Niewe Kerke. La Chiesa Nuova di Delft

Dal post precedente ho annunciato di un breve soggiorno in Olanda. Così ho deciso di raccontare alcune delle esperienze vissute. Il primo step è stato legato alla Voor de Kunst, la cabina telefonica dell’arte contemporanea (clicca), mentre la seconda testimonianza voglio dedicarla alla Niewe Kerke – La Chiesa Nuova.

Le sue origini si devono a un miracolo avuto nel 1351, quando un barbone vide una luce intensa provenire dal cielo dalla quale emergeva la figura di Maria, madre di Cristo, seduta su un trono dorato.

La chiesa sorse in passato come costruzione lignea, poi, in seguito a varie vicende, fu eretta attraverso l’uso della pietra.
Ha un impianto a T – a croce latina – ed è costellata da vetrate istoriate su temi biblici che ne arricchiscono l’atmosfera durante tutta la visita.

Si ha a che fare con una struttura tardogotica che ha subito nel corso dei secoli angherie di ogni tipo (attacchi iconoclasti, incendi, esplosioni). Si narra che durante la seconda guerra mondiale i vetri furono tolti e custoditi nei sotterranei dello spazio per sottrarli alla violenza e alle barbarie distruttive dell’uomo appartenente a quel periodo.

Delft è la città dei principi. Nel cuore della basilica è conservato il mausoleo della famiglia reale olandese degli Orange – Nassau, inaccessibile ai più, le cui chiavi sono affidate al sindaco della città.

Due sono le cose che colpiscono della imponente costruzione:

1. Il Monumento all’eroismo

Costituito da 4 pilastri e un baldacchino al cui centro emerge la figura del principe Guglielmo d’Orange, essa è una vera e propria opera scultorea tridimensionale annoverata tra i cento monumenti Unesco dei Paesi Bassi.




2. Il campanile aguzzo che svetta su Markt Plaaz.



  

Alto oltre 108 metri è composto da una ripida salita a chiocciola – di 376 scalini – che si restringe piano piano arrivando in vetta.
La vista che si ottiene è una delle più belle di tutta l’Olanda.

Sono salita fino in cima e devo dire di aver apprezzato davvero il cuore dei Paesi Bassi.

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Qualcuno capirà meglio, soprattutto se ha presenti le nuvole che si ammirano nelle giornate di sole in questi territori, rappresentate in maniera esemplare da Joannes Veermer in “The View of Delft”.
Parlo dell’opera pittorica realizzata tra il 1661 e il 1664, oggi salvaguardata al Mauritshuis Museum a L’Aia (The Hague).

La Chiesa Nuova è dedicata a Sant’Orsola e al suo interno non è professata fede cattolica ma calvinista.  E’ dotata di un organo costituito da 3000 canne realizzato dalla famiglia Batz – Witte risalente a metà ottocento.

Per accedere al suo interno occorre un biglietto. Le formule disponibili di acquisto per la visita sono diverse:

  • Ticket singolo o cumulativo (quest’ultimo include la visita all’Oude Kerke – La Chiesa Vecchia – e al campanile.

Nella Niewe Kerke siamo su Markt Plaaz (La Piazza del Mercato) adiacente al quartiere cattolico, dove Vermeer ha vissuto con la moglie Catharina Bolsen.


 

Il passaggio tra l’area vecchia e quella nuova è di circa 5 minuti a piedi. Il persone di servizio al bookshop rilasca una mappa a vostro supporto in cui trovate una infarinatura generale della storia del luogo. E’ disponibile anche in lingua italiana.

Altre info su: http://oudeennieuwekerkdelft.nl/

7 pensieri su “Niewe Kerke. La Chiesa Nuova di Delft

  1. l’Olanda e gli olandesi sono un piccolo mondo a parte.. ricordo ancora con simpatia una arzilla vecchietta che fermammo x avere informazione su Edam.. 15 minuti secchi x imparare, noi, la giusta pronuncia che lei ripeteva all’infinito, qndo finalmte fu soddisfatta e noi esausti, ci diede tutte le informazioni che cercavamo..

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      1. x evitare figuracce ; ) se ci tornassi si pronuncia hiidmm lo ricordo come fosse ieri..
        si è vero hai qlla sensazione che loro sono sempre felici.. lo Stato gli programma la vita e vivono tranquilli..

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      2. AHAHA che cosa brutta “lo stato gli programma la vita” – le cose funzionano, c’è ordine. In tutto questo hanno dei riconoscimenti civili assurdi. Io li stimo, certo poi quando esci fuori dalle zone turistiche l’ansia ti assale. del resto è come se andassimo a Roma in questi giorni con gli etiopi ovunque.

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