo bisogno di riscattarci e avere almeno una possibilità nuova di vita, anche se sei il più stronzo della terra. Basta scegliere, decidere, riscattarsi e andare. Andare per se stessi. Anche a costo di piangere, avere le bolle, mostrarsi per come si è piccoli e fragili, ma non fa niente se si è così. Bisogna sempre andare, mai rinunciare per incontrare la propria anima, esiste il perdono su tutte le cose, soprattutto per quelle lasciate in sospeso.

Io so che tu arrivi, forse ti sentirai un po’ perso, ma io so che non rinunci.
Sai che ho sempre avuto fiducia in te dal momento in cui i nostri sguardi si sono incontrati brillando, l’8 marzo 2014.

Se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno sei finito
non ci credere
devi contare solo su di te.

Uno su mille ce la fa
ma quanto è dura la salita
in gioco c’è la vita.

Il passato non potrà
tornare uguale mai
forse meglio perché non tu che ne sai
non hai mai creduto in me
ma dovrai cambiare idea
la vita è come la marea
ti porta in secca o in alto mare
com’è la luna va.

Non ho barato né bluffato mai
e questa sera ho messo a nudo la mia anima
ho perso tutto ma ho ritrovato me.

Uno su mille ce la fa
ma quanto è dura la salita
in gioco c’è la vita.

Tu non sai che peso ha
questa musica leggera
ti ci innamori e vivi
ma ci puoi morire quand’è sera
io di voce ce ne avrei
ma non per gridare aiuto
nemmeno tu mi hai mai sentito
mi son tenuto il mio segreto
tu sorda e io ero muto.

Se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno
sei finito non ci credere
finché non suona la campana vai.

Uno su mille ce la fa
ma come è dura la salita
in gioco c’è la vita, vita vita….
Uno su mille ce la fa
e tu dovrai cambiare idea
la vita è come la marea
uno su mille ce la fa

Il fatto è che i rapporti stanno a zero.

vita

Il fatto è che i rapporti stanno a zero. Sì, ho scelto questo titolo stamattina poiché penso che sia un attimo importante ragionare su certe dinamiche che si instaurano nella vita, senza starci a pensare troppo, quando le cose sono belle e corrono via come un soffio di vento.  Non so cosa sia successo alle nostre reali esigenze, ma cio’ che mi spaventa è la povertà d’animo che si nasconde dietro una falsa timidezza, quella mascherata da non so quale alone per dimostrare che invece si è furbi e disinteressati, almeno a quelle condizioni in cui si coltivano cose belle e forti. La mestizia è una cosa volgarissima che consuma ogni nostro singolo giorno, dal momento in cui ci alziamo fino a quando non andiamo a dormire, siamo bombardati da non so quale dinamica intellettiva superiore, che indica quale strada dobbiamo intraprendere affinché le nostre necessità siano indirizzate a salvare il mondo, stabilire il PIL, far ragionare lo Spread e altre puttanate che all’uomo comune non incuriosiscono minimamente. Nessuno è più capace di aprire la propria porta per accettare l’incanto, che non è fatto di scambio di beni materiali. Il mio è tuo, il tuo è mio, ma quando è tuo: è tutto mio. Questa è la verità, ma dove è scritta? A volte mostrarsi per cio’ che si è, è bello e catartico, ma non porta a niente, se l’altro è preso dalle sue esigenze. La regola base di tutti i rapporti è una: se vedi amore, vai, altrimenti rimani con l’appeso in mano – e per appeso intendo proprio un pacco di stupidità che si fonda dietro il proprio egocentrismo e narcisismo mistificatore che caratterizza la sacra corona dell’augello. Spesse volte si rincorrono i sogni, perché si è visto qualcosa per la quale era meritevole provarci, tuffarsi, catapultarsi e respirare, ma molto spesso per paura, per mancanza di audacia, per chissà quali situazioni, rimaniamo affossati nelle nostre convinzioni pensando che si stia invadendo lo spazio dell’altro, o per chissà cosa e bla bla bla. Le donne sono eterne romantiche, come gli uomini, ma il punto è uno: i rapporti umani stanno a zero, lo ribadisco. In tutto questo sclero, che sto costruendo in una digitazione folle, mi rendo conto di alcune cose. Molto spesso le donne sono additate come quelle che si costruiscono castelli in aria, si fanno i film mentali e altre stronzate di questo tipo e cazzate così. Penso un’altra cosa: se una donna compie questi atti di questo tipo, lo fa perché dall’altra parte ha visto un segnale nel quale valeva la pena di buttarsi. In questo momento, non mi sto esprimendo per quelle donne che sono stracciamutande: pallose e non indipendenti alla ricerca di qualche protuberanza, mi esprimo per quelle che sanno cosa vogliono, hanno un piano compiuto di scelte radicali, non si nascondo e vanno avanti a testa alta nonostante i loro mille difetti, anche quelli evidenti nell’altro, perché comunque il gioco vale sempre la candela.  Benché ci siano certi segnali, essi possono essere ambigui e non chiari. Io penso che un uomo, adulto, capace di gestire la sua vita sia in grado di riconoscere le cose belle, ma spesso si è impossibilitati a compiere le azioni poiché dietro le proprie spalle c’è un vissuto (la mamma, l’ex, l’attuale compagna) che non può essere abbandonato, poiché legato come forma di scambio dal quale ci si sente riconoscenti. Il punto è che per affrontare le cose belle occorre coraggio, e questo coraggio le donne lo hanno. Spesso la strumentalizzazione passa attraverso dei giochetti disonesti, soprattutto ai tempi dei socialnetwork. Il punto è sempre uno: digitale o non digitale se una cosa la vuoi te la prendi, altrimenti con trasparenza ammetti e dici: non mi sta bene, ognuno per la sua strada. Tanto in qualsiasi condizioni si è, si sta male, allora tanto vale la verità. Io penso che ognuno di noi, di questo trascinarsi le cose, persone e inutilità varie, non ci faccia niente, allora tanto vale essere onesti. Onesti con se stessi, senza l’accumulo di condizioni che reprimono la propria essenza e la facciano maturare in forme che in realtà non corrispondono alla nostra vera identità.

Due cose sono importanti: la capacità di distinguere il bene dal male e l’adesso, altrimenti i rapporti stanno a zero.

discerniménto s. m. [der. di discernere]. – Il discernere con i sensi o con l’intelletto: ddei coloriddel vero dal falso. Più spesso, la facoltà e l’esercizio del discernere, cioè del distinguere il bene e il male, e per estens. giudizio, criterio:avere l’età del d.; persona di moltodi sottile d.; mostrare poco d.; procedere,agireparlare con d., senza discernimento.

e niente…

artisti, concerti, musica, vita

Volevo condividere col mondo una notizia importante:
andrò al concerto dei Sigur Ròs la prossima estate.

Biglietti presi!!!
Evvaiiiiiiiiiiiiiii