Se c’è una cosa che mi ha colpito dell’ultimo libro di Zerocalcare è la totale assenza di ansia. Il lavoro di costruzione che compie l’autore è straordinario, trova un impianto narrativo basato su tre aspetti: il presente, il passato e l’intermezzo della radicalità sulle memorie ereditate.
Quanti, infatti, sono gli aspetti che non conosciamo di una persona? E se quella persona è tuo padre, come può cambiare la tua responsabilità nel guardare alla sua figura nel confronto con un momento che è centrato nelle ribellioni degli anni ’70? Cosa c’entra tutto questo con le persone che hanno frequentato la tua casa fin da bambino?
Il gioco di Calcare è di tornare indietro, come se il suo personaggio si rendesse conto di quanto non ha appreso rispetto al suo presente e fosse rimasto in sospeso in alcuni punti incomprensibili.
Per la prima volta lo specchio sociale che racconta cambia angolazione, la paura perde forza, si colloca su una persona che conosce in apparenza.
Gli amici sono quasi assenti rispetto ai suoi precedenti fumetti e spuntano nuovi i nemici rabbiosi convinti che la sua notorietà, l’esposizione pubblica, voglia dire arrivare a umiliare e rovinare qualcun’altro per prendere possedimento di un luogo per farne meta di distruzione.
Si viaggia ed è un viaggio che parte da Roma per arrivare in Veneto, in una frase che cattura subito l’attenzione che poi è la sua eredità:
“La montagna non dimentica“.
In questo scenario enigmatico si sviluppa un punto privato che è una storia pubblica di conti in sospeso. Gli anni delle ribellioni che storia ci hanno lasciato in termini di condizione pubblica? Siamo noi quarantenni ad averne pagato lo scotto? Come dobbiamo reagire alla storia, a quella porzione di vissuto più grande di noi che hanno immaginato proprio i nostri padri che oggi fischiettano pensando alla figa e a Finardi?
Zerocalcare per la prima volta apre a una lettura matura nel linguaggio in una ricerca di confronto tra figure maschili, quelle più conflittuali, e ha il coraggio di mostrarsi in una fragilità che per molti rappresenta ancora oggi un ostacolo per non apparire forti.


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Quando muori resta a me – Zerocalcare
Baopublishing, 2024
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