Riflessioni continue su Artisti e Designer – il libro di Bruno Munari

Avevo già parlato di questo libro nel lontano 2020, ma oggi desidero approfondire le idee di Bruno Munari, specialmente in un contesto contemporaneo in cui i confini tra arte, design e artigianato continuano a sfumarsi. Esistono ancora operatori culturali che confondono queste categorie e praticano la loro professione senza conoscere gli strumenti fondamentali di riconoscibilità, creando confusione tra i fruitori. Questo fenomeno può portare a pregiudizi attorno alla figura degli artisti e delle professioni legate alla creatività, minando la loro legittimità e il loro valore percepito nella società.

Nel suo libro, Munari distingue nettamente tra artisti e designer. L’artista si concentra sull’espressione personale e sull’innovazione, mentre il designer si occupa di funzionalità e praticità. Questa differenza è cruciale, poiché l’artista crea per il piacere estetico, mentre il designer si impegna a risolvere problemi attraverso il design.

Un altro aspetto fondamentale che Munari sottolinea è l’importanza dell’interazione. L’opera d’arte o di design deve coinvolgere il pubblico, trasformando l’esperienza creativa in un momento condiviso. In un’epoca dominata dal digitale, questo coinvolgimento diventa essenziale per la fruizione e l’apprezzamento delle opere.

Munari afferma che arte e design sono due facce della stessa medaglia, strumenti di comunicazione e creatività. Questa sinergia è sempre più importante in un mondo in rapido cambiamento, dove le esperienze estetiche si intrecciano con le esigenze pratiche.

La confusione tra arte e artigianato è un altro punto critico che Munari affronta. Chiarisce che l’artigiano crea oggetti funzionali seguendo tecniche tradizionali, mentre l’artista si esprime liberamente. Questa distinzione è essenziale per apprezzare il valore di entrambe le pratiche e la loro contribuzione alla cultura.

Un concetto chiave nel libro è il valore della sperimentazione. Munari incoraggia artisti e designer a giocare con le idee, abbracciando il fallimento come parte integrante del processo creativo. Questa apertura all’errore non solo stimola la creatività, ma rappresenta anche un’opportunità di apprendimento fondamentale.

In più, se non si è ancora letto il libro di Munari, l’invito è a farlo. Le sue riflessioni sono fonte di ispirazione e aiutano a comprendere meglio il lavoro creativo assieme alle sue sfaccettature. Con esso ci si può interrogare e capire quale valore attribuiamo al fallimento nel nostro percorso creativo, cioè se esso è semplice ostacolo o un passo necessario verso il miglioramento e l’innovazione utilizzando questi strumenti umani per migliorare la società.


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