Alfredo Jaar, profilo.

Artista, architetto, film – maker, nasce a Santiago del Cile nel 1956. Vive e lavora a New York. Si occupa di temi precisi, che pongono al centro – con giusta distanza – condizione umana, libertà e impegno politico. Il suo è un bricolage che si autoalimenta in maniera costante in proficui scambi tra studio e comparazione. Esordisce nella sua terra d’origine tra il 1979 e il 1981, in una serie d’interventi taglienti: decostruendo, con un’inchiesta incisiva, il consenso mediatico architettato dal dittatore Augusto Pinochet. Jaar si autoesilia negli Stati Uniti alla metà degli anni ’80, dove da qui, parte, attraversa, e immerge, in paesi sfruttati, controllati da poteri economici sovranazionali. Nasce così l’esigenza di sviluppare lavori come quelli sugli schiavi delle miniere d’oro in Serra Pelada – Brasile (Introduction to a Distant World, 1985); sulle discariche di rifiuti tossici tra Italia e Nigeria (Geography = war, 1991); sul genocidio in Rwanda. In attività recenti ha rafforzato l’uso della parola: il dire sull’abitudine del vedere (The suond of Silence, 2006). Cerca un rapporto empatico col pubblico; punta al risveglio della una coscienza collettiva attiva. Partecipa a biennali e quinquennali (Venezia, Istanbul, San Paolo, Kassel), e ha ricevuto riconoscimenti importanti per la sua carriera: Guggheneim Fellowship (1985); il Mc Arthur Award (2000) e il Premio Extremadura a la Creaciòn (Spagna, 2006). Sue mostre si sono avute al New Museum of Contemporary Art (New York); alla Whitechapel Gallery (Londra); al MACRO (Roma); al Pergamon Museum (Berlino). In Italia, di recente, ha compiuto azioni di Public Art a Milano (Questions Questions, Cultura dove sei?, 2010). Nel 2005 è stato visiting professor al Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Antonio Ratti a Como. Rappresenterà lo stato del Cile alla prossima Biennale di Venezia curata da Massimiliano Gioni.

Dura due ore il video che lascerò qui sotto;  consultato per scrivere questo articolo appena letto, per  presentarlo in mostra la scorsa estate, si tratta di un incontro organizzato dalla Smithsonian American Art Museum, nella sua sezione latina. Consiglio di vederlo se avete un po’ di tempo libero .

Sito ufficiale: http://www.alfredojaar.net/

Qui le sue opere piu’ famose, link a Youreporter — >Clicca


2 pensieri su “Alfredo Jaar, profilo.

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