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Tu non sei i tuoi anni – Ernest Hemingway [#poesia]

amore, cultura, Donne, lavoro, poesia, salute e psicologia, vita

“Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso

il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,

le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici

sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.

Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.”

Tu non sei i tuoi anni – Ernest Hemingway

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ph. credit Amalia Temperini

[#niente]

musica

Sono diverse settimane che ho lasciato il blog si riposasse dalle sue attività. Mi trovo a riflettere su molte cose.

Da Settembre ho avviato un percorso di messa in discussione. Ho abbastanza tempo. Ho intrapreso una collaborazione con una multinazionale francese. Un settore lontano dal mondo dell’arte, da tutto cio’ che è educazione, in realtà. Un campo che mi permette di cambiare il punto di vista su molte cose, che conquisto ogni giorno grazie alle esperienze maturate in questi anni come metodo e disciplina personale, con la collaborazione di persone che guardano all’odierno con onestà e semplicità, non a una settorialità del “devo”, applicato per un risultato fatto di immagini effimere costruite sull’idea di sé pensando di poterla far bere agli altri.

Apprezzo l’essere costruttivi. Il silenzio di scrittura arriva proprio come silenzio dell’anima, una condizione di riflessione che ristabilisce un ritmo che segue le fila di qualcosa che è incalcolabile, la vita e la sua apparente velocità, con il proprio passo.

Leggo molto, chi mi vuole seguire trova alcuni miei momenti su Instagram o Facebook del blog.

 

 

In  che minuto questi due pezzi si accomunano?

 

That’s it! #easter [#pause]

arte, artisti, concerti, cultura, giovedì, musica

 

Oh Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz?
My friends all drive Porsches, I must make amends.
Worked hard all my lifetime, no help from my friends,
So Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz?

Oh Lord, won’t you buy me a color TV?
Dialing For Dollars is trying to find me.
I wait for delivery each day until three,
So oh Lord, won’t you buy me a color TV?

Oh Lord, won’t you buy me a night on the town?
I’m counting on you, Lord, please don’t let me down.
Prove that you love me and buy the next round,
Oh Lord, won’t you buy me a night on the town?

Everybody!
Oh Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz?
My friends all drive Porsches, I must make amends,
Worked hard all my lifetime, no help from my friends,
So oh Lord, won’t you buy me a Mercedes Benz?

That’s it!

 

Resoconti [#2016]

musica

Manco da diversi giorni per scelta personale. Non ho argomenti che mi preme trattare con voracità; in questo momento sono tranquilla e voglio mantenere una distanza col web il più possibile. Il duemilasedici è stato un anno terremotato nella sua ultima parte. Ho ripromesso a me stessa che conta solo il necessario, l’urgenza di uno stare bene con maggiore equilibrio. Il resto è un punto di vista oggettivo su questioni altre, lontane dalla vita di tutti i giorni.

Il 2017 è alle porte, e non ho niente da dirgli, provo a entrarci in punta di piedi.

Buon fine anno a tutti

Pause

vita

Il blog si sta prendendo una lunga pausa di riflessione. Al momento è alla ricerca di tempi giusti.

Scusate se esisto! – Riccardo Milani

attualità, comunicazione, cultura, Donne, film, politica, quotidiani

Pensavo fosse ‘na ciofeca senza impegno poiché di solito queste locandine lasciano il tempo che trovano, invece, mi sbagliavo.

Scusate se esisto! è una commedia legata a dinamiche sociali contemporanee la cui storia è molto semplice: una studentessa abruzzese viaggia per il mondo dopo essersi laureata col massimo dei voti all’università, all’estero raggiunge successo e indipendenza, e in un momento preciso della sua vita decide di tornare in Italia. Una donna, una giovane architetto che tenta di cercare un posto in qualsiasi settore lavorativo nel nostro paese, abbastanza sfigata, poiché figlia di nessuno. Paola Cortellesi (la protagonista) è una professionista che ha raggiunto i suoi obiettivi attraverso il merito, sudandosi in libertà la sua carriera, compresa quella da cameriera. Dietro questo primo tema ne subentra un altro legato all’omosessualità (Roul Bova attore di punta), assieme alla riqualificazione pubblica del quartiere Corviale – il casermone abitativo esistente nell’area periferica romana.

