Alla parte meritevole di essere fotografata, era vietato fare foto, ma quando sarà riaperto al pubblico, l’unico punto meritevole di una visita a Loreto Aprutino, di quelli visti ieri con le Giornate FAI di Primavera, è la Chiesa di Santa Maria in Piano che custodisce un grande affresco tardo gotico/rinascimentale da fare rabbrividire i presenti per la sua assoluta meraviglia.
La particolarità di questa chiesa è data anche dalle numerose incisioni di preghiera invocate alla Vergine sulle pareti laterali in cui sono narrate le storie di San Tommaso D’Aquino.
L’impatto assoluto è però nella visione del Giudizio Universale, realizzato con un incrocio di tradizioni religiose che attingono ai vari processi di monachesimo che hanno attraversato l’area vestina (in realtà abruzzese).
Nelle pitture è possibile vedere rimandi alla tradizione islamica, cattolica, e per chi ha un occhio attento rivedere anche la letteratura dantesca in aspetti che descrivono l’attraversamento delle anime degli ignavi nel passaggio da inferno a purgatorio.
L’elemento straordinario della pittura – secondo me – è dato nella parte bassa dell’affresco, nel passaggio del fiume con un ponte a filo – un ponte la cui struttura si modella in base al peso dei peccati dell’anima del soggetto che si appresta a superare il proprio livello umano nell’ingresso al regno dei morti.
Il resto, quello che riporto in queste foto, è solo un aspetto minore rispetto alla potenza di quel luogo.














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