AQ – Appunto Quotidiano #16 – I soldi vanno e vengono, la dignità resta



“Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”

La presenza maschile nel mondo del lavoro, per me, è sempre stata fonte di ferite profonde: umane ed economiche. Non perché gli uomini in sé siano il problema, ma perché ogni volta che credo davvero in un progetto, mi ci getto con passione totale. E quando questa passione incontra un sistema patriarcale – fatto di uomini che si proclamano di buona volontà, ma che in realtà tengono in mano le redini – il prezzo che pago diventa altissimo.

Alcuni anni fa è accaduto in modo clamoroso: una perdita economica enorme, causata da ritardi, inganni e quella macchina tossica che non lascia spazio a chi non accetta le sue regole. Un prezzo che non era solo denaro, ma tempo rubato ai miei studi, energie sottratte ai miei progetti.

E oggi, di nuovo, mi ritrovo nello stesso schema. Ho creduto in un’iniziativa guidata da un uomo solo, posto al vertice di una piramide attorno alla quale orbitavano tante altre persone. Nonostante la mia esperienza, nonostante i limiti che avevo imparato a mettere, ancora una volta ho pagato il prezzo economico di questa scelta.

E allora mi chiedo: dov’è il valore di tutto questo?
Forse nella forza umana che ho coltivato, nella capacità di gestire le mie economie anche quando non mi permettono di fare altro che restare nel presente.

Come diceva mia nonna: “I soldi vanno e vengono, non ci far caso. Tu lavora onestamente, ma poni sempre un limite: se un uomo vuole calpestarti, metti la tua forza economica davanti alla sua. È lì il vero potere.”

Ogni errore mi porta consapevolezza, anche se la riconosco solo dopo aver superato la soglia. Quello che non accetto più è la logica del poverino, quella che ci insegna che le donne devono sempre essere tolleranti, comprensive, caritatevoli. Perché quella stessa grazia, offerta con generosità, spesso viene calpestata con feroce ingiustizia.

Eppure, nonostante tutto, la dignità arriva sempre prima a riparare ciò che manca, sia sul piano umano che economico. È questo che mi fa sentire fortunata e libera: poter dire le cose come stanno, senza paura iniziando da me stessa.

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