Personalmente ho trovato questo progetto molto intelligente. Incuriosita sono andata a vedere gli autori, tra questi, Ivan Cotroneo (che io adoro).

Teaser:

 

Buona visione!

Foggy night

vita

Sono da poco rientrata. È stata un’impresa, una nebbia così fitta a dicembre penso di non averla mai ricordata. Ho un leggero mal di testa, sento caldo, giro per casa infastidita, di tanto in tanto sbadiglio per sport.
Non ho niente da dire, scrivo cercando di avere sonno. Digito dal cellulare sforzando di più la vista – non è una mossa intelligente vista l’emicrania.

Sono giorni di grande riflessione e catarsi. La disintossicazione social funziona bene. Le persone mi fermano dal vivo dicendo di tornare su Facebook perché ero l’unica a dire cose intelligenti nella loro lista amici.
Non mi viene da ridere per la soddisfazione, non mi viene da tornare a espormi in quel baratro paranoico. Ho voglia di vivere lo stordimento nel reale e sentire che nessuno è a conoscenza dei miei fatti e io dei loro. Dirlo su un blog è una mossa che fa un po’ ridere, ma all’una mi concedo al caos dell’incoerenza.

Un post vuoto come il sonno che sale.
Il cane gira facendo strane danze per trovare la sua posizione ideale per riposare. Io ho fame. Non rileggo. Scrivo da sfruttando lo schermetto.
Buonanotte

01.00

I tratti

cultura, filosofia, lavoro, leggere, letteratura, libri, poesia, Studiare

image

Poesia di Aldo Nove.

Dolby surround

cultura, musica, Studiare

Mi sono alzata con la voglia di scrivere centomila parole. Avevo tanti ricordi assemblati in mente che si collegavano l’un l’altro e mi facevano sorridere tantissimo, soprattutto per la stranezza con cui assemblavo ad esse le opere d’arte. Viaggi perlopiù fatti negli anni e all’estero, dove l’arte è sempre stata testimone di tante vicissitudini, emozioni di amici che improvvisamente non riuscivano a trattenere le lacrime dalla bellezza e dalla bruttezza di cio’ che si presentava davanti.
Il web è niente.
Poi, mentre ascoltavo cosine su youtube, sono arrivati i cori ed è finito tutto. E’ subentrato l’abbandono, la sospensione.
Potrebbe essere triste ma non lo è, trattandosi di una marcia funebre, personalmente mi rende armonica e mi invita al silenzio.
E’ di nuovo nuvoloso, piove, sono tranquilla e anche il cane apprezza, dorme sulla sedia.

C’è solennità nelle cose importanti.
Devo rimontare il dolby è propagare la necessità, l’urgenza di emozioni.

La tremenda verità delle canzonette.

amore, musica

La meta non è un posto
ma è quello che proviamo e non sappiamo dove né quando ci arriviamo

*consiglio visione video (e ascolto)

Vita 2.0: atto nullo.

vita

Avrei da scrivere di alcuni libri letti, ma non ce la faccio a recensire. Ho come un blocco che non permette alle mie idee di essere giuste per venir fuori. È un periodo di forte transizione dove ogni passaggio è segnato da ulteriori problemi più o meno inutili, che non alimentano la propensione a fare. Ho molta fiducia nel futuro e nella mia forza di reazione. Adesso è un po’ dura procedere. Quando ci si apre con una persona sul proprio essere e si interrompono le questioni per tutelarsi, occorre il doppio del tempo per riprendere la giusta via, poiché tutto sembra poterti umiliare o farti vergognare della volontà del gesto compiuto. Ho subito degli atti ingiusti di scorrettezza. Questo mi rende inerme e fa pensare che ogni situazione vissuta con fiducia possa tornarmi contro e di segno inverso. Magari è solo una condizione di amarezza. Passerà, anche se mi sento davvero stanca.

Robert Fripp – The Cathedral of Tears: https://youtu.be/su_puw6KLMM