Ritrovare la voce interiore che la routine soffoca
Cosa significa ripetere sempre le stesse cose senza guardare alle novità e alle contaminazioni che ci ruotano attorno?
Da giorni rifletto su questo. La vita, a volte, sembra ridursi a un ciclo infinito di attività ripetute. Gesti e situazioni che si attivano senza stimoli reali, senza un respiro nuovo che possa migliorare il nostro futuro.
In questo meccanismo nasce un senso di vuoto, quasi angoscioso. È come vivere sospesi: bloccati in momenti mai davvero affrontati o, peggio, ancorati a qualcosa che non ci appartiene.
Ci si ritrova così a vivere tra il buio e la luce. Il buio che soffoca la parte più autentica e luminosa di noi, intrappolandola dentro una routine che diventa ossessione, sfinimento e annullamento della propria identità.
E allora la domanda sorge spontanea:
- È il contesto a essere sbagliato?
- Sei tu a essere sbagliata?
- O è autosabotaggio, il restare ancorati a ciò che non nutre più, per paura di ascoltare davvero la tua voce interiore?
Forse la chiave non è dare colpe, ma imparare a riconoscere quella parte di noi che stiamo mettendo a tacere. E forse solo così si può migliorare e avanzare.
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