Panorama Abruzzo: il punto dal 2019 a Italics. Mappature e resoconti dagli Stati Generali al talk 2023 – Auditorium del Parco – L’Aquila #artecontemporanea

Talk: Perché c'è così tanta arte in Abruzzo?, Panorama L'Aquila, Italics - 6 settembre 2023 ph. Amalia Temperini

Si è svolto giovedì 6 settembre alle ore 18 circa, all’Auditorium del Parco della città di L’Aquila, l’incontro dedicato alle arti contemporanee dal titolo Perché c’è così tanta arte in Abruzzo? Un panel che ha visto protagonisti Paola Capata (gallerista in veste di mediatrice), Simone Ciglia (curatore e critico), Silvano Manganaro (Docente Abaq), Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier (galleristi) in un appuntamento che ha avviato a una serie confronti e dialoghi durante le quattro giornate di Panorama L’Aquila, a cura di Cristiana Perrella, organizzate dal consorzio Italics Art.

La strutturazione del discorso ha inquadrato un pensiero serratissimo che ha messo in evidenza cosa è stato fatto in Abruzzo – nelle quattro province regionali – nel corso di un cinquantennio di storia su un settore che per questi luoghi rimane ancora di nicchia, per buona parte dei pubblici, nonostante la presenza di realtà potentissime che raggiungono numeri consistenti, in ambito locale e nazionale, grazie all’operato storico della Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso (Te) e la presenza della galleria Monitor, nella sua sede di Pereto, nella provincia aquilana, con le sue attività estive della Straperetana.

I discorsi hanno mostrato una mappatura che ha messo in luce l’importanza dell’Accademia di Belle Arti della città di L’Aquila, l’incisività di Pescara nella progettazione di Fuori Uso negli anni ’90, il ruolo giocato dal Museolaboratorio a Città Sant’Angelo (Pe), assieme alle nuove realtà ascendenti come le fondazioni di recente comparsa (Zimei/La Rocca) e l’azienda Pollinaria di Gaetano Carboni votata alla ricerca innovativa tra il settore agricolo e delle arti situata a Civitella Casanova (Pe).

Dal punto di vista dell’informazione culturale un ruolo di settore è stato portato avanti della Rivista Segno, ma anche da chi in è tornato Abruzzo dopo aver dato iniziazione alla magia con un nuovo contribuito che ci sta lasciando in eredità una precisa idea di territorio, di parco e museo, nel progetto No Man’s Land – terra di nessuno/terra di tutti avviato con l’opera di Yona Friedman a Loreto Aprutino (Pe) ad opera della No Man’s Land Foundation.

A questo si aggiunge un elenco di tante piccole realtà che perseguono una vocazione relazionale, sperimentale o di residenza come Guilmi Art Project (Ch), RAMO – Ritratto a Mano (Ch), Senzabagno (Pe) o Celeste Kunst (Te).

Rispetto a quanto accaduto nel 2019 – cioè al quadro emerso dagli Stati Generali dell’Arte Contemporanea – ABAQ – dove si è acclarata la necessità di una nuova immagine che parlasse di contemporaneo in Abruzzo, alcuni passi sono stati compiuti e portati avanti.

Il più importante e utile è stato pensato dalla Rivista Segno che da due anni ha avviato Segno d’Abruzzo: un piano editoriale territoriale che funziona da guida gratuita e che concentra le attività estive con una edizione speciale mirata e valida anche per chi si approccia alla conoscenza di questa regione alla ricerca delle arti contemporanee da semplice fruitore.

Dal punto di vista artistico, due sono i momenti che potrebbero ispirare ed essere ricondotti alla ricerca di una nuova immagine per questo territorio ed entrambi arrivano da due artisti di caratura internazionale quali sono Matteo Fato e Giuseppe Stampone.

Matteo Fato ci riesce in piena pandemia, nel 2020, a centrare un obiettivo nel corso dell’edizione della Straperetana di quell’anno. L’artista pone nella sua ricerca un nuovo elemento materico con una definizione specifica su cosa è l’Abruzzo per la sua persona, definisce i lineamenti, i colori e i confini e salda un potere che è parola in una opera che custodisce al suo interno una tradizione orafa, alchemica e di linguaggio.


Giuseppe Stampone – in modo speculare – a settembre 2023, cattura i riflettori in modo spettacolare nel pieno di uno degli eventi fieristici e di progettazione culturale più importanti per questo Paese e lo realizza con segni, contenuti e produzioni che hanno saputo fare – e fanno – di questa di regione la storia culturale e imprenditoriale di un intero territorio che parla all’Italia con le sue eccellenze.

Se da una parte il riepilogo di queste sinergie mostra la sincera capacità di analisi da parte di chi crede alle potenzialità di questo territorio e i due artisti ne stanno trattenendo la luce il più possibile per rendere l’Abruzzo oggetto di discussione sotto il profilo della contemporaneità in ambito nazionale, c’è da chiedersi cosa rimane rispetto alla domanda posta dalla curatrice Cristiana Perrella sulla questione della testimonianza nelle argomentazioni e nei ruoli d Panorama L’Aquila, a che tipo di grado ci troviamo nella costruzione del valore sulla nostra immagine e quanto questo incide su chi l’arte la fruisce, la acquista o la consuma: le persone comuni, i collezionisti, i turisti.

Quali sono i dati? Qual è il mercato? Come si muove il collezionismo contemporaneo abruzzese? Esiste un collezionismo abruzzese? Chi arriva in Abruzzo? Esistono dei percorsi? Chi sono gli operatori turistici e quali sono quelli specializzazati in ambito di contemporaneo? Quante e quali progetti si possono includere? Come si relaziona la popolazione abruzzese ai linguaggi contemporanei? Che impatto ha l’arte contemporanea sugli abruzzesi? Quanto è grande il bacino turistico di questo settore? Come mai gli eventi rimangono eventi temporanei e si svolgono sempre in estate? Come ci si muove tra città e provincia e quale è la loro differenza e unicità? Quali sono le infrastrutture che permettono gli spostamenti? Come viaggiano e quanto si spostano i cittadini all’interno della propria regione? Qual è la condizione lavorativa degli operatori abruzzesi del contemporaneo? E quale quella di artiste e artisti?

Sono anche queste domande che meritano risposte e che potrebbero aiutare a orientare le scelte di fruizione pronte a rendere queste area italiana più competitiva per chi la vive nel quotidiano, per chi ha scelto di rimanerci in ogni stagione dell’anno, per chi la sceglie come semplice meta di vacanze estive o invernali, ma anche per chi vorrebbe fare una semplice passeggiata fuori dai soliti circuiti religiosi, di archeologia o di derivazione medievale, senza porsi tanti problemi.

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Talk
Perché c’è tanta arte in Abruzzo?
con Paola Capata, Simone Ciglia, Silvano Manganaro, Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier
Auditorium del Parco, viale delle Medaglie d’Oro (Aq)

Gli Stati Generali dell’Arte in Abruzzo? Facciamo il punto.
Link (2020)

Stati Generali dell’Arte e della Formazione artistica contemporanea in Abruzzo #artecontemporanea #abaq [#cultura]
Link (2019)

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