La XIII edizione di “Stills of Peace and Everyday Life – Italia e Argentina: Global Identity” pone al centro il tema dell’identità contemporanea, ma la visita alle mostre di Atri evidenzia come siano le specificità delle ricerche artistiche a dare corpo e significato al progetto, talvolta superando il tema stesso e trasformandolo in uno strumento di lettura spezzato.
In “Global Identity”, a cura di Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato, i lavori di Nicola Samorì emergono per la forza della materia e del gesto pittorico. Le abrasioni, le alterazioni della superficie non sono solo interventi sull’immagine, ma una riflessione sulla memoria e sulla fragilità della forma. La ricerca va letta anche nella scelta dei materiali che sostengono il gesto pittorico, supporti e superfici diventano parte integrante dell’opera, verificando la capacità della materia di resistere, trasformarsi e dare corpo e valore del pensiero dell’artista.
In “Stills of Peace for Young”, a cura di Eva Comuzzi e Giovanna Dello Iacono, la ricerca di Satya Forte emerge con particolare evidenza. Il suo lavoro possiede un nucleo concettuale e una maggiore maturità di ricerca tali da imporsi all’interno del percorso espositivo e ridimensionando la presenza degli altri artisti selezionati. Questo elemento evidenzia la solidità di una pratica che, nel corso degli anni, ha saputo distinguersi per intensità, capacità di approfondimento e forza attrattiva dello sguardo nonostante la figurazione minimale. Una presenza significativa per una artista under 35, capace di dimostrare come una ricerca personale e coerente possa costruire un linguaggio riconoscibile nel giro di pochi anni.
L’allestimento complessivo presenta momenti di grande eleganza e attenzione allo spazio – soprattutto negli ambienti in cui si manifesta la presenza delle opere di Nicola Samorì. Qui il rapporto tra architettura, materiali e opere non si limita a valorizzare il gesto pittorico, ma ne amplifica la lettura: oltre alla forza dell’intervento sulla superficie, emerge la necessità di considerare la tenuta dei materiali scelti come parte integrante della ricerca in elementi capaci di sostenere la tensione fisica e concettuale del lavoro e nei corpi trasfigurati.
Come nelle precedenti edizioni di “Stills of peace”, un nodo critico della manifestazione è rappresentato dalla frammentazione dei contenuti. La ricchezza delle proposte indebolisce la percezione del tema centrale, rendendo meno immediato il percorso del visitatore. La sfida di questo progetto di arte contemporanea è da sempre di rafforzare la mediazione culturale, non semplificando la complessità delle opere, ma costruendo strumenti capaci di accompagnare il pubblico nella lettura dei diversi livelli di significato. L’accessibilità ai contenuti diventa il vero handicap del progetto, necessaria per trasformare la qualità delle ricerche artistiche in un’esperienza realmente condivisa che non si può eclissare solo con la gratuità alla mostra.
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STILLS OF PEACE AND EVERYDAY LIFE XIII
Italia e ARGENTINA: GLOBAL IDENTITY
Global Identity
Luciana Lamothe, Nicola Samorì
A cura di Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato
STILLS OF PEACE FOR YOUNG
Satya Forte, Agustina Leal, La Porkeria Mala, Gianlorenzo Nardi, Maria Positano
A cura di Eva Comuzzi e Giovanna Dello Iacono
Cisterne di Palazzo Acquaviva
Atri (TE)
Fino al 13 settembre – ingresso gratuito
Fondazione ARIA – https://www.stillsofpeace.com/
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