La guerra è dichiarata – Valérie Donzelli

Buongiorno mondo, stamattina mi alzo con la voglia di parlarvi dell’ultimo film che ho visto stanotte. Si tratta dell’opera autobiografica di Valérie Donzelli, dal titolo La guerra è dichiarata.

La trama non è di certo leggera. E’ una storia che narra le vicissitudini di una giovane coppia di fronte alla malattia di un figlio. Un cancro al cervello che perseguiterà le esistenze di Juliette e Romeo, padre e madre, per otto anni.

Non è un piagnisteo lasciato lì ad affondare nella disperazione della perdita; non ci troviamo di fronte alla esasperazione del dolore come nella Stanza del figlio di Nanni Moretti. Qui, in questo lavoro francese, emerge, in ogni singolo frame, una felicità sterminata, per una vita che deve essere salvata.

Si tratta infatti di una sorta di elogio alla resistenza, nonostante la prefigurazione shakespeariana dei nomi dei due personaggi, e un incipit chiaro su quello che sarà il corso della pellicola e delle loro vite.

Il montaggio è ben fatto. Veloce, alternato, vicino alle tecniche della nouvelle vague. In certi punti, in maniera percettiva, ho ritrovato un tocco dei The Dreamers di Bertolucci; tante piccole inquadrature alla Tarantino; Il favoloso mondo di Amélie;  frammetti del già citato Moretti e del tedesco Lola corre.

L’intimità mostrata dai personaggi potrebbe far rabbrividire un italiano medio che vede nella sofferenza un qualcosa si catartico e purificatorio. L’ironia dei due protagonisti, infatti, che giocano e scherzano in tutta la durata filmica, in eccessi ed esasperazioni, dona alla pellicola qualcosa di candido, non aleatorio e deciso, scartando del tutto la concezione cattolica di pietismo.

C’è una scena chiara in cui si prende il volo per qualcosa di più alto. L’inizio della guerra in Iraq e contemporaneamente la presa di coscienza del viaggio che condurrà ad affrontare il tumore di Adam.

Gli sceneggiatori aiutano ad avere una dimensione temporale precisa, che colloca in due tempi la materialità dell’esistenza, sposando in breve la dimensione di una causa pubblica e una privata.

Quello che aiuta lo spettatore a capire ed entrare nella psicologia filmica – senza ombra di dubbio – è la colonna sonora, che spazia dal classico al contemporaneo, caratterizzando le personalità e rendendole vive e forti allo stesso tempo. Tutto questo è rimarcato da una tecnica di ripresa di matrice documentaristica.

La guerra è dichiarata è un modello di vita militare che i due genitori si impongono quando il figlio passa a interventi di chemio e cure più insistenti. E’ qui che si capisce come il flusso intenso delle proprie emozioni si identifica con quello di Juliette e Romeo.

Il teatrale è dato dalla voce di un narratore che interviene nei cambiamenti repentini d’inquadrature (soprattutto nella prima fase), l’amplificazione della paura e della scoperta del problema.

La disperazione c’è, ma si supera come ogni altra cosa.

La fotografia della scena di chiusura è da brividi.
Plauso alla qualità della Sacher Distrubution.

Consigliato, soprattutto ai palati più esigenti.

Frase: Tu mi fai bene Juliette. Non avrei potuto vivere tutto questo con un’altra.

Trailer:

7 pensieri su “La guerra è dichiarata – Valérie Donzelli

  1. Bellissimo film in effetti! Fantastico il mondo in cui parla senza toni melodrammatici di un argomento così delicato. La colonna sonora secondo me è una chicca: me l’ascolto e riascolto in playlist su youtube spesso. Un saluto!!

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