AQ – Appunto Quotidiano #3 – Il mio valore non è negoziabile

Mi sembra di vivere un incubo. Da anni replico la stessa visione di comportamento. Davanti a me, sempre lo stesso schema, sia nelle relazioni sia nel lavoro: un maschio insoddisfatto al vertice, che pretende da una donna di stare buona in cambio di un contentino sottopagato. Una cifra che, paradossalmente, è persino inferiore alla media delle mie prime esperienze lavorative di vent’anni fa.

È spaventoso che ci si debba accontentare di queste quote e persino ringraziare per la magnanimità. In questa trattativa – durata due appuntamenti – mi sono sentita dire tre frasi che mi hanno colpito:

  1. Come io potessi far “rientrare” quella cifra di investimento.
  2. Che nella squadra c’era un titolato di alta formazione e che io non potevo arrivare a quel livello.
  3. Che lui, come dirigente, “vola alto”.

Queste frasi raccontano di un uomo che si sente eletto, protetto da un entourage che lo fa percepire come il cuore pulsante della macchina. Un vertice che non riconosce il valore femminile in nessuna sua forma.

Eppure, se c’è una cosa che ho imparato, è che non sono io a dover essere grata per le briciole: sono loro a dover capire cosa significa incontrare una persona che porta valore. Un valore che non si misura in ore sottopagate, in titoli preconfezionati o in elemosine di riconoscimento, ma nella qualità di ciò che creo, nella visione che porto, nella credibilità che ho costruito passo dopo passo.

Non ricevo un favore quando vengo inclusa in un progetto: è il progetto che si arricchisce della mia presenza. Non firmo contratti per rientrare in un investimento: è la mia competenza che genera risultati. Non accetto un posto perché mi è stato concesso: sono io a decidere se un posto è degno del mio tempo e della mia energia.

Il vero cambiamento, per me, è stato spostare lo sguardo: smettere di chiedermi come entrare in un sistema che non mi riconosce, e iniziare a costruire spazi che mi rispecchiano. Spazi dove il mio valore non è negoziabile.

Chi pensa ancora di poter misurare il valore di una donna in termini di costi e concessioni vive in un’epoca che il mondo, fuori dalla sua stanza, ha già superato. Io non ci torno indietro: scelgo di muovermi verso dove il riconoscimento non è un favore, ma un presupposto.

Negli anni, ho lavorato sodo per ottenere qualifiche, credibilità e risultati. Ho raggiunto traguardi che nemmeno io avrei immaginato, e il primo è stato proprio questo blog: nato per sovvertire l’ordine di un sistema chiuso come quello delle arti, è diventato il mio luogo di libertà, dove posso esprimere me stessa senza perdere la mia natura e avviare contratti proprio per la differenza qualitativa che porto.

Il messaggio è semplice: non si tratta di chiedere un posto al tavolo. Si tratta di costruire il proprio tavolo – e decidere chi merita di sedersi.

In questi territori, adottare queste posizioni significa essere scema o pazza.
Ma del resto, da quando in qua una donna viene considerata qualcosa di diverso da queste due etichette, quando osa uscire dal ruolo assegnato?

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2 risposte a “AQ – Appunto Quotidiano #3 – Il mio valore non è negoziabile”

  1. Bell’articolo che condivido in tutto.

    Buona giornata Amalia

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