Divorato in un giorno A cosa Serve l’arte di Hans Ulrich Obrist con Gianluigi Ricuperati è un piccolo volume che mette in evidenza delle domande.
È un quadro su molte riflessioni: come si possono costruire mondi nella mancanza di risposte in chi viaggia in parallelo agli artisti?
La velocità è l’anticipazione: Obrist è uno svizzero anomalo e proprio questa peculiarità è stata la parte che Alighiero Boetti ha captato con una osservazione che si è potenziata in una risorsa.
Si legge la capacità di essere attenti al mondo, e su questo solo gli artisti, con il loro ruolo decisivo impiantato nel lavoro, possono deviare il corso, anche quando la programmazione di un progetto è stata pensata a quattro mani.
Tra le questioni più importanti: l’impatto ambientale delle produzioni artistiche su quello che è il nostro ecosistema; la tecnologia, l’architettura, la letteratura; le persone che lo hanno ispirato e che appartengono al quadro generale di chi è stato rapido a captare come decostruire per riassettare il tiro che guarda alle possibilità.
Come può un archivio essere ripensato senza l’ordine precostituito di chi è cresciuto con una condizione statica di ricerca? La distopia come si trasformerà con l’uso sempre massiccio delle innovazioni? Quanto la filosofia e la psicoanalisi possono contribuire ad estendere le potenzialità dell’industria artistica contemporanea? In che modo l’utopia è futuro? E quale sarà l’eredità del nostro archivio sul futuro?
Il libro è un acceleratore per chi vuole segmentare il proprio dialogo interiore e capire che il presente è già con uno sguardo altrove.


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A che cosa serve l’arte
Hans Ulrich Obrist con Gianluigi Ricuperati
Marsilio, 2023
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