Liebe, Glaube und Hoffnung è una mostra ospitata al Museo Novecento di Firenze, allestita nelle sale espositive situate al piano terra del palazzo, racconta per la prima volta l’operato di André Butzer in una istituzione pubblica italiana.


L’artista parte da ispirazioni bibliche, in particolare dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi (13:13), ma gli aspetti dominanti della sua pittura derivano da una visione esasperata e grottesca dell’immaginario pop contemporaneo.

Butzer mantiene l’attenzione nelle tradizioni che arrivano dalle visioni romantiche ed espressioniste, e inserisce alcuni aspetti dell’immaginario disneyano che irrompe negli schermi di una condizione che spacca un racconto attraverso un linguaggio collettivo, strutturato e intrappolato, attorno ai canonici ideali di bellezza.



Per questo seppure l’impatto con la sua pittura risulta infantile e di disturbo, a contatto con alcuni titoli e osservazioni di sezioni laterali delle tele, si riscontrano spaccati di una situazione sociale attuale che ci ha raccolto in una visione catastrofica che è stata tragica nei periodi più tragici nella fase di pandemia da COVID-19.

La mostra delinea le fila di un passato che confluisce nel nostro quotidiano e gioca con un sentire religioso che pone il Museo Novecento in una chiave di osservazione interrogativa su questo fenomeno di indagine spirituale attorno all’arte come già era accaduto per le visioni di Sant’Antonio affrontate da Cecily Brown nella precedente esposizione ospitata in questi stessi spazi alcuni mesi fa.








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André Butzer. Liebe, Glaube und Hoffnung
a cura di Sergio Risaliti
Museo Novecento, Firenze
Fino al 9 giugno
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