Nessuna linea disegnata è un orizzonte. La mostra di Pierluigi Calignano al Museolaboratorio – Città Sant’Angelo (PE) #arte

Pierluigi Calignano. Nessuna linea è un orizzonte a cura di Maurizio Coccia - Museolaboratorio - Città Sant'Angelo (Pe) ph. Amalia Temperini

Sono d’accordo, e sono d’accordo in parte, su quanto dice Maurizio Coccia nel suo testo critico dedicato alla mostra Pierluigi CalignanoNessuna linea disegnata è un orizzonte, tutt’ora in corso al Museolaboratorio di Città Sant’Angelo (PE).

L’artista ha una influenza ridotta nell’esperienza del visitatore, poiché la responsabilità di attraversamento dello spazio dipende da chi e da che velocità di movimento sceglie di adottare nella fruizione, anche se a Calignano rimane l’intero comparto registico della composizione. Questo potrebbe essere un filo conduttore di osservazione che porta il dialogo su più fronti di apertura tra chi l’opera la crea e chi la vive, ma la questione centrale è chiedersi se si è davanti a un processo di restituzione minimale, optical e quanto incide sul gioco di relazioni impiantate nella dimensione di percezione.

La risposta a questo dipende proprio dalla precedente osservazione. Se stessimo a considerare quanto detto da Olafur Eliasson e gli studi del colore su questi due elementi che influenzano la nostra visita, allora si potrebbe dire che siamo di fronte a una mostra interminabile, poiché duplica e triplica l’esperienza di permanenza nel luogo in segni geometrici nel ridefinire una architettura dello spazio dove le pieghe e le linee dettano il ritmo e l’agire di chi guarda.

Maurizio Coccia rende chiaro un passaggio sulla trasformazione e sceglie per i suoi concetti la teorie della filosofa statunitense Judith Butler nel riferimento all’individualità, alla collettività e alla socialità sul contemporaneo nel quotidiano.

Chi conosce gli ambienti museali, sa che l’architettura dello spazio è circolare. Questo comporta – di solito – una uscita dal segmento ambientale, tra un dentro e un fuori, in un dialogo, tra interno ed esterno, che affaccia il Museolaboratorio verso un cortile, simbolo della trasformazione che ha diversi momenti: sostare, ripercorrere un meccanismo già vissuto o uscire dai giochi andando via dalla struttura.

In questa occasione autunnale le porte sono chiuse e si è costretti a tornare indietro nel pieno del processo voluto da Calignano, e nel farlo, bisogna tenere conto di come esistano altre individualità con le loro opere in stretto rapporto all’artista ospite (Giuseppe Stampone, Stefano Ventili, Bruna Esposito, ecc.). Si tratta di un dato utile per chi sceglie di soffermarsi, poiché dentro si crea una percentuale di spazio per un ulteriore segmento che potrebbe essere la propria coscienza.

In questo arbitrarietà, tempo di durata e di movimento si compie la mutazione, che è una scelta di adattamento e resistenza in una celebrazione che è la propria volontà di permanenza.

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Pierluigi CalignanoNessuna linea disegnata è un orizzonte
a cura di Maurizio Coccia
Museolaboratorio – ex Manifattura Tabacchi – Città Sant’Angelo (PE)
fino al 2 dicembre

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